Symphytum officinale

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Symphytum officinale

La Consolida maggiore o Orecchia d’asino (Symphytum officinale L. 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Boraginaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Lamiales,
Famiglia Boraginaceae,
Genere Symphytum,
Specie S. officinale.
Sono sinonimi i termini:
– Consolida major Garsault;
– Consolida major Gilib.;
– Symphytum album hort.;
– Symphytum album hort. ex Steud.;
– Symphytum ambiguum Pau;
– Symphytum coccineum Schltdl.;
– Symphytum commune Faegri;
– Symphytum consolida Gueldenst.;
– Symphytum elatum Tausch;
– Symphytum majus Bubani;
– Symphytum molle Janka;
– Symphytum officinale var. glabrescens Nicklès;
– Symphytum officinale var. rectiflorum Touss. & Hoschedé, 1898;
– Symphytum patens Sibth.;
– Symphytum stenophyllum Beck;
– Symphytum variegatum Hort..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti varietà:
– Symphytum officinale var. ochroleucum;
– Symphytum officinale var. officinale L.;
– Symphytum officinale var. purpureum.
Inoltre sono noti di versi ibridi interspecifici:
– Symphytum ×coeruleum Petitmengin – Ibrido fra: S. officinale e S. peregrinum;
– Symphytum ×foliosum Rehman (1868) – Ibrido fra: S. officinale e S. tuberosum;
– Symphytum ×hyerense Pawlowski (1971) – Ibrido fra: S. floribundum e S. officinale;
– Symphytum ×uplandicum Nyman (1854) – Ibrido fra: S. asperum e S. officinale.

Etimologia –
Il termine Symphytum proviene dal greco συν syn con, insieme e da φυτόν phytόn pianta: piante che crescono in gruppo.
L’epiteto specifico officinale viene da offícina laboratorio medioevale: in quanto pianta usabile in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Symphytum officinale è una pianta erbacea perenne con origine Europea e del Caucaso ma si è naturalizzata in America ed in Asia mentre in Australia viene ampiamente coltivata.
In Italia è presente ovunque, anche sull’arco alpino, a parte alcune zone del sud e centrali sul versante adriatico.
Il suo habitat è quello dei luoghi paludosi, nei fossi, nei canali e torbiere; ma anche nei prati umidi e margini dei boschi. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e valori medi di umidità, dove cresce fino a 1300 m s.l.m..

Descrizione –
Il Symphytum officinale è una pianta erbacea perenne che cresce normalmente tra 30 e 60 cm ma può arrivare fino a 120 cm.
Ha la superficie ricoperta da peli rigidi (patenti o deflessi) bianchi.
Le radici sono secondarie da rizoma ma molto robuste; vanno in profondità e consentono la crescita di un abbondante fogliame. A volte le radici di questa pianta si presentano come rizomi tuberizzati. Il rizoma è orizzontale, grosso, a volte suddiviso in più parti. La parte esterna è scura, mentre il centro è più chiaro.
La parte epigea è eretta, carnosa e ramosa; per tutta la sua lunghezza sono presenti delle ali prodotte dal prolungamento della parte basale delle foglie cauline. Il fusto può avere un andamento zigzagante e la sua sezione è angolosa (quadrangolare) e la superficie è ricoperta di peli.
Le foglie in genere sono ampie e ruvide, spesse, robuste e tomentose. Hanno una certa consistenza al tatto e il loro colore è verde forte sulla pagina superiore e quasi argenteo su quella inferiore. Il bordo della lamina è crenato e la pagina inferiore si presenta con dei nervi sporgenti.
Le foglie basali sono a forma ovale-allungata o lanceolata di dimensioni mediamente grandi; sono inoltre lungamente picciolate e l’apice è acuto. Dimensione delle foglie basali: larghezza 10 – 20 cm, lunghezza 30 – 80 cm.
Quelle cauline sono alterne, e perlopiù sessili (solo quelle inferiori sono picciolate). La forma è strettamente lanceolata con apice acuminato. Spesso sono inoltre lungamente decorrenti, fino alla foglia sottostante, per cui sembrano quasi opposte. Dimensione media delle foglie cauline: larghezza 2 – 7 cm, lunghezza 8 – 18 cm; dimensione del picciolo delle foglie inferiori: 2 – 4 cm.
I fiori sono riuniti in una infiorescenza che è una pseudo pannocchia composta da gruppi densi di fiori riuniti in cime bifide (una o due volte bifide) e unilaterali (racemi scorpioidi, ossia sviluppati solo da una parte); l’infiorescenza è posta all’ascella delle foglie superiori.
I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, tetraciclici (formati dai 4 verticilli fondamentali della angiosperme: calice – corolla – androceo – gineceo), pentameri (i fiori sono formati da 5 parti). I fiori sono inoltre regolari e senza brattee, sono portati da lunghi peduncoli arcuati per cui i fiori sono pendenti, la loro forma è tubulosa. Il colore può essere molto vario: bianco-sporco o giallastro oppure verdastro; ma anche rosa, purpureo fino al violetto.
L’impollinazione è entomogama, per mezzo di api, l’antesi è tra maggio e luglio mentre i semi maturano da giugno a luglio
Il frutto è un microbasario (tetranucula) con mericarpi (nucule) monospermi di 3,5-4 x 2,4-3,4 mm, ovoidi, lisci e lucidi, con anello basale di circa 0,5 mm, liscio e dentato alla base.

