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Marrubium vulgare

Il marrubio comune (Marrubium vulgare L., 1753) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Lamiales,
Famiglia Lamiaceae,
Tribù Marrubieae,
Genere Marrubium,
Specie M. vulgare.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Marrubium album Garsault;
– Marrubium apulum Ten.;
– Marrubium ballotoides Boiss. & Balansa;
– Marrubium germanicum Schrank ex Steud.;
– Marrubium hamatum Kunth;
– Marrubium hyperleucum Candargy;
– Marrubium uncinatum Stokes;
– Marrubium vaillantii Coss. & Germ;
– Marrubium vulgare subsp. apulum (Ten.) H.Lindb.;
– Marrubium vulgare var. apulum (Ten.) K.Koch;
– Marrubium vulgare var. caucasicum K.Koch;
– Marrubium vulgare var. gossypinum Nábelek;
– Marrubium vulgare var. lanatum Benth.;
– Marrubium vulgare var. microphyllum Baguet;
– Marrubium vulgare var. oligodon Rech.f.;
– Prasium marrubium E.H.L.Krause.

Etimologia –
Il termine Marrubium è il nome classico latino di un erba citata da Plinio e Columella, forse dall’ebraico marrob amaro, succo amaro (per la loro Pasqua gli ebrei mangiavano erbe amare dette marror o maror); secondo De Theis Linneo fa derivare questo nome da una cittadina detta Maria Urbs (o Marruvium), cioè città delle paludi, situata nei pressi del lago Fucino (i Romani chiamavano Maria i luoghi prosciugati), ma il ‘Linné françois’ (Parigi, 1809) riporta ‘de l’hébreu, suc amer’.
L’epiteto specifico vulgare viene da vúlgus volgo: molto comune, ordinario per la grande diffusione, banale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Marrubium vulgare è una pianta originaria dei paesi europei affacciati sul Mediterraneo e presente in Eurasia, dalla Svezia alla Gran Bretagna e Portogallo, attraverso la Turchia e il Caucaso fino all’Asia centrale, Cina occidentale e poi in Africa settentrionale – Macaronesia, dal Marocco alla Libia.
In Italia è una specie comune ovunque (manca nella Pianura Padana). Sull’arco alpino è presente ad occidente e al centro.
Il suo habitat è quello dei luoghi desolati e bordi delle strade, degli incolti, ruderi, i pascoli aridi (è una pianta nitrofila). Il substrato preferito è calcareo con pH basico, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.
La sua distribuzione altitudinale è fino a 1200 m s.l.m..

Descrizione –
Il Marrubium vulgare è una pianta erbacea annuale o perenne, molto comune nei terreni incolti, è fittamente pelosa e caratteristica per il cattivo odore.
Presenta un fusto quadrangolare vigoroso bianco-lanuginoso, alto 30-60 cm.
Sul fusto sono presenti numerose foglie opposte, ovali, crenate e rugose.
I fiori sono di colore bianco-rosei, con calice peloso e sepali di 10 denti lesini formi che sono raccolti in glomeruli densi all’ascella delle foglie a costituire uno spicastro.
Il frutto schizocarpico è un microbasario con 4 piccoli mericarpi (nucule) di 1,7-2,1 x 1-1,2 mm, ellissoidi. trigoni, bruni.
La pianta esala un forte odore muschiato; sapore acre caldo amaro.

