Mappa Geografica della Repubblica Centrafricana

Mappa Geografica della Repubblica Centrafricana

La Repubblica Centrafricana è uno Stato dell’Africa Centrale con una superficie totale di 622.984 km² ed un numero di abitanti, al 2014, di 5.166.510.
La capitale della Repubblica Centrafricana è Bangui con 790.000 (2014).
Questo Paese confina a nord con il Ciad, a nord-est con il Sudan, a est con il Sudan del Sud, a sud con la Repubblica Democratica del Congo, a sud-ovest con la Repubblica del Congo e a ovest con il Camerun; è uno stato senza sbocco al mare.
È stata una colonia francese con il nome di Ubangi-Sciari (o Oubangui-Chari) ed ha assunto il nome attuale all’atto dell’indipendenza, nel 1960.
La Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri della Terra e con grande instabilità politica, con un indice di sviluppo umano tra i più bassi del pianeta.

Geografia –
La Repubblica Centrafricana ha un territorio, che si allunga in senso latitudinale per oltre 1300 km, comprende un ampio tratto dello spartiacque tra i contigui bacini del Ciad, del Congo e del Nilo. La morfologia prevalente è costituita da una serie di altipiani modellati in rocce cristalline del basamento pre-paleozoico, che si stendono a un’altitudine media di oltre 500 m e sono parzialmente ricoperti da sedimenti mesozoici. La topografia si innalza alle due estremità, con i monti Bongos (1368 m) a est che costituiscono lo spartiacque con il Nilo Bianco, mentre a ovest i monti Yadé (1420 m) fungono da spartiacque con il bacino del Ciad e del Sanaga (Camerun).
Ha un sistema idrografico, assai articolato, è diviso in due principali bacini: quello settentrionale del lago Ciad (40% della superficie del territorio) alimentato dal Chari e dal Logone, e quello meridionale del Congo (60% della superficie) alimentato dal suo più importante affluente di destra, l’Oubangui. Esso segue per un lungo tratto del percorso il confine con il Congo e costituisce la principale via di comunicazione fra il bacino del Congo e quello superiore del NIlo. Malgrado la presenza di numerose rapide è navigabile in ogni stagione.

Clima –
Il clima della Repubblica Centrafricana varia di parecchio con la latitudine: nelle regioni meridionali è di tipo tropicale con due stagioni e temperature medie annue attorno ai 24 °C, forti escursioni termiche giornaliere e piovosità che supera i 1500 mm annui durante la stagione delle piogge. Nelle regioni settentrionali il clima assume caratteri saheliani con una diminuzione della piovosità al di sotto dei 1000 mm concentrati in una breve stagione estiva.

Flora-
Il Centrafrica è uno dei paesi più ricchi del mondo quanto alla diversità biologica. Ha una grande varietà di biotopi: dalla savana arbustiva del nord-est alla foresta pluviale primaria del sud sud-ovest.
La grande minaccia di questa regione, oltre alle guerre che si sono susseguite e si susseguono, è dovuta alle concessioni di sfruttamento che l’amministrazione elargisce in modo oscuro e che spesso non rispettano nessun piano di sostenibilità forestale. La forte presenza di società asiatiche, che hanno accordi privilegiati e diretti con i ministeri competenti, aggrava la situazione.
Il sud resta ancora relativamente ricco e la foresta ancora parzialmente preservata.
Con le sue condizioni climatiche variabili corrispondono diversi tipi di vegetazione: mentre nelle regioni settentrionali prevale la savana più arida dominata da arbusti e acacie spinose, nelle zone meridionali la vegetazione si fa più fitta fino ad assumere le caratteristiche della foresta pluviale nella parte sud-occidentale del Paese.
Nel bacino nord-occidentale del fiume Congo si trova uno dei tre parchi nazionali che formano il Sangha Trinational, sito che fa parte del patrimonio dell’UNESCO. Gli altri due parchi appartengono a Camerun e Repubblica del Congo.

Fauna –
La fauna presente è la più ricca di animali selvatici di tutta l’Africa: oltre all’elefante sono diffusi il leone, il leopardo, l’antilope, la gazzella e numerose varietà di scimmie. I parchi nazionali di André-Felix, di Bamingui-Bangoran e di Saint-Floris, oltre a tre grandi riserve, contribuiscono a preservare il patrimonio naturalistico.
Di conseguenza molte sono le specie vegetali ed animali che ospita. O sarebbe meglio dire, ospitava. Infatti il nord ed il nord-est, che erano uno dei contenitori faunistici più spettacolari del mondo e che ancora oggi sulla carta ospitano terre protette per più di 80.000 km² (tanto quanto il Portogallo), sono costante oggetto di furia predatoria da parte delle popolazioni provenienti da Ciad e Sudan. Questi entrano con le greggi e a colpi di kalashnikov abbattono i grandi mammiferi presenti: giraffa (solo per la coda), elefante (per l’avorio), ippopotamo (per i denti pregiati) e tutte le grandi gazzelle per via della carne. Il rinoceronte è estinto dal 1972, insieme ad altri animali come il ghepardo. La popolazione di elefanti è decimata, così come quella del leone, di cui sono ormai pochissimi gli avvistamenti dal 2007.
Per via della guerra civile e della povertà del paese, lo Stato non esercita in questa regione nessun controllo, che è anzi nelle mani di capi locali di origine straniera che controllano gli influssi migratori stagionali dei cacciatori. L’Unione europea tenta da diversi anni di affiancare il paese nella salvaguardia della propria natura tramite i progetti ECOFAC, ma gli effetti sono minimi, senza nessuna partecipazione da parte dei governi che si succedono. Le ultime amministrazioni hanno anzi contraddetto leggi precedenti e tuttora in vigore, secondo cui non è possibile cercare diamanti nelle aree protette, e ha elargito concessioni di sfruttamento che hanno contribuito alla devastazione già presente.
Importanti popolazioni di elefanti di foresta, di bongo e di grandi primati sono ancora presenti e i gorilla di pianura sono osservabili in un piccolo paradiso ambientale che è Dzanga Sangha, vicino a Bayanga. Qui è stato portato avanti dalla biologa italiana Chloé Cipolletta un programma di adattamento ambientale, grazie al quale una famiglia di gorilla può essere raggiunta con due ore di cammino dalla base. Nella stessa zona si trova, anch’essa da molti anni, la biologa americana Andrea Turkalo, che studia le interazioni sociali e ambientali degli elefanti nei pressi della salina Dzanga Bai.

Guido Bissanti

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