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Geronticus eremita

L’ibis eremita (Geronticus eremita Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Threskiornithidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Ordine Pelecaniformes,
Famiglia Threskiornithidae,
Sottofamiglia Threskiornithinae,
Genere Geronticus,
Specie G. eremita.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ibis eremita è un uccello classificato in pericolo di estinzione, Un tempo il suo areale era molto esteso: comprendeva praticamente in tutto il Nordafrica ed il Medio Oriente, oltre che nelle aree montane e nelle scogliere dell’Europa meridionale, ma anche in Svizzera, Austria e Germania; numerose colonie erano situate lungo il Danubio ed il Rodano.
Purtroppo, intorno a partire da 300 anni a questa parte, la specie si è avviata verso un lento ed inesorabile declino che ne ha causato la sparizione prima dall’Europa centrale, poi dall’Europa meridionale.
In Nordafrica, la popolazione di questi uccelli è rimasta invece piuttosto stabile fino alla metà del XX secolo, quando anche qui vi è stata una diminuzione costante del numero di ibis eremita: l’ultima colonia algerina di questi uccelli è scomparsa alla fine degli anni ottanta, mentre in Marocco si è passati dalle 38 colonie nidificanti censite nel 1940 alle 15 del 1975. L’ultima colonia presente sui Monti dell’Atlante non ha più fatto ritorno dalla migrazione nel 1989.
Allo stato attuale, gran parte di questa specie di uccelli è concentrata in Marocco, dove sono state censite tre colonie nidificanti nel Parco nazionale di Souss-Massa ed una grossa colonia alla foce dello Oued Tamri, nei pressi di Agadir, per un totale di circa 700 esemplari nel 2019: fra i due siti vi è un costante scambio naturale di individui.
Un’altra colonia si trova in Turchia, nei pressi della cittadina di Bireçik nel sud-est del Paese, dove si è conservata per secoli grazie alla protezione delle autorità religiose locali, in quanto la migrazione annuale degli ibis tradizionalmente guida i pellegrini hajj verso La Mecca: ancora oggi esiste una festa che celebra il ritorno di questi animali dalla migrazione verso sud. La colonia turca di ibis eremita contava circa 3000 esemplari fino agli anni settanta: in seguito il numero di esemplari di ritorno dalla migrazione si è ridotto drasticamente e a nulla è valso un tentativo di reintroduzione di coppie riproduttrici nel 1977.
Per fortuna la popolazione turca di Geronticus eremita, che viene mantenuta in semi-cattività per volere del governo, gode di buona salute ed è in crescita numerica.
L’obiettivo è quello di consentire la migrazione non appena il numero di adulti della colonia supererà le 100 coppie riproduttrici. Periodicamente alcuni esemplari vengono marcati e lasciati liberi di migrare verso sud.
La popolazione turca selvatica di ibis eremita è diminuita invece in maniera costante, fino al punto di non contare più coppie riproduttrici nel 1992.
Da riportare invece che nella primavera del 2002 degli studiosi hanno scoperto nel Deserto siriano, nei pressi del sito archeologico di Palmira, ancora popolazioni isolate di ibis eremita, nonostante questo uccello fosse stato dichiarato estinto in Siria circa 70 anni prima: in particolare, vennero trovati quindici siti di nidificazione abbandonati ed uno ancora occupato da una colonia nidificante. La popolazione siriana avrebbe un tasso di fertilità, ma anche di mortalità, maggiore rispetto a quanto riscontrabile in quelle turca e marocchina: tuttavia, nonostante l’arrivo spontaneo nella colonia di alcuni individui di provenienza turca, nel 2010 nel sito di Palmira non rimaneva che una coppia nidificante con tre adulti.
In aggiunta a questi rilevamenti, sporadicamente vengono segnalati esemplari di uccelli identificabili come esponenti di questa specie in Arabia Saudita, Yemen, Israele, Mauritania ed Eritrea: altre segnalazioni, specialmente in Europa, possono anche derivare dall’erronea interpretazione di avvistamenti di mignattaio, il quale, sebbene più piccolo e slanciato rispetto all’ibis eremita, specialmente in volo può facilmente essere confuso con esso.
Il suo habitat, a differenza della maggior parte degli appartenenti alla propria famiglia, che vivono in aree umide e nidificano sugli alberi, è quello delle zone rocciose e le scogliere, dove nidifica, in prossimità di zone steppose o semiaride dove cercare il cibo. Nei pressi delle zone di nidificazione deve trovarsi comunque sempre una fonte d’acqua.
La diminuzione delle popolazioni di questo uccello è legata a vari fattori quali: le attività venatorie, la distruzione di habitat steppico, dall’agricoltura intensiva e dall’uso di pesticidi.