Coltivazione –
Il Symphytum officinale è una pianta perenne spesso viene raccolta allo stato naturale per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una pianta che può essere coltivata in gran parte di substrati ma preferisce un terreno umido e con un certo ombreggiamento.
Le piante possono essere invasive, spesso diffondendosi liberamente per mezzo di semi auto-seminati. L’apparato radicale è molto profondo e difficile da estirpare, anche piccoli frammenti di radice lasciati nel terreno possono produrre nuove piante.
La propagazione avviene per seme; la semina è primaverile o autunnale in semenzaio protetto.
Le giovani piantine vanno trapiantate, se provenienti da semenzaio, in primavera o all’inizio dell’estate; comunque si può seminare direttamente in pieno campo in primavera.
Si può propagare anche per divisione in qualsiasi momento dell’anno; basta usare una vanga per tagliare i 7 cm superiori di radice appena sotto il livello del suolo. Si possono ottenere un certo numero di radici, ognuna delle quali farà una nuova pianta. Queste possono essere messe in vaso o piantate direttamente in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
Il Symphytum officinale è una pianta che nel corso dei secoli è stato coltivato in Asia ed in Europa come pianta medicinale e per uso erboristico.
Veniva usata per impacchi di foglie e radici per trattare distorsioni, lividi o fratture ossee. Anche le radici potevano essere schiacciate e poi avvolte attorno a un arto rotto, una volta essiccate formavano un “calco in gesso” indurito.
Questa pianta, ancora oggi ed in certe zone viene usata dalla medicina popolare per le sue proprietà vulnerarie (guarisce le ferite); pare inoltre che stimoli la formazione del callo osseo in caso di fratture. Quando la pianta è secca si grattugiano le sue parti più consistenti sulle ferite, piaghe o bruciature: sembra che il sollievo sia assicurato (il processo di guarigione è dato da una sostanza chiamata allantoina, sostanza usata in sintesi anche dall’industria farmaceutica per gli stessi scopi). Le mucillagini vengono usate come un espettorante (funzione che favorisce l’espulsione delle secrezioni bronchiali) e sembrano valide anche per la tosse. Le foglie sono inoltre astringenti (limitano la secrezione dei liquidi).
Tra le altre proprietà si ricordano quelle: decongestionanti (diminuisce l’apporto sanguigno in una data parte del corpo), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), emollienti (risolve uno stato infiammatorio) e analgesiche (attenua il dolore). Esternamente sembra che sia molto utile per varie affezioni della pelle come ustioni, infiammazioni, piaghe e ulcere.
Tra le controindicazioni si ricorda che più testi ne sconsigliano l’uso prolungato o abbondante perché potrebbero insorgere affezioni epatiche a causa di alcune sostanze epatotossiche come gli alcaloidi pirrolizidinici. Inoltre nella pianta è presente, in forma per fortuna molto esigua, un alcaloide (la “simfito-cianoglossina”) tossico in quanto paralizza il sistema nervoso. In diversi stati se n’è vietato l’uso alimentare, come negli Stati Uniti d’America e in Italia (è nella lista del Ministero della salute delle piante non ammesse come integratori alimentari).
Le sostanze presenti sono: mucillagine, resina, tannino, acido clorogenico, gomma, colina, amido e asparagina. È presente anche la consolidina (si tratta di un glucoalcaloide).
Tra gli altri usi si riporta che le foglie di queste piante sono valide per la produzione di un ottimo macerato per fertirrigazione, e vengono utilizzate direttamente come elemento verde (cioè ricco d’azoto) nella concimaia (ovvero per il compostaggio e la produzione di humus).
Un’altra caratteristica interessante del Symphytum officinale è quella di poter essere utilizzato per arricchire i terreni poveri con la pratica del sovescio, in quanto è una pianta rustica, vigorosa, dalla biomassa abbondante e può crescere anche in terreni molto poveri – dunque è una pianta di elevato interesse per l’agricoltura biologica per arricchire i terreni con metodi biologici. Ad esempio le foglie lasciate macerare per una settimana in un po’ d’acqua formano un preparato ottimo per le colture esigenti di potassio come i pomodori.
Infine può essere utilizzata come erba da foraggio, e in passato è anche stata coltivata a questo scopo.
È, inoltre, una pianta visitata dalle api per il suo nettare.
Si hanno anche utilizzi industriali. In Ungheria (e non solo), da alcune parti della pianta, trattate con bismuto, si ricava una tintura corposa di colore bruno con la quale si producono diversi cosmetici.
Si ricorda però che essendo piante che si autoseminano facilmente diventano invasive ed essendo il sistema radicale molto profondo risultano poi di difficile sradicamento. Nel sottosuolo rimangono inoltre sempre alcuni piccoli frammenti della radice che sono ancora in grado di produrre nuovi impianti.

