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Mappa geografica della Norvegia

La Norvegia è uno Stato monarchico di tipo parlamentare dell’Europa settentrionale ma che non fa parte dell’Unione europea.
Ha una superficie di 385.207 km² ed una popolazione di 5.391.369 abitanti (al 2021).
La capitale della Norvegia è Oslo con 669.060 abitanti (al 2017).
La Norvegia ha un territorio che è compreso in gran parte nella penisola scandinava, fino a estendersi alle isole Svalbard (in prossimità del polo nord), all’isola di Jan Mayen (al largo delle coste groenlandesi) e all’isola Bouvet, vicina all’Antartide, che non è rientrante nel trattato Antartico. Sono rivendicati anche i territori antartici della Terra della Regina Maud e dell’isola Pietro I.
La Norvegia confina a est con la Svezia e a nord-est con la Finlandia e con la Russia, mentre a sud lo Skagerrak la separa dalla Danimarca. L’estesa costa norvegese, che si affaccia sull’oceano Atlantico e sul mare di Barents, è incisa da fiordi famosi in tutto il mondo. Le isole Svalbard e quella di Jan Mayen sono classificate al penultimo posto nella lista degli stati e dipendenze per densità di popolazione in ordine decrescente.

Geografia –
La Norvegia è un Paese caratterizzato da una morfologia con coste frastagliate, che sono interrotte da enormi fiordi e migliaia di isole che si estendono per molti chilometri. La linea di confine è condivisa con la Svezia per 1619 km, con la Finlandia per 727 km e infine a est con la Russia per 196 km. In Norvegia si trova il punto più a nord dell’Europa continentale.
L’aspetto più caratteristico del territorio norvegese è l’estesissimo sviluppo delle sue coste: oltre 21000 km comprendendo tutte le isole. Le coste sono molto frastagliate e intervallate dalle profonde insenature dei fiordi.
La Norvegia è lo stato europeo più settentrionale, spingendosi alla latitudine di 71°11′ dove si trova il promontorio di Knivskjellodden, situato di poco più a nord rispetto al Capo Nord. Occupa anche la parte più occidentale della penisola scandinava, estendendosi per circa 1700 km da nord a sud. È attraversata dal circolo polare artico; per questo nelle zone settentrionali si possono osservare fenomeni come il sole di mezzanotte in estate e l’aurora boreale in inverno.
Inoltre fa parte della Regione biogeografica boreale.
Il territorio della Norvegia continentale è principalmente montuoso, essendo attraversato da nord a sud dai Monti Scandinavi. Il punto più alto è rappresentato dal Galdhøpiggen (2.469 m), situato nel massiccio del Jotunheimen; le altre cime più alte sono il Glittertind (2.465 m), fino a poco tempo fa considerato come la vetta maggiore, e lo Store Skagastølstind (2.403 m). Nella parte meridionale ci sono molte zone costiere e pianeggianti.
Legato geologicamente allo scudo baltico, il territorio norvegese ha una conformazione che di recente ha subito il sollevamento terziario e la creazione dei fiordi, avvenuta nell’ultima fase di erosione. Perciò la struttura di base, che risale a ere molto antiche, è formata da un penepiano – ovvero una superficie di riempimento quasi piatta che può diventare pianura (se a livello del mare) o essere considerata altopiano – di rocce, su cui, durante l’orogenesi caledoniana, si innalzò violentemente la catena montuosa che oggi è la spina dorsale della penisola scandinava; la stessa catena montuosa è poi il luogo di nascita di molti fiumi (diretti sia verso l’Oceano Atlantico e che quindi attraversano la Norvegia sia verso il Golfo di Botnia e che quindi attraversano la Svezia), nonché confine naturale e politico tra i due stessi paesi. Inoltre, nel Quaternario ebbe anche inizio l’opera di erosione e di modellamento delle glaciazioni, che scavarono profonde valli, arrotondarono i rilievi e consolidarono la rete fluviale.
Nella zona nord troviamo un unico vasto altopiano alto dai 300 ai 500 metri, il cui paesaggio è sporadicamente interrotto solo da alcuni gruppi collinari rari e non molto alti. Da qui si sviluppa lungo la costa la catena montuosa che corre verso sud-ovest e che attraversa tutto il paese. La parte centromeridionale è la più elevata e comprende anche alcuni ghiacciai oltre i 2.000 m.
In generale il versante occidentale è ripido e scavato da valli che terminano sul mare formando i fiordi. Il lato interno dei Monti Scandinavi ha invece un’inclinazione più dolce.
Inoltre a tutte le latitudini sorgono porti e città ben riparati come Stavanger, Bergen (talmente protetta da essere una delle città norvegesi più piovose e meno nevose in assoluto), Trondheim, Bodø, Narvik e Tromsø. Infine, di fronte alle coste emergono ovunque, tranne che nell’estremo tratto sud-orientale, isole e arcipelaghi come Senja e Kvaløya e gli arcipelaghi delle Vesterålen e delle Isole Lofoten.
Dal punto di vista idrografico la Norvegia è caratterizzata da alcuni e brevi corsi d’acqua. Il più lungo è il Glomma (570 km), che sfocia nell’Oslofjord, mentre altri importanti sono il Pasvikelva (145 km) e il Numedalslågen (352 km).
I laghi invece sono molto numerosi, circa 450.000, di cui solo 400 però con area superiore a 5 km². Il più grande di questi è il Mjøsa (365 km²), seguito da Røssvatnet (210 km²) e dal Femund (204 km²).
A causa della sua morfologia questo Paese è ricco di cascate; la più alta è Vinnufossen, situata nella contea Møre og Romsdal, e compie un salto di 865 m.
Ci sono diversi posti nell’area circostante il fiordo di Sogne in cui si possono ammirare maestose cascate che si gettano giù dai ripidi fianchi delle montagne. Alcune di queste cascate sono tra le più alte della Norvegia.
Importanti anche i ghiacciai il più grande dei quali è lo Jostedalsbreen, con una superficie di 487 km².

