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Pasta con le sarde

La pasta con le sarde (in siciliano chiamata: pasta chî sardi) è un piatto tipico della cucina siciliana ed inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

Origini e Storia –
La storia della pasta con le sarde si mescola tra tradizione e leggenda.
Secondo la tradizione la pasta con le sarde fu inventata da un cuoco arabo del generale Eufemio da Messina, durante la campagna militare degli arabi nella zona di Siracusa anche se, secondo un’altra versione, che comunque è poco presente nelle fonti, il fatto sarebbe accaduto a Mazara del Vallo.
La tradizione narra che il cuoco doveva sfamare le numerose truppe, trovandosi però in condizioni disagiate dovette fare appello alla sua inventiva ed elaborare un piatto con quel che la natura di quel luogo gli offriva; fu così che unì il pesce, rappresentato dalle sarde (o alici nella versione del piatto che risale ai tradizionali spaghetti alla siracusana), e i sapori della terra: finocchietto selvatico, principalmente, e pinoli.
È cosi che questo piatto viene odiernamente considerato come il primo piatto “mare-monti” della storia, in quanto unì, forse per la prima volta, i prodotti naturali del mare e quelli montani.
Nel dettaglio la leggenda narra che Eufemio da Messina si fosse innamorato di una suora e l’avesse convinta a lasciare i voti per farne la sua compagna. Eufemio (questa è storia) portò i Musulmani in Sicilia per vendicarsi e segnò l’inizio della nuova “fortunata” dominazione (interrotta poi dai Normanni), sbarcando presso Capo Granitola vicino Mazara del Vallo. Di quello sbarco e della conquista si conoscono molti nomi e particolari. Lì, comunque, erano state pescate molte sarde e, potendo raccogliere in loco i finocchietti selvatici, il suo cuoco di Eufemio – di cui si è perso il nome – preparò per la prima volta questo piatto da primato, fatto di povere cose.
Così l’invenzione viene attribuita al comandante Eufemio, estroso personaggio che secondo la leggenda ci mise del suo. Per inciso, non vi furono che pochissimi veri “arabi” in Sicilia: erano per lo più musulmani provenienti dall’Egitto e berberi. Fraternizzarono, si integrarono, si rispettarono con gli isolani, considerando, finché poterono, finché cioè i normanni glielo consentirono, la Sicilia una patria comune.
Tuttavia, non è storicamente accertato dove nasce per la prima volta la pasta con le sarde tanto che a vedere la sua diffusione e le sue varianti l’origine sembra palermitana.

Area Geografica –
La pasta con le sarde è un prodotto tipico siciliano che, con tutte le sue varianti, è diffuso in tutta l’isola anche se è molto presente nella cucina palermitana.
Tuttavia esistono diverse varianti della pasta con le sarde, legate ai differenti territori dove viene preparata. Una delle più celebri è la “pasta con le sarde a mare”, questa ricetta è perlopiù famosa nell’entroterra siculo, chiamata in questo modo per richiamare, in modo simpatico, la ricetta tradizionale della pasta con le sarde, a cui sono state sostituite le sarde con le acciughe sotto sale. Durante la seconda guerra mondiale e soprattutto nelle città che lontane dal mare, era quasi impossibile trovare del pesce fresco e, dunque, le sarde vennero ben presto sostituite con le acciughe sotto sale. La ricetta, quindi, è la stessa della pasta con le sarde ma nella preparazione non vengono utilizzate perché sono e si trovano solo “al mare”.
Tra le diverse versioni, quella bianca, insaporita con l’aggiunta di zafferano, quella rossa a cui è stato aggiunto dell’estratto di pomodoro e quella ‘ncasciata, ovvero un timballo di pasta lasciato a gratinare in forno. A Messina, invece, vengono preparate senza l’aggiunta di zafferano.

Materie Prime –
Nella pasta con le sarde gli ingredienti principali sono, ovviamente le sarde, la pasta e il finocchietto. La sarda è un pesce azzurro molto diffuso nel mediterraneo. Appartiene allo stesso gruppo delle acciughe o alici, ma è più grassa e deve per questo essere cucinata non oltre le otto ore dalla pesca per non comprometterne il sapore. Si pesca soprattutto da marzo a settembre. Le sarde (o sardelle) previste per questo piatto devono essere quelle fresche e non possono essere sostituite con le sardine sott’olio.
Le sarde vengono nettate e sfilettate, eliminando la testa, la coda e la lisca, quindi lavate e asciugate tra due panni puliti. Quanto alla pasta, sono generalmente indicati tre tipi di pasta, tutti di semola di grano duro: i bucatini; i perciatelli, leggermente più grossi dei bucatini e chiamati anche col nome generico di maccheroni; i mezzani o mezzi ziti. Il finocchietto di montagna di cui si parla nelle ricette è il finocchio selvatico.
Nella pasta con le sarde se ne utilizzano le parti più tenere e verdi, i germogli, i rametti più giovani e le tipiche foglie piumose (o barba), che si possono raccogliere in campagna dalla primavera all’autunno e cioè nello stesso periodo in cui è possibile trovare nei mercati le sarde freschissime. Gli altri ingredienti della ricetta “classica” sono: cipolle, acciughe salate, uva passa, pinoli, una bustina di zafferano, olio, sale e pepe. Nella variante “alla messinese” in genere non si utilizza lo zafferano. Va servita con pan grattato tostato.

Descrizione –
La pasta con le sarde si presenta con un condimento molto ricco, costituito dalle sarde, i finocchietti (ma esistono diverse varianti tra cui una con i broccoli, ed il concentrato di pomodoro nella variante agrigentina.
A questo condimento vanno aggiunte uva passa, pinoli, e prima di essere consumata può essere aggiunta di pangrattato abbrustolito con un po’ di olio.
L’aspetto è poi determinato dal tipo di pasta utilizzata che, come detto, può essere costituita da bucatini, maccheroni o mezze penne.

Modalità di Produzione –
La preparazione della pasta con le sarde ha tante varianti per cui non è semplice assimilarla ad una sola versione.
Tra le ricette più usuali c’è quella che prevede di lessare per una ventina di minuti il finocchietto in tanta acqua salata, quanta ne servirà poi per la pasta (4 litri per 500 g), scolarli e tritarli. Tenere da parte l’acqua. In un tegame, scottare le sarde in 1 dl d’olio extravergine d’oliva (un minuto per lato), scolarle e riservarle. Mettere a soffriggere nello stesso tegame le cipolle finemente affettate fino a leggerissima coloritura e unire quindi il finocchietto, le sarde, l’uva passa (rinvenuta in acqua tiepida per mezz’ora), i pinoli, sale e pepe. Cuocere a fuoco basso, mescolando, per amalgamare la salsa.
Dopo una ventina di minuti, unire le acciughe che sono state dissalate, lavate, asciugate e infine sciolte in un tegamino con un cucchiaio d’olio caldo. Cuocere ancora per 15 minuti, sempre mescolando e unire quindi una bustina di zafferano, sciolto in un cucchiaio dell’acqua di cottura del finocchietto. Mettere intanto a cuocere la pasta nell’acqua di cottura del finocchietto. Scolarla al dente e unirla al condimento. Lasciare riposare per qualche minuto prima di servire.
A questa versione, che possiamo definire di base, si aggiungono diverse varianti.
Tra di esse, quella della zona palermitana cosiddetta “in bianco” senza aggiunta di sugo di pomodoro, e un’altra diffusa nell’agrigentino in cui è previsto il concentrato di pomodoro nella fase di preparazione. Questa ricetta è talmente diffusa nel territorio palermitano che nel corso del tempo si sono affermate, sia nella tradizione familiare, sia nelle cucine dei grandi chef, diverse varianti. Alcuni mettono al posto delle cipolle, degli scalogni e uno spicchio d’aglio, bagnano il soffritto con un bicchiere di vino bianco e usano sardine dissalate invece delle acciughe dissalate. Altri uniscono solo metà delle sarde al soffritto di cipolla; scolano la pasta molto al dente, la mescolano al condimento, la passano in un tegame da forno e la ricoprono con l’altra metà delle sarde, rosolate in un secondo tegame nella loro salsa. Infine cospargono la superficie con mandorle tritate e infornano la teglia per dieci minuti.
Altri suggeriscono di far semplicemente riposare la pasta condita per dieci minuti prima di servire. Infine una variante piuttosto diffusa, è la pasta con le sarde “ alla milanisa”, che prevede di versare 3 dl di salsa di pomodoro una volta che tutti gli altri ingredienti sono stati uniti nel tegame. La cottura deve proseguire per 30 minuti circa a fuoco dolce. La pasta, una volta scolata, si condisce con il sugo e si cosparge con pangrattato, tostato in padella con due cucchiai d’olio.

Uso Gastronomico –
La pasta con le sarde è un piatto che apporta una discreta quantità calorica. L’energia è fornita prevalentemente dai carboidrati, ma anche l’apporto lipidico (con ripartizione a favore degli insaturi) contribuisce notevolmente. Le proteine non sono molte e la fibra è scarsa, così come il colesterolo. La pasta con le sarde è un primo piatto idoneo all’alimentazione contro le dislipidemie (aumento del colesterolo plasmatico, dei trigliceridi, o di entrambi, o basso livello di colesterolo HDL), ma deve essere consumato in porzioni moderate dai soggetti diabetici e da quelli in sovrappeso.
Per questo motivo può essere anche considerato un piatto unico in quanto contiene tutto quanto serve per un pasto completo.
Tuttavia, anche a seconda delle zone dove viene preparata, viene consumato come primo piatto a cui possono seguire piatti a base di pesce o come in alcuni ristoranti tipici viene accompagnata da specialità della casa.

Guido Bissanti





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Pasta with sardines

Pasta with sardines (in Sicilian called: pasta chî sardi) is a typical dish of Sicilian cuisine and included in the list of traditional Italian food products (P.A.T) of the Ministry of Agricultural, Food and Forestry Policies (Mipaaf).

Origins and History –
The history of pasta with sardines mixes between tradition and legend.
According to tradition, pasta with sardines was invented by an Arab cook of General Eufemio da Messina, during the military campaign of the Arabs in the area of ​​Syracuse even if, according to another version, which however is not very present in the sources, the fact would be happened in Mazara del Vallo.
Tradition has it that the cook had to feed the numerous troops, but being in disadvantaged conditions he had to appeal to his inventiveness and elaborate a dish with what the nature of that place offered him; so it was that he combined fish, represented by sardines (or anchovies in the version of the dish that dates back to the traditional Syracusan spaghetti), and the flavors of the earth: wild fennel, mainly, and pine nuts.
This is how this dish is nowadays considered as the first “mare-monti” dish in history, as it united, perhaps for the first time, the natural products of the sea and the mountain ones.
In detail, the legend tells that Eufemio da Messina fell in love with a nun and convinced her to leave her vows to make her her partner. Eufemio (this is history) brought the Muslims to Sicily to take revenge and marked the beginning of the new “lucky” domination (later interrupted by the Normans), landing at Capo Granitola near Mazara del Vallo. Many names and details are known about that landing and the conquest. There, however, many sardines had been fished and, being able to collect wild fennel on the spot, his cook of Eufemio – whose name has been lost – prepared for the first time this record-breaking dish, made of poor things.
Thus the invention is attributed to the commander Eufemio, a whimsical character who, according to legend, put his name on it. Incidentally, there were only very few real “Arabs” in Sicily: they were mostly Muslims from Egypt and Berbers. They fraternized, integrated, respected each other with the islanders, considering, as long as they could, as long as the Normans allowed them, Sicily as a common homeland.
However, it is not historically ascertained where pasta with sardines was born for the first time, so much so that to see its diffusion and its variants the origin seems to be from Palermo.

Geographic area –
Pasta with sardines is a typical Sicilian product which, with all its variations, is widespread throughout the island even though it is very present in Palermo cuisine.
However, there are different variations of pasta with sardines, linked to the different territories where it is prepared. One of the most famous is the “pasta with sardines in the sea”, this recipe is mostly famous in the Sicilian hinterland, called in this way to recall, in a nice way, the traditional recipe of pasta with sardines, which have been replaced sardines with salted anchovies. During the Second World War and especially in cities far from the sea, it was almost impossible to find fresh fish and, therefore, the sardines were soon replaced with salted anchovies. The recipe, therefore, is the same as the pasta with sardines but in the preparation they are not used because they are and are only found “by the sea”.
Among the different versions, the white one, flavored with the addition of saffron, the red one to which tomato extract has been added and the ‘ncasciata’, that is a timbale of pasta left to brown in the oven. In Messina, however, they are prepared without adding saffron.

