Tricholomopsis rutilans

Tricholomopsis rutilans

Il Tricholomopsis rutilans (Tricholomopsis rutilans (Schaeff.) Singer, 1939) è un fungo basidiomicete appartenente alla famiglia delle Tricholomataceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Tricholomataceae e quindi al Genere Tricholomopsis ed alla Specie T. rutilans.
Sono sinonimi e binomi obsoleti i termini: Agaricus variegatus Scopoli (1772), Agaricus xerampelinus Scopoli (1772), Agaricus rutilans Schaeffer (1774), Agaricus aurantius Batsch (1783), Agaricus serratis Bolton (1788), Agaricus xerampelinus Sowerby (1796), Agaricus rutilans var. xerampelinus (Sowerby) Persoon (1801), Gymnopus rutilans (Schaeff.) Gray (1821), Tricholoma rutilans (Schaeff.) P. Kummer (1871), Cortinellus rutilans (Schaeff.) P. Karstem, Gyrophila rutilans (Schaeff.) Quèlet (1886), Tricholoma variegatum (Scop.) Saccardo (1887), Pleurotus rutilans (Schaeff,) Dumèe (1917), Tricholomopsis variegate (Scop.) Singer (1943), Tricholomopsis rutilans var. variegate (Scop.) Bon.

Etimologia –
Il termine Tricholomopsis proviene dalla desinenza greca òpsis, cioè simile a un Tricholoma. L’epiteto specifico rutilans deriva da rútilo rosseggiare, mandare bagliori, brillare come l’oro: rosso giallo o arancione lucente, splendente, rutilante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Tricholomopsis rutilans è un fungo che cresce a gruppi numerosi su legno morto e su ceppaie di conifere, soprattutto pino, nelle pinete mediterranee. Fruttifica dalla tarda estate all’autunno e, in stagioni favorevoli, fino all’inizio dell’inverno.

Descrizione –
Questo fungo si riconosce per avere un cappello di 4–16 cm di diametro, carnoso, convesso, campanulato, poi espanso, spesso umbonato. La superficie pileica è asportabile, asciutta, feltrata e dissociata in minuscole squame triangolari di colore variabile dal porpora lilacino, al rosso lampone, al rosso vinoso o rosso ciclamino su fondo giallastro, più evidente verso l’orlo.
Le lamelle sono di colore giallo-uovo, fitte, sottili, annesse.
Il gambo è di 4-10 x 2,5 cm, di colore giallo, cilindrico, prima pieno poi vuoto, talvolta ricoperto di squamette lanuginose porporine, soprattutto verso l’apice.
La carne è di colore giallo pallido o crema, compatta, con odore di legno fradicio e sapore acquoso.
Al microscopio si notano delle spore di forma ovoidale, guttulate, bianche in massa, lisce, di 6-8 x 4,5-5,2 µm.

Coltivazione –
Il Tricholomopsis rutilans non è un fungo coltivato anche per via della sua scadente commestibilità.

Usi e Tradizioni –
Il Tricholomopsis rutilans è un fungo di facile identificazione; le poche altre specie europee sono T. decora (Fr.) Singer, di dimensioni inferiori e con colorazioni giallo olivastre anche nelle fibrille radiali del cappello, T. flammula Mètrod, ancora più piccola e possiede colorazioni pileiche rosso vinose, T. ornata (Fr.) Singer, rara, minuscola specie con squamule bruno fulvastre su fondo giallo olivastro pallido.
È comunque un fungo di commestibilità mediocre e, pertanto, sconsigliato.
Si tratta infatti di uno dei tanti funghi lignicoli non commestibili o perché sgradevoli o perché addirittura tossici, in questo caso si tratta di un fungo fibroso e decisamente amarescente. Questo fungo si caratterizza per la grande variabilità cromatica dall’arancio al viola più o meno carico, passando per molte sfumature intermedie, sempre con vaghe sfumature vinose.

Modalità di Preparazione –
Il Tricholomopsis rutilans non ricopre alcun interesse in impieghi alimentari per la sua consistenza fibrosa e per il sapore particolarmente amarognolo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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