Mappa geografica della Norvegia

Mappa geografica della Norvegia

La Norvegia è uno Stato monarchico di tipo parlamentare dell’Europa settentrionale ma che non fa parte dell’Unione europea.
Ha una superficie di 385.207 km² ed una popolazione di 5.391.369 abitanti (al 2021).
La capitale della Norvegia è Oslo con 669.060 abitanti (al 2017).
La Norvegia ha un territorio che è compreso in gran parte nella penisola scandinava, fino a estendersi alle isole Svalbard (in prossimità del polo nord), all’isola di Jan Mayen (al largo delle coste groenlandesi) e all’isola Bouvet, vicina all’Antartide, che non è rientrante nel trattato Antartico. Sono rivendicati anche i territori antartici della Terra della Regina Maud e dell’isola Pietro I.
La Norvegia confina a est con la Svezia e a nord-est con la Finlandia e con la Russia, mentre a sud lo Skagerrak la separa dalla Danimarca. L’estesa costa norvegese, che si affaccia sull’oceano Atlantico e sul mare di Barents, è incisa da fiordi famosi in tutto il mondo. Le isole Svalbard e quella di Jan Mayen sono classificate al penultimo posto nella lista degli stati e dipendenze per densità di popolazione in ordine decrescente.

Geografia –
La Norvegia è un Paese caratterizzato da una morfologia con coste frastagliate, che sono interrotte da enormi fiordi e migliaia di isole che si estendono per molti chilometri. La linea di confine è condivisa con la Svezia per 1619 km, con la Finlandia per 727 km e infine a est con la Russia per 196 km. In Norvegia si trova il punto più a nord dell’Europa continentale.
L’aspetto più caratteristico del territorio norvegese è l’estesissimo sviluppo delle sue coste: oltre 21000 km comprendendo tutte le isole. Le coste sono molto frastagliate e intervallate dalle profonde insenature dei fiordi.
La Norvegia è lo stato europeo più settentrionale, spingendosi alla latitudine di 71°11′ dove si trova il promontorio di Knivskjellodden, situato di poco più a nord rispetto al Capo Nord. Occupa anche la parte più occidentale della penisola scandinava, estendendosi per circa 1700 km da nord a sud. È attraversata dal circolo polare artico; per questo nelle zone settentrionali si possono osservare fenomeni come il sole di mezzanotte in estate e l’aurora boreale in inverno.
Inoltre fa parte della Regione biogeografica boreale.
Il territorio della Norvegia continentale è principalmente montuoso, essendo attraversato da nord a sud dai Monti Scandinavi. Il punto più alto è rappresentato dal Galdhøpiggen (2.469 m), situato nel massiccio del Jotunheimen; le altre cime più alte sono il Glittertind (2.465 m), fino a poco tempo fa considerato come la vetta maggiore, e lo Store Skagastølstind (2.403 m). Nella parte meridionale ci sono molte zone costiere e pianeggianti.
Legato geologicamente allo scudo baltico, il territorio norvegese ha una conformazione che di recente ha subito il sollevamento terziario e la creazione dei fiordi, avvenuta nell’ultima fase di erosione. Perciò la struttura di base, che risale a ere molto antiche, è formata da un penepiano – ovvero una superficie di riempimento quasi piatta che può diventare pianura (se a livello del mare) o essere considerata altopiano – di rocce, su cui, durante l’orogenesi caledoniana, si innalzò violentemente la catena montuosa che oggi è la spina dorsale della penisola scandinava; la stessa catena montuosa è poi il luogo di nascita di molti fiumi (diretti sia verso l’Oceano Atlantico e che quindi attraversano la Norvegia sia verso il Golfo di Botnia e che quindi attraversano la Svezia), nonché confine naturale e politico tra i due stessi paesi. Inoltre, nel Quaternario ebbe anche inizio l’opera di erosione e di modellamento delle glaciazioni, che scavarono profonde valli, arrotondarono i rilievi e consolidarono la rete fluviale.
Nella zona nord troviamo un unico vasto altopiano alto dai 300 ai 500 metri, il cui paesaggio è sporadicamente interrotto solo da alcuni gruppi collinari rari e non molto alti. Da qui si sviluppa lungo la costa la catena montuosa che corre verso sud-ovest e che attraversa tutto il paese. La parte centromeridionale è la più elevata e comprende anche alcuni ghiacciai oltre i 2.000 m.
In generale il versante occidentale è ripido e scavato da valli che terminano sul mare formando i fiordi. Il lato interno dei Monti Scandinavi ha invece un’inclinazione più dolce.
Inoltre a tutte le latitudini sorgono porti e città ben riparati come Stavanger, Bergen (talmente protetta da essere una delle città norvegesi più piovose e meno nevose in assoluto), Trondheim, Bodø, Narvik e Tromsø. Infine, di fronte alle coste emergono ovunque, tranne che nell’estremo tratto sud-orientale, isole e arcipelaghi come Senja e Kvaløya e gli arcipelaghi delle Vesterålen e delle Isole Lofoten.
Dal punto di vista idrografico la Norvegia è caratterizzata da alcuni e brevi corsi d’acqua. Il più lungo è il Glomma (570 km), che sfocia nell’Oslofjord, mentre altri importanti sono il Pasvikelva (145 km) e il Numedalslågen (352 km).
I laghi invece sono molto numerosi, circa 450.000, di cui solo 400 però con area superiore a 5 km². Il più grande di questi è il Mjøsa (365 km²), seguito da Røssvatnet (210 km²) e dal Femund (204 km²).
A causa della sua morfologia questo Paese è ricco di cascate; la più alta è Vinnufossen, situata nella contea Møre og Romsdal, e compie un salto di 865 m.
Ci sono diversi posti nell’area circostante il fiordo di Sogne in cui si possono ammirare maestose cascate che si gettano giù dai ripidi fianchi delle montagne. Alcune di queste cascate sono tra le più alte della Norvegia.
Importanti anche i ghiacciai il più grande dei quali è lo Jostedalsbreen, con una superficie di 487 km².