Descrizione –
L’ L’ibis eremita è un uccello di grandi dimensioni con una lunghezza di 70-80 cm circa, un’apertura alare di 125-135 cm, per un peso raramente supera i 500 grammi. Presenta un leggero dimorfismo sessuale con i maschi che tendono ad avere dimensioni leggermente maggiori a parità d’età rispetto alle femmine; inoltre presentano un becco leggermente più lungo.
Presenta un piumaggio completamente nero corvino in ambedue i sessi: sul petto ed in particolare sulle ali sono presenti riflessi metallici di colore verde, violetto e bronzeo, mentre le copritrici alari presentano una caratteristica sfumatura di colore rosso-rame. Sulla cervice e sulla parte posteriore del collo le penne sono arruffate a formare una sorta di gualdrappa, mentre sulla nuca esse appaiono lanceolate e sono parzialmente erettili a formare un ciuffo. Le parti nude del corpo sono di colore carnicino-rossiccio.
La conformazione delle gambe è robusta e queste sono alquanto lunghe e presentano sulle quattro dita forti unghie leggermente uncinate, delle quali tre sono rivolte in avanti ed uno all’indietro.
Gli occhi di questo uccello sono grandi e posti lateralmente; presentano una pupilla rotonda e sono di colore giallo-ocra.
Il becco, di colorazione rossa, è molto lungo e leggermente ricurvo, largo alla base e tendente al graduale restringimento man mano che si procede verso la punta.
I giovani esemplari presentano già il tipico piumaggio nero,lm tuttavia il becco è di colore grigio-nerastro e le zone di pelle nuda, molto meno estese che nell’adulto, sono dello stesso colore. I giovani presentano infatti piume lanceolate piuttosto rade di colore grigio-biancastro su tutta la testa, fatta eccezione per un cerchio di pelle nuda attorno agli occhi ed al becco. Tali piume tendono a cadere con l’età, e le zone di pelle nuda tendono ad acquistare il colore rossiccio tipico dell’adulto man mano che l’animale cresce e raggiunge la maturità.

Biologia –
L’ibis eremita raggiunge la maturità sessuale non prima dei tre anni anche se è piuttosto raro che un esemplare cominci a riprodursi prima di aver compiuto 4-5 anni.
Il periodo riproduttivo è quello estivo. Il maschio, una volta individuato un sito atto alla nidificazione, lo pulisce con cura da eventuali piante e lo mostra con insistenza alla femmina prescelta: il tutto viene accompagnato dall’arruffamento delle piume della nuca e dall’emissione di bassi gorgoglii da parte del pretendente. Se la femmina gradisce la località dove è ubicata la cavità, allora cede alle avances del maschio e i due formano coppia fissa.
Il luogo di nidificazione corrisponde ad una cavità nella roccia in una falesia rocciosa o in una scogliera, o comunque in un luogo scosceso e difficile da raggiungere ad eventuali predatori terrestri: in passato, quando questi uccelli erano diffusi anche in Europa, molti di essi sceglievano come luogo per la nidificazione i merli e le finestre dei castelli o di altri edifici abbandonati.
Il nido è costruito con un ammasso di ramoscelli posti in forma circolare e foderato con erba o paglia. In questo nido la femmina depone da 2 a 4 uova dalla superficie ruvida, del peso di una cinquantina di grammi ed inizialmente di colore azzurrino con macchie marroni: durante l’incubazione, tuttavia, l’intero uovo tenderebbe ad acquistare una tonalità bruno-giallastra.
La cova viene effettuata da ambedue i genitori, i quali si danno il cambio per i 24-25 giorni necessari all’incubazione: mentre uno cova, l’altro cerca il cibo per sé, oppure vigila i dintorni alla ricerca di eventuali fonti di disturbo per le uova.
Anche i piccoli vengono nutriti da ambedue i genitori almeno fino a quando non sono in grado di volare, cosa che avviene attorno al secondo mese di vita.
Sebbene siano solitamente animali silenziosi, nelle colonie gli ibis eremita possono emettere dei suoni simili a grugniti o miagolii nasali, il cui significato ai fini della comunicazione intraspecifica rimane oscuro.
L’aspettativa di vita di questo uccello, in cattività, è di circa 25 anni: il record di longevità è di 37 anni per un maschio e di 30 per una femmina. In natura, invece, si ritiene che la speranza di vita di questi uccelli non oltrepassi i 15 anni.

