Uncaria tomentosa

Uncaria tomentosa

L’ Unghia di gatto o artiglio di gatto (Uncaria tomentosa (Willd. ex Schult.) DC.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Rubiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Rubiales,
Famiglia Rubiaceae,
Sottofamiglia Cinchonoideae,
Tribù Naucleeae,
Genere Uncaria,
Specie U. tomentosa.
Sono sinonimi i termini:
– Cinchona globifera Pav.;
– Cinchona globifera Pav. ex DC.;
– Nauclea aculeata Kunth;
– Nauclea polycephala A.Rich.;
– Nauclea polycephala A.Rich. ex DC.;
– Nauclea surinamensis (Miq.) Walp.;
– Nauclea tomentosa Willd.;
– Nauclea tomentosa Willd. ex Schult.;
– Ourouparia polycephala (A.Rich. ex DC.) Baill.;
– Ourouparia tomentosa (Willd. ex Schult.) K.Schum.;
– Uncaria surinamensis Miq.;
– Uncaria tomentosa var. dioica Bremek.

Etimologia –
Il termine Uncaria viene da uncus uncino, con riferimento alle spine uncinate dei pezioli.
L’epiteto specifico tomentosa viene da toméntum peluria: ricoperta da peluria.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Uncaria tomentosa è una pianta rampicante legnosa che si trova nelle giungle tropicali dell’America meridionale e centrale.
È presente in Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyane; Caraibi – Trinidad e Centro America, da Panama al Guatemala.
Il suo habitat è quello della foresta primaria, ma presente anche nella foresta disturbata e raramente nella foresta secondaria, dove di solito si trova ad altitudini fino a 300 metri.

Descrizione –
L’Uncaria tomentosa è una liana rampicante legnosa che può raggiungere una lunghezza massima di 30 m, arrampicandosi per mezzo di spine.
Le foglie sono ellittiche con un bordo liscio e crescono in coppie opposte.
Le infiorescenze sono capolini compatti all’estremità di rami orizzontali molto ridotti. I lobi della corolla sono senza appendici.
I semi hanno una lunga ala a ciascuna estremità, l’ala inferiore profondamente bifida.

Coltivazione –
L’Uncaria tomentosa è una pianta spontanea dei tropici, dove di solito cresce fino ai 300 metri s.l.m. e vegeta in zone con ombreggiamento parziale.
Secondo alcuni report, in alcune parti della costa atlantica dell’America centrale la pianta diviene infestante per le piantagioni di banane.
Gli steli sono abbastanza grandi da poter essere raccolti solo quando hanno 8 anni o più. In genere si consiglia di tagliare questa pianta a 20 – 100 cm dal suolo per lasciarla rigenerare.
La propagazione avviene per seme che ha una vitalità molto breve e deve essere seminato non appena è maturo.
È possibile anche la propagazione per talea, con porzioni lunghe circa 20 cm. Se il terreno della foresta è abbastanza umido le talee si riproducono facilmente, inserendole direttamente nel suolo della foresta. Se le condizioni sono giuste, le radici si sviluppano subito dopo il trapianto.