Clima –
Il clima della Norvegia è atlantico e artico ma relativamente mite rispetto alla latitudine per via della Corrente del Golfo, che partendo dal Messico viene a riscaldare le acque marine delle coste atlantiche rendendo le temperature medie annuali superiori allo zero anche in zone molto più a nord del Circolo polare artico. Questo evita la formazione di ghiacci marini, favorendo le attività portuali e di pesca. Le temperature medie annue delle coste vanno dai circa 7–8 °C della città di Stavanger ai 3–4 °C di Trondheim, fino ai 2–3 °C di Vadsø. Il rovescio della medaglia, però, è dato dalle tempeste che si formano in mare aperto intorno all’Islanda, per contrasto tra l’aria fredda continentale (proveniente da Groenlandia e isole canadesi) e le tiepide acque dell’oceano: queste tempeste, foriere di precipitazioni abbondanti, sono comuni soprattutto durante l’autunno e all’inizio dell’inverno. Durante l’estate inoltre possono esserci periodi particolarmente freschi e piovosi, oltre che con caratteristiche di spiccata variabilità. La temperatura media del mese di luglio è comunque superiore ai 15 °C su tutta la fascia costiera centro-meridionale fino alla regione di Sogn og Fjordane.
Clima differente troviamo nella capitale Oslo, caratterizzata da estati tiepide con una temperatura media di luglio è di 17 °C e grazie alle molte ore di luce sono possibili temperature massime vicine ai 30 °C tra giugno e luglio. Per contro gli inverni sono freddi (circa −5 °C di media a gennaio) perché l’effetto mitigatore della Corrente del Golfo è bloccato dalle montagne: nei mesi più freddi si scende facilmente sotto i −20 °C, e non è raro avere minime intorno allo zero a maggio e settembre. Il vero “freddo” invernale si incontra nelle zone interne, soprattutto le contee di Oppland e Finnmark: in quest’ultima è stato registrato il record minimo di temperatura, −51 °C a Karasjok.
Dal punto di vista pluviometrico la Norvegia è un Paese con precipitazioni piuttosto abbondanti, soprattutto sulle regioni atlantiche, specialmente nella zona montuosa sud-occidentale (da 1500 a 3000 mm di pioggia e neve). Sono invece meno abbondanti al nord, ancora meno nelle zone coltivate e vicine alla capitale, con circa 600 mm all’anno. Il picco massimo è estivo o tardo-estivo nelle regioni più continentali, Oslo compresa, mentre sulla costa atlantica sudoccidentale è situato in autunno e anticipa sempre di più man mano che si sale verso nord.

Flora –
In Norvegia la flora risente, ovviamente, delle condizioni climatiche. Tuttavia un quarto del territorio è occupato da foreste, limitate alle zone interne sopra i 1000 m di quota. A nord, nelle zone più fredde, prevale il paesaggio della tundra, caratterizzata da una vegetazione di arbusti e licheni, mentre le zone interne, più riparate, sono ricoperte da foreste di querce, faggi, olmi e betulle.
Sono molto diffuse anche le piante con bacche: le varietà commestibili più diffuse sono i mirtilli, la moretta e la squisita mora artica (Moltebaer).
Lungo la costa occidentale gli inverni sono piuttosto miti, con rare nevicate che lasciano spazio a piante come la Scilla verna e l’Erica pupurea.
Per tutelare alcune particolarità ambientali in Norvegia ci sono oltre 33 parchi nazionali. La Norvegia tutela l’ambiente secondo la classificazione delle aree protette in: Paesaggi Protetti, Riserve Naturali, Monumenti Naturali.

Fauna –
La fauna norvegese è caratterizzata a nord da animali come la renna, la lepre polare, la volpe e in particolare il lemming, mentre nelle zone con clima più temperato, invece, prevalgono cervi, alci (le cui zone di pascolo si stanno sensibilmente riducendo), lupi (in grave rischio di estinzione), e orsi.
I buoi muschiati sono stati reintrodotti nel 1947, provenienti dalla Groenlandia.
Numerose, inoltre, sono le specie di pesci che popolano le acque della Norvegia: nei laghi e nei torrenti vivono il salmone, la trota, il temolo, il pesce persico e il luccio; nelle acque costiere le specie più comuni sono l’aringa, il merluzzo, l’ippoglosso e lo sgombro.
Alle isole Svalbard si trova la più alta concentrazione di uccelli (la maggiorparte dei quali, migratori) dell’area Nord Atlantica: si trovano oche, sterne, fulmari artici e gabbiani artici. Tra i mammiferi, troviamo renne, volpi, foche, trichechi e ovviamente il simbolo dell’Artico: l’orso bianco.
Purtroppo assieme a Giappone ed Islanda, la Norvegia costituisce uno dei principali paesi cacciatori di balene, uno degli animali con il più alto rischio di estinzione al mondo.
Tra l’altro la caccia spietata alle balene, che la Norvegia permette nonostante i divieti internazionali, stona con l’immagine pulita che questo paese vuole dare di sé. Il numero di esemplari uccisi, in particolare femmine gravide, supera di gran lunga quello di Giappone e Islanda messi insieme. La carne dei cetacei viene per lo più impiegata nell’allevamento degli animali da pelliccia.

Guido Bissanti




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