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Daktulosphaira vitifoliae

La fillossera della vite (Daktulosphaira vitifoliae (Fitch, 1856)) è un rincote omottero appartenente alla famiglia dei Phylloxeridae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Phylloxeridae e quindi al Genere Daktulosphaira ed alla Specie D. vitifoliae.
Sono sinonimi i termini: Phylloxera vastatrix Planchon, 1868, Viteus vitifoliae Shimer o Fitch, 1867, Viteus vitifolii Shimer o Fitch, 1867, Pemphigus vitifoliae Fitch, Dactulosphaira vitifoliae Fitch, Dactylosphaera vitifoliae Shimer, Dactylosphaera vitifolii Fitch, Rhyzaphis vastatrix Planchon, Peritymbia vitisana Westwood e Peritymbia vitifolii Fitch.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La fillossera della vite è un afide associato alle specie del genere Vitis che attacca le radici delle specie europee (Vitis vinifera) e l’apparato aereo di quelle americane (Vitis rupestris, V. berlandieri e V. riparia).
È un fitofago originario del Nordamerica, successivamente comparso in Europa nella seconda metà dell’Ottocento ed oggi diffuso in tutti i paesi del mondo dove è presente la viticoltura.
La sua presenza provoca in breve tempo gravi danni alle radici e la conseguente morte della pianta attaccata, con l’eccezione di alcuni vitigni americani.

Morfologia –
La Daktulosphaira vitifoliae è un insetto con un elevato polimorfismo che, per le forme adulte, si può classificare secondo i seguenti tipi:
Fondatrici o gallecole: sono le femmine attere nate dalle uova anfigoniche. S’insediano nella foglia dell’ospite e si riproducono per partenogenesi;
Neogallecole gallecole: sono rappresentate dalle femmine attere, nate da uova partenogenetiche deposte dalle fondatrici o da altre gallecole. Vivono nello stesso ambiente della fondatrice e si riproducono per partenogenesi;
Neogallecole radicicole: queste sono le femmine attere, nate da uova partenogenetiche deposte dalle fondatrici o da altre gallecole. Migrano sulle radici dove, per partenogenesi, danno rigine alle generazioni delle virginogenie radicicole;
Neoradicicole radicicole: rappresentate dalle femmine attere, nate da uova partenogenetiche deposte dalle neogallecole radicicole o da altre neoradicicole radicicole;
Sessupare: sono le femmine alate nate dalle uova partenogenetiche deposte dalle radicicole e che per partenogenesi produrranno solo femmine anfigoniche (sessupare ginopare), solo maschi anfigonici (sessupare andropare) oppure anfigonici di entrambi i sessi (sessupare anfipare). Dopo aver migrato sulla parte aerea delle viti si riproducono per partenogenesi. Nella fillossera le sessupare sono prevalentemente ginopare o andropare, ma possono comparire, in misura minore anche le sessupare anfipare;
Anfigonici: sono i maschi e le femmine atteri che sono nati da uova partenogenetiche deposte dalle sessupare. Questi si riproducono per via sessuata (anfigonia). Dopo l’accoppiamento le femmine depongono l’uovo durevole, detto anche uovo d’inverno.
Una ulteriore classificazione, indipendentemente dalla generazione, definisce le forme che vivono sulle foglie come gallecole e quelle che vivono sulle radici come radicicole.
Le forme gallecole hanno un corpo di lunghezza di circa 1 mm, di colore giallo-verdastro e hanno una scultura puntiforme finissima e disseminata su tutta la parte dorsale del corpo. L’apparato boccale ha il rostro relativamente breve.
Le radicicole, anch’esse di colore giallo-verdastre, hanno le stesse dimensioni, ma la scultura dell’esoscheletro è formata da piccoli tubercoli allineati su serie longitudinali. Il rostro è inoltre più lungo di quello delle gallecole.
Le forme sessupare sono alate e lunghe circa 1,5 mm (comprese le ali), con un corpo di colore giallo-ocra ed il mesotorace di colore nero. Le ali sono membranose, ripiegate orizzontalmente lungo l’addome in posizione di riposo; la venatura è tipica dei Fillosseridi, con la grossa nervatura longitudinale che decorre parallelamente al margine costale fino allo stigma e due rami che innervano la regione remigante, dei quali quello posteriore, interpretato come vena cubito, si suddivide a sua volta in due rami.
Gli anfigonici sono atteri e molto più piccoli (circa mezzo millimetro) delle altre forme, con corpo di colore giallo chiaro.
La codicola e i sifoni, che sono gli organi tipicamente presenti negli Afidi, in questo insetto sono assenti.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il ciclo biologico della Fillossera della Vite, trattandosi di un insetto monoico ed eterotopo, si sviluppa totalmente sulla vite americana, mentre sulla vite europea compie un anolociclo con sole generazioni radicicole.
Nel ciclo completo sulla vite americana l’afide sverna allo stadio di uovo, sui tralci e sui fusti; nel periodo primaverile, tra aprile e maggio nascono le femmine partenogenetiche, che sono le fondatrici, che pungono le giovani foglie, provocando la formazione delle galle, dove all’interno si svilupperanno nuove femmine partenogenetiche che continuano il loro ciclo sulle foglie, producendo nuove galle (forme gallecole).
Da queste galle escono sempre femmine partenogenetiche, di queste:
– alcune, con il rostro più corto, che saranno destinate a continuare le generazioni fogliari (da 6 a 8);
– altre, che hanno il rostro più lungo, lasceranno le foglie e si porteranno sull’apparato radicale, dove iniziano le generazioni (da 8 a 10) delle radicicole.
Queste generazioni si svolgono contemporaneamente a quelle delle gallecole; ogni generazione di gallecole, successiva alla seconda, origina delle fondatrigenie a rostro lungo che migreranno sulle radici.
Giunti alla fine dell’estate, l’ultima generazione di radicicole darà origine a femmine sessupare alate che migrano verso l’apparato aereo, dove origineranno gli anfigonici; questi a loro volta si accoppiano e produrranno l’uovo svernante.
Sulla vite europea, le cui foglie non formano galle sufficienti per permettere alle fondatrigenie gallecole di completare il loro sviluppo, la Daktulosphaira vitifoliae si stabilisce quasi esclusivamente a livello radicale, svolgendo anolocicli o paracicli di radicicole.