Modalità di Preparazione –
Del Symphytum officinale si utilizza soprattutto la radice ma anche le foglie. La raccolta delle radici viene fatta in autunno-inverno, mentre le foglie in primavera prima della fioritura.
In cucina si può produrre un buon tè dalle foglie trattate opportunamente, mentre le radici possono essere usate come dolcificanti (contiene zuccheri oltre all’amido e altro). In certe località, si fa uso alimentare delle parti superiori della pianta come fossero asparagi. In altre zone le foglie vengono bollite e mangiate come gli spinaci. Oppure le radici se sbucciate e tagliate finemente si possono aggiungere nelle zuppe di verdura. Le foglie se tostate possono produrre un surrogato del caffè. Comunque è da tenere presente che questa pianta presenta una certa tossicità, come sottolineato nelle controindicazioni del paragrafo precedente.
Le radici tostate vengono utilizzate con le radici di tarassaco e cicoria per fare un succedano del caffè.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://observation.org/photos/47579265.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Symphytum officinale

The comfrey (Symphytum officinale L. 1753) is a herbaceous species belonging to the Boraginaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Lamiales Order,
Boraginaceae family,
Genus Symphytum,
S. officinale species.
The terms are synonymous:
– Consolida major Garsault;
– Consolida major Gilib.;
– Symphytum album hort.;
– Symphytum album hort. ex Steud.;
– Symphytum ambiguum Pau;
– Symphytum coccineum Schltdl.;
– Symphytum commune Faegri;
– Symphytum consolida Gueldenst.;
– Symphytum elatum Tausch;
– Symphytum majus Bubani;
– Symphytum molle Janka;
– Symphytum officinale var. glabrescens Nicklès;
– Symphytum officinale var. rectiflorum Touss. & Hoschedé, 1898;
– Symphytum patens Sibth.;
– Symphytum stenophyllum Beck;
– Symphytum variegatum Hort..
Within this species, the following varieties are recognized:
– Symphytum officinale var. ochroleucum;
– Symphytum officinale var. officinale L.;
– Symphytum officinale var. purpureum.
Also known are interspecific hybrid verses:
– Symphytum × coeruleum Petitmengin – Hybrid between: S. officinale and S. peregrinum;
– Symphytum × foliosum Rehman (1868) – Hybrid between: S. officinale and S. tuberosum;
– Symphytum × hyerense Pawlowski (1971) – Hybrid between: S. floribundum and S. officinale;
– Symphytum × uplandicum Nyman (1854) – Hybrid between: S. asperum and S. officinale.

Etymology –
The term Symphytum comes from the Greek συν syn con, together and from φυτόν phytόn plant: plants that grow in groups.
The specific officinal epithet comes from a medieval laboratory workshop: as a plant usable in pharmaceuticals, herbal medicine, liqueurs, perfumery and the like.

Geographic Distribution and Habitat –
Symphytum officinale is a perennial herbaceous plant with European and Caucasian origin but has naturalized in America and Asia while in Australia it is widely cultivated.