Clima –
Il clima della Norvegia è atlantico e artico ma relativamente mite rispetto alla latitudine per via della Corrente del Golfo, che partendo dal Messico viene a riscaldare le acque marine delle coste atlantiche rendendo le temperature medie annuali superiori allo zero anche in zone molto più a nord del Circolo polare artico. Questo evita la formazione di ghiacci marini, favorendo le attività portuali e di pesca. Le temperature medie annue delle coste vanno dai circa 7–8 °C della città di Stavanger ai 3–4 °C di Trondheim, fino ai 2–3 °C di Vadsø. Il rovescio della medaglia, però, è dato dalle tempeste che si formano in mare aperto intorno all’Islanda, per contrasto tra l’aria fredda continentale (proveniente da Groenlandia e isole canadesi) e le tiepide acque dell’oceano: queste tempeste, foriere di precipitazioni abbondanti, sono comuni soprattutto durante l’autunno e all’inizio dell’inverno. Durante l’estate inoltre possono esserci periodi particolarmente freschi e piovosi, oltre che con caratteristiche di spiccata variabilità. La temperatura media del mese di luglio è comunque superiore ai 15 °C su tutta la fascia costiera centro-meridionale fino alla regione di Sogn og Fjordane.
Clima differente troviamo nella capitale Oslo, caratterizzata da estati tiepide con una temperatura media di luglio è di 17 °C e grazie alle molte ore di luce sono possibili temperature massime vicine ai 30 °C tra giugno e luglio. Per contro gli inverni sono freddi (circa −5 °C di media a gennaio) perché l’effetto mitigatore della Corrente del Golfo è bloccato dalle montagne: nei mesi più freddi si scende facilmente sotto i −20 °C, e non è raro avere minime intorno allo zero a maggio e settembre. Il vero “freddo” invernale si incontra nelle zone interne, soprattutto le contee di Oppland e Finnmark: in quest’ultima è stato registrato il record minimo di temperatura, −51 °C a Karasjok.
Dal punto di vista pluviometrico la Norvegia è un Paese con precipitazioni piuttosto abbondanti, soprattutto sulle regioni atlantiche, specialmente nella zona montuosa sud-occidentale (da 1500 a 3000 mm di pioggia e neve). Sono invece meno abbondanti al nord, ancora meno nelle zone coltivate e vicine alla capitale, con circa 600 mm all’anno. Il picco massimo è estivo o tardo-estivo nelle regioni più continentali, Oslo compresa, mentre sulla costa atlantica sudoccidentale è situato in autunno e anticipa sempre di più man mano che si sale verso nord.