Ruolo Ecologico –
L’ibis eremita è un uccello gregario, che tende a passare in gruppo la maggior parte del suo tempo.
Nel periodo notturno le colonie rimangono al sicuro lungo le rupi o le scogliere che questi animali eleggono a propria dimora: alle prime luci dell’alba, dalle colonie si staccano gruppi anche di 100 esemplari, che in formazione a “V” si muovono alla ricerca di cibo, spostandosi anche di 10–15 km rispetto ai ricoveri notturni.
Questa specie si nutre principalmente di piccoli rettili che catturano scandagliando il terreno sabbioso col lungo becco. La dieta si basa anche su piccoli mammiferi ed uccelli, lumache, ragni e scorpioni.
A volte i maschi attendono che le femmine catturino qualcosa, per poi sottrarglielo in virtù della loro maggiore stazza.
Il Geronticus eremita, nella ricerca del cibo, predilige le aree steppose, tuttavia li si può trovare anche nelle aree coltivate o cespugliose. Qui questi uccelli si muovono al suolo camminando col becco tenuto perpendicolarmente ad esso e continuamente inserito a mo’ di sonda, pronto ad afferrare qualsiasi piccola preda capiti loro a tiro.
È una specie in pericolo di estinzione ed è stato uno dei primi animali in assoluto a divenire una specie protetta: fu infatti l’arcivescovo di Salisburgo Leonhard von Keutschach, nel 1504, ad emanare un decreto che sanciva il divieto assoluto per chiunque, eccezion fatta per i nobili, di uccidere questi uccelli, già allora in declino. Tale decreto risultò tuttavia poco efficace, in quanto ben presto questa specie di uccelli si estinse in Austria, come anche nel resto d’Europa.
Come specie in pericolo critico, è una delle specie principali alle quali si rivolge il piano di conservazione AEWA: la specie figura inoltre nell’appendice I della CITES, il che vuol dire che la cattura ed il commercio di questi animale è illegale e può avvenire solo in casi eccezionali, ad esempio a scopo di ricerca e con le opportune certificazioni.
L’ibis eremita un tempo era piuttosto diffuso lungo le zone rocciose e le scogliere di Europa meridionale, Medio Oriente e Nord Africa. Il declino numerico è cominciato secoli fa e almeno fino ai primi del ‘900 le sue cause sono ignote: dall’inizio del XX secolo però la popolazione di ibis ha subito un calo drastico, pari al 98% circa, dovuto alla combinazione di vari fattori, in primis la caccia di frodo, ma anche la distruzione dell’habitat per far posto ad allevamenti e piantagioni di tipo intensivo, l’utilizzo di fitofarmaci, il disturbo delle rotte migratorie e delle colonie riproduttive a causa dell’eccessiva antropizzazione.
Attualmente l’ibis eremita è scomparso dalla maggior parte dell’habitat originario e allo stato selvatico ne rimangono solo poche colonie isolate in Marocco e Siria (dove peraltro è stato riscoperto solo nel 2002), per un totale mondiale di circa 550 individui selvatici. Oltre alle colonie selvatiche sono però presenti, specialmente in Europa, colonie semiselvatiche o in cattività di questi uccelli per un totale di un migliaio di esemplari circa: a partire da queste sono in fase di studio o di attuazione vari programmi di reintroduzione dell’ibis eremita nel suo ambiente originario.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



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Geronticus eremita

The northern bald ibis or hermit ibis (Geronticus eremita Linnaeus, 1758) is a bird belonging to the Threskiornithidae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Animalia,
Phylum Chordata,
Aves class,
Order Pelecaniformes,
Threskiornithidae family,
Subfamily Threskiornithinae,
Genus Geronticus,
Species G. eremita.

