[:it] Cydalima perspectalis [:en] Cydalima perspectalis [:es] Cydalima perspectalis [:]

[:it]

Cydalima perspectalis

La piralide del bosso (Cydalima perspectalis, Walker, 1859) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Crambidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Ditrysia,
Superfamiglia Pyraloidea,
Famiglia Crambidae,
Sottofamiglia Spilomelinae,
Genere Cydalima,
Specie C. perspectalis.
Sono sinonimi i termini:
– Diaphania perspectalis Walker, 1859;
– Glyphodes perspectalis Walker, 1859;
– Neoglyphodes perspectalis Walker, 1859;
– Palpita perspectalis Walker, 1859;
– Phakellura perspectalis Walker, 1859.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La piralide del bosso è un lepidottero originario dell’Est asiatico (Giappone, Cina, Taiwan, Corea e India).
È stata introdotta in Europa per la prima volta in Germania nel 2006, in Svizzera e Germania nel 2007, in Francia, Gran Bretagna e Austria nel 2009; inoltre è stata individuata per la prima volta in Ungheria, Romania e Turchia e la sua presenza è anche stata registrata in Slovacchia, Belgio e Croazia.
Durante la preparazione dei XXII Giochi olimpici invernali a Soči (Russia), questa specie è stata introdotta dall’Italia tramite l’importazione e la piantagione di siepi di Buxus sempervirens.
L’anno successivo ha iniziato a defoliare grandi quantità di Buxus colchica locale. Nel 2013 la sua presenza è stata registrata in Danimarca e a novembre 2018 è stato confermato il primo rinvenimento in nord America nei pressi di Toronto in Canada.
Il suo primo rinvenimento in Italia, in Lombardia, risale al luglio 2011.
Questa farfalla vive su diverse piante ospiti: soprattutto sul Bosso (Buxus spp.), che costituisce l’ospite preferenziale. Risultano particolarmente suscettibili agli attacchi le specie Buxus microphylla, Buxus microphylla var. insularis, Buxus sempervirens e Buxus sinica. L’insetto può svilupparsi, meno frequentemente, anche a spese di un altro ospite, la Pachysandra (Pachysandra terminalis), una pianta erbacea sempreverde, anch’essa appartenente alla famiglia delle Buxaceae, impiegata per il suo fogliame verde scuro che la rende una pianta tappezzante molto adatta agli spazi ombrosi.

Morfologia –
La Cydalima perspectalis, allo stadio adulto è una farfalla di medie dimensioni, con apertura alare di circa 4 cm.
Le ali hanno lo sfondo bianco, quasi trasparente, con un’ampia fascia marrone decorrente lungo i bordi che risultano debolmente iridescenti.
A livello delle ali anteriori nella fascia scura è presente una caratteristica macchia bianca; una seconda macchia bianca mediamente più piccola può essere talvolta presente. Sono stati osservati anche adulti melanici, con le ali quasi completamente marroni. L’addome dell’adulto è bianco, con l’estremità marrone.
Le larve, che sono lunghe circa 40 mm a completo sviluppo, hanno una colorazione verde e presentano il capo nero; inoltre sono caratterizzate da striature nere e bianche disposte lungo tutto il corpo.
Questa dopo la schiusa hanno una lunghezza di 1–2 mm, e raggiungono la lunghezza massima di 35–40 mm nell’arco di quattro settimane. All’inizio della ninfosi la lunghezza delle larve si contrae.
Le uova inizialmente si presentano di colore giallo pallido poi, con l’avanzare della maturazione, evidenziano per trasparenza una piccola macchia scura corrispondente al colore del capo della larva ormai formata. È possibile riconoscerle anche perché vengono deposte dalle femmine in gruppi di 10-20, parzialmente sovrapposte l’una all’altra, sulla pagina inferiore delle foglie sane; inoltre hanno un diametro di 1 mm.
Le crisalidi misurano circa 25-30 mm; inizialmente sono di colore verde con strisce nere lungo la parte dorsale per divenire con la maturazione di un colore marrone scuro. Si trovano ben nascoste all’interno della vegetazione, avvolte da un bozzolo sericeo biancastro.