Flora –
In Norvegia la flora risente, ovviamente, delle condizioni climatiche. Tuttavia un quarto del territorio è occupato da foreste, limitate alle zone interne sopra i 1000 m di quota. A nord, nelle zone più fredde, prevale il paesaggio della tundra, caratterizzata da una vegetazione di arbusti e licheni, mentre le zone interne, più riparate, sono ricoperte da foreste di querce, faggi, olmi e betulle.
Sono molto diffuse anche le piante con bacche: le varietà commestibili più diffuse sono i mirtilli, la moretta e la squisita mora artica (Moltebaer).
Lungo la costa occidentale gli inverni sono piuttosto miti, con rare nevicate che lasciano spazio a piante come la Scilla verna e l’Erica pupurea.
Per tutelare alcune particolarità ambientali in Norvegia ci sono oltre 33 parchi nazionali. La Norvegia tutela l’ambiente secondo la classificazione delle aree protette in: Paesaggi Protetti, Riserve Naturali, Monumenti Naturali.

Fauna –
La fauna norvegese è caratterizzata a nord da animali come la renna, la lepre polare, la volpe e in particolare il lemming, mentre nelle zone con clima più temperato, invece, prevalgono cervi, alci (le cui zone di pascolo si stanno sensibilmente riducendo), lupi (in grave rischio di estinzione), e orsi.
I buoi muschiati sono stati reintrodotti nel 1947, provenienti dalla Groenlandia.
Numerose, inoltre, sono le specie di pesci che popolano le acque della Norvegia: nei laghi e nei torrenti vivono il salmone, la trota, il temolo, il pesce persico e il luccio; nelle acque costiere le specie più comuni sono l’aringa, il merluzzo, l’ippoglosso e lo sgombro.
Alle isole Svalbard si trova la più alta concentrazione di uccelli (la maggiorparte dei quali, migratori) dell’area Nord Atlantica: si trovano oche, sterne, fulmari artici e gabbiani artici. Tra i mammiferi, troviamo renne, volpi, foche, trichechi e ovviamente il simbolo dell’Artico: l’orso bianco.
Purtroppo assieme a Giappone ed Islanda, la Norvegia costituisce uno dei principali paesi cacciatori di balene, uno degli animali con il più alto rischio di estinzione al mondo.
Tra l’altro la caccia spietata alle balene, che la Norvegia permette nonostante i divieti internazionali, stona con l’immagine pulita che questo paese vuole dare di sé. Il numero di esemplari uccisi, in particolare femmine gravide, supera di gran lunga quello di Giappone e Islanda messi insieme. La carne dei cetacei viene per lo più impiegata nell’allevamento degli animali da pelliccia.

Guido Bissanti





[:en]

Geographic map of Norway

Norway is a parliamentary-type monarchical state in Northern Europe but is not part of the European Union.
It has an area of ​​385,207 km² and a population of 5,391,369 inhabitants (as of 2021).
The capital of Norway is Oslo with 669,060 inhabitants (as of 2017).
Norway has a territory that is largely included in the Scandinavian peninsula, extending to the Svalbard Islands (near the north pole), Jan Mayen Island (off the coast of Greenland) and Bouvet Island, near the North Pole. ‘Antarctica, which is not part of the Antarctic Treaty. The Antarctic territories of the Land of Queen Maud and the island of Peter I are also claimed.
Norway borders Sweden to the east and Finland and Russia to the north-east, while the Skagerrak separates it from Denmark to the south. Norway’s expansive coastline, which overlooks the Atlantic Ocean and the Barents Sea, is etched by world-famous fjords. The Svalbard and Jan Mayen islands are ranked second to last in the list of states and dependencies by population density in descending order.

