Come si propaga l’Aglio

Come si propaga l’Aglio

L’aglio (Allium sativum L.) è una pianta bulbosa coltivata della famiglia delle Liliaceae.
L’aglio, anche se la sua diffusione è ubiquitaria, ha origini sono asiatiche (probabilmente della Siberia sud-occidentale, da cui poi si è diffuso velocemente nel bacino mediterraneo.
L’aglio è una pianta conosciuta fin dai tempi antichi tanto che era già utilizzata dagli Egizi nel III millennio a.C e, successivamente, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi e dagli Indiani. Oggi viene coltivata in tutti i continenti ed è molto nota per l’uso culinario. In Italia viene coltivata maggiormente in Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia.
La pianta è una perenne rustica, coltivata come annuale.
Si ricorda che se il suo utilizzo principale è quello di condimento, è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.

Metodo di propagazione –
L’aglio si può coltivare o partendo da seme o dai bulbilli.
Il metodo più diffuso per coltivare l’aglio è la propagazione a partire dai bulbilli che costituiscono le cosiddette teste d’aglio.
Per un maggiore successo della germinazione si consiglia di tenere i semi in frigorifero per almeno quattro settimane, al fine di agevolare l’emergenza delle giovani piantine.
Utilizzando questo sistema il terreno deve essere suddiviso in piccole trincee, a cui aggiungere uno strato di circa 5 cm di sostanza organica per arricchire il suolo. Ricordiamo che ogni singolo bulbo d’aglio può produrre fino a otto piante.
Per procedere alla piantagione bisogna, innanzitutto, separate i singoli bulbilli (spicchi), assicurandosi che la pellicola bianca di rivestimento sia intatta, e quindi interrare i bulbi in file distanti almeno 15 cm tra loro, a una profondità di 2-3 centimetri, distanziati di almeno 10 centimetri l’uno dall’altro.
Durante l’impianto è fondamentale che ogni spicchio di aglio vada posizionato con la punta verso l’alto, e dopo aver ricoperto le trincee, bisogna proteggere, se possibile, la superficie con una pacciamatura di paglia e foglie secche.
Per la tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Periodo di propagazione –
Per quanto attiene all’epoca di piantagione il momento ideale è quello che va da settembre fino a dicembre, anche se nei climi più caldi è possibile arrivare anche all’inizio della primavera. L’importante è che passino almeno sei settimane prima che il terreno geli, in maniera che le radici si sviluppino prima che le piante entrino in dormienza.
Una buona regola è quella di interrare i bulbilli più grossi e sani in autunno nelle zone a clima mite (per l’aglio rosa, da consumare fresco in primavera) e all’inizio della primavera nelle zone fredde e umide (e per l’aglio bianco che può essere conservato).
Per le coltivazioni aziendali e per grandi estensioni si ricorre sempre più alla “semina” meccanica. Il trapianto deve essere preceduto, anche di pochi giorni, dalla separazione dei bulbilli dal dischetto, che può essere manuale o meccanica.

Propagazione per seme –
Come detto l’aglio può essere propagato anche per seme. Questa tecnica è comunque un’operazione più complicata, che richiede molto più tempo. In questo caso, una volta che le piante sono fiorite, bisogna raccogliere i piccoli semi neri, scuotendo i fiori maturi e secchi, e tenerli in un luogo asciutto fino a quando non li si semina.
Con questa tecnica si consiglia di mantenere i semi, ricoperti da poco terriccio, con una temperatura di almeno 15 °C. In primavera le piantine andranno piantate in pieno terreno, per ottenere i bulbi l’anno successivo.

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