Attitudine e Ciclo biologico –
La piralide del bosso è un lepidottero con un ciclo biologico non del tutto noto in Europa.
In Italia, l’insetto compie 2 o 3 generazioni all’anno e sverna come larva in un bozzolo tessuto in autunno tra le foglie. L’anno successivo, con l’arrivo dei primi tepori primaverili, la larva completa il suo sviluppo e, dopo circa 4 settimane di alimentazione, si impupa nascosta nella vegetazione. A maturità sfarfallano gli adulti che, dopo l’accoppiamento, danno inizio alla prima generazione.
Nei climi più caldi dell’area di importazione del continente europeo, dove le condizioni di clima freddo arrivano più tardi durante l’anno, possono esserci a volte fino a quattro generazioni l’anno.
Il danno è causato dalle larve di questo lepidottero che, essendo molto voraci, possono defogliare completamente le piante di Bosso (ed altre specie) in poco tempo. Questo è particolarmente evidente sulle parti che vengono regolarmente potate (ad esempio, nelle siepi), sui lati e sui rami più bassi della chioma.
Le larve erodono le foglie in maniera diversa a seconda del loro stadio di accrescimento: le larve appena nate si nutrono della pagina inferiore delle foglie, lasciando intatta la pagina superiore; le larve mature si nutrono dell’intera lamina fogliare, lasciando intatta solo la nervatura centrale. Le larve non si nutrono solamente delle foglie e dei germogli, ma anche della corteccia ancora verde dei nuovi rami.
Di conseguenza le piante di bosso attaccate risultano quindi fortemente defogliate ed evidenziano un caratteristico intreccio di fili sericei tra foglie e rametti. Le siepi colpite manifestano macchie di deperimento, con diffusi ingiallimenti su tutta o parte della vegetazione. Tali sintomi possono a prima vista essere scambiati per attacchi di agenti fungini ma, a un più attento esame, la diagnosi risulta più facile per la presenza delle tracce larvali (tela bianca simile a delle ragnatele e presenza degli escrementi delle larve) sull’intera pianta.
Di frequente l’attacco della Cydalima perspectalis si accompagna ad una malattia fungina causata dal fungo Cylindrocladium buxicola Henricot, che contribuisce a peggiorare lo stato di salute della pianta, incrementando il processo di disseccamento dell’apparato fogliare.