Ruolo Ecologico –
La Fillossera è un insetto il cui danno, è determinato dalle sue punture su vari organi della Vite:
– sulle radici, provoca la formazione di galle nodose, anche di notevoli dimensioni, e perdita delle stesse di capacità assorbente;
– sulle foglie, dove compaiono galle tondeggianti e rugose che erompono verso la pagina inferiore, dando origine ad una superficie nodosa ed irregolare.
Le galle sono il rifugio dove completano lo sviluppo gli stadi giovanili.
Il danno ovviamente, per quanto detto sul ciclo biologico, si differenzia a seconda della specie di Vite attaccata:
– se attacca la Vite Americana, si ha un danno radicale alquanto limitato perché le radici di questa vite sono poco sensibili e reattive alle punture della Fillossera; a differenza delle foglie che sono molto reattive producendo una grande quantità di galle;
– se attacca la Vite Europea, il danno è di proporzioni maggiori in quanto le radici di questa specie sono particolarmente sensibili e producono galle vistose se punte dall’insetto. Queste galle col tempo degenerano provocando una disgregazione dei tessuti radicali che ne compromette la funzione assorbente. Le foglie, invece, non reagiscono alle punture, per cui la formazione delle galle è poco significativa o completamente assente.
Per quanto visto la lotta alla Fillossera della Vite si basa, oramai da parecchi anni, seguendo un rigido criterio di propagazione, e cioè con innesto di viti europee su portainnesti di vite americana.
Nonostante queste precauzioni sembrerebbero aver dato certezza alla lotta contro la Daktulosphaira vitifoliae, negli ultimi anni si è registrata la comparsa di sintomatologie fogliari (sviluppo di gallecole) su alcune viti europee dei vitigni Cabernet, Pinot, Merlot, Verduzzo ed altri, soprattutto in zone viticole del Nord Italia.
Questo fenomeno non è da sottovalutare in quanto sembrerebbe che l’afide riesca a completare il ciclo con generazioni di gallecole e di radicicole, rispettivamente su piante europee e su portainnesto americano. Questa evoluzione deve essere tenuto sotto controllo in quanto una sua ulteriore evoluzione negativa potrebbe condurre ad ovvi fenomeni di degrado dell’intera viticoltura mondiale.
Altri tipi di lotta come quella chimica possono essere presi, ma con i dovuti accorgimenti ecologici, solo per gli impianti di tipo vivaistico, dove vengono allevate le piante madri dei portainnesti americani.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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Daktulosphaira vitifoliae