Raw material –
In pasta with sardines the main ingredients are obviously sardines, pasta and fennel. Sardinian is a very common blue fish in the Mediterranean. It belongs to the same group as anchovies or anchovies, but it is fatter and therefore must be cooked no later than eight hours after fishing in order not to compromise its flavor. It is mainly fished from March to September. The sardines (or sardines) provided for this dish must be fresh and cannot be replaced with sardines in oil.
The sardines are cleaned and filleted, removing the head, tail and bone, then washed and dried between two clean cloths. As for pasta, three types of pasta are generally indicated, all of durum wheat semolina: bucatini; perciatelli, slightly larger than bucatini and also called by the generic name of macaroni; the mezzani or half ziti. The mountain fennel mentioned in the recipes is wild fennel.
In the pasta with sardines, the most tender and green parts are used, the shoots, the younger twigs and the typical feathery leaves (or beard), which can be collected in the countryside from spring to autumn, i.e. in the same period in which it is possible to find very fresh sardines in the markets. The other ingredients of the “classic” recipe are: onions, salted anchovies, raisins, pine nuts, a sachet of saffron, oil, salt and pepper. In the “Messina-style” variant, saffron is generally not used. It should be served with toasted breadcrumbs.

Description –
Pasta with sardines comes with a very rich sauce, consisting of sardines, fennel (but there are several variants including one with broccoli, and tomato paste in the variant of Agrigento.
Raisins, pine nuts must be added to this dressing, and breadcrumbs roasted with a little oil can be added before being consumed.
The appearance is then determined by the type of pasta used which, as mentioned, can consist of bucatini, macaroni or mezze penne.

Production Method –
The preparation of pasta with sardines has many variations so it is not easy to assimilate it to a single version.
Among the most common recipes is the one that involves boiling the fennel for about twenty minutes in as much salted water as you will need for the pasta (4 liters per 500 g), drain and chop. Keep the water aside. In a pan, sear the sardines in 1 dl of extra virgin olive oil (one minute per side), drain and reserve. Sauté the finely sliced ​​onions in the same pan until lightly colored and then add the fennel, sardines, raisins (soaked in warm water for half an hour), pine nuts, salt and pepper. Cook over low heat, stirring, to mix the sauce.
After about twenty minutes, add the anchovies that have been desalted, washed, dried and finally dissolved in a pan with a spoonful of hot oil. Cook for another 15 minutes, stirring constantly and then add a sachet of saffron, dissolved in a tablespoon of the cooking water of the fennel. Meanwhile, cook the pasta in the fennel cooking water. Drain it al dente and add it to the sauce. Leave to rest for a few minutes before serving.
To this version, which we can define as basic, several variants are added.
Among them, that of the so-called “in bianco” area of ​​Palermo without the addition of tomato sauce, and another widespread in the Agrigento area where tomato concentrate is required in the preparation phase. This recipe is so widespread in the Palermo area that over time several variations have established themselves, both in the family tradition and in the kitchens of great chefs. Some put onions, shallots and a clove of garlic in place, wet the sauté with a glass of white wine and use desalted sardines instead of desalted anchovies. Others add only half of the sardines to the fried onion; they drain the pasta al dente, mix it with the sauce, put it in an oven pan and cover it with the other half of the sardines, browned in a second pan in their sauce. Finally they sprinkle the surface with chopped almonds and bake the pan for ten minutes.
Others suggest simply letting the seasoned pasta rest for ten minutes before serving. Finally, a rather common variant is pasta with sardines “alla milanisa”, which involves pouring 3 dl of tomato sauce once all the other ingredients have been combined in the pan. Cooking should continue for about 30 minutes over low heat. Once drained, the pasta is seasoned with the sauce and sprinkled with breadcrumbs, toasted in a pan with two tablespoons of oil.

Gastronomic use –
Pasta with sardines is a dish that provides a fair amount of calories. Energy is mainly supplied by carbohydrates, but also the lipid contribution (with distribution in favor of the unsaturated ones) contributes considerably. There is not a lot of protein and fiber is scarce, as is cholesterol. Pasta with sardines is a first course suitable for diet against dyslipidemias (increased plasma cholesterol, triglycerides, or both, or low HDL cholesterol level), but must be consumed in moderate portions by diabetics and those overweight.
For this reason it can also be considered a single dish as it contains everything you need for a complete meal.
However, also depending on the areas where it is prepared, it is eaten as a first course followed by fish dishes or as in some typical restaurants it is accompanied by house specialties.

Guido Bissanti





[:es]

Pasta con sardinas

La pasta con le sarde (en siciliano: pasta chî sardi) es un plato típico de la cocina siciliana y está incluido en la lista de productos alimenticios tradicionales italianos (P.A.T) del Ministerio de Políticas Agrícolas, Alimentarias y Forestales (Mipaaf).

Orígenes e historia –
La historia de la pasta con sardinas se mezcla entre tradición y leyenda.
Según la tradición, la pasta con sardinas fue inventada por un cocinero árabe del general Eufemio da Messina, durante la campaña militar de los árabes en la zona de Siracusa aunque, según otra versión, que sin embargo no está muy presente en las fuentes. , el hecho estaría sucedido en Mazara del Vallo.
Cuenta la tradición que el cocinero tenía que alimentar a la numerosa tropa, pero encontrándose en malas condiciones tuvo que apelar a su inventiva y elaborar un plato con lo que la naturaleza de ese lugar le ofrecía; así fue como combinó el pescado, representado por las sardinas (o anchoas en la versión del plato que se remonta a los tradicionales espaguetis siracusanos), y los sabores de la tierra: hinojo silvestre, principalmente, y piñones.
Es así como este plato se considera hoy en día como el primer plato “mare-monti” de la historia, ya que unió, quizás por primera vez, los productos naturales del mar y los de la montaña.
En detalle, la leyenda cuenta que Eufemio da Messina se enamoró de una monja y la convenció de que dejara sus votos para convertirla en su pareja. Eufemio (esto es historia) llevó a los musulmanes a Sicilia para vengarse y marcó el comienzo de la nueva dominación “afortunada” (luego interrumpida por los normandos), desembarcando en Capo Granitola cerca de Mazara del Vallo. Se conocen muchos nombres y detalles sobre ese desembarco y la conquista. Allí, sin embargo, se habían pescado muchas sardinas y, pudiendo recolectar hinojo silvestre en el lugar, su cocinero de Eufemio -cuyo nombre se ha perdido- preparó por primera vez este plato récord, hecho de cosas pobres.
Así se atribuye el invento al comandante Eufemio, un personaje caprichoso que, según la leyenda, puso el suyo. Por cierto, sólo había muy pocos “árabes” reales en Sicilia: eran en su mayoría musulmanes de Egipto y bereberes. Confraternizaron, se integraron, se respetaron con los isleños, considerando, mientras pudieran, mientras los normandos lo permitieran, Sicilia como una patria común.
Sin embargo, no se constata históricamente dónde nació por primera vez la pasta con sardina, tanto que al ver su difusión y sus variantes el origen parece ser Palermo.

Área geográfica –
La pasta con sardinas es un producto típico siciliano que, con todas sus variantes, está muy extendido por toda la isla aunque está muy presente en la cocina de Palermo.
Sin embargo, existen distintas variantes de pasta con sardina, ligadas a los diferentes territorios donde se elabora. Una de las más famosas es la “pasta con sardinas en el mar”, esta receta es sobre todo famosa en el interior de Sicilia, llamada así para recordar, de una manera agradable, la receta tradicional de pasta con sardinas, que han sido reemplazadas. sardinas con anchoas saladas. Durante la Segunda Guerra Mundial y especialmente en ciudades alejadas del mar, era casi imposible encontrar pescado fresco y, por tanto, pronto se sustituyeron las sardinas por anchoas saladas. La receta, por tanto, es la misma que la pasta con sardinas pero en la preparación no se utilizan porque están y solo se pueden encontrar “junto al mar”.
Entre las distintas versiones, la blanca, aromatizada con la adición de azafrán, la roja a la que se le ha añadido extracto de tomate y la ‘ncasciata’, que es un timbal de pasta que se deja dorar en el horno. En Messina, sin embargo, se preparan sin añadir azafrán.

Materia prima –
En la pasta con sardinas los ingredientes principales son obviamente sardinas, pasta e hinojo. El sardo es un pescado azul muy común en el Mediterráneo. Pertenece al mismo grupo que las anchoas o las anchoas, pero es más graso y, por tanto, debe cocinarse a más tardar ocho horas después de la pesca para no comprometer su sabor. Se pesca principalmente de marzo a septiembre. Las sardinas (o sardinas) proporcionadas para este plato deben ser frescas y no se pueden reemplazar con sardinas en aceite.
Las sardinas se limpian y filetean, quitando la cabeza, el rabo y el hueso, luego se lavan y se secan entre dos paños limpios. En cuanto a la pasta, generalmente se indican tres tipos de pasta, todas de sémola de trigo duro: bucatini; perciatelli, un poco más grande que bucatini y también llamado por el nombre genérico de macarrones; el mezzani o medio ziti. El hinojo de montaña mencionado en las recetas es hinojo silvestre.
En la pasta con sardinas se utilizan las partes más tiernas y verdes, los brotes, las ramitas más jóvenes y las típicas hojas plumosas (o barba), que se pueden recolectar en el campo desde la primavera hasta el otoño, es decir, en el mismo período en el que es posible encontrar sardinas muy frescas en los mercados. Los demás ingredientes de la receta “clásica” son: cebolla, anchoas saladas, pasas, piñones, una bolsita de azafrán, aceite, sal y pimienta. En la variante “estilo Messina”, generalmente no se usa el azafrán. Se debe servir con pan rallado tostado.