Ruolo Ecologico –
Come detto le larve di Cydalima perspectalis si nutrono delle foglie e dei getti delle specie del genere Buxus. Le giovani larve si nutrono solo della parte superiore delle foglie, ma non della struttura interna più fibrosa. Le foglie non sono distrutte completamente, ma la cuticola e l’epidermide appaiono danneggiate lungo solchi paralleli, oppure interamente. Spesso le foglie prive della cuticola muoiono. Le larve che hanno raggiunto il maggior grado di sviluppo sono quelle che maggiormente danneggiano la pianta, nutrendosi dell’intera foglia in maniera massiva, lasciando a volte piccole porzioni di foglia al centro o sui lati esterni della foglia. La larva causa la defogliazione e quindi la morte della pianta.
L’andamento delle popolazioni di questo lepidottero differiscono però da areale ad areale.
Nell’areale di origine (Asia) sono presenti meccanismi di regolazione naturale che limitano il comportamento distruttivo di Cydalima perspectalis. Negli areali di recente introduzione accidentale, in Europa, i danni sono molto ingenti in quanto negli ecosistemi in cui l’insetto è esotico introdotto non sono disponibili meccanismi di regolazione naturale. Nelle aree europee in cui è presente un predatore della C. perspectalis la Vespa velutina, un insetto alloctono anch’esso proveniente dal Sud-Est asiatico si è osservato un certo livello di predazione. Nel Sud-Est della Francia, dove Vespa velutina è stata accidentalmente acclimatata nel 2004 e C. perspectalis è comparsa nel 2012, si è osservata la vespa predare piccole larve o larve in preparazione del bozzolo per incrisalidare. Ciò non rende la Vespa velutina un candidato ideale per la lotta biologica a C. perspectalis, perché essendo Vespa velutina una specie alloctona non è possibile prevederne gli adattamenti e le interazioni nell’ecosistema ospite. Purtroppo però la Vespa velutina attualmente è molto dannosa alle api che preda in gran numero. Quindi gli entomologi e apicoltori stanno cercando con tutti i mezzi di limitare la diffusione e i danni che questa vespa ‘esotica’ arreca all’ambiente.
Un metodo di contenimento di questo lepidottero può essere adottato tramite la lotta biologica con Bacillus thuringiensis che può essere utilizzato per il suo controllo.
Il Bacillus thuringiensis agisce solo sulle larve giovani dei lepidotteri portando alla paralisi muscolare e pertanto la corretta tempistica di impiego è fondamentale nel risultato di controllo. I trattamenti vanno eseguiti circa 2 o 3 volte l’anno, in corrispondenza della schiusura delle uova.
All’inizio della infestazione della Cydalima perspectalis si sono dimostrati efficaci e di più semplice impiego gli insetticidi di sintesi. Una ricerca condotta in Romania ha individuato che i principi attivi più efficaci in assoluto sono methoxyfenozide (o metossifenozide), spinosad e chlorantraniliprole. Quest’ultimo sarebbe preferibile per la selettività nei confronti di api, coccinelle e sirfidi.
Tra le principali sostanze attive ad azione abbattente si ricordano prodotti ad azione neurotossica e ad ampio spettro d’azione, come i piretroidi (deltametrina, cipermetrina) o esteri fosforici (clorpirifos, in formulazioni microcapsulate), di profilo ecotossicologico meno favorevole, può essere giustificato per la gestione delle prime infestazioni, al fine di abbattere inizialmente i livelli delle popolazioni dell’organismo nocivo.
Si possono anche utilizzare i regolatori della crescita (Teflubenzuron) registrati per l’utilizzo su piante ornamentali con cui si possono ottenere buoni risultati relativamente al controllo delle forme giovanili. I trattamenti devono essere effettuati da personale altamente qualificato nel pieno rispetto delle legislazioni vigenti relative ai prodotti fitosanitari ed eseguiti una volta al mese a partire dai primi di giugno sino a fine settembre nelle ore meno calde della giornata. Vista la lentezza di crescita del Bosso, può essere utile integrare la difesa chimica con opportune concimazioni al terreno per favorire la nuova emissione di foglie e sostenere la ripresa della pianta.
Bisogna ricordare comunque che i trattamenti sono esclusivamente curativi e non preventivi, devono essere quindi eseguiti solo in presenza di infestazione in campo.
Infine, oltre ad essere necessario di accertarsi la possibilità del loro impiego nei vari Paesi c’è da riscontare che l’impiego di insetticidi si sta dimostrando sempre meno opportuno nel medio – lungo periodo per i danni collaterali che arrecano sia sull’entomofauna utile ma, in generale, su tutte le biocenosi e per la presenza di residui crescenti nell’ecosistema.
Un’opportunità da mettere a punto può essere quella dell’utilizzo di trappole a feromone, che attirano i maschi adulti, ostacolando l’accoppiamento con femmine adulte e limitando così la severità dei danni in quanto le femmine depositano una maggior quantità di uova sterili.
Ad oggi però la loro principale utilità è nel monitoraggio dei voli che consente di prevedere i periodi di ovideposizione ottimizzando i trattamenti di lotta.
Infatti è il monitoraggio del lepidottero mediante trappole a feromoni con campionamento in campo che consente di capire quando l’insetto è presente e quindi di poter intervenire in modo mirato ed efficace con le diverse tecniche di difesa.
Inoltre nel caso di deboli infestazioni e per coltivazioni di limitate estensioni si può provvedere a raccogliere e distruggere le larve manualmente subito dopo la schiusura delle uova.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Pollini A., 2002. Manuale di entomologia applicata. Edagricole, Bologna.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.