The phylloxera of the vine (Daktulosphaira vitifoliae (Fitch, 1856)) is a homopteran rincote belonging to the Phylloxeridae family.

Systematics –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Bilateria Branch, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Class Insecta, Subclass Pterygota, Exopterygota Cohort, Subcoorte Neoptera, Superorder Paraneoptera, Rhynchotoidea Section, Rhynchota Order, Suborder Homoptera, Section Sternorrhyncha, Aphidoidea superfamily, Phylloxeridae family and therefore to the genus Daktulosphaira and to the species D. vitifoliae.
The terms are synonymous: Phylloxera vastatrix Planchon, 1868, Viteus vitifoliae Shimer or Fitch, 1867, Viteus vitifolii Shimer or Fitch, 1867, Pemphigus vitifoliae Fitch, Dactulosphaira vitifoliae Fitch, Dactylosphaera vitifoliae Fitch, Rhyzaphis vastatrix Planchon, Rhyzaphis vitisana Westwood and Peritymbia vitifolii Fitch.

Geographical Distribution and Habitat –
Vine phylloxera is an aphid associated with the species of the genus Vitis which attacks the roots of European species (Vitis vinifera) and the aerial apparatus of American ones (Vitis rupestris, V. berlandieri and V. riparia).
It is a phytophagous originating from North America, subsequently appearing in Europe in the second half of the nineteenth century and today widespread in all the countries of the world where viticulture is present.
Its presence causes serious damage to the roots in a short time and the consequent death of the plant attacked, with the exception of some American vines.

Morphology –
Daktulosphaira vitifoliae is an insect with a high polymorphism which, for adult forms, can be classified according to the following types:
Foundresses or gallecules: these are the atherous females born from the amphigonic eggs. They settle in the host leaf and reproduce by parthenogenesis;
Neogallecole gallecole: they are represented by the atterous females, born from parthenogenetic eggs deposited by the foundresses or from other gallecules. They live in the same environment as the founder and reproduce by parthenogenesis;
Neogallecole radicicole: these are the atherous females, born from parthenogenetic eggs deposited by the foundresses or from other gallecules. They migrate on the roots where, by parthenogenesis, they give the generations of radicogeneous virginogenic lines;
Neoradicicole radicicole: represented by the athera females, born from parthenogenetic eggs deposited from the neogallecules radicicole or from other neoradicicole radicicole;
Sessupare: these are the winged females born from parthenogenetic eggs laid by the radicicole and which by parthenogenesis will produce only amphigonic females (sessupare ginopare), only amphigonic males (sessupare andropare) or amphigonic of both sexes (sessupare amphipare). After migrating to the aerial part of the vines they reproduce by parthenogenesis. In the phylloxera the sessupare are predominantly gypsum or andropare, but also the sessupare amphipare may appear to a lesser extent;
Amphigonics: are the males and females atthers that are born from parthenogenetic eggs laid by the sessupare. These reproduce via sexual contact (amphigony). After mating, the females lay the durable egg, also called the winter egg.
A further classification, independently of the generation, defines the forms that live on the leaves as gallecules and those that live on the roots as radicicole.
The gallecule forms have a body length of about 1 mm, of greenish-yellow color and have a very fine point-like sculpture scattered over the entire dorsal part of the body. The buccal apparatus has a relatively short rostrum.
The radicicole, also of yellow-greenish color, have the same dimensions, but the exoskeleton sculpture is formed by small tubercles lined up on longitudinal series. The rostrum is also longer than that of the gallecules.
The sessupar forms are winged and about 1.5 mm long (including the wings), with a yellow-ocher body and black mesothorax. The wings are membranous, folded horizontally along the abdomen in the resting position; the veining is typical of phylloxerids, with the large longitudinal vein running parallel to the costal margin up to the stigma and two branches that innervate the remiging region, of which the posterior one, interpreted as cubit vein, is in turn divided into two branches.
Amphigonics are athers and much smaller (about half a millimeter) than the other forms, with a light yellow body.
The codicola and the siphons, which are the organs typically found in the Aphids, are absent in this insect.