Coltivazione –
Il marrubio comune è una pianta che cresce allo stato spontaneo ed è molto resistente al freddo, in grado di tollerare temperature fino a circa -35 °C quando è completamente dormiente.
Questa pianta è comunque di facile coltivazione in gran parte dei tipi di terreno anche se fiorisce meglio in terreni povero e asciutti ma che vegeta molto in suoli ricchi di azoto.
Per la sua coltivazione è bene scegliere suoli con pH da neutro ad alcalino ed in posizione calda e soleggiata.
Questa pianta viene spesso coltivata, in varie parti, per uso commerciale come erba medicinale.
Se la pianta viene tagliata dopo la fioritura, normalmente produrrà un secondo raccolto di foglie.
La pianta si può propagare a partire dal seme che va seminato a metà primavera o metà estate fino all’inizio dell’autunno. La germinazione può essere lenta e irregolare. Il trapianto va fatto poi in singoli vasetti e messo in pieno campo quando le piantine sono abbastanza grandi da poter essere maneggiate.
Si può effettuare la moltiplicazione partendo da talee basali in tarda primavera prelevando i germogli con abbondante fusto sotterraneo quando si trovano a circa 8 – 10 cm dal suolo. Queste vanno poste in vasi individuali e tenute all’ombra fino a quando non radicano bene. Vanno poi trapiantate in estate.
Un altro sistema di propagazione è quello tramite cespi. Questi, soprattutto quelli più grandi possono essere ripiantati direttamente nelle loro posizioni permanenti, anche se è meglio invasare i cespi più piccoli e farli crescere fino a quando non si radicano bene. Possono essere poi trapiantati in primavera.

Usi e Tradizioni –
Il Marrubio comune o Robbio è una pianta utilizzata sin dall’antichità nel trattamento delle affezioni dell’apparato respiratorio. Nel corso dei secoli sino ad oggi, il Marrubio è stato utilizzato in particolar modo come febbrifugo e modificatore della mucosa respiratoria.
Il Marrubio era la tipica pianta depurativa della terapeutica popolare provenzale e occitana. La pianta infatti faceva parte delle “cinque erbe amare” che gli ebrei assumevano in preparazione alla Pasqua: simboleggiava l’amara schiavitù in Egitto.
Le foglie fresche hanno un pronunciato odore muschiato, anche se questo si perde una volta che la pianta è essiccata.
La pianta ha anche usi commestibili in quanto le foglie sono usate come condimento. Sono amari e piccanti, vengono talvolta utilizzate per aromatizzare birra alle erbe o liquori.
La birra di marrubio è una bevanda abbastanza nota a base di foglie di questa pianta. Dalle foglie fresche o essiccate si ottiene un tè delicato e piacevolmente aromatizzato ed è un rimedio preferito contro la tosse.
Il Marrubium vulgare è comunque molto usato in erboristica popolare come rimedio domestico per tosse, raffreddore, difficoltà respiratorie, ecc..
Questa erba stimola la secrezione di una mucosa più fluida, prontamente eliminata con la tosse.
Le foglie e i giovani steli fiorali sono antisettici, antispasmodici, colagoghi, diaforetici, digestivi, diuretici, emmenagoghi, fortemente espettoranti, epatici, stimolanti e tonici.
È una pianta espettorante e tonica che può essere tranquillamente utilizzata dai bambini così come dagli adulti.
Viene spesso trasformata in uno sciroppo o in una caramella per mascherare il suo sapore molto amaro, ma può anche essere presa come un tè.
Come tonico amaro, aumenta l’appetito e sostiene la funzione dello stomaco.
Può anche agire per normalizzare il ritmo cardiaco.
La radice veniva usata, soprattutto un tempo, come rimedio per il morso dei serpenti a sonagli, si usa in parti uguali con Plantago lanceolata o P. major.
I principali componenti sono i diterpeni, come ad esempio il lattone marrubina; ed in misura minore alcoli, alcaloidi di tipo pirrolidinico, flavonoidi (apigenina, luteolina, quercetina), piccole quantità di olio essenziale, saponine, pectina e mucillagine, colina, tannini e sali minerali (calcio, potassio e ferro).
Questa pianta contiene anche olii eterei, glucosidi, colina e tannino.
Il Marrubio possiede proprietà coleretiche ed amare. Il principale componente coleretico è l’acido marrubinico (prodotto d’idrolisi della marrubina), mentre la marrubina (che non possiede proprietà coleretiche) stimola la secrezione bronchiale (azione espettorante); i saponosidi poi coadiuvano quest’azione fluidificando il muco e favorendo l’eliminazione dei catarri senza inaridire le mucose.
Possiede inoltre proprietà antiaritmiche (anche se a dosi elevate può provocare aritmie).
Questa officinale è efficace nell’inappetenza, nel mal di stomaco, nella dissenteria cronica.
Questa pianta è anche febbrifuga per cui diventa un componente molto importante nella formulazione di tisane bechiche invernali. In passato veniva impiegato nelle febbri intermittenti resistenti al trattamento con chinino.
Le virtù bechiche sono le più interessanti: nella bronchite cronica, nella tosse ribelle, nell’asma, nella polmonite e nelle pleuriti croniche.
Il Marrubium vulgare ha, comunque, altri usi come quelli agroforestali.
È inoltre una buona pianta da consociare con i pomodori in quanto queste solanacee producono per un periodo più lungo dando un raccolto maggiore.
Tra gli altri usi si ricorda che dalla pianta si ricava un olio essenziale che viene utilizzato come aromatizzante nei liquori.
Inoltre è una pianta che respinge le mosche ed un estratto della pianta viene utilizzato come ingrediente in preparati cosmetici commerciali come balsamo per la pelle e agente lenitivo.
Un estratto degli steli fioriti viene utilizzato come ingrediente in preparati cosmetici commerciali come agente mascherante.
Infine nel campo del giardinaggio questa specie ha un certo interesse per il suo valore ornamentale.