Geographic Distribution and Habitat –
The hermit ibis is a bird classified as endangered.Once upon a time its range was very extensive: it included practically all of North Africa and the Middle East, as well as in the mountainous areas and in the cliffs of southern Europe, but also in Switzerland , Austria and Germany; numerous colonies were located along the Danube and the Rhone.
Unfortunately, around 300 years ago, the species started towards a slow and inexorable decline which caused its disappearance first from central Europe, then from southern Europe.
In North Africa, the population of these birds remained rather stable until the mid-twentieth century, when here too there was a constant decrease in the number of hermit ibises: the last Algerian colony of these birds disappeared in the late 1980s. , while in Morocco it went from 38 breeding colonies surveyed in 1940 to 15 in 1975. The last colony present in the Atlas Mountains never returned from migration in 1989.
At present, a large part of this bird species is concentrated in Morocco, where three breeding colonies in the Souss-Massa National Park and a large colony at the mouth of the Oued Tamri, near Agadir, have been recorded, for a total of about 700 specimens in 2019: between the two sites there is a constant natural exchange of individuals.
Another colony is located in Turkey, near the town of Bireçik in the south-east of the country, where it has been preserved for centuries thanks to the protection of the local religious authorities, as the annual migration of ibises traditionally drives hajj pilgrims to La Mecca: still today there is a festival that celebrates the return of these animals from the southward migration. The Turkish colony of hermit ibis counted about 3000 specimens until the seventies: subsequently the number of specimens returning from migration was drastically reduced and an attempt to reintroduce breeding pairs in 1977 was worthless.
Fortunately, the Turkish population of Geronticus eremita, which is kept in semi-captivity at the behest of the government, is in good health and is growing in numbers.
The goal is to allow migration as soon as the number of adults in the colony exceeds 100 breeding pairs. Periodically some specimens are marked and left free to migrate south.
On the other hand, the wild Turkish hermit ibis population has decreased steadily, to the point of no longer breeding pairs in 1992.
It should be reported instead that in the spring of 2002 scholars discovered in the Syrian Desert, near the archaeological site of Palmyra, still isolated populations of hermit ibis, despite this bird having been declared extinct in Syria about 70 years earlier: in particular, they were found fifteen abandoned nesting sites and one still occupied by a nesting colony. The Syrian population would have a fertility rate, but also a mortality rate, higher than that found in the Turkish and Moroccan ones: however, despite the spontaneous arrival in the colony of some individuals of Turkish origin, in 2010 at the Palmyra site there was nothing left but a breeding pair with three adults.
In addition to these findings, specimens of birds that can be identified as exponents of this species are sporadically reported in Saudi Arabia, Yemen, Israel, Mauritania and Eritrea: other reports, especially in Europe, may also derive from the erroneous interpretation of sightings of glossies, the which, although smaller and slender than the hermit ibis, especially in flight can easily be confused with it.
Its habitat, unlike most of the members of its family, who live in humid areas and nest on trees, is that of rocky areas and cliffs, where it nests, near steppe or semi-arid areas where to look for food. In any case, a source of water must always be found near the nesting areas.
The decrease in the populations of this bird is linked to various factors such as: hunting activities, the destruction of steppe habitat, intensive agriculture and the use of pesticides.