Geography –
Norway is a country characterized by a morphology with indented coasts, which are interrupted by huge fjords and thousands of islands that stretch for many kilometers. The border line is shared with Sweden for 1619 km, with Finland for 727 km and finally to the east with Russia for 196 km. Norway is the northernmost point of continental Europe.
The most characteristic aspect of the Norwegian territory is the very extensive development of its coasts: over 21,000 km including all the islands. The coasts are very indented and interspersed with the deep inlets of the fjords.
Norway is the northernmost European state, reaching a latitude of 71 ° 11 ‘where the promontory of Knivskjellodden is located, located just north of the North Cape. It also occupies the westernmost part of the Scandinavian peninsula, extending for about 1700 km from north to south. It is crossed by the Arctic Circle; for this reason phenomena such as the midnight sun in summer and the northern lights in winter can be observed in the northern areas.
It is also part of the Boreal biogeographical region.
The territory of mainland Norway is mainly mountainous, being crossed from north to south by the Scandinavian Mountains. The highest point is represented by Galdhøpiggen (2,469 m), located in the Jotunheimen massif; the other highest peaks are Glittertind (2,465 m), until recently considered as the highest peak, and Store Skagastølstind (2,403 m). In the southern part there are many coastal and flat areas.
Geologically linked to the Baltic shield, the Norwegian territory has a conformation that has recently undergone the tertiary uplift and the creation of fjords, which took place in the last phase of erosion. Therefore the basic structure, which dates back to very ancient eras, is formed by a penepiano – that is an almost flat filling surface that can become plain (if at sea level) or be considered a plateau – of rocks, on which, during the he Caledonian orogeny, the mountain range that today is the backbone of the Scandinavian peninsula rose violently; the same mountain range is also the birthplace of many rivers (directed both towards the Atlantic Ocean and which therefore cross Norway and towards the Gulf of Bothnia and which therefore cross Sweden), as well as the natural and political border between the two themselves villages. Furthermore, in the Quaternary the erosion and modeling of the glaciations also began, which dug deep valleys, rounded the reliefs and consolidated the river network.
In the north we find a single vast plateau from 300 to 500 meters high, whose landscape is sporadically interrupted only by some rare and not very high hill groups. From here the mountain range develops along the coast which runs south-west and crosses the whole country. The central-southern part is the highest and also includes some glaciers over 2,000 m.
In general, the western side is steep and carved out by valleys that end on the sea forming the fjords. The inner side of the Scandinavian Mountains, on the other hand, has a gentler inclination.
In addition, at all latitudes there are well-sheltered ports and cities such as Stavanger, Bergen (so protected as to be one of the wettest and least snowy Norwegian cities ever), Trondheim, Bodø, Narvik and Tromsø. Finally, in front of the coasts, islands and archipelagos such as Senja and Kvaløya and the archipelagos of Vesterålen and the Lofoten Islands emerge everywhere, except in the extreme south-eastern part.
From the hydrographic point of view, Norway is characterized by some short watercourses. The longest is Glomma (570 km), which flows into the Oslofjord, while other important ones are Pasvikelva (145 km) and Numedalslågen (352 km).
The lakes, on the other hand, are very numerous, about 450,000, of which only 400, however, with an area greater than 5 km². The largest of these is Mjøsa (365 km²), followed by Røssvatnet (210 km²) and Femund (204 km²).
Due to its morphology this country is rich in waterfalls; the highest is Vinnufossen, located in the county Møre og Romsdal, and makes a jump of 865 m.
There are several places in the area surrounding the Sogne Fjord where majestic waterfalls can be seen cascading down the steep sides of the mountains. Some of these waterfalls are among the highest in Norway.
Also important are the glaciers, the largest of which is the Jostedalsbreen, with an area of ​​487 km².

Climate –
The climate of Norway is Atlantic and Arctic but relatively mild compared to latitude due to the Gulf Stream, which starting from Mexico warms the marine waters of the Atlantic coasts making the annual average temperatures above zero even in areas much further north of the Arctic Circle. This avoids the formation of sea ice, favoring port and fishing activities. The average annual temperatures of the coasts range from around 7–8 ° C in the city of Stavanger to 3–4 ° C in Trondheim, up to 2–3 ° C in Vadsø. The downside, however, is given by the storms that form in the open sea around Iceland, by contrast between the cold continental air (coming from Greenland and the Canadian islands) and the warm waters of the ocean: these storms, harbingers of heavy rainfall, are common especially during autumn and early winter. Furthermore, during the summer there can be particularly cool and rainy periods, as well as with characteristics of marked variability. In any case, the average temperature in July is above 15 ° C on the whole central-southern coastal strip up to the Sogn og Fjordane region.
We find a different climate in the capital Oslo, characterized by warm summers with an average July temperature of 17 ° C and thanks to the many hours of light, maximum temperatures close to 30 ° C between June and July are possible. On the other hand, winters are cold (about −5 ° C on average in January) because the mitigating effect of the Gulf Stream is blocked by the mountains: in the colder months it easily drops below −20 ° C, and it is not uncommon to have lows around zero in May and September. The real “cold” winter is found in inland areas, especially the counties of Oppland and Finnmark: in the latter the minimum temperature record was recorded, −51 ° C in Karasjok.
From the pluviometric point of view, Norway is a country with rather abundant rainfall, especially in the Atlantic regions, especially in the southwestern mountainous area (from 1500 to 3000 mm of rain and snow). On the other hand, they are less abundant in the north, even less in the cultivated areas and near the capital, with about 600 mm per year. The maximum peak is summer or late-summer in the more continental regions, including Oslo, while on the southwestern Atlantic coast it is located in autumn and anticipates more and more as you go north.