Modalità di Preparazione –
Il marrubio comune è una pianta con impieghi alimentari e medicinali. Di questa pianta si usano le foglie e le sommità fiorite.
La pianta viene raccolta appena fiorita e può essere utilizzata fresca o essiccata.
Per fini medicinali si utilizza sia l’infusione al 2-3%, 2-3 tazze al dì nell’asma, tosse secca e catarri; sia il vino (enolito), ottenuto facendo macerare per 15 giorni 60 g di pianta secca in un litro di vino bianco. Una volta filtrato, 2-3 bicchierini prima di mangiare, rinforza lo stomaco, libera il fegato e la milza dagli ingorghi; regola le mestruazioni.
In cucina invece si usano le foglie come condimento. Il gusto è amaro e piccante e a volte sono usate per aromatizzare la birra. Mentre un olio essenziale ricavato dalla pianta viene usato nei liquori alle erbe.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Marrubium vulgare

The White Horehound (Marrubium vulgare L., 1753) is a perennial herbaceous species belonging to the Lamiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Lamiales Order,
Lamiaceae family,
Marrubieae tribe,
Genus Marrubium,
M. vulgare species.
The following terms are synonymous:
– Marrubium album Garsault;
– Marrubium apulum Ten .;
– Marrubium ballotoides Boiss. & Balansa;
– Marrubium germanicum Schrank ex Steud .;
– Marrubium hamatum Kunth;
– Marrubium hyperleucum Candargy;
– Marrubium uncinatum Stokes;
– Marrubium vaillantii Coss. & Germ;
– Marrubium vulgare subsp. apulum (Ten.) H. Lindb .;
– Marrubium vulgare var. apulum (Ten.) K. Koch;
– Marrubium vulgare var. caucasicum K. Koch;
– Marrubium vulgare var. gossypinum Nábelek;
– Marrubium vulgare var. lanatum Benth .;
– Marrubium vulgare var. microphyllum Baguet;
– Marrubium vulgare var. oligodon Rech.f .;
– Prasium marrubium E.H.L.Krause.

Etymology –
The term Marrubium is the classic Latin name of a herb mentioned by Pliny and Columella, perhaps from the Hebrew marrob amaro, bitter juice (for their Passover the Jews ate bitter herbs called marror or maror); according to De Theis Linnaeus derives this name from a town called Maria Urbs (or Marruvium), that is a city of swamps, located near Lake Fucino (the Romans called Maria the dried places), but the ‘Linné françois’ (Paris, 1809 ) reports ‘de l’hébreu, suc amer’.
The specific vulgar epithet comes from vúlgus vulgo: very common, ordinary due to its widespread use, banal.

