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Riproduzione del Cedro del Libano

Il cedro del Libano (Cedrus libani, A.Rich. 1823) è una conifera della famiglia delle Pinacee originaria dell’Anatolia meridionale, della Siria e del Libano.

Habitat idoneo di riproduzione –
Il Cedrus libani è una pianta endemica delle montagne intorno alla zona del Mediterraneo orientale in Libano, Siria e Turchia. L’albero cresce in litosuoli calcarei ben drenati su pendii e crinali rocciosi esposti a nord e ovest.
Il suo habitat naturale è caratterizzato da estati calde e secche e inverni freschi e umidi con precipitazioni annue da 1.000 a 1.500 mm; alle quote più elevate gli alberi sono ricoperti da un pesante manto nevoso. In Libano e in Turchia è più presente ad altitudini da 1.300 a 3.000 m, dove forma foreste pure o boschi misti con abete di Cilicia (Abies cilicica), pino nero europeo (Pinus nigra), pino turco (Pinus brutia) e diverse specie di ginepro. In Turchia lo troviamo fino a 500 m. s.l.m..
Oggi nel suo ambiente originario se ne trovano pochi esemplari, mentre è molto diffuso nei parchi e nei giardini di tutta Europa dove è giunto nel XVII secolo.
Questa specie, migliaia di anni fa formava vasti boschi che ricoprivano i pendii montuosi di tutto il Vicino Oriente, compresi Cipro e Libano; oggi nella sua zona di origine nella catena del Monte Libano e nella valle dei cedri a Cipro sopravvivono solo poche centinaia di esemplari.
Il Cedrus libani, per la sua storicità, è rappresentato nella bandiera del Libano.

Propagazione –
Per la coltivazione del Cedrus libani si tenga conto che è una pianta molto resistente al freddo, in grado di tollerare temperature fino a circa -25 °C quando è completamente dormiente, purché la nuova vegetazione sia stimolata dal caldo estivo.
La pianta ha bisogno di inverni freschi e umidi, con abbondanti nevicate alle quote più elevate del suo areale.
Vegeta anche in zone calde e secche con meno di 400 mm di pioggia all’anno, ma anche in zone con estati fresche e fino a 2.000 m di pioggia.
Per quanto riguarda la pedologia vegeta nella maggior parte dei terreni ben drenati, essendo molto tollerante al gesso, ai siti aridi e alla siccità una volta che si è stabilito.
È invece molto intollerante all’inquinamento atmosferico.
La propagazione può avvenire per seme che va raccolto con i coni, in inverno, e tenuti in un ambiente caldo finché non si aprono. Una volta aperti i semi vanno prelevati e subito seminati al freddo.
Una breve stratificazione fredda di un mese migliora i tassi di germinazione. Il semenzaio va tenuto umido e ventilato. Una volta che le piantine saranno emerse bisogna farle crescere fino a quando sono maneggiabili e trapiantate in serra fredda per il loro primo inverno.
Il trapianto definitivo va effettuato in tarda primavera o all’inizio dell’estate. Si consiglia di proteggere le piantine dal freddo invernale per i primi due inverni.
Si può tentare anche la propagazione agamica, tramite talee di germogli terminali che possono essere fatte radicare in serra nel tardo autunno anche se la percentuale di attecchimento è molto bassa.
Si ricorda che i piccoli alberi di altezza inferiore a 50 cm affermano molto più rapidamente e meglio degli alberi più alti, quelli più alti di 2 metri riscontrano maggiori difficoltà.

Ecologia –
Il cedro del Libano , nel corso dei secoli, ha subito un forte regresso tanto che si è verificata un’estesa deforestazione, di cui sono sopravvissuti solo piccoli resti delle foreste originarie. La deforestazione è stata particolarmente grave in Libano e a Cipro; a Cipro sopravvivono solo piccoli alberi alti fino a 25 m, sebbene Plinio il Vecchio abbia registrato cedri alti 40 m. Vari tentativi sono stati fatti in alcuni momenti nel corso della storia per conservare i cedri del Libano. Il primo fu realizzato dall’imperatore romano Adriano; creò una foresta imperiale e la contrassegnò da cippi di confine inscritti, due dei quali si trovano nel museo dell’Università americana di Beirut.
Nella regione mediterranea viene effettuato un ampio rimboschimento di cedro. In Turchia, ogni anno vengono piantati oltre 50 milioni di giovani cedri, su un’area di circa 300 chilometri quadrati.
Anche le popolazioni di cedri libanesi si stanno espandendo attraverso un programma attivo. L’approccio libanese enfatizza la rigenerazione naturale creando condizioni di crescita adeguate. Lo stato libanese ha creato diverse riserve, tra cui la riserva di cedri di Chouf, la riserva di cedri di Jaj, la riserva di Tannourine, le riserve di Ammouaa e Karm Shbat nel distretto di Akkar e la foresta dei cedri di Dio vicino a Bsharri.
Poiché durante la fase di semina, differenziare C. libani da C. atlantica o C. deodara è difficile, l’Università americana di Beirut ha sviluppato un metodo di identificazione basato sul DNA per garantire che gli sforzi di riforestazione in Libano riguardino il Cedrus libani e non altre specie.