Attitude and biological cycle –
The biological cycle of the Phylloxera of the Vine, being a monoico and heterotope insect, develops totally on the American vine, while on the European vine it completes an anolocycle with only generations of roots.
In the complete cycle on the American vine the aphid hibernates at the egg stage, on the branches and on the stems; in spring, the parthenogenetic females are born between April and May, which are the foundresses, which sting the young leaves, causing the formation of galls, where inside new parthenogenetic females will develop and continue their cycle on the leaves, producing new galls (chevron shapes).
Parthenogenetic females always come out of these galls:
– some, with the shorter rostrum, which will be destined to continue the foliar generations (from 6 to 8);
– others, which have the longest rostrum, will leave the leaves and move to the root system, where the generations (8 to 10) of the radicicole begin.
These generations take place simultaneously with those of the gallecules; each generation of gallecules, subsequent to the second, gives rise to long-rostrum bottoms that will migrate to the roots.
Arrived at the end of the summer, the last generation of radicicole will give rise to sexed-winged females that migrate towards the aerial apparatus, where they will originate the amphigonics; these in turn mate and produce the wintering egg.
On the European vine, whose leaves do not form enough galls to allow the foundations of the gallets to complete their development, the Daktulosphaira vitifoliae establishes itself almost exclusively at the root level, carrying out anolocicles or radiciculus paracicles.

Ecological Role –
The phylloxera is an insect whose damage is determined by its punctures on various organs of the Vine:
– on the roots, it causes the formation of knotty galls, even of considerable size, and loss of the same of absorbent capacity;
– on the leaves, where roundish and wrinkled galls appear that erupt towards the lower page, giving rise to a knotty and irregular surface.
The galls are the shelter where the youth stages complete their development.
The damage of course, according to what has been said about the biological cycle, differs depending on the type of Vine attached:
– if it attacks the American Vine, there is a very limited radical damage because the roots of this vine are not very sensitive and reactive to phylloxera bites; unlike the leaves that are very reactive producing a large quantity of galls;
– if it attacks the European Vine, the damage is of greater proportions since the roots of this species are particularly sensitive and produce showy galls if spiked by the insect. These galls degenerate over time causing a breakdown of the radical tissues which compromises their absorbent function. The leaves, on the other hand, do not react to bites, so the formation of galls is not very significant or completely absent.
As seen, the fight against the phylloxera of the vine is based, for many years now, following a strict propagation criterion, that is with grafting of European vines on American vine rootstocks.
Although these precautions seem to have given certainty to the fight against Daktulosphaira vitifoliae, in the last few years there has been the appearance of foliar symptoms (development of gallecules) on some European vines of the Cabernet, Pinot, Merlot, Verduzzo and other vines, especially in wine-growing areas of Northern Italy.
This phenomenon should not be underestimated as it would seem that the aphid is able to complete the cycle with generations of gallecules and radicicole, respectively on European plants and on American rootstock. This evolution must be kept under control as its further negative evolution could lead to obvious phenomena of degradation of the entire world viticulture.
Other types of struggle such as the chemical one can be taken, but with the necessary ecological precautions, only for the nursery type plants, where the mother plants of the American rootstocks are bred.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Russo G., 1976. Agrarian Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.
– Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.



[:es]

Daktulosphaira vitifoliae

La filoxera de la vid (Daktulosphaira vitifoliae (Fitch, 1856)) es un rincote homóptero que pertenece a la familia Phylloxeridae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al dominio Dominio Eucariota, Reino Animalia, Eumetazoa Subgénero, Rama Bilateria, Artrópodo Filo, Hexapoda Subphylum, Clase Insecta, Pterocopista, Porcentaje de parásito. Sternorrhyncha, superfamilia de Aphidoidea, familia de Phylloxeridae y por lo tanto al género Daktulosphaira y a la especie D. vitifoliae.
Los términos son sinónimos: Phylloxera vastatrix Planchon, 1868, Viteus vitifoliae Shimer o Fitch, 1867, Viteus vitifolii Shimer o Fitch, 1867, Pemphigus vitifoliae Fitch, Dactulosphaira vitifoliae Fitch, Dactylosphaera vitifoliae Shimer, Dactylosphaera vitifolii Fitch, Rhyzaphis vastatrix Planchon, Peritymbia vitisana Westwood e Peritymbia vitifolii Fitch.