Geographic Distribution and Habitat –
Marrubium vulgare is a plant native to the European countries bordering the Mediterranean and present in Eurasia, from Sweden to Great Britain and Portugal, through Turkey and the Caucasus up to Central Asia, western China and then in North Africa – Macaronesia, from Morocco to Libya.
In Italy it is a common species everywhere (missing in the Po Valley). On the Alps it is present in the west and in the center.
Its habitat is that of desolate places and roadsides, uncultivated, ruins, arid pastures (it is a nitrophilous plant). The preferred substrate is calcareous with basic pH, high nutritional values ​​of the soil that must be dry.
Its altitudinal distribution is up to 1200 m above sea level.

Description –
Marrubium vulgare is an annual or perennial herbaceous plant, very common in uncultivated land, it is thickly hairy and characteristic for its bad smell.
It has a vigorous white-fluffy quadrangular stem, 30-60 cm high.
On the stem there are numerous opposite, oval, crenate and wrinkled leaves.
The flowers are white-pink, with hairy calyx and sepals of 10 shaped lesini teeth which are collected in dense glomeruli at the axil of the leaves to form a spicastro.
The schizocarpic fruit is a microbasarium with 4 small mericarps (nucule) of 1.7-2.1 x 1-1.2 mm, ellipsoid. stingrays, browns.
The plant exhales a strong musky smell; bitter hot acrid taste.

Cultivation –
The White Horehound is a plant that grows spontaneously and is very resistant to cold, able to tolerate temperatures down to about -35 ° C when it is completely dormant.
However, this plant is easy to cultivate in most types of soil even if it blooms better in poor and dry soils but which grows a lot in soils rich in nitrogen.
For its cultivation it is good to choose soils with a neutral to alkaline pH and in a warm and sunny position.
This plant is often grown, in various parts, for commercial use as a medicinal herb.
If the plant is cut after flowering, it will normally produce a second crop of leaves.
The plant can be propagated starting from the seed which is sown in mid-spring or mid-summer until the beginning of autumn. Germination can be slow and uneven. The transplant must then be done in individual pots and placed in the open field when the seedlings are large enough to be handled.
The multiplication can be carried out starting from basal cuttings in late spring by taking the shoots with abundant underground stem when they are about 8 – 10 cm from the ground. These should be placed in individual pots and kept in the shade until they root well. They must then be transplanted in the summer.
Another propagation system is that through tufts. These, especially the larger ones, can be replanted directly into their permanent locations, although it is best to pot the smaller clumps and grow them until they root well. They can then be transplanted in the spring.

Customs and Traditions –
The White Horehound is a plant used since ancient times in the treatment of diseases of the respiratory system. Over the centuries until today, Horehound has been used in particular as a febrifuge and modifier of the respiratory mucosa.
Horehound was the typical purifying plant of popular Provençal and Occitan therapy. In fact, the plant was part of the “five bitter herbs” that the Jews took in preparation for Easter: it symbolized the bitter slavery in Egypt.
Fresh leaves have a pronounced musky smell, although this is lost once the plant is dried.
The plant also has edible uses as the leaves are used as a condiment. They are bitter and spicy, they are sometimes used to flavor herbal beer or liqueurs.
Horehound beer is a fairly well-known drink made from the leaves of this plant. A mild and pleasantly flavored tea is made from fresh or dried leaves and is a favorite cough remedy.
However, Marrubium vulgare is widely used in popular herbal medicine as a home remedy for coughs, colds, breathing difficulties, etc.
This herb stimulates the secretion of a more fluid mucosa, which is readily eliminated by coughing.
The leaves and young flower stems are antiseptic, antispasmodic, cholagogue, diaphoretic, digestive, diuretic, emmenagogue, strongly expectorant, hepatic, stimulant and tonic.
It is an expectorant and tonic plant that can be safely used by children as well as adults.
It is often made into a syrup or candy to mask its very bitter taste, but it can also be taken as a tea.
As a bitter tonic, it increases appetite and supports stomach function.
It can also act to normalize the heart rhythm.
The root was used, especially in the past, as a remedy for the bite of rattlesnakes, it is used in equal parts with Plantago lanceolata or P. major.
The main components are diterpenes, such as the marrubin lactone; and to a lesser extent alcohols, pyrrolidine alkaloids, flavonoids (apigenin, luteolin, quercetin), small quantities of essential oil, saponins, pectin and mucilage, choline, tannins and mineral salts (calcium, potassium and iron).
This plant also contains ethereal oils, glycosides, choline and tannin.
Horehound has choleretic and bitter properties. The main choleretic component is marrubinic acid (hydrolysis product of marrubin), while marrubin (which does not possess choleretic properties) stimulates bronchial secretion (expectorant action); the saponosides then assist this action by thinning the mucus and promoting the elimination of catarrhs ​​without drying the mucous membranes.
It also has antiarrhythmic properties (although at high doses it can cause arrhythmias).
This medicinal product is effective in lack of appetite, stomach pain and chronic dysentery.
This plant is also a febrifuge so it becomes a very important component in the formulation of winter herbal teas. In the past it was used in intermittent fevers resistant to quinine treatment.
The bechic virtues are the most interesting: in chronic bronchitis, rebellious cough, asthma, pneumonia and chronic pleurisy.
However, Marrubium vulgare has other uses such as agroforestry.
It is also a good plant to associate with tomatoes as these solanaceae produce for a longer period giving a higher yield.
Among other uses, it should be remembered that an essential oil is obtained from the plant which is used as a flavoring in liqueurs.
It is also a fly-repelling plant and an extract of the plant is used as an ingredient in commercial cosmetic preparations as a skin conditioner and soothing agent.
An extract from the flowering stems is used as an ingredient in commercial cosmetic preparations as a masking agent.
Finally, in the field of gardening this species has a certain interest for its ornamental value.