Description –
The hermit ibis is a large bird with a length of about 70-80 cm, a wingspan of 125-135 cm, for a weight that rarely exceeds 500 grams. It has a slight sexual dimorphism with males tending to be slightly larger at the same age than females; they also have a slightly longer beak.
It has a completely jet black plumage in both sexes: on the chest and in particular on the wings there are metallic reflections of green, violet and bronze color, while the wing coverts have a characteristic red-copper shade. On the cervix and on the back of the neck the feathers are ruffled to form a sort of saddlecloth, while on the nape they appear lanceolate and are partially erectile to form a tuft. The naked parts of the body are of a fleshy-reddish color.
The conformation of the legs is robust and these are quite long and have on the four fingers strong slightly hooked nails, of which three are turned forward and one back.
The eyes of this bird are large and placed sideways; they have a round pupil and are yellow-ocher in color.
The beak, of red color, is very long and slightly curved, wide at the base and tending to gradual narrowing as one proceeds towards the tip.
The young specimens already have the typical black plumage, however the beak is gray-black and the areas of bare skin, much less extensive than in the adult, are of the same color. In fact, the young have rather sparse lanceolate feathers of a whitish-gray color on the whole head, except for a circle of naked skin around the eyes and beak. These feathers tend to fall off with age, and areas of bare skin tend to acquire the adult reddish color as the animal grows and reaches maturity.

Biology –
The hermit ibis reaches sexual maturity no earlier than three years old although it is quite rare that a specimen begins to reproduce before it is 4-5 years old.
The reproductive period is the summer one. Once a nesting site has been identified, the male carefully cleans it of any plants and shows it insistently to the chosen female: everything is accompanied by the ruffling of the feathers of the nape and by the emission of low gurglings by the suitor. . If the female likes the location where the cavity is located, then she gives in to the advances of the male and the two form a fixed couple.
The nesting place corresponds to a cavity in the rock in a rocky cliff or in a cliff, or in any case in a steep and difficult place to reach for any terrestrial predators: in the past, when these birds were also widespread in Europe, many of them chose as a place for nesting the battlements and windows of castles or other abandoned buildings.
The nest is built with a cluster of twigs placed in a circular shape and lined with grass or straw. In this nest the female lays from 2 to 4 eggs with a rough surface, weighing about fifty grams and initially of a blue color with brown spots: during the incubation, however, the whole egg would tend to acquire a yellowish-brown hue. .
The hatching is carried out by both parents, who take turns for the 24-25 days necessary for the incubation: while one is brooding, the other looks for food for itself, or watches the surroundings for possible sources of disturbance for the eggs.
Even the young are fed by both parents at least until they are able to fly, which happens around the second month of life.
Although they are usually silent animals, in colonies, hermit ibises can emit sounds similar to grunts or nasal meows, the significance of which for intraspecific communication remains obscure.
The life expectancy of this bird, in captivity, is about 25 years: the longevity record is 37 years for a male and 30 for a female. In nature, however, it is believed that the life expectancy of these birds does not exceed 15 years.

Ecological Role –
The hermit ibis is a gregarious bird, which tends to spend most of its time in groups.
During the night the colonies remain safe along the cliffs or cliffs that these animals choose as their home: at the first light of dawn, groups of even 100 specimens detach from the colonies, which in a “V” formation move in search of food, moving up to 10-15 km compared to night shelters.
This species feeds mainly on small reptiles which they capture by probing the sandy soil with their long beak. The diet is also based on small mammals and birds, snails, spiders and scorpions.
Sometimes the males wait for the females to capture something, and then steal it from them by virtue of their greater size.
The Geronticus eremita, in search of food, prefers steppe areas, however they can also be found in cultivated or bushy areas. Here these birds move on the ground walking with their beak held perpendicular to it and continuously inserted like a probe, ready to grab any small prey that comes within range.
It is a species in danger of extinction and was one of the first animals ever to become a protected species: it was in fact the Archbishop of Salzburg Leonhard von Keutschach, in 1504, who issued a decree that sanctioned the absolute prohibition for anyone, except for the nobles, to kill these birds, already in decline then. However, this decree was not very effective, as this bird species soon became extinct in Austria, as well as in the rest of Europe.
As a critically endangered species, it is one of the main species targeted by the AEWA conservation plan: the species is also listed in Appendix I of CITES, which means that the capture and trade of these animals is illegal and can take place only in exceptional cases, for example for research purposes and with the appropriate certifications.
The hermit ibis was once quite common along the rocky areas and cliffs of southern Europe, the Middle East and North Africa. The numerical decline began centuries ago and at least until the early 1900s its causes are unknown: since the beginning of the twentieth century, however, the ibis population has suffered a drastic decline, equal to about 98%, due to the combination of various factors. , first of all poaching, but also the destruction of the habitat to make way for intensive breeding and plantations, the use of pesticides, the disturbance of migratory routes and reproductive colonies due to excessive anthropization.
Currently the hermit ibis has disappeared from most of the original habitat and in the wild only a few isolated colonies remain in Morocco and Syria (where it was rediscovered only in 2002), for a world total of about 550 wild individuals. In addition to the wild colonies, however, especially in Europe, semi-wild or captive colonies of these birds are present for a total of about a thousand specimens: starting from these, various programs for the reintroduction of the hermit ibis are being studied or implemented. in its original environment.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas of nesting birds, Gangemi Editore, Rome.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guide to the birds of Europe, North Africa and the Near East, Harper Collins Publisher, UK.