Distribución geográfica y hábitat –
Phylloxera es un áfido asociado con las especies del género Vitis que ataca las raíces de las especies europeas (Vitis vinifera) y el aparato aéreo de las americanas (Vitis rupestris, V. berlandieri y V. riparia).
Es un fitófago originario de América del Norte, que aparece posteriormente en Europa en la segunda mitad del siglo XIX y hoy en día está extendido en todos los países del mundo donde está presente la viticultura.
Su presencia causa graves daños a las raíces en poco tiempo y la consecuente muerte de la planta atacada, con la excepción de algunas cepas americanas.

Morfología –
Daktulosphaira vitifoliae es un insecto con un alto polimorfismo que, para las formas adultas, se puede clasificar de acuerdo con los siguientes tipos:
Fundadoras o galéculas: son las hembras arenosas nacidas de los huevos anfigónicos. Se asientan en la hoja huésped y se reproducen por partenogénesis;
Galecol de neogalecol: están representados por hembras anterógenas, nacidas de huevos partenogenéticos depositados por las fundadoras o de otras galléculas. Viven en el mismo ambiente que el fundador y se reproducen por partenogénesis;
Neogallecole radicicole: estas son las hembras que nacen a partir de huevos partenogenéticos depositados por las fundadoras o de otras galléculas. Emigran en las raíces donde, por partenogénesis, dan las generaciones de líneas virginogénicas radicogéneas;
Neoradicicole radicicole: representado por las hembras athera, nacidas de huevos partenogenéticos depositados de las neogallecules radicicole o de otros neoradicicole radicicole;
Sessupare: son las hembras aladas nacidas de huevos partenogenéticos depositados por el radicicole y que por partenogénesis producirán solo hembras anfigónicas (sessupare ginopare), solo machos anfigónicos (sessupare andropare) o anfigónicos de ambos sexos (sessupare amphipare). Después de migrar a la parte aérea de las vides se reproducen por partenogénesis. En el phylloxera el sessupare es predominantemente yeso o andropare, pero también el amipipare del sessupare puede aparecer en una menor medida;
Anfigonicos: son los machos y hembras que nacen de huevos parthenogenetic puestos por el sessupare. Estos se reproducen a través del contacto sexual (anfigonía). Después de aparearse, las hembras ponen el huevo duradero, también llamado huevo de invierno.
Una clasificación adicional, independientemente de la generación, define las formas que viven en las hojas como galéculas y las que viven en las raíces como radicicoles.
Las formas de la vesícula biliar tienen una longitud corporal de aproximadamente 1 mm, de color amarillo verdoso y tienen una escultura muy puntiaguda dispersa por toda la parte dorsal del cuerpo. El aparato bucal tiene un rostro relativamente corto.
La radicícula, también de color amarillo verdoso, tiene las mismas dimensiones, pero la escultura del exoesqueleto está formada por pequeños tubérculos alineados en series longitudinales. La tribuna también es más larga que la de las galéculas.
Las formas del sessupar son aladas y de aproximadamente 1,5 mm de largo (incluidas las alas), con un cuerpo de color amarillo ocre y un mesotórax negro. Las alas son membranosas, plegadas horizontalmente a lo largo del abdomen en posición de reposo; el veteado es típico de los filoxéxidos, con la gran vena longitudinal paralela al margen costal hasta el estigma y dos ramas que inervan la región de remodelación, de las cuales la posterior, interpretada como vena cúbica, se subdivide a su vez en dos ramas.
Los anfigónicos son aters y mucho más pequeños (alrededor de medio milímetro) que las otras formas, con un cuerpo amarillo claro.
La codicala y los sifones, que son los órganos que se encuentran típicamente en los áfidos, están ausentes en este insecto.