Preparation Method –
The White Horehound is a plant with food and medicinal uses. The leaves and flowering tops of this plant are used.
The plant is harvested as soon as it has flowered and can be used fresh or dried.
For medicinal purposes, both 2-3% infusion is used, 2-3 cups a day in asthma, dry cough and catarrhs; both wine (enolith), obtained by macerating 60 g of dry plant in a liter of white wine for 15 days. Once filtered, 2-3 shots before eating, strengthens the stomach, frees the liver and spleen from traffic jams; regulates menstruation.
In the kitchen, on the other hand, the leaves are used as a condiment. The taste is bitter and spicy and are sometimes used to flavor beer. While an essential oil obtained from the plant is used in herbal liqueurs.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Marrubium vulgare

El Marrubio o hierba del sapo o toronjil cuyano (Marrubium vulgare L., 1753) es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Lamiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Superdivisión de espermatophyta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Lamiales,
Familia Lamiaceae,
Tribu Marrubieae,
Género Marrubium,
Especies de M. vulgare.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Álbum de Marrubium Garsault;
– Marrubium apulum Ten.;
– Marrubium ballotoides Boiss. & Balansa;
– Marrubium germanicum Schrank de Steud.;
– Marrubium hamatum Kunth;
– Marrubium hyperleucum Candargy;
– Marrubium uncinatum Stokes;
– Marrubium vaillantii Coss. & Germen;
– Marrubium vulgare subsp. apulum (Diez) H. Lindb.;
– Marrubium vulgare var. apulum (Diez) K. Koch;
– Marrubium vulgare var. caucasicum K. Koch;
– Marrubium vulgare var. gossypinum Nábelek;
– Marrubium vulgare var. lanatum Benth.;
– Marrubium vulgare var. microphyllum Baguet;
– Marrubium vulgare var. oligodon Rech.f.;
– Prasium marrubium E.H.L.Krause.

Etimología –
El término Marrubium es el nombre latino clásico de una hierba mencionada por Plinio y Columela, quizás del hebreo marrob amaro, jugo amargo (para su Pascua los judíos comían hierbas amargas llamadas marror o maror); Según De Theis Linnaeus deriva este nombre de una ciudad llamada Maria Urbs (o Marruvium), que es una ciudad de pantanos, ubicada cerca del lago Fucino (los romanos llamaban María los lugares secos), pero el ‘Linné françois’ (París, 1809 ) informa ‘de l’hébreu, suc amer’.
El epíteto vulgar específico proviene de vúlgus vulgo: muy común, ordinario por su uso extendido, banal.