Flora –
In Norway the flora is obviously affected by the climatic conditions. However, a quarter of the territory is occupied by forests, limited to inland areas above 1000 m of altitude. To the north, in the colder areas, the tundra landscape prevails, characterized by a vegetation of shrubs and lichens, while the inland areas, more sheltered, are covered with forests of oak, beech, elm and birch.
Plants with berries are also very popular: the most common edible varieties are blueberries, Tufted Duck and the delicious Arctic Blackberry (Moltobaer).
Along the west coast, winters are rather mild, with rare snowfalls that give way to plants such as Scilla verna and Erica pupurea.
To protect some environmental peculiarities in Norway there are over 33 national parks. Norway protects the environment according to the classification of protected areas in: Protected Landscapes, Nature Reserves, Natural Monuments.

Fauna –
The Norwegian fauna in the north is characterized by animals such as reindeer, polar hare, fox and in particular the lemming, while in areas with a more temperate climate, deer, elk prevail (whose grazing areas are significantly reducing) , wolves (critically endangered), and bears.
Musk oxen were reintroduced in 1947 from Greenland.
There are also numerous species of fish that populate the waters of Norway: salmon, trout, grayling, perch and pike live in the lakes and streams; in coastal waters the most common species are herring, cod, halibut and mackerel.
The Svalbard islands have the highest concentration of birds (most of which migratory) in the North Atlantic area: there are geese, terns, arctic fulmars and arctic gulls. Among the mammals, we find reindeer, foxes, seals, walruses and of course the symbol of the Arctic: the white bear.
Unfortunately, together with Japan and Iceland, Norway is one of the main whaling countries, one of the animals with the highest risk of extinction in the world.
Among other things, the ruthless whale hunting, which Norway allows despite international bans, clashes with the clean image that this country wants to give of itself. The number of specimens killed, particularly pregnant females, far exceeds that of Japan and Iceland combined. The meat of the cetaceans is mostly used in the breeding of fur animals.

Guido Bissanti





[:es]

Mapa geográfico de Noruega

Noruega es un estado monárquico de tipo parlamentario en el norte de Europa, pero no forma parte de la Unión Europea.
Tiene una superficie de 385.207 km² y una población de 5.391.369 habitantes (al 2021).
La capital de Noruega es Oslo con 669.060 habitantes (en 2017).
Noruega tiene un territorio que se incluye en gran parte en la península escandinava, que se extiende hasta las islas Svalbard (cerca del polo norte), la isla Jan Mayen (frente a la costa de Groenlandia) y la isla Bouvet, cerca del polo norte. parte del Tratado Antártico. También se reclaman los territorios antárticos de la Tierra de la Reina Maud y la isla de Pedro I.
Noruega limita con Suecia al este y Finlandia y Rusia al noreste, mientras que Skagerrak la separa de Dinamarca al sur. La extensa costa de Noruega, con vistas al océano Atlántico y al mar de Barents, está tallada por fiordos de fama mundial. Las islas Svalbard y Jan Mayen ocupan el penúltimo lugar en la lista de estados y dependencias por densidad de población en orden descendente.