[:en]

Cydalima perspectalis

The box tree moth (Cydalima perspectalis, Walker, 1859) is a moth belonging to the Crambidae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Animalia,
Sub-kingdom Eumetazoa,
Superphylum Protostomy,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclass Hexapoda,
Insecta class,
Subclass Pterygota,
Endopterygota cohort,
Superorder Oligoneoptera,
Panorpoidea section,
Order Lepidoptera,
Suborder Glossata,
Infraorder Heteroneura,
Ditrysia Division,
Pyraloidea superfamily,
Crambidae family,
Subfamily Spilomelinae,
Genus Cydalima,
C. perspectalis species.
The terms are synonymous:
– Diaphania perspectalis Walker, 1859;
– Glyphodes perspectalis Walker, 1859;
– Neoglyphodes perspectalis Walker, 1859;
– Palpita perspectalis Walker, 1859;
– Phakellura perspectalis Walker, 1859.

Geographic Distribution and Habitat –
The box tree moth is a moth native to East Asia (Japan, China, Taiwan, Korea and India).
It was first introduced in Europe in Germany in 2006, in Switzerland and Germany in 2007, in France, Great Britain and Austria in 2009; it was also identified for the first time in Hungary, Romania and Turkey and its presence has also been registered in Slovakia, Belgium and Croatia.
During the preparation of the XXII Winter Olympic Games in Sochi (Russia), this species was introduced from Italy through the import and planting of Buxus sempervirens hedges.
The following year he began defoliating large quantities of local Buxus colchica. In 2013 its presence was registered in Denmark and in November 2018 the first discovery in North America was confirmed near Toronto in Canada.
Its first discovery in Italy, in Lombardy, dates back to July 2011.
This butterfly lives on various host plants: especially on Boxwood (Buxus spp.), Which is the preferential host. The species Buxus microphylla, Buxus microphylla var are particularly susceptible to attacks. insularis, Buxus sempervirens and Buxus sinica. The insect can develop, less frequently, even at the expense of another host, the Pachysandra (Pachysandra terminalis), an evergreen herbaceous plant, also belonging to the Buxaceae family, used for its dark green foliage that makes it a plant very suitable for shady spaces.

Morphology –
Cydalima perspectalis, at the adult stage, is a medium-sized butterfly, with a wingspan of about 4 cm.
The wings have a white, almost transparent background, with a wide brown band running along the edges that are slightly iridescent.
At the level of the front wings in the dark band there is a characteristic white spot; a second, on average, smaller white spot may sometimes be present. Melanistic adults have also been observed, with almost completely brown wings. The adult abdomen is white, with a brown tip.
The larvae, which are about 40 mm long when fully developed, have a green color and have a black head; they are also characterized by black and white streaks along the entire body.
After hatching, they have a length of 1–2 mm, and reach a maximum length of 35–40 mm within four weeks. At the beginning of the nymphosis the length of the larvae contracts.
The eggs initially have a pale yellow color then, as they mature, they show a small dark spot for transparency corresponding to the color of the head of the now formed larva. It is also possible to recognize them because they are laid by females in groups of 10-20, partially overlapping one another, on the underside of healthy leaves; they also have a diameter of 1 mm.
The chrysalises measure about 25-30 mm; initially they are green with black stripes along the dorsal part to become with the maturation of a dark brown color. They are well hidden within the vegetation, wrapped in a whitish silky cocoon.

Attitude and Life Cycle –
The box tree moth is a moth with a life cycle not fully known in Europe.
In Italy, the insect completes 2 or 3 generations a year and overwinters as a larva in a cocoon woven in autumn among the leaves. The following year, with the arrival of the first spring warmth, the larva completes its development and, after about 4 weeks of feeding, pupates hidden in the vegetation. At maturity, the adults flutter and, after mating, begin the first generation.
In the warmer climates of the import area of ​​the European continent, where cold weather conditions arrive later in the year, there can sometimes be up to four generations per year.
The damage is caused by the larvae of this moth which, being very voracious, can completely defoliate the Boxwood plants (and other species) in a short time. This is especially noticeable on parts that are regularly pruned (for example, in hedges), on the lower sides and branches of the canopy.
The larvae erode the leaves in different ways according to their stage of growth: the newly hatched larvae feed on the lower side of the leaves, leaving the upper side intact; the mature larvae feed on the entire leaf plate, leaving only the midrib intact. The larvae not only feed on the leaves and shoots, but also on the still green bark of the new branches.
Consequently, the attacked boxwood plants are therefore strongly defoliated and show a characteristic intertwining of silky threads between leaves and twigs. The affected hedges show spots of decay, with widespread yellowing on all or part of the vegetation. These symptoms may at first glance be mistaken for attacks of fungal agents but, upon closer examination, the diagnosis is easier due to the presence of the larval traces (white canvas similar to cobwebs and the presence of the droppings of the larvae) on the entire plant. .
Frequently the attack of Cydalima perspectalis is accompanied by a fungal disease caused by the Cylindrocladium buxicola Henricot fungus, which contributes to worsening the health of the plant by increasing the drying process of the leaf apparatus.