In Italy it is present everywhere, even in the Alps, apart from some southern and central areas on the Adriatic side.
Its habitat is that of marshy places, in ditches, canals and peat bogs; but also in humid meadows and forest edges. The preferred substrate is both calcareous and siliceous with neutral pH and average humidity values, where it grows up to 1300 m s.l.m ..

Description –
Symphytum officinale is a perennial herbaceous plant that normally grows between 30 and 60 cm but can reach up to 120 cm.
Its surface is covered with rigid (patent or deflected) white hairs.
The roots are secondary to rhizome but very robust; they go deep and allow the growth of abundant foliage. Sometimes the roots of this plant appear as tuberized rhizomes. The rhizome is horizontal, large, sometimes divided into several parts. The outside is dark, while the center is lighter.
The epigeal part is erect, fleshy and branchy; along its entire length there are wings produced by the extension of the basal part of the cauline leaves. The stem can have a zigzagging pattern and its section is angular (quadrangular) and the surface is covered with hair.
The leaves are generally broad and rough, thick, robust and tomentose. They have a certain texture to the touch and their color is strong green on the upper page and almost silvery on the lower one. The edge of the lamina is crenated and the lower page has protruding nerves.
The basal leaves are oval-elongated or lanceolate of medium large size; they are also long petiolate and the apex is acute. Size of the basal leaves: width 10 – 20 cm, length 30 – 80 cm.
Those cauline are alternate, and mostly sessile (only the lower ones are petiolate). The shape is strictly lanceolate with a sharp apex. Moreover, they often decurrent for a long time, up to the underlying leaf, so they seem almost opposite. Average size of cauline leaves: width 2 – 7 cm, length 8 – 18 cm; size of the petiole of the lower leaves: 2 – 4 cm.
The flowers are gathered in an inflorescence which is a pseudo panicle composed of dense groups of flowers gathered in bifid (once or twice bifid) and unilateral (scorpioid racemes, ie developed only on one side) tops; the inflorescence is placed at the axil of the upper leaves.
The flowers are hermaphrodite, actinomorphic, tetracyclic (formed by the 4 fundamental whorls of the angiosperm: calyx – corolla – androecium – gynoecium), pentamers (the flowers are made up of 5 parts). The flowers are also regular and without bracts, they are carried by long arched peduncles so that the flowers are hanging, their shape is tubular. The color can be very varied: off-white or yellowish or greenish; but also pink, purple to violet.
Pollination is entomogamous, by means of bees, the antesis is between May and July while the seeds ripen from June to July
The fruit is a microbasarium (tetranucula) with monosperm mericarps (nucule) of 3.5-4 x 2.4-3.4 mm, ovoid, smooth and shiny, with a basal ring of about 0.5 mm, smooth and toothed at the base.