Geografía –
Noruega es un país caracterizado por una morfología con costas dentadas, interrumpidas por enormes fiordos y miles de islas que se extienden por muchos kilómetros. La línea fronteriza se comparte con Suecia por 1619 km, con Finlandia por 727 km y finalmente al este con Rusia por 196 km. Noruega es el punto más septentrional de Europa continental.
El aspecto más característico del territorio noruego es el muy extenso desarrollo de sus costas: más de 21.000 km incluyendo todas las islas. Las costas están muy sangradas e intercaladas con las profundas ensenadas de los fiordos.
Noruega es el estado más septentrional de Europa, alcanzando una latitud de 71 ° 11 ‘donde se encuentra el promontorio de Knivskjellodden, ubicado justo al norte del Cabo Norte. También ocupa la parte más occidental de la península escandinava, extendiéndose por unos 1700 km de norte a sur. Está atravesado por el Círculo Polar Ártico; por ello fenómenos como el sol de medianoche en verano y la aurora boreal en invierno se pueden observar en las zonas del norte.
También forma parte de la región biogeográfica Boreal.
El territorio de Noruega continental es principalmente montañoso, siendo atravesado de norte a sur por las montañas escandinavas. El punto más alto está representado por Galdhøpiggen (2.469 m), ubicado en el macizo de Jotunheimen; los otros picos más altos son Glittertind (2.465 m), hasta hace poco considerado como el pico más alto, y Store Skagastølstind (2.403 m). En la parte sur hay muchas zonas litorales y planas.
Geológicamente ligado al escudo báltico, el territorio noruego tiene una conformación que ha sufrido recientemente el levantamiento terciario y la creación de fiordos, que tuvo lugar en la última fase de erosión. Por tanto, la estructura básica, que se remonta a épocas muy antiguas, está formada por un penepiano – que es una superficie de relleno casi plana que puede volverse llana (si está al nivel del mar) o ser considerada una meseta – de rocas, sobre las cuales, durante el a orogenia caledonia, la cadena montañosa que hoy es la columna vertebral de la península escandinava se levantó violentamente; la misma cordillera es también el lugar de nacimiento de muchos ríos (dirigidos tanto hacia el Océano Atlántico y que por lo tanto cruzan Noruega y hacia el Golfo de Botnia y que por lo tanto cruzan Suecia), así como la frontera natural y política entre los dos pueblos mismos. Además, en el Cuaternario también se inició la erosión y modelado de las glaciaciones, que cavaron valles profundos, redondearon los relieves y consolidaron la red fluvial.
En el norte encontramos una única y vasta meseta de 300 a 500 metros de altura, cuyo paisaje es interrumpido esporádicamente solo por algunos grupos de colinas raras y no muy altas. A partir de aquí, la cordillera se desarrolla a lo largo de la costa que corre hacia el suroeste y atraviesa todo el país. La parte centro-sur es la más alta y también incluye algunos glaciares de más de 2.000 m.
En general, la vertiente occidental es empinada y tallada por valles que desembocan en el mar formando los fiordos. El lado interior de las montañas escandinavas, por otro lado, tiene una inclinación más suave.
Además, en todas las latitudes hay puertos y ciudades bien protegidos como Stavanger, Bergen (tan protegida que es una de las ciudades noruegas más húmedas y menos nevadas de la historia), Trondheim, Bodø, Narvik y Tromsø. Finalmente, frente a las costas, surgen islas y archipiélagos como Senja y Kvaløya y los archipiélagos de Vesterålen y las islas Lofoten en todas partes, excepto en el extremo sureste.
Desde el punto de vista hidrográfico, Noruega se caracteriza por algunos cursos de agua cortos. El más largo es Glomma (570 km), que desemboca en el Oslofjord, mientras que otros importantes son Pasvikelva (145 km) y Numedalslågen (352 km).
Los lagos, en cambio, son muy numerosos, unos 450.000, de los cuales sólo 400, sin embargo, tienen una superficie superior a los 5 km². El más grande de ellos es Mjøsa (365 km²), seguido de Røssvatnet (210 km²) y Femund (204 km²).
Por su morfología este país es rico en cascadas; el más alto es Vinnufossen, ubicado en el condado de Møre og Romsdal, y realiza un salto de 865 m.
Hay varios lugares en el área que rodea el fiordo de Sogne donde se pueden ver majestuosas cascadas que caen en cascada por las empinadas laderas de las montañas. Algunas de estas cascadas se encuentran entre las más altas de Noruega.
También son importantes los glaciares, el mayor de los cuales es el Jostedalsbreen, con una superficie de 487 km².