Ecological Role –
As mentioned, the larvae of Cydalima perspectalis feed on the leaves and shoots of the species of the genus Buxus. The young larvae feed only on the upper part of the leaves, but not on the more fibrous internal structure. The leaves are not destroyed completely, but the cuticle and epidermis appear damaged along parallel furrows, or entirely. Leaves without a cuticle often die off. The larvae that have reached the highest degree of development are those that most damage the plant, feeding on the entire leaf massively, sometimes leaving small portions of leaf in the center or on the outer sides of the leaf. The larva causes defoliation and therefore the death of the plant.
The trend of the populations of this moth, however, differ from range to range.
In the area of ​​origin (Asia) there are natural regulation mechanisms that limit the destructive behavior of Cydalima perspectalis. In the areas of recent accidental introduction, in Europe, the damage is very considerable since in the ecosystems where the exotic insect is introduced, natural regulation mechanisms are not available. In European areas where a predator of C. perspectalis is present, Vespa velutina, an alien insect also coming from South-East Asia, a certain level of predation has been observed. In southeastern France, where Vespa velutina was accidentally acclimatized in 2004 and C. perspectalis appeared in 2012, the wasp was observed to prey on small grubs or grubs in preparation for the cocoon for incisalidation. This does not make Vespa velutina an ideal candidate for biological control against C. perspectalis, because, being Vespa velutina an alien species, it is not possible to predict its adaptations and interactions in the host ecosystem. Unfortunately, however, the Vespa velutina is currently very harmful to bees that prey in large numbers. So entomologists and beekeepers are trying by all means to limit the spread and damage that this ‘exotic’ wasp causes to the environment.
A containment method of this moth can be adopted through biological control with Bacillus thuringiensis which can be used for its control.
Bacillus thuringiensis acts only on the young larvae of lepidoptera leading to muscle paralysis and therefore the correct timing of use is fundamental in the control result. The treatments must be performed about 2 or 3 times a year, in correspondence with the hatching of the eggs.
At the beginning of the infestation of Cydalima perspectalis, synthetic insecticides proved to be effective and easier to use. A research conducted in Romania has identified that the most effective active ingredients of all are methoxyfenozide (or methoxyphenozide), spinosad and chlorantraniliprole. The latter would be preferable for its selectivity towards bees, ladybugs and hoverflies.
Among the main active substances with a killing action are mentioned products with neurotoxic action and a broad spectrum of action, such as pyrethroids (deltamethrin, cypermethrin) or phosphoric esters (chlorpyrifos, in microcapsulated formulations), with a less favorable ecotoxicological profile, it can be justified for the management of the first infestations, in order to initially reduce the population levels of the harmful organism.
Growth regulators (Teflubenzuron) registered for use on ornamental plants can also be used with which good results can be obtained in relation to the control of juvenile forms. The treatments must be carried out by highly qualified personnel in full compliance with current legislation relating to plant protection products and carried out once a month from early June to the end of September in the coolest hours of the day. Given the slow growth of the Boxwood, it may be useful to integrate the chemical defense with appropriate fertilizations to the soil to favor the new emission of leaves and support the recovery of the plant.
However, it must be remembered that the treatments are exclusively curative and not preventive, therefore they must be carried out only in the presence of infestation in the field.
Finally, in addition to being necessary to ascertain the possibility of their use in the various countries, it should be noted that the use of insecticides is proving less and less appropriate in the medium – long term due to the collateral damage they cause both on the useful but also on the entomofauna. , in general, on all biocoenoses and for the presence of growing residues in the ecosystem.
An opportunity to develop may be the use of pheromone traps, which attract adult males, hindering mating with adult females and thus limiting the severity of damage as females deposit a greater amount of sterile eggs.
To date, however, their main usefulness is in monitoring flights which allows predicting the oviposition periods by optimizing the fight treatments.
In fact, it is the monitoring of the moth through pheromone traps with field sampling that allows you to understand when the insect is present and therefore to be able to intervene in a targeted and effective way with the different defense techniques.
Furthermore, in the case of weak infestations and for crops of limited extensions, it is possible to collect and destroy the larvae manually immediately after the eggs hatch.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Russo G., 1976. Agricultural Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.
– Pollini A., 2002. Manual of applied entomology. Edagricole, Bologna.
– Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.