Cultivation –
Symphytum officinale is a perennial plant that is often harvested in its natural state for local use as a food, medicine and source of materials.
It is a plant that can be grown largely in substrates but prefers moist soil with some shade.
Plants can be invasive, often spreading freely by means of self-sown seeds. The root system is very deep and difficult to eradicate, even small root fragments left in the ground can produce new plants.
Propagation occurs by seed; sowing is in spring or autumn in a protected seedbed.
The young seedlings must be transplanted, if coming from seedbeds, in spring or early summer; however it can be sown directly in the open field in spring.
It can also be propagated by division at any time of the year; just use a spade to cut the top 7 cm of root just below the ground level. A number of roots can be obtained, each of which will make a new plant. These can be potted or planted directly in the open field.

Customs and Traditions –
Symphytum officinale is a plant that over the centuries has been cultivated in Asia and Europe as a medicinal plant and for herbal use.
It was used for leaf and root wraps to treat bone sprains, bruises or fractures. Even the roots could be crushed and then wrapped around a broken limb, once dried they formed a hardened “plaster cast”.
This plant, still today and in some areas, is used by popular medicine for its vulnerary properties (it heals wounds); it also seems to stimulate the formation of callus in case of fractures. When the plant is dry, its most consistent parts are grated on wounds, sores or burns: it seems that relief is assured (the healing process is given by a substance called allantoin, a substance also used in synthesis by the pharmaceutical industry for the same. purposes). Mucilages are used as an expectorant (a function that favors the expulsion of bronchial secretions) and also seem valid for coughs. The leaves are also astringent (they limit the secretion of liquids).
Other properties include: decongestants (decreases the blood supply in a given part of the body), astringent (limits the secretion of liquids), emollients (resolves an inflammatory state) and analgesic (reduces pain). Externally it seems to be very useful for various skin conditions such as burns, inflammations, sores and ulcers.
Among the contraindications it should be remembered that several texts advise against prolonged or abundant use because liver diseases could arise due to some hepatotoxic substances such as pyrrolizidine alkaloids. Furthermore, in the plant there is, fortunately, in a very small form, an alkaloid (the “symphyto-cyanogloxin”) that is toxic as it paralyzes the nervous system. In several states its use as food has been banned, such as in the United States of America and in Italy (it is on the Ministry of Health’s list of plants not allowed as food supplements).
The substances present are: mucilage, resin, tannin, chlorogenic acid, gum, choline, starch and asparagine. Consolidin is also present (it is a glucoalkaloid).
Among other uses, it is reported that the leaves of these plants are valid for the production of an excellent macerate for fertigation, and are used directly as a green element (i.e. rich in nitrogen) in the fertilizer (i.e. for composting and the production of humus. ).
Another interesting feature of Symphytum officinale is that it can be used to enrich poor soils with the practice of green manuring, as it is a rustic, vigorous plant, with abundant biomass and can grow even in very poor soils – therefore it is a plant of high interest for organic farming to enrich the land with organic methods. For example, the leaves left to soak for a week in a little water form an excellent preparation for crops demanding potassium such as tomatoes.
Finally, it can be used as a forage grass, and has also been cultivated for this purpose in the past.
It is also a plant visited by bees for its nectar.
There are also industrial uses. In Hungary (and beyond), from some parts of the plant, treated with bismuth, a full-bodied brown color is obtained with which various cosmetics are produced.
However, it should be remembered that being plants that self-sow easily they become invasive and being the root system very deep they are then difficult to uproot. Furthermore, some small fragments of the root always remain in the subsoil which are still capable of producing new plants.