[:en]

Reproduction of the Cedar of Lebanon

The cedar of Lebanon (Cedrus libani, A.Rich. 1823) is a conifer of the Pinaceae family native to southern Anatolia, Syria and Lebanon.

Suitable breeding habitat –
Cedrus libani is an endemic plant of the mountains around the eastern Mediterranean area in Lebanon, Syria and Turkey. The tree grows in well-drained limestone lithosols on rocky slopes and ridges facing north and west.
Its natural habitat is characterized by hot and dry summers and cool and humid winters with annual rainfall from 1,000 to 1,500 mm; at higher altitudes the trees are covered with a heavy snow cover. In Lebanon and Turkey it is more present at altitudes from 1,300 to 3,000 m, where it forms pure forests or mixed woods with Cilician fir (Abies cilicica), European black pine (Pinus nigra), Turkish pine (Pinus brutia) and various species of juniper. In Turkey we find it up to 500 m. s.l.m ..
Today in its original environment there are few examples, while it is widespread in parks and gardens throughout Europe where it arrived in the seventeenth century.
This species, thousands of years ago, formed vast forests that covered the mountain slopes of the entire Near East, including Cyprus and Lebanon; today in its area of ​​origin in the chain of Mount Lebanon and in the valley of the cedars in Cyprus only a few hundred specimens survive.
The Cedrus libani, due to its historicity, is represented in the flag of Lebanon.

Propagation –
For the cultivation of Cedrus libani, it should be taken into account that it is a very cold-resistant plant, able to tolerate temperatures down to about -25 ° C when it is completely dormant, as long as the new vegetation is stimulated by the summer heat.
The plant needs cool, humid winters, with abundant snowfall at the highest altitudes of its range.
It also grows in hot and dry areas with less than 400 mm of rain per year, but also in areas with cool summers and up to 2,000 m of rain.
As for pedology, it grows in most well-drained soils, being very tolerant to chalk, arid sites and drought once it is established.
On the other hand, it is very intolerant to air pollution.
Propagation can take place by seed which is collected with cones, in winter, and kept in a warm environment until they open. Once opened, the seeds must be removed and immediately sown in the cold.
A short one month cold stratification improves germination rates. The seedbed must be kept humid and ventilated. Once the seedlings have emerged, they must be grown until they are manageable and transplanted in a cold greenhouse for their first winter.
The definitive transplant must be carried out in late spring or early summer. It is advisable to protect the seedlings from the winter cold for the first two winters.
Agamic propagation can also be attempted, through cuttings of terminal shoots that can be rooted in the greenhouse in late autumn even if the percentage of rooting is very low.
Remember that small trees less than 50 cm high claim much faster and better than taller trees, those taller than 2 meters have greater difficulties.

Ecology –
The cedar of Lebanon, over the centuries, has undergone a strong decline so that extensive deforestation has occurred, of which only small remains of the original forests have survived. Deforestation has been particularly severe in Lebanon and Cyprus; in Cyprus only small trees up to 25 m high survive, although Pliny the Elder recorded cedars 40 m high. Various attempts have been made at certain times throughout history to preserve the cedars of Lebanon. The first was built by the Roman emperor Hadrian; he created an imperial forest and marked it with inscribed boundary stones, two of which are in the museum of the American University of Beirut.
In the Mediterranean region, extensive reforestation of cedar is carried out. In Turkey, over 50 million young cedars are planted annually, over an area of ​​approximately 300 square kilometers.
The Lebanese cedar populations are also expanding through an active program. The Lebanese approach emphasizes natural regeneration by creating suitable growing conditions. The Lebanese state has created several reserves, including the Chouf Cedar Reserve, the Jaj Cedar Reserve, the Tannourine Reserve, the Ammouaa and Karm Shbat Reserves in Akkar District and the Cedar of God Forest near Bsharri .
Because differentiating C. libani from C. atlantica or C. deodara during the planting phase is difficult, the American University of Beirut has developed a DNA-based identification method to ensure that reforestation efforts in Lebanon target Cedrus libani and not other species.





[:es]

Reproducción del cedro del Líbano

El cedro del Líbano (Cedrus libani, A.Rich. 1823) es una conífera de la familia Pinaceae originaria del sur de Anatolia, Siria y Líbano.