Actitud y ciclo biológico –
El ciclo biológico de la filoxera de la vid, que es un insecto monoico y heterótopo, se desarrolla totalmente en la vid americana, mientras que en la vid europea completa un anolociclo con solo generaciones de raíces.
En el ciclo completo de la vid americana, el áfido hiberna en la fase de huevo, en las ramas y en los tallos; en primavera, las hembras partenogenéticas nacen entre abril y mayo, que son las fundadoras, que pican las hojas jóvenes, causando la formación de agallas, donde en el interior se desarrollarán nuevas hembras partenogenéticas y continuarán su ciclo en las hojas, produciendo nuevas agallas. (formas de chevron).
Las hembras partenogenéticas siempre salen de estas agallas:
– Algunos, con la tribuna más corta, que estará destinada a continuar las generaciones foliares (de 6 a 8);
– Los otros, que tienen la tribuna más larga, dejarán las hojas y se moverán al sistema de raíces, donde comienzan las generaciones (8 a 10) del radicicole.
Estas generaciones tienen lugar simultáneamente con las de las galéculas; Cada generación de galéculas, posterior a la segunda, da lugar a fondos de rostrum largos que migrarán a las raíces.
Llegados al final del verano, la última generación de radicicole dará lugar a hembras con alas sexadas que migran hacia el aparato aéreo, donde se originarán los anfigónicos; estos a su vez se aparean y producen el huevo de invernada.
En la vid europea, cuyas hojas no forman agallas suficientes para permitir que los cimientos de las galletitas completen su desarrollo, la Daktulosphaira vitifoliae se establece casi exclusivamente en el nivel de la raíz, llevando a cabo anolociclos o radiciculus paracicles.

Papel ecológico –
La filoxera es un insecto cuyo daño está determinado por sus punciones en varios órganos de la Vid:
– en las raíces, provoca la formación de agallas con nudos, incluso de tamaño considerable, y la pérdida de la capacidad de absorción;
– en las hojas, donde aparecen agallas redondeadas y arrugadas que erupcionan hacia la página inferior, dando lugar a una superficie irregular e irregular.
Las agallas son el refugio donde las etapas juveniles completan su desarrollo.
El daño, por supuesto, de acuerdo con lo que se ha dicho sobre el ciclo biológico, varía según el tipo de Vine que se adjunta:
– si ataca la vid americana, hay un daño radical muy limitado porque las raíces de esta vid no son muy sensibles y reactivas a las picaduras de filoxera; a diferencia de las hojas que son muy reactivas produciendo una gran cantidad de agallas;
– Si ataca a la vid europea, el daño es de mayores proporciones, ya que las raíces de esta especie son particularmente sensibles y producen agallas llamativas si son picadas por el insecto. Estas agallas se degeneran con el tiempo causando una ruptura de los tejidos radicales que compromete su función absorbente. Las hojas, por otro lado, no reaccionan a las picaduras, por lo que la formación de agallas no es muy significativa o está completamente ausente.
Como se ha visto, la lucha contra la filoxera de la vid se basa, desde hace muchos años, siguiendo un estricto criterio de propagación, es decir, con el injerto de vides europeas en portainjertos de vid estadounidenses.
Aunque estas precauciones parecen haber dado certeza a la lucha contra Daktulosphaira vitifoliae, en los últimos años ha aparecido la aparición de síntomas foliares (desarrollo de galléculas) en algunas viñas europeas de Cabernet, Pinot, Merlot, Verduzzo y otras, especialmente en zonas vitícolas. del norte de italia.
Este fenómeno no debe ser subestimado, ya que parece que el áfido es capaz de completar el ciclo con generaciones de galículas y radicicoles, respectivamente, en plantas europeas y en rizomas estadounidenses. Esta evolución debe mantenerse bajo control, ya que su evolución negativa adicional podría conducir a fenómenos obvios de degradación de la viticultura mundial.
Se pueden tomar otros tipos de lucha, como la química, pero con las precauciones ecológicas necesarias, solo para las plantas de tipo vivero, donde se crían las plantas madre de los portainjertos americanos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Russo G., 1976. Entomología agraria. Parte especial. Liguori Editore, Nápoles.
– Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.



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