Descripción –
La pasta con sardinas viene con una salsa muy rica, que consiste en sardinas, hinojo (pero hay varias variantes, incluida una con brócoli y concentrado de tomate en la variante de Agrigento.
A este aderezo hay que añadir pasas, piñones y antes de consumirlo se puede añadir pan rallado tostado con un poco de aceite.
La apariencia se determina luego por el tipo de pasta utilizada que, como se mencionó, puede consistir en bucatini, macarrones o mezze penne.

Método de producción –
La preparación de la pasta con sardinas tiene muchas variaciones por lo que no es fácil asimilarla a una sola versión.
Entre las recetas más habituales está la que consiste en hervir el hinojo durante unos veinte minutos en la cantidad de agua con sal que necesites para la pasta (4 litros por 500 g), escurrir y picar. Deja el agua a un lado. En una sartén blanquear las sardinas en 1 dl de aceite de oliva virgen extra (un minuto por cada lado), escurrir y reservar. Sofreír las cebollas finamente rebanadas en la misma sartén hasta que estén ligeramente coloreadas y luego agregar el hinojo, las sardinas, las pasas (remojadas en agua tibia durante media hora), los piñones, la sal y la pimienta. Cocine a fuego lento, revolviendo, para mezclar la salsa.
Pasados ​​unos veinte minutos añadir las anchoas desaladas, lavadas, secadas y finalmente disueltas en una sartén con una cucharada de aceite caliente. Cocine por otros 15 minutos, revolviendo constantemente y luego agregue un sobre de azafrán, disuelto en una cucharada del agua de cocción del hinojo. Mientras tanto, cuece la pasta en el agua de cocción del hinojo. Escúrrelo al dente y agrégalo a la salsa. Dejar reposar unos minutos antes de servir.
A esta versión, que podemos definir como básica, se añaden varias variantes.
Entre ellos, el de la zona denominada “blanca” de Palermo sin la adición de salsa de tomate, y otro extendido en la zona de Agrigento donde se requiere concentrado de tomate en la fase de preparación. Esta receta está tan extendida en la zona de Palermo que a lo largo del tiempo se han asentado diversas variaciones, tanto en la tradición familiar como en las cocinas de grandes chefs. Algunos ponen cebollas, chalotes y un diente de ajo, mojan el sofrito con una copa de vino blanco y utilizan sardinas desaladas en lugar de anchoas desaladas. Otros agregan solo la mitad de las sardinas a la cebolla frita; escurren la pasta al dente, la mezclan con la salsa, la ponen en una cacerola del horno y la cubren con la otra mitad de las sardinas, doradas en una segunda cacerola en su salsa. Finalmente espolvorean la superficie con almendras picadas y hornean la sartén durante diez minutos.
Otros sugieren simplemente dejar reposar la pasta sazonada durante diez minutos antes de servir. Por último, una variante bastante habitual es la pasta con sardinas “alla milanisa”, que consiste en verter 3 dl de salsa de tomate una vez que se han combinado todos los demás ingredientes en la sartén. La cocción debe continuar durante unos 30 minutos a fuego lento. Una vez escurrida, se sazona la pasta con la salsa y se espolvorea con pan rallado, se tuesta en una sartén con dos cucharadas de aceite.

Uso gastronómico –
La pasta con sardinas es un plato que aporta una buena cantidad de calorías. La energía la aportan principalmente los hidratos de carbono, pero también el aporte de lípidos (con distribución a favor de los insaturados) contribuye considerablemente. No hay mucha proteína y la fibra es escasa, al igual que el colesterol. La pasta con sardinas es un primer plato adecuado para la dieta contra las dislipidemias (aumento del colesterol plasmático, triglicéridos o ambos, o bajo nivel de colesterol HDL), pero debe ser consumida en porciones moderadas por diabéticos y personas con sobrepeso.
Por eso también se puede considerar un plato único ya que contiene todo lo necesario para una comida completa.
Sin embargo, también dependiendo de las zonas donde se prepare, se come como primer plato seguido de platos de pescado o como en algunos restaurantes típicos se acompaña de especialidades de la casa.

Guido Bissanti





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