[:es]

Cydalima perspectalis

La polilla del boj o piral del boj (Cydalima perspectalis, Walker, 1859) es una polilla perteneciente a la familia Crambidae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Animal,
Sub-reino Eumetazoa,
Protostomía de superphylum,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclase Hexapoda,
Clase de insecta,
Subclase Pterygota,
Cohorte de endopterygota,
Superorden oligoneópteros,
Sección Panorpoidea,
Orden Lepidoptera,
Suborden Glossata,
Infraorden Heteroneura,
División Ditrysia,
Superfamilia Pyraloidea,
Familia Crambidae,
Subfamilia Spilomelinae,
Género Cydalima,
Especies de C. perspectalis.
Los términos son sinónimos:
– Diaphania perspectalis Walker, 1859;
– Glyphodes perspectalis Walker, 1859;
– Neoglyphodes perspectalis Walker, 1859;
– Palpita perspectalis Walker, 1859;
– Phakellura perspectalis Walker, 1859.

Distribución geográfica y hábitat –
La polilla del boj es una polilla originaria del este de Asia (Japón, China, Taiwán, Corea e India).
Se introdujo por primera vez en Europa en Alemania en 2006, en Suiza y Alemania en 2007, en Francia, Gran Bretaña y Austria en 2009; también se identificó por primera vez en Hungría, Rumanía y Turquía y su presencia también se ha registrado en Eslovaquia, Bélgica y Croacia.
Durante la preparación de los XXII Juegos Olímpicos de Invierno en Sochi (Rusia), esta especie fue introducida desde Italia mediante la importación y plantación de setos de Buxus sempervirens.
Al año siguiente comenzó a defoliar grandes cantidades de Buxus colchica local. En 2013 se registró su presencia en Dinamarca y en noviembre de 2018 se confirmó el primer descubrimiento en Norteamérica cerca de Toronto en Canadá.
Su primer descubrimiento en Italia, en Lombardía, se remonta a julio de 2011.
Esta mariposa vive en varias plantas hospedadoras: especialmente en Boj (Buxus spp.), Que es el hospedador preferencial. Las especies Buxus microphylla, Buxus microphylla var son particularmente susceptibles a los ataques. insularis, Buxus sempervirens y Buxus sinica. El insecto puede desarrollarse, con menos frecuencia, incluso a expensas de otro huésped, la Pachysandra (Pachysandra terminalis), una planta herbácea de hoja perenne, también perteneciente a la familia Buxaceae, utilizada por su follaje verde oscuro que la convierte en una planta muy adecuada para la sombra. espacios.

Morfología –
Cydalima perspectalis, en la etapa adulta, es una mariposa de tamaño mediano, con una envergadura de unos 4 cm.
Las alas tienen un fondo blanco, casi transparente, con una amplia banda marrón que recorre los bordes ligeramente iridiscentes.
Al nivel de las alas delanteras en la banda oscura hay una mancha blanca característica; a veces puede haber una segunda mancha blanca, en promedio, más pequeña. También se han observado adultos melanísticos, con alas casi completamente marrones. El abdomen del adulto es blanco, con punta marrón.
Las larvas, que miden unos 40 mm de largo cuando están completamente desarrolladas, son de color verde y tienen la cabeza negra; también se caracterizan por rayas blancas y negras a lo largo de todo el cuerpo.
Después de la eclosión, tienen una longitud de 1 a 2 mm y alcanzan una longitud máxima de 35 a 40 mm en cuatro semanas. Al comienzo de la ninfosis, la longitud de las larvas se contrae.
Los huevos inicialmente tienen un color amarillo pálido y luego, a medida que maduran, muestran una pequeña mancha oscura de transparencia correspondiente al color de la cabeza de la larva ahora formada. También es posible reconocerlas porque las hembras las colocan en grupos de 10 a 20, parcialmente superpuestas entre sí, en el envés de las hojas sanas; también tienen un diámetro de 1 mm.
Las crisálidas miden unos 25-30 mm; inicialmente son de color verde con franjas negras a lo largo de la parte dorsal para tornarse con la maduración de un color marrón oscuro. Están bien escondidos entre la vegetación, envueltos en un capullo sedoso blanquecino.