Preparation Method –
Symphytum officinale mainly uses the root but also the leaves. The root harvest is done in autumn-winter, while the leaves in spring before flowering.
In the kitchen you can produce a good tea from the leaves properly treated, while the roots can be used as sweeteners (it contains sugars in addition to starch and more). In some places, the upper parts of the plant are used for food as if they were asparagus. In other areas the leaves are boiled and eaten like spinach. Or the roots, if peeled and finely cut, can be added to vegetable soups. The leaves when roasted can produce a coffee substitute. However, it should be borne in mind that this plant has a certain toxicity, as underlined in the contraindications of the previous paragraph.
Roasted roots are used with dandelion and chicory roots to make a coffee succession.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://observation.org/photos/47579265.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Symphytum officinale

La consuelda (Symphytum officinale L. 1753) es una especie herbácea perteneciente a la familia Boraginaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Lamiales,
familia de las boragináceas,
Género Symphytum,
Especies de S. officinale.
Los términos son sinónimos:
– Consolida major Garsault;
– Consolida major Gilib.;
– Symphytum album hort.;
– Symphytum album hort. ex Steud.;
– Symphytum ambiguum Pau;
– Symphytum coccineum Schltdl.;
– Symphytum commune Faegri;
– Symphytum consolida Gueldenst.;
– Symphytum elatum Tausch;
– Symphytum majus Bubani;
– Symphytum molle Janka;
– Symphytum officinale var. glabrescens Nicklès;
– Symphytum officinale var. rectiflorum Touss. & Hoschedé, 1898;
– Symphytum patens Sibth.;
– Symphytum stenophyllum Beck;
– Symphytum variegatum Hort..
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes variedades:
– Symphytum officinale var. ochroleucum;
– Symphytum officinale var. officinale L.;
– Symphytum officinale var. purpureum.
También se conocen versos híbridos interespecíficos:
– Symphytum × coeruleum Petitmengin – Híbrido entre: S. officinale y S. peregrinum;
– Symphytum × foliosum Rehman (1868) – Híbrido entre: S. officinale y S. tuberosum;
– Symphytum × hyerense Pawlowski (1971) – Híbrido entre: S. floribundum y S. officinale;
– Symphytum × uplandicum Nyman (1854) – Híbrido entre: S. asperum y S. officinale.

Etimología –
El término Symphytum proviene del griego συν syn con, juntos y de φυτόν phytόn planta: plantas que crecen en grupos.
El epíteto oficial específico proviene de un taller de laboratorio medieval: como planta utilizable en productos farmacéuticos, hierbas medicinales, licores, perfumería y similares.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Symphytum officinale es una planta herbácea perenne de origen europeo y caucásico, pero que se ha naturalizado en América y Asia, mientras que en Australia se cultiva ampliamente.
En Italia está presente en todas partes, incluso en los Alpes, excepto en algunas áreas del sur y centro del lado del Adriático.
Su hábitat es el de lugares pantanosos, en acequias, canales y turberas; pero también en prados húmedos y bordes de bosques. El sustrato preferido es tanto calcáreo como silíceo con pH neutro y valores medios de humedad, donde crece hasta los 1300 m s.l.m..

