Piano COVID

Piano COVID

Circular Objective Vector Important Development

Ci sono momenti nella storia in cui il tempo e gli eventi assumono velocità, ritmi ed andamenti diversi.
Questo è un tempo, prendendo a prestito il significato cosmologico, di Inflazione.
Un’accelerazione rapida della Storia, legata certamente agli effetti della pandemia da Coronavirus COVID-19, ma legata indissolubilmente ad un sistema socioeconomico fortemente indebolito da parecchi decenni di politiche liberiste.
La fragilità di queste politiche si è manifestata in tutta la loro dimensione nel momento in cui i sistemi sociali e produttivi, tutt’altro che resilienti, sono stati messi di fronte all’incredibile limite di una globalizzazione pensata per i grandi mercati ed i conseguenti scambi commerciali.
Una fragilità in cui le distanze tra i luoghi di produzione e di consumo, i modelli produttivi tutt’altro che sostenibili, i sistemi sociali tutt’altro che umani, si sono manifestati in tutta la loro nudità ed illogicità.
Al di la però dell’immane tragedia umana che, necessariamente, deve far ripensare moltissimi sistemi sanitari di interi Paesi, anche quelli definiti “Evoluti” è tempo di riflessione ma tempo di riflessione costruttiva.
Dice un antico detto: inutile piangere sul latte versato; è inutile disperarsi e lamentarsi dopo aver commesso degli errori che non si possono annullare e riparare, è inutile rimuginare su cose che sono oramai accadute, tormentandosi quando praticamente è troppo tardi.
Bisogna pensare alla ricostruzione ma non ad una ricostruzione con le stesse categorie di pensiero e con gli stessi modelli di “sviluppo” e qui bisogna prendere a prestito un’altra massima. Questa volta ci viene in soccorso il grande A. Einstein, con la sua frase: “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo.”
Chiarito quel che deve essere l’atteggiamento e lo spirito che ci deve proiettare verso questa ricostruzione mi ricollego all’acronimo del sottotiolo di questo contributo.
Circular Objective Vector Important Development
Circular, come Economia Circolare;
Objective, nel senso del suo significato originario latino; infatti il termine è una parola derivante dal latino dalla fusione dei due termini ob iactum: quindi, Lanciato in avanti;
Vector, come vettore, mezzo, sistema per raggiungere qualcosa;
Important, come fattore di grande rilievo, che è opportuno o necessario tenere in debita considerazione;
Development, termine che significa sviluppo ma maldestramente utilizzato nel liberismo capitalistico e disancorato quasi sempre dalla rinnovabilità delle risorse per raggiungerlo.
Ho usato un acronimo, tanto caro alle politiche europee per rimarcare che senza Europa non si va da nessuna parte ma anche che con questa Europa e con questo sistema occidentale, fondato solo sulle regole del liberismo senza regole, fuori dalle sincronie umane ed ecologiche, non c’è molta storia, anche in termini di proiezione temporale.
Ma un acaronimo senza sostanza può divenire un acronimo vuoto, come spesso è successo per molti regolamenti e direttive europee se a questo non diamo sostanza ed operatività.
La sostanza si chiama “Aiuto Eccezionale”, inutile prenderci in giro. Se volgiamo ricostruire questo pianeta martoriato e questa Europa martoriata è necessario un intervento unico nella Storia di tutte le Economie: un gettito finanziario ed un sistema fiscale mai pensati in questa forma e con queste dimensioni fino ad oggi.
Qui però passa la Storia; non possiamo permetterci aiuti senza che questi siano mirati ad una fase 2 (visto che la fase 1 doveva e deve essere necessariamente una fase di sostegno quasi ad occhi chiusi) di ricostruzione.
Significa che il gettito finanziario e le agevolazioni fiscali, che dovranno essere fatte rompendo assolutamente il Patto di Stabilità ed il criterio degli Aiuti di Stato, devono andare assolutamente verso l’implementazione, nel giro di un biennio, di un sistema di Economia Circolare.
Questo significa attuare una serie di aiuti solo a cittadini, artigiani, imprese e strutture pubbliche che riconvertano i loro modelli produttivi e di servizio, passando dai sistemi fondati su Economia Lineare a quelli su Economie Circolari.
Facciamo comunque degli Esempi Concreti.