Actitud y ciclo de vida –
La polilla del boj es una polilla con un ciclo de vida que no se conoce completamente en Europa.
En Italia, el insecto completa 2 o 3 generaciones al año y pasa el invierno como una larva en un capullo tejido en otoño entre las hojas. Al año siguiente, con la llegada del primer calor primaveral, la larva completa su desarrollo y, después de unas 4 semanas de alimentación, pupa escondida en la vegetación. En la madurez, los adultos revolotean y, después del apareamiento, comienzan la primera generación.
En los climas más cálidos de la zona de importación del continente europeo, donde las condiciones climáticas frías llegan más tarde en el año, a veces puede haber hasta cuatro generaciones por año.
El daño es causado por las larvas de esta polilla que, siendo muy voraz, puede defoliar completamente las plantas de Boj (y otras especies) en poco tiempo. Esto es especialmente notable en las partes que se podan regularmente (por ejemplo, en los setos), en los lados inferiores y las ramas del dosel.
Las larvas erosionan las hojas de diferentes formas según su etapa de crecimiento: las larvas recién nacidas se alimentan del lado inferior de las hojas, dejando intacto el lado superior; las larvas maduras se alimentan de toda la placa de la hoja, dejando solo la nervadura central intacta. Las larvas no solo se alimentan de las hojas y los brotes, sino también de la corteza todavía verde de las nuevas ramas.
En consecuencia, las plantas de boj atacadas están fuertemente defoliadas y muestran un entrelazamiento característico de hilos sedosos entre hojas y ramitas. Los setos afectados presentan manchas de descomposición, con un amarilleo generalizado en toda o parte de la vegetación. Estos síntomas pueden confundirse a primera vista con ataques de agentes fúngicos pero, al examinarlos más de cerca, el diagnóstico es más fácil debido a la presencia de las huellas larvarias (lienzo blanco similar a las telarañas y la presencia de los excrementos de las larvas) en toda la superficie. planta.
Con frecuencia el ataque de Cydalima perspectalis se acompaña de una enfermedad fúngica causada por el hongo Cylindrocladium buxicola Henricot, que contribuye a empeorar la salud de la planta al aumentar el proceso de secado del aparato foliar.