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Geronticus eremita

El ibis eremita o ibis calvo del norte (Geronticus eremita Linnaeus, 1758) es un ave perteneciente a la familia Threskiornithidae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Animal,
Phylum Chordata,
Clase Aves,
Orden Pelecaniformes,
Familia Threskiornithidae,
Subfamilia Threskiornithinae,
Género Geronticus,
Especie G. eremita.

Distribución geográfica y hábitat –
El ibis eremita es un ave clasificada como en peligro de extinción, antaño su distribución era muy extensa: abarcaba prácticamente todo el norte de África y Oriente Medio, así como en las zonas montañosas y en los acantilados del sur de Europa, pero también en Suiza, Austria y Alemania; numerosas colonias estaban ubicadas a lo largo del Danubio y el Ródano.
Desafortunadamente, hace unos 300 años, la especie inició un lento e inexorable declive que provocó su desaparición primero del centro de Europa y luego del sur de Europa.
En el norte de África, la población de estas aves se mantuvo bastante estable hasta mediados del siglo XX, cuando también aquí se produjo una disminución constante del número de ibis ermitaños: la última colonia argelina de estas aves desapareció a finales de la década de 1980. Marruecos pasó de 38 colonias reproductoras encuestadas en 1940 a 15 en 1975. La última colonia presente en las montañas del Atlas nunca regresó de la migración en 1989.
En la actualidad, una gran parte de esta especie de ave se concentra en Marruecos, donde se han registrado tres colonias de cría en el Parque Nacional de Souss-Massa y una gran colonia en la desembocadura del Oued Tamri, cerca de Agadir, para un total de aproximadamente 700 ejemplares en 2019: entre los dos sitios hay un constante intercambio natural de individuos.
Otra colonia se encuentra en Turquía, cerca de la ciudad de Bireçik en el sureste del país, donde se ha conservado durante siglos gracias a la protección de las autoridades religiosas locales, ya que la migración anual de ibis tradicionalmente impulsa a los peregrinos del hajj a La La Meca: todavía hoy hay un festival que celebra el regreso de estos animales de la migración hacia el sur. La colonia turca de ibis ermitaño contaba con unos 3000 ejemplares hasta los años setenta: posteriormente, el número de ejemplares que regresaban de la migración se redujo drásticamente y un intento de reintroducir parejas reproductoras en 1977 fue inútil.
Afortunadamente, la población turca de Geronticus eremita, que se mantiene en semi-cautiverio a instancias del gobierno, goza de buena salud y está creciendo en número.
El objetivo es permitir la migración tan pronto como el número de adultos en la colonia supere las 100 parejas reproductoras. Periódicamente, algunos ejemplares se marcan y se dejan libres para migrar al sur.
Por otro lado, la población silvestre de ibis ermitaño turco ha disminuido constantemente, hasta el punto de dejar de reproducirse parejas en 1992.
En cambio, debe informarse que en la primavera de 2002 los estudiosos descubrieron en el desierto sirio, cerca del sitio arqueológico de Palmira, poblaciones aún aisladas de ibis ermitaño, a pesar de que esta ave había sido declarada extinta en Siria unos 70 años antes: en particular, ellos Se encontraron quince sitios de anidación abandonados y uno todavía ocupado por una colonia de anidación. La población siria tendría una tasa de fertilidad, pero también una tasa de mortalidad, más alta que la encontrada en las turcas y marroquíes: sin embargo, a pesar de la llegada espontánea a la colonia de algunos individuos de origen turco, en 2010 en el sitio de Palmyra hubo no queda nada más que una pareja reproductora con tres adultos.
Además de estos hallazgos, esporádicamente se reportan especímenes de aves que pueden identificarse como exponentes de esta especie en Arabia Saudita, Yemen, Israel, Mauritania y Eritrea: otros reportes, especialmente en Europa, también pueden derivar de la interpretación errónea de avistamientos de satinados, los cuales, aunque más pequeños y esbeltos que el ibis ermitaño, especialmente en vuelo, pueden confundirse fácilmente con él.
Su hábitat, a diferencia de la mayoría de los miembros de su familia, que viven en zonas húmedas y anidan en árboles, es el de zonas rocosas y acantilados, donde anida, cerca de zonas esteparias o semiáridas donde puede buscar alimento. En cualquier caso, siempre se debe encontrar una fuente de agua cerca de las áreas de anidación.
La disminución de las poblaciones de esta ave está ligada a diversos factores como: las actividades cinegéticas, la destrucción del hábitat de las estepas, la agricultura intensiva y el uso de pesticidas.