Distribución geográfica y hábitat –
Marrubium vulgare es una planta originaria de los países europeos ribereños del Mediterráneo y presente en Eurasia, desde Suecia hasta Gran Bretaña y Portugal, pasando por Turquía y el Cáucaso hasta Asia Central, el oeste de China y luego en el norte de África – Macaronesia, desde Marruecos hasta Libia. .
En Italia es una especie común en todas partes (falta en el valle del Po). En los Alpes está presente en el oeste y en el centro.
Su hábitat es el de parajes desolados y bordes de caminos, baldíos, ruinas, pastos áridos (es una planta nitrofílica). El sustrato preferido es calcáreo con pH básico, altos valores nutricionales del suelo que debe estar seco.
Su distribución altitudinal es de hasta 1200 m sobre el nivel del mar.

Descripción –
Marrubium vulgare es una planta herbácea anual o perenne, muy común en terrenos baldíos, es densamente peluda y característica por su mal olor.
Tiene un tallo cuadrangular vigoroso de color blanco esponjoso, de 30-60 cm de altura.
En el tallo hay numerosas hojas opuestas, ovaladas, crenadas y arrugadas.
Las flores son de color blanco rosado, con un cáliz peludo y sépalos de 10 dientes lesini en forma que se acumulan en glomérulos densos en la axila de las hojas para formar un espicastro.
El fruto esquizocárpico es un microbasario con 4 pequeños mericarpos (nucule) de 1,7-2,1 x 1-1,2 mm, elipsoide. mantarrayas, marrones.
La planta exhala un fuerte olor a almizcle; sabor amargo, picante y acre.

Cultivo –
El marrubio es una planta que crece espontáneamente y es muy resistente al frío, capaz de tolerar temperaturas de hasta -35 ° C cuando está completamente inactiva.
Sin embargo, esta planta es fácil de cultivar en la mayoría de los tipos de suelo, incluso si florece mejor en suelos pobres y secos, pero crece mucho en suelos ricos en nitrógeno.
Para su cultivo es bueno elegir suelos con pH neutro a alcalino y en una posición cálida y soleada.
Esta planta a menudo se cultiva, en varias partes, para uso comercial como hierba medicinal.
Si la planta se corta después de la floración, normalmente producirá una segunda cosecha de hojas.
La planta se puede propagar a partir de la semilla que se siembra a mediados de primavera o mediados de verano hasta principios de otoño. La germinación puede ser lenta y desigual. Luego, el trasplante debe realizarse en macetas individuales y colocarse en campo abierto cuando las plántulas sean lo suficientemente grandes para ser manipuladas.
La multiplicación se puede realizar a partir de esquejes basales a finales de primavera tomando los brotes con abundante tallo subterráneo cuando estén a unos 8-10 cm del suelo. Estos deben colocarse en macetas individuales y mantenerse a la sombra hasta que arraiguen bien. Luego deben trasplantarse en verano.
Otro sistema de propagación es el a través de mechones. Estos, especialmente los más grandes, se pueden replantar directamente en sus ubicaciones permanentes, aunque es mejor plantar los grupos más pequeños y cultivarlos hasta que arraiguen bien. Luego se pueden trasplantar en la primavera.