Hábitat de reproducción adecuado –
Cedrus libani es una planta endémica de las montañas que rodean el área del Mediterráneo oriental en Líbano, Siria y Turquía. El árbol crece en litosoles de piedra caliza bien drenados en laderas rocosas y crestas que miran al norte y al oeste.
Su hábitat natural se caracteriza por veranos calurosos y secos e inviernos fríos y húmedos con precipitaciones anuales de 1.000 a 1.500 mm; en altitudes más altas, los árboles están cubiertos por una capa de nieve espesa. En Líbano y Turquía está más presente en altitudes de 1.300 a 3.000 m, donde forma bosques puros o bosques mixtos con abeto de Cilicia (Abies cilicica), pino negro europeo (Pinus nigra), pino turco (Pinus brutia) y diversas especies de enebro. En Turquía lo encontramos hasta 500 m. s.l.m ..
Hoy en su entorno original hay pocos ejemplos, mientras que está muy extendido en parques y jardines de toda Europa a donde llegó en el siglo XVII.
Esta especie, hace miles de años, formó vastos bosques que cubrían las laderas de las montañas de todo el Cercano Oriente, incluidos Chipre y Líbano; hoy en su área de origen en la cadena del Monte Líbano y en el valle de los cedros en Chipre solo sobreviven unos pocos cientos de especímenes.
El Cedrus libani, debido a su historicidad, está representado en la bandera del Líbano.

Propagación –
Para el cultivo de Cedrus libani se debe tener en cuenta que es una planta muy resistente al frío, capaz de tolerar temperaturas de hasta -25 ° C cuando está completamente inactiva, siempre que la nueva vegetación sea estimulada por el Calor de verano.
La planta necesita inviernos frescos y húmedos, con abundantes nevadas en las altitudes más altas de su área de distribución.
También crece en zonas cálidas y secas con menos de 400 mm de lluvia al año, pero también en zonas con veranos frescos y hasta 2.000 m de lluvia.
En cuanto a la pedología, crece en la mayoría de los suelos bien drenados, siendo muy tolerante a la tiza, los lugares áridos y la sequía una vez establecida.
Por otro lado, es muy intolerante a la contaminación del aire.
La propagación puede tener lugar por semillas que se recolectan con conos, en invierno, y se mantienen en un ambiente cálido hasta que se abren. Una vez abierto, hay que quitar las semillas y sembrar inmediatamente en frío.
Una breve estratificación en frío de un mes mejora las tasas de germinación. El semillero debe mantenerse húmedo y ventilado. Una vez que han emergido las plántulas, deben cultivarse hasta que sean manejables y trasplantadas en un invernadero frío durante su primer invierno.
El trasplante definitivo debe realizarse a finales de primavera o principios de verano. Es aconsejable proteger las plántulas del frío invernal durante los dos primeros inviernos.
También se puede intentar la propagación agámica, mediante esquejes de brotes terminales que pueden enraizarse en el invernadero a finales de otoño, incluso si el porcentaje de enraizamiento es muy bajo.
Recuerda que los árboles pequeños de menos de 50 cm de altura pretenden ser mucho más rápidos y mejores que los árboles más altos, los que miden más de 2 metros tienen mayores dificultades.

Ecología –
El cedro del Líbano, a lo largo de los siglos, ha sufrido un fuerte declive, por lo que se ha producido una extensa deforestación, de la que solo han sobrevivido pequeños restos de los bosques originales. La deforestación ha sido particularmente grave en el Líbano y Chipre; en Chipre sólo sobreviven árboles pequeños de hasta 25 m de altura, aunque Plinio el Viejo registró cedros de 40 m de altura. Se han realizado varios intentos en determinados momentos a lo largo de la historia para preservar los cedros del Líbano. El primero fue construido por el emperador romano Adriano; creó un bosque imperial y lo marcó con mojones grabados, dos de los cuales se encuentran en el museo de la Universidad Americana de Beirut.
En la región mediterránea se lleva a cabo una extensa reforestación de cedro. En Turquía, se plantan más de 50 millones de cedros jóvenes anualmente, en un área de aproximadamente 300 kilómetros cuadrados.
Las poblaciones de cedros libaneses también se están expandiendo a través de un programa activo. El enfoque libanés enfatiza la regeneración natural mediante la creación de condiciones de crecimiento adecuadas. El estado libanés ha creado varias reservas, incluida la reserva de cedro de Chouf, la reserva de cedro de Jaj, la reserva de Tannourine, las reservas de Ammouaa y Karm Shbat en el distrito de Akkar y el bosque de cedro de Dios cerca de Bsharri.
Debido a que es difícil diferenciar C. libani de C. atlantica o C. deodara durante la fase de plantación, la Universidad Americana de Beirut ha desarrollado un método de identificación basado en ADN para garantizar que los esfuerzos de reforestación en el Líbano se dirijan a Cedrus libani y no a otras especies.





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