Descripción –
El ibis eremita es un ave grande con una longitud de unos 70-80 cm, una envergadura de 125-135 cm, para un peso que rara vez supera los 500 gramos. Tiene un ligero dimorfismo sexual y los machos tienden a ser un poco más grandes a la misma edad que las hembras; también tienen un pico un poco más largo.
Tiene un plumaje completamente negro azabache en ambos sexos: en el pecho y en particular en las alas hay reflejos metálicos de color verde, violeta y bronce, mientras que las coberteras alares tienen un característico tono rojo-cobrizo. En el cuello del útero y en la parte posterior del cuello las plumas están rizadas para formar una especie de tela de silla de montar, mientras que en la nuca aparecen lanceoladas y son parcialmente eréctiles para formar un mechón. Las partes desnudas del cuerpo son carnosas-rojizas.
La conformación de las patas es robusta y estas son bastante largas y tienen en los cuatro dedos fuertes uñas ligeramente ganchudas, de las cuales tres están volteadas hacia adelante y una hacia atrás.
Los ojos de este pájaro son grandes y están colocados de lado; tienen una pupila redonda y son de color amarillo ocre.
El pico, de color rojo, es muy largo y ligeramente curvado, ancho en la base y que tiende a estrecharse gradualmente a medida que se avanza hacia la punta.
Los ejemplares jóvenes ya tienen el típico plumaje negro, sin embargo el pico es gris negruzco y las zonas de piel desnuda, mucho menos extensas que en el adulto, son del mismo color. De hecho, las crías tienen plumas lanceoladas bastante escasas de un color gris blanquecino en toda la cabeza, a excepción de un círculo de piel desnuda alrededor de los ojos y el pico. Estas plumas tienden a caerse con la edad y las áreas de piel desnuda tienden a adquirir el color rojizo adulto a medida que el animal crece y alcanza la madurez.

Biología –
El ibis eremita alcanza la madurez sexual no antes de los tres años, aunque es bastante raro que un espécimen comience a reproducirse antes de los 4-5 años.
El período reproductivo es el de verano. Una vez identificado un sitio de anidación, el macho lo limpia cuidadosamente de cualquier planta y lo muestra con insistencia a la hembra elegida: todo va acompañado del rumor de las plumas de la nuca y de la emisión de gorjeos bajos por parte del pretendiente. Si a la hembra le gusta el lugar donde se encuentra la cavidad, entonces cede a los avances del macho y los dos forman una pareja fija.
El lugar de anidación corresponde a una cavidad en la roca en un acantilado rocoso o en un acantilado, o en cualquier caso en un lugar empinado y de difícil acceso para cualquier depredador terrestre: en el pasado, cuando estas aves también estaban muy extendidas en Europa, muchos de ellos eligieron como lugar para anidar las almenas y ventanas de castillos u otros edificios abandonados.
El nido se construye con un grupo de ramitas colocadas en forma circular y revestidas con pasto o paja. En este nido la hembra pone de 2 a 4 huevos con una superficie rugosa, con un peso de unos cincuenta gramos e inicialmente de color azul con manchas marrones: durante la incubación, sin embargo, todo el huevo tenderá a adquirir una tonalidad marrón amarillenta.
La eclosión la realizan ambos padres, que se turnan durante los 24-25 días necesarios para la incubación: mientras uno está empollando, el otro busca comida por sí mismo, o vigila el entorno en busca de posibles fuentes de perturbación para los huevos.
Incluso las crías son alimentadas por ambos padres al menos hasta que pueden volar, lo que ocurre alrededor del segundo mes de vida.
Aunque generalmente son animales silenciosos, en las colonias, los ibis ermitaños pueden emitir sonidos similares a gruñidos o maullidos nasales, cuyo significado para la comunicación intraespecífica permanece oscuro.
La esperanza de vida de esta ave, en cautiverio, es de unos 25 años: el récord de longevidad es de 37 años para un macho y de 30 para una hembra. En la naturaleza, sin embargo, se cree que la esperanza de vida de estas aves no supera los 15 años.