Costumbres y tradiciones –
El marrubio es una planta utilizada desde la antigüedad en el tratamiento de enfermedades del sistema respiratorio. A lo largo de los siglos hasta la actualidad, el marrubio se ha utilizado en particular como febrífugo y modificador de la mucosa respiratoria.
El marrubio era la planta depurativa típica de la terapia popular provenzal y occitana. De hecho, la planta era parte de las “cinco hierbas amargas” que los judíos tomaron en preparación para la Pascua: simbolizaba la amarga esclavitud en Egipto.
Las hojas frescas tienen un olor almizclado pronunciado, aunque se pierde una vez que la planta se seca.
La planta también tiene usos comestibles ya que las hojas se utilizan como condimento. Son amargos y picantes, a veces se utilizan para condimentar cervezas o licores de hierbas.
La cerveza de marrubio es una bebida bastante conocida elaborada con las hojas de esta planta. Un té suave y de sabor agradable se hace con hojas frescas o secas y es un remedio favorito para la tos.
Sin embargo, Marrubium vulgare se usa ampliamente en la medicina herbal popular como remedio casero para la tos, resfriados, dificultades respiratorias, etc.
Esta hierba estimula la secreción de una mucosa más fluida, que se elimina fácilmente al toser.
Las hojas y los tallos de las flores jóvenes son antisépticos, antiespasmódicos, colagogos, diaforéticos, digestivos, diuréticos, emenagogos, fuertemente expectorantes, hepáticos, estimulantes y tónicos.
Es una planta expectorante y tónica que puede ser utilizada de forma segura tanto por niños como por adultos.
A menudo se prepara en almíbar o caramelo para enmascarar su sabor amargo, pero también se puede tomar como té.
Como tónico amargo, aumenta el apetito y apoya la función del estómago.
También puede actuar para normalizar el ritmo cardíaco.
La raíz se usó, especialmente en el pasado, como remedio para la picadura de serpientes de cascabel, se usa a partes iguales con Plantago lanceolata o P. major.
Los componentes principales son los diterpenos, como la lactona marrubina; y en menor medida alcoholes, alcaloides de pirrolidina, flavonoides (apigenina, luteolina, quercetina), pequeñas cantidades de aceite esencial, saponinas, pectina y mucílagos, colina, taninos y sales minerales (calcio, potasio y hierro).
Esta planta también contiene aceites etéreos, glucósidos, colina y tanino.
El marrubio tiene propiedades coleréticas y amargas. El principal componente colerético es el ácido marrubínico (producto de hidrólisis de la marrubina), mientras que la marrubina (que no posee propiedades coleréticas) estimula la secreción bronquial (acción expectorante); los saponósidos ayudan a esta acción diluyendo el moco y promoviendo la eliminación de los catarros sin secar las membranas mucosas.
También tiene propiedades antiarrítmicas (aunque a dosis elevadas puede provocar arritmias).
Este medicamento es eficaz en la falta de apetito, dolor de estómago, disentería crónica.
Esta planta también es febrífuga por lo que se convierte en un componente muy importante en la formulación de las infusiones de invierno. En el pasado se utilizó en fiebres intermitentes resistentes al tratamiento con quinina.
Las virtudes béjicas son las más interesantes: en bronquitis crónica, tos rebelde, asma, neumonía y pleuresía crónica.
Sin embargo, Marrubium vulgare tiene otros usos como los agroforestales.
También es una buena planta para asociar con tomates, ya que estas solanáceas producen durante un período más largo y dan un mayor rendimiento.
Entre otros usos, conviene recordar que de la planta se obtiene un aceite esencial que se utiliza como aromatizante en licores.
También es una planta repelente de moscas y un extracto de la planta se utiliza como ingrediente en preparaciones cosméticas comerciales como acondicionador de la piel y agente calmante.
Un extracto de los tallos florales se utiliza como ingrediente en preparaciones cosméticas comerciales como agente enmascarador.
Finalmente, en el campo de la jardinería esta especie tiene cierto interés por su valor ornamental.

Método de preparación –
El marrubio es una planta con usos alimenticios y medicinales. Se utilizan las hojas y las copas floridas de esta planta.
La planta se cosecha tan pronto como ha florecido y se puede utilizar fresca o seca.
Con fines medicinales, se usa tanto 2-3% de infusión, 2-3 tazas al día en asma, tos seca y catarros; ambos de vino (enolito), obtenido macerando 60 g de planta seca en un litro de vino blanco durante 15 días. Una vez filtrado, 2-3 tomas antes de comer, fortalece el estómago, libera el hígado y el bazo de los atascos; regula la menstruación.
En la cocina, en cambio, las hojas se utilizan como condimento. El sabor es amargo y picante y, a veces, se utiliza para dar sabor a la cerveza. Mientras que un aceite esencial obtenido de la planta se utiliza en licores de hierbas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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