Usi e Tradizioni –
L’Uncaria tomentosa è una pianta rampicante usata in medicina popolare. La corteccia della radice della pianta viene utilizzata in erboristeria per una varietà di disturbi e viene venduta come integratore alimentare.
I principi fitochimici presenti nella corteccia della radice di Uncaria tomentosa sono: alcaloidi oxindolo e indolo, glicosidi, acidi organici, proantocianidine, steroli e triterpeni, glicosidi, tannini, polifenoli, catechine e beta-sitosterolo.Contiene anche rinofillina.
Nell’uso alimentare si utilizzano gli steli che sono fonte di una linfa che viene utilizzata per dissetarsi e come bevanda ristoratrice. Ha un gusto acquoso e astringente.
In campo medicinale ha una lunga storia di uso tradizionale, essendo impiegata nel trattamento di una serie di condizioni tra cui infiammazioni (soprattutto reumatismi), artrite, infezioni del tratto urinario e ulcere gastriche. È stata anche usata come purificatrice del sangue, per pulire i reni, per riprendersi dal parto o curare irregolarità mestruali, come trattamento per l’asma.
Applicata esternamente, viene utilizzata come detersivo per le ferite al fine di favorire la cicatrizzazione, per detergere la pelle dalle impurità, ecc.
La pianta è tutt’ora ampiamente utilizzata nella moderna erboristeria, dove è apprezzata principalmente per il suo effetto stimolante sul sistema immunitario.
La parte più comunemente usata è la corteccia del gambo.
L’Uncaria tomentosa ha molte applicazioni moderne, che è un tratto comune delle erbe con attività immunostimolante e include: prevenzione delle malattie, cancro, guarigione dagli effetti collaterali della chemioterapia, guarigione dal parto, infezioni del tratto urinario, ferite, febbri, emorragie e debolezza. Le applicazioni che hanno avuto alcune ricerche cliniche includono infezioni virali, dolore e sintomi di infezioni da Herpes e condizioni infiammatorie, come l’artrite reumatoide.
La pianta è infatti antinfiammatoria, stimolante del sistema immunitario, citoprotettiva e antiossidante.
Le ricerche sugli effetti di questa pianta sono ancora in discussione.
Uno studio pubblicato su Nature nel 2019 ha scoperto che sostanze fitochimiche specifiche presenti nella pianta (proantocianidine) avevano un effetto inibitorio sulla formazione sia delle placche di amiloide-beta che dei “grovigli” della proteina tau. L’accumulo di placche di amiloide-beta e grovigli di proteine tau è stato ipotizzato come una delle cause principali del morbo di Alzheimer. Questa scoperta ha portato gli autori a concludere: “La scoperta di un estratto vegetale naturale dalla pianta della foresta pluviale amazzonica (Uncaria tomentosa) come potente inibitore e disaggregatore di “placca e groviglio” è postulato per rappresentare una potenziale svolta per il trattamento naturale sia del normale invecchiamento cerebrale che del morbo di Alzheimer”.
Altri studi hanno riscontrato un significativo miglioramento della funzione cognitiva in seguito alla somministrazione dell’estratto di artiglio di gatto, anche se esclusivamente nei ratti. Uno studio del 2021 pubblicato su Medicina cinese ha rilevato che i ratti con malattia di Alzheimer indotta da streptozotocina hanno mostrato una migliore funzione della memoria dopo aver ricevuto una dose grande e altamente concentrata di estratto di artiglio di gatto. Ancora una volta, gli autori hanno concluso che i loro risultati “implicano ampiamente che sia l’UTE che l’URE sono degni di essere sviluppati clinicamente nel trattamento farmaceutico dell’AD”.
Tuttavia alcune critiche hanno suggerito che un tale entusiasmo non è giustificato poiché l’inibizione della placca e del groviglio (e i miglioramenti cognitivi) osservati in tali studi hanno avuto luogo in vitro o nei roditori. Gli effetti sono stati ottenuti anche utilizzando concentrazioni molto elevate di estratto di artiglio di gatto che non sarebbero state pratiche in un contesto clinico con soggetti umani. A partire dal 2022, nessun paziente di Alzheimer ha avuto una malattia significativamente invertita o la sua progressione interrotta dalla somministrazione dell’artiglio di gatto, nella sua forma di estratto intero o purificato. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, le affermazioni che l’estratto di artiglio di gatto rappresenti una probabile cura per il morbo di Alzheimer sono, nella migliore delle ipotesi, grossolanamente esagerate.
Si ricorda, altresì, che alcune persone allergiche alle piante della famiglia delle Rubiaceae e diverse specie di Uncaria possono avere maggiori probabilità di avere reazioni avverse all’artiglio del gatto. Le reazioni possono manifestarsi con prurito, eruzione cutanea e infiammazione allergica dei reni. Le persone che richiedono una terapia anticoagulante non devono usare questa pianta.
Inoltre i principi fitochimici nell’artiglio di gatto possono inibire l’enzima epatico, CYP3A4, che ossida i composti organici e può interferire con l’effetto previsto della prescrizione per droghe.

Modalità di Preparazione –
L’Uncaria tomentosa è una pianta che vanta un antico e diffuso utilizzo sia nella medicina tradizionale dei popoli dove cresce allo stato spontaneo si di impiego alimentare.
Nell’uso alimentare si utilizzano gli steli da cui sgorga una linfa che viene utilizzata per dissetarsi e come bevanda ristoratrice.
La parte usata in medicina di questa pianta è la corteccia della vite o radice.
L’intera pianta viene utilizzata in gargarismi per curare le ulcere della bocca.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://www.tropicos.org/ImageDownload.aspx?imageid=100389570

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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