Papel ecológico –
El ibis eremita es un ave gregaria, que tiende a pasar la mayor parte del tiempo en grupos.
Durante la noche las colonias permanecen seguras a lo largo de los acantilados o acantilados que estos animales eligen como su hogar: con las primeras luces del amanecer, grupos de hasta 100 ejemplares se desprenden de las colonias, que en formación de “V” se mueven en busca de alimento, moviéndose hasta 10-15 km en comparación con los refugios nocturnos.
Esta especie se alimenta principalmente de pequeños reptiles que captura al sondear el suelo arenoso con su largo pico. La dieta también se basa en pequeños mamíferos y aves, caracoles, arañas y escorpiones.
A veces, los machos esperan a que las hembras capturen algo y luego se lo roban en virtud de su mayor tamaño.
El Geronticus eremita, en busca de alimento, prefiere las zonas esteparias, sin embargo también se pueden encontrar en zonas cultivadas o arbustivas. Aquí, estas aves se mueven por el suelo caminando con el pico sostenido perpendicularmente y continuamente insertado como una sonda, listas para agarrar cualquier presa pequeña que se encuentre dentro de su alcance.
Es una especie en peligro de extinción y fue uno de los primeros animales en convertirse en una especie protegida: de hecho fue el arzobispo de Salzburgo Leonhard von Keutschach, en 1504, quien emitió un decreto que sancionó la prohibición absoluta para cualquier persona, excepto para los nobles, matar estos pájaros, ya en decadencia entonces. Sin embargo, este decreto no fue muy efectivo, ya que esta especie de ave pronto se extinguió en Austria, así como en el resto de Europa.
Como especie en peligro crítico, es una de las principales especies objetivo del plan de conservación de AEWA: la especie también está incluida en el Apéndice I de la CITES, lo que significa que la captura y el comercio de estos animales es ilegal y solo puede tener lugar en casos excepcionales. casos, por ejemplo con fines de investigación y con las certificaciones correspondientes.
El ibis eremita alguna vez fue bastante común a lo largo de las áreas rocosas y acantilados del sur de Europa, Oriente Medio y África del Norte. El declive numérico comenzó hace siglos y al menos hasta principios del siglo XX se desconocen sus causas: desde principios del siglo XX, sin embargo, la población de ibis ha sufrido un drástico descenso, equivalente a alrededor del 98%, debido a la combinación de varios factores. ., en primer lugar la caza furtiva, pero también la destrucción del hábitat para dar paso a la cría intensiva y plantaciones, el uso de pesticidas, la perturbación de rutas migratorias y colonias reproductivas por excesiva antropización.
Actualmente, el ibis ermitaño ha desaparecido de la mayor parte del hábitat original y en la naturaleza solo quedan unas pocas colonias aisladas en Marruecos y Siria (donde fue redescubierto solo en 2002), para un total mundial de alrededor de 550 individuos silvestres. Sin embargo, además de las colonias silvestres, especialmente en Europa, existen colonias semisalvajes o cautivas de estas aves para un total de alrededor de mil ejemplares: a partir de estas, se están estudiando o estudiando diversos programas para la reintroducción del ibis ermitaño. implementado en su entorno original.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas de aves nidificantes, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guía de las aves de Europa, África del Norte y el Cercano Oriente, Harper Collins Publisher, Reino Unido.



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