1. Il primo Obiettivo dovrà essere quello di riequilibrare i nostri sistemi ecologici, sia quelli naturali (boschi, aree naturalistiche, riserve, ecc.) che quelli agricoli e zootecnici con un grande programma di investimenti (di cui si dovrà fare interprete anche il prossimo PSR) che mettano al centro la ricreazione degli habitat, l’incremento delle superfici boschivi, anche a fini produttivi, la riconversione e la creazione di aziende agroecologiche, coinvolgendo anche tutti quei terreni oggi non coltivati e vietando l’uso dei pesticidi e dei prodotti di sintesi in queste aziende e dettando nuove regole di arretramento dai confini alle aziende che ne facciano uso. Oggi è il momento per combattere e rallentare la desertificazione e la frammentazione degli habitat che sono uno dei tanti fattori di diffusione di pandemie e povertà sociali.
2. A questo obiettivo va affiancato quello di un’agevolazione al consumo o utilizzo della materia prima a corto raggio. Non è più possibile bruciare carburanti fossili e comunque banalizzare anche produzioni virtuose (come il Biologico) se dobbiamo spostare queste merci per migliaia di Km, immettendo gas ad effetto serra nell’atmosfera.
3. Sempre in termini di Economia Circolare vanno raggiunti in questi due anni l’eliminazione totale della produzione e dell’suo delle plastiche (che hanno in certi casi del paradosso, quando per es. produciamo in biologico ma confezioniamo con plastiche) e l’autonomia massima delle piccole utenze elettriche per autoconsumo (privati cittadini, aziende agricole, artigiani, industrie, uffici pubblici, ecc.). a questo va aggiunta una riconversione verso la produzione di materie prime rinnovabili e di processi legati alle rinnovabili (legno, piante farmaceutiche, piante tintorie, biomasse per uso energetico aziendale, ecc.).
4. Smart working, Sistemi di trasporto e Modelli per il ricongiungimento familiare. Si tratta di tre settori strategici non solo per l’economicità di un Sistema economico, che per poter funzionare deve far leva sull’uso di carburanti, tempi di percorrenza, lontananze familiari, ma anche per alleggerire un Sistema Sociale sempre più pressato e, per questo, meno efficiente e meno accline a nuove prospettive sociali e di lavoro.
5. Scuola dell’obbligo, Scuole medie ed Università. Impensabile continuare in questa direzione. Un Paese che vuole dotarsi di un’alta Democrazia deve porre al centro un sistema scolastico di alta efficienza e non col modello implementato dall’Unione Europea, dove il parametro della mortalità studentesca e delle opportunità lavorative (attuate col vecchio modello liberista), messo in atto all’indomani della Dichiarazione della Sorbona, del 25 Maggio 1998, ha innescato, in molti casi, processi talmente negativi da produrre effetti sul settore devastanti.
6. Ricerca. Annoso problema in cui la Ricerca Pubblica, l’unica di appartenenza della Comunità,  langue in sistemi di finanziamento patetici e modelli di ricerca ancora fondati sui sistemi newtoniani (non sistemici e di semplice causa ed effetto) ed ancora distanti dalle innovazioni epistemologiche legate alla meccanica quantistica e dei sistemi complessi.
7. Sanità. Forse oggi c’è poco da aggiungere ad un sistema di cui l’Italia non è forse l’ultima ed in cui la confusione, voluta da tanti uomini senza scrupoli, di cui tanti politici del passato, tra Sistema Pubblico e Sistema Privato va definitivamente eliminata. Non c’è dubbio che emergenze come quelle del COVID-19 e di altre che si presenteranno, purtroppo, nei prossimi anni, non possono essere affrontate con questo sistema, già appesantito degli effetti di Stili di Vita e di alimentazione, avvelenati, adulterati e poco Umani. È necessaria una netta distinzione tra ciò che è di competenza della Sanità Pubblica e cosa possa essere delegato a quella privata. Senza questa distinzione il dibattito politico andrà solo sul vecchio modello liberista (efficienza della spesa quando in gioco c’è la vita umana).
8. In ultimo la Burocrazia. Una macchina che già nel suo libro Entropia, del 1980, Jeremy Rifkin aveva definito prossima al collasso ed auto digerente. Il carico che è stato posto a carico dei cittadini, anche con l’innumerevole mole di autocertificazioni, dichiarazioni, documentazioni, ecc. ha spesso una sola matrice. L’incapacità di oltre 50 anni della Politica di identificare nei Poteri Esecutivi ed in quello Giudiziario i veri sistemi di reale democrazia, oggi quasi esclusivamente demandati ad un Potere Legislativo che da solo, ha invece complicato e rese complesse le cose di tutti i giorni. Qui ci vogliono investimenti ma soprattutto uscire dalla demagogia politica che attorno all’appesantimento del carico amministrativo, legato anche alle questioni sulle mafie e sulle delinquenze, ne ha fatto oggetto di carriera politica per qualcuno e disgusto a stare in un sistema democratico e di regole per molti cittadini. Anche su questo si ricostruisce un Paese a prova di COVID e di Pandemie.
Ovviamente le questioni, poste in questo contributo, sono degli spunti su cui costruire proiezioni di grande respiro. Ma se poniamo la dialettica sullo scontro e non sulle proposte allora la lezione pandemica non ci ha insegnato nulla. Vale, a tal proposito, la pena di citare le parole del Pontefice “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”.

Guido Bissanti

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