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Amanita mairei

Amanita mairei

L’Amanita di Maire (Amanita mairei Foley, 1949) è un fungo appartenente alla famiglia delle Amanitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Basidiomycota,
Sottodivisione Agaricomycotina,
Classe Agaricomycetes,
Sottoclasse Agaricomycetidae,
Ordine Agaricales,
Famiglia Amanitaceae,
Genere Amanita,
Specie A. mairei.
Sono sinonimi i termini:
– Amanita crassipes Coccia & Migl.;
– Amanita griseocastanea Coccia & Migl.;
– Amanita luteovergens Coccia & Migl.;
– Amanita mairei var. amplivolvata Contu.

Etimologia –
Il termine Amanita proviene dal greco Ἀμανὶτης, Amanitos, fungo del monte Amano, da Ἄμανος, Amanos, cioè Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.
L’epiteto specifico mairei è stato dato in onore del botanico Renè Maire (1878-1949) laureato in Scienze naturali, assistente all’università di Nancy fino al 1911, anno in cui si trasferì in Algeria dove ottenne la cattedra di botanica e dove nel 1916 conseguì ulteriore laurea in medicina. Dal 1930 diresse il Servizio Botanico Algerino. Fu membro onorario della S.M.F. alla quale era iscritto dal 1899.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Amanita mairei è un basidiomicete originario dell’Eurasia e dell’America settentrionale.
Il suo habitat è quello dei boschi di latifoglie ma anche delle pinete marittime del Mediterraneo, con preferenza per queste ultime, su terreno di diversa natura, dove, essendo una specie termofila, cresce dalla tarda primavera fino al primo autunno.

Riconoscimento –
L’Amanita mairei si riconosce per avere il cappello striato al bordo. Questo ha dimensioni di 5-10 cm, prima emisferico poi convesso, a maturità pianeggiante, raramente o quasi mai, in esemplari maturi può presentarsi più o meno umbonato, margine nettamente striato. Il colore è grigio cenere, grigio argenteo, più o meno scuro, glabro, liscio, nudo o spesso con grosse placche di velo generale.
Le lamelle sono fitte, da libere ad adnate, intercalate da lamellule, bianche con tendenza a divenire grigiastre con l’età e con filo lamellare pruinoso.
Il gambo è di colore variabile dal bianco al grigio, cavo, e con anello assente. Ha dimensioni di 5-12 × 1-2 cm; fragile, slanciato, cilindrico o subcilindrico, svasato verso l’apice; allargato verso il basso, con superficie ricoperta più o meno da fini fiocchi che disegnano una zebratura, concolori o leggermente grigiastri.
L’anello è assente.
La volva è bianca, membranacea, spessa, persistente ed inguainante nella parte basale, aperta e svasata.
La carne è di colore biancastro immutabile, piuttosto tenera, fragile, più o meno spessa, con sapore e odore poco significanti e con nessuna particolarità.
Al microscopio si osservano delle spore ialine, non amiloidi, ellissoidali, guttulate. Le spore misurano (9.5-) 11.0 – 14.0 (-17.5) × (6.6-) 7.1 – 10.0 (-11.5) µm.
Velo generale formato essenzialmente da ife filamentose con rarissimi sferociti di dimensioni 30-60 µm.
Reazioni chimiche: spore non amiloidi a contatto con il reagente di Melzer.

Coltivazione –
L’Amanita mairei, pur se commestibile dopo cottura non è fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
L’Amanita mairei è un fungo che per la sua variabilità, sia nel portamento che nei colori pileici, viene considerata da molti autori all’interno di una specie collettiva comprendente alcuni taxa quali: Amanita argentea Huijsman, Amanita supravolvata Lanne, Amanita huijsmanii F. Massart & Rouzeau.
Le diverse opinioni, come al solito, risultano poco o per nulla convergenti, tuttavia nel 1994 Rodham E. Tulloss (Type studies in Amanita section Vaginatae I: Some taxa described in this Century (studies 1-23) with notes on description of spores and refractive hyphae in Amanita. Mycotaxon 52: 305-396) ha ribadito la validità a rango di specie per le specie sopra citate.
In generale è un fungo non sempre di facile riconoscimento proprio per la somiglianza con l’A. vaginata, con cui spesso viene confusa.
Tuttavia si distingue soprattutto per la struttura più robusta, per il cappello sempre di forma emisferica, per la volva inguainante verso il basso e svasata verso l’alto, che gli conferisce la tipica forma di tulipano.
Inoltre è discussa la sua variabilità in quanto alcuni autori considerano varietà alcune forme ecologiche che invece per altri sono specie definite come taxon veri e propri. Tra queste:
– Amanita cistetorum Contu & Pacioni: specie a sé stante ma sembrerebbe più una varietà ecologica dell’ A. mairei , habitat cistus, più piccola, più scura.
– Amanita mairei Foley fo. supravolvata (Lanne) Romagnesi = Amanita supravolvata Lenne: forma ecologica diversa con habitat su sabbia.
– Amanita mairei Foley var. bertaultii (Contu) Contu: crescita nelle pinete litorali (Pinus pinaster), presenta una volva sempre inguainante ma più fragile.
L’A. mairei è una specie ubiquitaria, che si può trovare nel periodo che va dalla primavera al periodo dell’estate-inizio autunno, sia in boschi di latifoglia, che in quelli di conifera, comunque poco comune.
È un fungo commestibile, dopo cottura a 70°-80° per almeno 20 minuti, questo perché contiene sostanze tossiche (emolisine) termolabili, che si dissolvono con queste temperature.

Modalità di Preparazione –
L’Amanita mairei è un fungo commestibile e buono ma solo dopo adeguata cottura, come tutte le Amanita senza anello.
Da crudo è velenosa.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/175694012/original.jpg
http://mediaphoto.mnhn.fr/media/14431989944775HJIOn3TsQQmjmuC

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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