Clima –
El clima de Noruega es atlántico y ártico, pero relativamente suave en comparación con la latitud debido a la Corriente del Golfo, que a partir de México calienta las aguas marinas de las costas atlánticas haciendo que las temperaturas medias anuales sean superiores a cero incluso en áreas mucho más al norte del Círculo Polar Ártico. Esto evita la formación de hielo marino, favoreciendo las actividades portuarias y pesqueras. Las temperaturas medias anuales de las costas oscilan entre 7 y 8 ° C en la ciudad de Stavanger y entre 3 y 4 ° C en Trondheim y entre 2 y 3 ° C en Vadsø. La desventaja, sin embargo, está dada por las tormentas que se forman en el mar abierto alrededor de Islandia, en contraste entre el aire frío continental (proveniente de Groenlandia y las islas canadienses) y las cálidas aguas del océano: estas tormentas, presagios de fuertes lluvias. , son comunes especialmente durante el otoño y principios del invierno. Además, durante el verano puede haber periodos especialmente frescos y lluviosos, así como con características de marcada variabilidad. En cualquier caso, la temperatura media en julio está por encima de los 15 ° C en toda la franja costera centro-sur hasta la región de Sogn og Fjordane.
Encontramos un clima diferente en la capital Oslo, caracterizado por veranos cálidos con una temperatura promedio de julio de 17 ° C y gracias a las muchas horas de luz, son posibles temperaturas máximas cercanas a los 30 ° C entre junio y julio. Por otro lado, los inviernos son fríos (alrededor de -5 ° C en promedio en enero) porque el efecto mitigador de la Corriente del Golfo es bloqueado por las montañas: en los meses más fríos cae fácilmente por debajo de -20 ° C, y no es poco común tener mínimos alrededor de cero en mayo y septiembre. El verdadero invierno “frío” se encuentra en las zonas del interior, especialmente en los condados de Oppland y Finnmark: en este último se registró el récord de temperatura mínima, -51 ° C en Karasjok.
Desde el punto de vista pluviométrico, Noruega es un país con lluvias bastante abundantes, especialmente en las regiones atlánticas, especialmente en la zona montañosa del suroeste (de 1500 a 3000 mm de lluvia y nieve). Por otro lado, son menos abundantes en el norte, menos aún en las zonas cultivadas y cerca de la capital, con unos 600 mm anuales. El pico máximo es el verano o finales del verano en las regiones más continentales, incluida Oslo, mientras que en la costa suroeste del Atlántico se encuentra en otoño y se anticipa cada vez más a medida que avanza hacia el norte.

Flora –
En Noruega, la flora se ve claramente afectada por las condiciones climáticas. Sin embargo, una cuarta parte del territorio está ocupada por bosques, limitados a zonas del interior por encima de los 1000 m de altitud. Al norte, en las zonas más frías, predomina el paisaje de tundra, caracterizado por una vegetación de arbustos y líquenes, mientras que las zonas del interior, más abrigadas, están cubiertas de bosques de robles, hayas, olmos y abedules.
Las plantas con frutos rojos también son muy populares: las variedades comestibles más habituales son los arándanos, el pato copetudo y la deliciosa mora ártica (Moltobaer).
A lo largo de la costa oeste, los inviernos son bastante suaves, con raras nevadas que dan paso a plantas como Scilla verna y Erica pupurea.
Para proteger algunas peculiaridades ambientales en Noruega hay más de 33 parques nacionales. Noruega protege el medio ambiente según la clasificación de áreas protegidas en: paisajes protegidos, reservas naturales, monumentos naturales.

Fauna –
La fauna noruega en el norte se caracteriza por animales como el reno, la liebre polar, el zorro y en particular el lemming, mientras que en las zonas de clima más templado predominan los ciervos, los alces (cuyas zonas de pastoreo se están reduciendo significativamente), los lobos (en peligro crítico de extinción). ) y osos.
Los bueyes almizcleros fueron reintroducidos en 1947 desde Groenlandia.
También hay numerosas especies de peces que pueblan las aguas de Noruega: el salmón, la trucha, el tímalo, la perca y el lucio viven en los lagos y arroyos; en las aguas costeras las especies más comunes son el arenque, el bacalao, el fletán y la caballa.
En las islas Svalbard hay la mayor concentración de aves (la mayoría de las cuales son migratorias) en el área del Atlántico Norte: hay gansos, charranes, fulmares árticos y gaviotas árticas. Entre los mamíferos, encontramos renos, zorros, focas, morsas y por supuesto el símbolo del Ártico: el oso blanco.
Lamentablemente, junto con Japón e Islandia, Noruega es uno de los principales países balleneros, uno de los animales con mayor riesgo de extinción del mundo.
Entre otras cosas, la despiadada caza de ballenas, que Noruega permite a pesar de las prohibiciones internacionales, choca con la imagen limpia que este país quiere dar de sí mismo. El número de especímenes muertos, en particular de hembras preñadas, supera con creces el de Japón e Islandia juntos. La carne de los cetáceos se utiliza principalmente en la cría de animales de peletería.

Guido Bissanti





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