Descripción –
Symphytum officinale es una planta herbácea perenne que normalmente crece entre 30 y 60 cm pero puede alcanzar hasta 120 cm.
Su superficie está cubierta de pelos blancos rígidos (persistentes o desviados).
Las raíces son secundarias al rizoma pero muy robustas; profundizan y permiten el crecimiento de abundante follaje. A veces las raíces de esta planta aparecen como rizomas tuberizados. El rizoma es horizontal, grande, a veces dividido en varias partes. El exterior es oscuro, mientras que el centro es más claro.
La parte epigea es erecta, carnosa y ramificada; en toda su longitud presenta alas producidas por la extensión de la parte basal de las hojas caulinares. El tallo puede tener un patrón en zigzag y su sección es angular (cuadrangular) y la superficie está cubierta de pelo.
Las hojas son generalmente anchas y rugosas, gruesas, robustas y tomentosas. Tienen cierta textura al tacto y su color es verde fuerte en la página superior y casi plateado en la inferior. El borde de la lámina está almenado y la página inferior presenta nervios salientes.
Las hojas basales son ovaladas o lanceoladas de tamaño medio grande; también son de peciolo largo y el ápice es agudo. Tamaño de las hojas basales: ancho 10 – 20 cm, largo 30 – 80 cm.
Las caulinares son alternas, y en su mayoría sésiles (sólo las inferiores son pecioladas). La forma es estrictamente lanceolada con un ápice afilado. Además, a menudo degeneran durante mucho tiempo, hasta la hoja subyacente, por lo que parecen casi opuestos. Tamaño medio de las hojas caulinares: ancho 2 – 7 cm, largo 8 – 18 cm; tamaño del pecíolo de las hojas inferiores: 2 – 4 cm.
Las flores están reunidas en una inflorescencia que es una pseudo panícula compuesta de densos grupos de flores reunidas en ápices bífidos (una o dos veces bífidos) y unilaterales (racimos escorpioides, es decir, desarrollados de un solo lado); la inflorescencia se sitúa en la axila de las hojas superiores.
Las flores son hermafroditas, actinomorfas, tetracíclicas (formadas por los 4 verticilos fundamentales de la angiosperma: cáliz – corola – androceo – gineceo), pentámeros (las flores se componen de 5 partes). Las flores también son regulares y sin brácteas, son portadas por largos pedúnculos arqueados de manera que las flores son colgantes, su forma es tubular. El color puede ser muy variado: blanquecino o amarillento o verdoso; pero también rosa, púrpura a violeta.
La polinización es entomógama, por medio de abejas, la antesis es entre mayo y julio mientras que las semillas maduran de junio a julio
El fruto es un microbasarium (tetranucula) con mericarpos monoespermáticos (núcula) de 3,5-4 x 2,4-3,4 mm, ovoide, liso y brillante, con un anillo basal de cerca 0,5 mm, liso y dentado en la base.

Cultivo –
Symphytum officinale es una planta perenne que a menudo se cosecha en su estado natural para uso local como alimento, medicina y fuente de materiales.
Es una planta que se puede cultivar en gran parte en sustratos pero prefiere suelos húmedos con algo de sombra.
Las plantas pueden ser invasoras, a menudo se propagan libremente por medio de semillas auto-sembradas. El sistema de raíces es muy profundo y difícil de erradicar, incluso los pequeños fragmentos de raíces que quedan en el suelo pueden producir nuevas plantas.
La propagación ocurre por semilla; la siembra es en primavera u otoño en semillero protegido.
Las plántulas jóvenes deben ser trasplantadas, si provienen de semilleros, en primavera o principios de verano; sin embargo, se puede sembrar directamente en campo abierto en primavera.
También se puede propagar por división en cualquier época del año; solo use una pala para cortar los 7 cm superiores de la raíz justo debajo del nivel del suelo. Se pueden obtener varias raíces, cada una de las cuales hará una nueva planta. Estos pueden ser en macetas o plantados directamente en campo abierto.

Costumbres y tradiciones –
Symphytum officinale es una planta que a lo largo de los siglos se ha cultivado en Asia y Europa como planta medicinal y para uso a base de hierbas.
Se utilizó para envolturas de hojas y raíces para tratar esguinces, contusiones o fracturas óseas. Incluso las raíces se podían triturar y luego envolver alrededor de una rama rota; una vez secas, formaban un “yeso de yeso” endurecido.
Esta planta, aún hoy y en algunas zonas, es utilizada por la medicina popular por sus propiedades vulnerarias (cura heridas); también parece estimular la formación de callos en caso de fracturas. Cuando la planta está seca, sus partes más consistentes se rallan sobre heridas, llagas o quemaduras: parece que el alivio está asegurado (el proceso de curación lo da una sustancia llamada alantoína, sustancia también utilizada en síntesis por la industria farmacéutica para el mismo . propósitos). Los mucílagos se utilizan como expectorante (función que favorece la expulsión de las secreciones bronquiales) y también parecen válidos para la tos. Las hojas también son astringentes (limitan la secreción de líquidos).
Otras propiedades incluyen: descongestionantes (disminuye el riego sanguíneo en una determinada parte del cuerpo), astringente (limita la secreción de líquidos), emolientes (resuelve un estado inflamatorio) y analgésico (reduce el dolor). Externamente parece ser muy útil para diversas afecciones de la piel como quemaduras, inflamaciones, llagas y úlceras.
Entre las contraindicaciones hay que recordar que varios textos desaconsejan su uso prolongado o abundante porque podrían surgir enfermedades hepáticas por algunas sustancias hepatotóxicas como los alcaloides de pirrolizidina. Además, en la planta hay, afortunadamente, en forma muy pequeña, un alcaloide (la “sinfito-cianogloxina”) que es tóxico ya que paraliza el sistema nervioso. En varios estados se ha prohibido su uso como alimento, como en los Estados Unidos de América e Italia (está en la lista del Ministerio de Salud de plantas no permitidas como complementos alimenticios).
Las sustancias presentes son: mucílago, resina, tanino, ácido clorogénico, goma, colina, almidón y asparagina. La consolidina también está presente (es un glucoalcaloide).
Entre otros usos, se reporta que las hojas de estas plantas son válidas para la producción de un excelente macerado para fertirrigación, y se utilizan directamente como elemento verde (es decir, rico en nitrógeno) en el fertilizante (es decir, para compostaje y producción de humus. ).
Otra característica interesante de Symphytum officinale es que se puede utilizar para enriquecer suelos pobres con la práctica de abono verde, ya que es una planta rústica, vigorosa, con abundante biomasa y puede crecer incluso en suelos muy pobres – por lo tanto es una planta de alto interés para la agricultura orgánica para enriquecer la tierra con métodos orgánicos. Por ejemplo, las hojas dejadas en remojo durante una semana en un poco de agua constituyen una excelente preparación para cultivos exigentes en potasio como el tomate.
Finalmente, se puede utilizar como hierba forrajera y también se ha cultivado para este propósito en el pasado.
También es una planta visitada por las abejas por su néctar.
También hay usos industriales. En Hungría (y no solo), a partir de algunas partes de la planta, tratadas con bismuto, se obtiene un color marrón con cuerpo con el que se elaboran diversos cosméticos.
Sin embargo, hay que recordar que al ser plantas que se autosiembran fácilmente se vuelven invasoras y al ser el sistema radicular muy profundo luego son difíciles de arrancar. Además, siempre quedan en el subsuelo algunos pequeños fragmentos de la raíz que todavía son capaces de producir nuevas plantas.

Método de preparación –
Symphytum officinale utiliza principalmente la raíz pero también las hojas. La recolección de raíces se realiza en otoño-invierno, mientras que las hojas en primavera antes de la floración.
En la cocina se puede producir un buen té a partir de las hojas debidamente tratadas, mientras que las raíces se pueden utilizar como edulcorantes (contiene azúcares además de almidón y más). En algunos lugares, las partes superiores de la planta se utilizan como alimento como si fueran espárragos. En otras áreas, las hojas se hierven y se comen como las espinacas. O las raíces, si se pelan y se cortan finamente, se pueden agregar a las sopas de verduras. Las hojas cuando se tuestan pueden producir un sustituto del café. No obstante, hay que tener en cuenta que esta planta tiene cierta toxicidad, como se subraya en las contraindicaciones del párrafo anterior.
Las raíces tostadas se usan con raíces de diente de león y achicoria para hacer una sucesión de café.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://observation.org/photos/47579265.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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