Come coltivare la Palma da cocco nana

Come coltivare la Palma da cocco nana

La Palma da cocco nana (Lytocaryum weddellianum (H.Wendl.) Toledo, 1944) è una palma di piccole dimensioni, originaria della zona sud orientale delle foreste pluviali del Brasile.
In questa scheda vedremo come coltivare la Palma da cocco nana, adottando la tecnica agronomica più idonea.
Questa pianta è caratterizzata da un fusto lungo 1–5 m, con foglie lucenti, pennate, poco arcuate, con foglioline di colore verde-brillante, disposte a lisca di pesce, che partono dalla base corta e spessa, con il peduncolo e il rachide ricoperti da scaglie o peli bruno-nerastri.
Produce dei frutti ellissoidi, di 2 cm di lunghezza, di colore marrone a maturità.
Palma molto ornamentale per l’eleganza e la delicatezza del fogliame, è adatta a climi tropicali e subtropicali umidi in posizione ombrosa; se ne può tentare la coltivazione in zone a clima temperato caldo, evitando suoli pesanti ed alcalini, in posizione riparata, ombrosa ed umida, resistendo, per brevissimo periodo, a temperature intorno a -2, -3 °C. Dalla fine dell’800 è coltivata in vaso per la decorazione di interni.
Per la coltivazione in vaso si ricordi che questa pianta può raggiungere una dimensione massima intorno ad un metro di altezza. Inoltre è una pianta a lenta crescita che richiede ambienti caldi, con temperature tra i 18 ed i 27 °C e luce solare filtrata, mai diretta e buona umidità ambientale.
Per la preparazione del vaso, che deve essere di medie dimensioni, si deve predisporre un terriccio ricco di humus, con una percentuale di sabbia silicea del 30-40 % e disposizione sul fondo dello stesso di uno strato di alcuni cm di perlite o ghiaia molto grossa per favorire lo sgrondo delle acque in eccesso.

Nella coltivazione in vaso questa piccola palma va concimata quasi mensilmente, con fertilizzante liquido per piante verdi. Il periodo di concimazione deve andare dall’inizio della primavera che corrisponde alla ripresa vegetativa fino a tarda estate.
Le annaffiature devono essere regolari, soprattutto nel periodo dalla primavera a fine autunno e più distanziate nei periodi invernali. Controllare sempre lo stato di umidità del terriccio per avere una idea della reale necessità.
Questa pianta, essendo di origine tropicale e quindi abituata ad umidità del suo habitat molto elevate ha bisogno quasi giornalmente di spruzzature regolari con acqua deionizzata.
Il rinvaso va operato ogni due anni, aumentando leggermente la grandezza del vaso ed utilizzando lo stesso terriccio e criterio di drenaggio adottato in precedenza.
Se volete propagare la pianta in appartamento potete procedere per semina con acquisto degli stessi anche presso negozi specializzati oppure on-line.
Tra le avversità ricordiamo soprattutto il controllo della temperatura che non deve scendere mai sotto i 16 °C, cosa che potrebbe danneggiare gravemente la pianta.
Anche gli ambienti secchi, come gli appartamenti riscaldati nella stagione invernale, determinano macchie brunastre sulle foglie,a cui segue il disseccamento.
Per quanto riguarda le possibili infestazioni di acari o insetti si segnalano soprattutto quelle del Ragnetto rosso, che attacca le parti epigee della pianta in ambienti con atmosfera caldo-secca e quelli delle cocciniglie, che formano spesse incrostazioni di scudetti ovali brunastri sulle giovani foglie. In quest’ultimo caso bisogna diminuire la concentrazione di azoto del fertilizzante utilizzato ed intervenire con lavaggi di sapone di Marsiglia.

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