Plodia interpunctella

Plodia interpunctella

La Tignola fasciata del grano (Plodia interpunctella Hübner, 1813) è un insetto appartenente alla famiglia delle Pyralidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Ditrysia,
Superfamiglia Pyraloidea,
Famiglia Pyralidae,
Sottofamiglia Phycitinae,
Tribù Phycitini,
Genere Plodia,
Specie P. interpunctella.
Sono sinonimi i termini:
– Ephestia interpunctella (Hübner, 1813);
– Phycis interpunctella (Hübner, 1813);
– Plodia americana Piutti, 1920;
– Plodia castaneella Reutti, 1898;
– Plodia glycinivora (Matsumura, 1917);
– Plodia glycinivorella (Matsumura, 1932);
– Plodia latercula (Hampson, 1901);
– Plodia zeae (Fitch, 1856);
– Tinea interpunctella Hübner, 1813.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Plodia interpunctella è un lepidottero che vive in tutti i continenti con climi dai temperati ai tropicali, escluso l’Antartide. Questa farfalla si sviluppa infatti in una vasta gamma di condizioni, dove diviene spesso un parassita persistente. Si trova spesso negli impianti di conservazione degli alimenti in tutto il mondo, in particolare nei contenitori del grano o negli edifici di stoccaggio del grano. Infesta le farine di cereali, le paste alimentari, la frutta secca, le sostanze organiche animali conservanti, le cariossidi di cereali, ecc..

Morfologia –
La Plodia interpunctella è una farfalla che può raggiungere fino a 20 mm di apertura alare, con ali sempre brevemente frangiate.
Le ali anteriori presentano, alla base, una fascia di color crema e nella parte distale una fascia di colore bruno-arancio, separate da una striscia scura.
Le ali posteriori sono di colore biancastro.
La larva ha una lunghezza di 13-15 mm, è giallognola, con il capo, il primo segmento toracico e le estremità addominali di colore bruno; le larve sono dotate di zampe e pseudozampe brevi e di tubercoli piliferi.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Plodia interpunctella è una farfalla che sverna, generalmente, allo stadio di larva, protetta nei ricoveri tra le derrate o in prossimità di queste; si impupa in bozzoli frammisti a farina ed altri residui alimentari.
Le femmine possono deporre fino a 300 uova che sono più piccole di 0,5 mm.
In funzione delle condizioni climatiche e dei microclimi dove si riproduce può compiere da 2 a 4 generazioni all’anno.
Il danno è determinato dalle larve che si nutrono di materiali conservanti, rivestendoli con filamenti sericei ed imbrattandoli con gli escrementi e le esuvie.
I prodotti divengono pertanto incommerciabili e, a volte, possono anche subire delle fermentazioni; inoltre viene compromessa la germinabilità delle cariossidi e delle sementi.

Ruolo Ecologico –
La Tignola fasciata del grano è un lepidottero che, soprattutto, in ambienti domestici prolifica con molta facilità a causa della presenza di farina e pasta. In genere durante il giorno questi insetti sono statici su tende o pareti. Sono attratti dalle superfici con colori omogenei. Per l’eliminazione uno dei metodi più conosciuti è l’utilizzo di carte adesive ai feromoni, che attraggono solo i maschi, allo scopo di bloccare la riproduzione. Le larve della tignola si insinuano nelle spaccature dei muri e nelle intercapedini dei mobili.
In natura le uova di Plodia interpunctella sono parassitizzate da alcuni Imenotteri Icneumonidi come Venturia Canescens, che infigge le proprie uova all’interno delle uova dell’ospite, riducendo il numero di sfarfallamenti degli adulti.
Tuttavia queste da sole, spesso, non riescono a tenere a bada questa farfalla.
Per operare ciò sono necessarie tecniche di lotta e di contenimento.
Nella lotta si possono utilizzare le trappole sessuali per il monitoraggio della popolazione e allo scopo di stabilire, in base all’entità dell’infestazione e all’epoca degli sfarfallamenti, l’eventuale trattamento di disinfestazione.
Queste trappole vanno installate, nei magazzini, in ogni periodo dell’anno purché vi sia una temperatura ambientale superiore a 15°C. Possono essere di una certa utilità anche le trappole di cattura massiva per ridurne la popolazione presente.
Importante è anche la prevenzione. Questa tecnica va operata seguendo alcune regole di base:
– i locali destinati a magazzino devono essere perfettamente impenetrabili dagli insetti. Per questo motivo le porte e le finestre devono potersi chiudere ermeticamente. I fabbricati devono essere isolati anche nelle fondazioni, per consentire le eventuali fumigazioni di disinfestazione, anche in pressione; le finestre devono essere dotate di reti di metallo o di nylon, a maglia fine, per impedire l’ingresso degli insetti adulti;
– nei magazzini e nei locali di lavorazione trovano efficace applicazione trappole alimentari, trappole luminose a scarica elettrica, trappole sessuali hce sono particolarmente efficaci contro i Lepidotteri. Con queste trappole si possono ottenere dei risultati diversi e cioè: o la cattura massiva o il monitoraggio. La soglia di intervento varia da 1 a 2 insetti per trappola a seconda del fitofago considerato;
– la disinfestazione viene effettuata con fumiganti o con insetticidi ad azione residuale; essa può essere fatta sia con infestazioni in atto che con i locali vuoti, a scopo preventivo.
Si ricorda che le fumigazioni devono essere effettuate da personale specializzato, previa autorizzazione della Questura, dell’A.S.L., o della Capitaneria di Porto.
Le dosi e i periodi di esposizione devono essere rigorosamente rispettati per evitare che il prodotto immagazzinato assuma odori che poi si trasmettono anche al pane e agli altri derivati.
Possono essere anche utilizzati insetticidi per contatto. In questo caso l’applicazione delle dosi deve essere rigorosa per evitare l’insorgenza di fenomeni di resistenza, è inoltre opportuno alternare l’uso dei principi attivi, per ridurre questi fenomeni.
Negli ultimi tempi si sta comunque andando verso tecniche innovative quali:
– l’atmosfera controllata e la refrigerazione; queste nuove tecniche che tendono a sostituire i prodotti chimici consentono di limitare le infestazioni e di ottenere prodotti conservati senza residui chimici.
Ovviamente queste tecniche prevedono ambienti appositamente costruiti e naturalmente a tenuta stagna. Inoltre la tecnica dell’atmosfera controllata viene realizzata con l’impiego di Azoto oppure di Anidride carbonica in sostituzione dell’Ossigeno.
I risultati migliori si ottengono con l’Anidride carbonica che richiede tempi di applicazione minori, rispetto all’Azoto, anche in presenza di una certa % di Ossigeno.
Gli insetti muoiono per soffocamento e per l’effetto tossico della CO2 a livello cellulare.
La tecnica della refrigerazione consente di conservare efficacemente i prodotti per lunghi periodi in quanto viene bloccato il metabolismo degli insetti.
I tempi di refrigerazione variano a seconda dell’abbassamento di temperatura prescelto, che dipende dalle specie di insetti presenti e dal loro stadio di sviluppo.
La conservazione potrebbe essere anche integrata, cioè utilizzando entrambe le tecniche: basse temperature associate ad atmosfera controllata.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Pollini A., 2002. Manuale di entomologia applicata. Edagricole, Bologna.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/177846553/original.jpeg



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.