Papel ecológico –
Como se mencionó, las larvas de Cydalima perspectalis se alimentan de las hojas y brotes de las especies del género Buxus. Las larvas jóvenes se alimentan solo de la parte superior de las hojas, pero no de la estructura interna más fibrosa. Las hojas no se destruyen por completo, pero la cutícula y la epidermis aparecen dañadas a lo largo de surcos paralelos, o por completo. Las hojas sin cutícula a menudo mueren. Las larvas que han alcanzado el mayor grado de desarrollo son las que más dañan la planta, alimentándose masivamente de toda la hoja, dejando en ocasiones pequeñas porciones de hoja en el centro o en los lados exteriores de la hoja. La larva provoca la defoliación y por tanto la muerte de la planta.
Sin embargo, la tendencia de las poblaciones de esta polilla difiere de un rango a otro.
En la zona de origen (Asia) existen mecanismos de regulación natural que limitan el comportamiento destructivo de Cydalima perspectalis. En las zonas de reciente introducción accidental, en Europa, el daño es muy considerable ya que en los ecosistemas donde se introduce el insecto exótico no se dispone de mecanismos naturales de regulación. En las zonas europeas donde está presente un depredador de C. perspectalis, Vespa velutina, un insecto exótico también procedente del sudeste asiático, se ha observado un cierto nivel de depredación. En el sureste de Francia, donde Vespa velutina se aclimató accidentalmente en 2004 y C. perspectalis apareció en 2012, se ha observado que la avispa se alimenta de pequeñas larvas o larvas en preparación para que el capullo se incrisa. Esto no convierte a Vespa velutina en un candidato ideal para el control biológico contra C. perspectalis, porque, al ser Vespa velutina una especie exótica, no es posible predecir sus adaptaciones e interacciones en el ecosistema huésped. Desafortunadamente, sin embargo, la Vespa velutina es actualmente muy dañina para las abejas que se alimentan en grandes cantidades. De modo que los entomólogos y los apicultores están intentando por todos los medios limitar la propagación y el daño que esta avispa “exótica” causa al medio ambiente.
Se puede adoptar un método de contención de esta polilla mediante el control biológico con Bacillus thuringiensis que se puede utilizar para su control.
Bacillus thuringiensis actúa solo sobre las larvas jóvenes de lepidópteros provocando parálisis muscular y, por lo tanto, el momento correcto de uso es fundamental en el resultado del control. Los tratamientos deben realizarse unas 2 o 3 veces al año, en correspondencia con la eclosión de los huevos.
Al comienzo de la infestación de Cydalima perspectalis, los insecticidas sintéticos demostraron ser efectivos y fáciles de usar. La investigación realizada en Rumania ha identificado que los ingredientes activos más efectivos de todos son metoxifenozida (o metoxifenozida), espinosad y clorantraniliprol. Este último sería preferible por su selectividad hacia abejas, mariquitas y moscas flotantes.
Entre los principales principios activos con acción letal se mencionan productos con acción neurotóxica y de amplio espectro de acción, como piretroides (deltametrina, cipermetrina) o ésteres fosfóricos (clorpirifos, en formulaciones microcapsuladas), con un perfil ecotoxicológico menos favorable, puede estar justificado para el manejo de las primeras infestaciones, con el fin de reducir inicialmente los niveles poblacionales del organismo nocivo.
También se pueden utilizar reguladores de crecimiento (Teflubenzuron) registrados para uso en plantas ornamentales con los que se pueden obtener buenos resultados en relación al control de formas juveniles. Los tratamientos deben ser realizados por personal altamente cualificado en pleno cumplimiento de la legislación vigente en materia de productos fitosanitarios y realizarse una vez al mes desde principios de junio hasta finales de septiembre en las horas más frescas del día. Dado el lento crecimiento del Boj, puede ser útil integrar la defensa química con fertilizaciones adecuadas al suelo para favorecer la nueva emisión de hojas y apoyar la recuperación de la planta.
Sin embargo, hay que recordar que los tratamientos son exclusivamente curativos y no preventivos, por lo que deben realizarse solo en presencia de infestación en campo.
Finalmente, además de ser necesario conocer la posibilidad de su uso en los distintos países, cabe señalar que el uso de insecticidas está resultando cada vez menos apropiado en el mediano – largo plazo por los daños colaterales que causan tanto en el útil pero también sobre la entomofauna., en general, sobre todas las biocenosis y por la presencia de residuos crecientes en el ecosistema.
Una oportunidad para desarrollarse puede ser el uso de trampas de feromonas, que atraen a los machos adultos, dificultando el apareamiento con las hembras adultas y limitando así la gravedad del daño ya que las hembras depositan una mayor cantidad de huevos estériles.
Sin embargo, hasta la fecha su principal utilidad está en el seguimiento de vuelos lo que permite predecir los períodos de oviposición optimizando los tratamientos de lucha.
De hecho, es el seguimiento de la polilla a través de trampas de feromonas con muestreo de campo lo que permite entender cuando el insecto está presente y por tanto poder intervenir de forma focalizada y eficaz con las diferentes técnicas de defensa.
Además, en el caso de infestaciones débiles y para cultivos de extensiones limitadas, es posible recolectar y destruir las larvas manualmente inmediatamente después de la eclosión de los huevos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Russo G., 1976. Entomología agrícola. Pieza especial. Liguori Editore, Nápoles.
– Pollini A., 2002. Manual de entomología aplicada. Edagricole, Bolonia.
– Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *