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Cardamomo

Il Cardamomo è una spezia ricavata dall’Elettaria (Elettaria cardamomum (L.) Maton) ma anche da altre piante appartenenti alla famiglia delle Zingiberaceae.

Origini e Storia –
Il cardamomo è una spezia di antichissimo utilizzo tanto che era già conosciuto in Europa fin dai tempi dei Greci e dei Romani, che lo utilizzavano per produrre profumi, ed è attualmente nota come la terza spezia più cara al mondo dopo zafferano e vaniglia.
Gli Indiani usavano il cardamomo in cucina già nel III millennio a.C. I Greci lo scoprirono solo nel IV sec. a.C. importandolo a caro prezzo dai paesi d’origine. Per tramite loro questa spezia arrivò a Roma, dove gli amanti della buona tavola e dei lauti banchetti la adottarono senza esitazione anche per le sue proprietà digestive.
Nelle antiche medicine tradizionali arabe e indiane si consigliava di masticarne i semi per purificare l’alito, di utilizzarlo in cucina per facilitare la digestione dei cibi grassi e dei latticini, di farlo bollire nelle bevande calde durante la stagione invernale per curare le affezioni respiratorie.
In Occidente le qualità afrodisiache del cardamomo vennero decantata nell’Ottocento, tanto che alla fine di quel secolo la spezia fu inclusa fra i migliori eccitanti sessuali, ottenendo così definitiva fama in tal senso. Secondo la tradizione popolare si credeva che i semi di cardamomo aiutassero a conquistare il cuore della persona desiderata se aggiunti in una pietanza o bevanda a lei destinata.

Descrizione –
I semini aromatici contenuti dai bacelli verdi di cardamomo, figurano, insieme allo zafferano ed alla vaniglia, tra le spezie più care e preziose al mondo.
La pianta di Elettaria cardamomum, dalla quale si colgono i semi è un arbusto dalle lunghe foglie che può raggiungere l’altezza di due metri, originaria delle foreste pluviali del Kerala e Sri Lanka, nel sud del subcontinente indiano, ma oggi coltivata con successo in Guatemala.
Il frutto si presenta come una capsula contenente tanti piccoli semi di colore marrone-nero. I semi sono utilizzati come spezie, ma poiché perdono molto rapidamente il proprio aroma, comunemente viene conservata e commercializzata l’intera capsula, generalmente essiccata.
Il cardamomo comunque si ricava da due generi della famiglia delle Zingiberaceae; entrambi hanno specie a diffusione locale, dalle quali si ricavano prodotti di qualità diversa:
Delle tre principali varietà che si utilizzano in cucina: la verde è sicuramente la più pregiata, per il suo aroma intenso e balsamico, a metà strada tra l’eucalipto e la canfora; quella bruno-marrone dai sentori di legno affumicato, e la bianca decisamente più tenue e delicata, sono molto meno apprezzate e adoperate dai cuochi.
I tipi di cardamomo, con la loro distribuzione sono i seguenti:
– Elettaria cardamomum, pianta distribuita fra l’Iran, l’India e la Malaysia. Da essa si ricava il cardamomo verde o vero cardamomo;
– Elettaria repens, cresce nella zona dello Sri Lanka e la spezie che si ricava da essa è detta cardamomo di Ceylon;
– Amomum subulatum, conosciuto come cardamomo nero o anche come cardamomo nepalese. È il più comune da trovare perché è il più coltivato; il maggiore produttore mondiale di cardamomo nero è infatti il Nepal (6.647 tonnellate nel 2006). La sua coltivazione è molto diffusa anche nel Sikkim. La grande produzione, e la maggiore disponibilità sui mercati, ne limita il prezzo a un livello accessibile.
– Amomum costatum, diffuso in Cina e Vietnam e particolarmente presente nella cucina di questi paesi;
– Amomum compactum, diffuso in Thailandia e Birmania e noto come cardamomo del Siam.
Tra gli altri tipi di cardamomo si ricordano quelli ottenuti da piante del Genere Amomum, come il cardamomo marrone, Kravan, cardamomo di Giava, cardamomo del Bengala, cardamomo bianco o il cardamomo rosso.

Principi attivi –
Come detto la spezia del cardamomo si ottiene dai frutti della pianta, piccoli baccelli ovali di colore verde pallido e lunghi circa 1 cm che contengono al loro interno dei piccoli semini neri. Sono proprio questi semi ad avere un elevato potere aromatico e ad essere utilizzati, una volta essiccati.
Il cardamomo contiene numerose vitamine (A, B1, B2, B3, B6, C) e numerosi sali minerali, quali manganese, calcio, potassio, zinco, ferro, fosforo, magnesio e rame. Inoltre è composto da: 8% di acqua, 28% di fibre, 6,5% di grassi ed 11% di proteine e carboidrati.
Tuttavia la sua componente principale è costituita da un olio essenziale che contiene diverse sostanze tra cui limonene, nerolo e geraniolo, che conferisce al cardamomo le sue proprietà benefiche.

Proprietà ed Usi –
Oggi il cardamomo è una delle spezie più importanti delle cucine arabe, dal Medio Oriente ai dei paesi del Golfo, del subcontinente Indiano, ma anche della pasticceria scandinava e dell’Europa centrale. Viene infatti ampiamente utilizzato per aromatizzare i piatti unici di riso, carne e yogurt della tradizione beduina (mansaf) e moghul del nord dell’India (biriani), aggiunto intero o tritato con numerose altre spezie delle miscele di baharat, curry o masala.
In campo terapeutico il cardamomo ha un’azione benefica su diversi organi e apparati del corpo umano.
È importante a livello di:
– apparato digerente; non solo perché aiuta la digestione, ma poiché presenta proprietà benefiche in caso di mal di stomaco e problemi intestinali, quali colon irritabile, diarrea e anche emorroidi. Di particolare spicco è la sua capacità di alleviare il gonfiore addominale, attenuando significativamente i sintomi di flatulenza e meteorismo;
– per il cavo orale; in quanto il cardamomo ha proprietà utili in caso di mal di gola e tosse, è un vero toccasana contro il raffreddore, dato che è in grado di liberare molto rapidamente le vie respiratorie occluse dal muco, combattendo al tempo stesso la stanchezza e la spossatezza tipiche degli stati influenzali. Dato il suo aroma, il cardamomo è inoltre in grado di combattere efficacemente l’alitosi e rinfrescare la bocca, contribuendo a mantenere pulito l’intero cavo orale. Si rivela inoltre un rimedio naturale nel trattamento del mal di denti e delle infiammazioni gengivali per cui è utile utilizzarlo come infuso, così come per il trattamento delle affezioni delle vie respiratorie.
– per i disturbi del sistema urinario;
– per bruciare i grassi, in quanto accelera il metabolismo;
– per migliorare la funzionalità cardiovascolare e la circolazione grazie alle sue proprietà antinfiammatorie;
– per abbassare la pressione sanguigna, per cui risulta utile in caso di ipertensione.
Nel suo utilizzo alimentare, il sapore del cardamomo, si adatta perfettamente per insaporire i dolci di frutta secca e farine integrali (pain d’epices), ma anche le macedonie tropicali, le gelatine, i gelati, le creme e i dolci al cucchiaio, di latte e frutta secca. Particolarmente adatto anche per decotti e infusi, dal caffè arabo al tè nero nei paesi del Corno d’Africa o tagliato al latte nella ricetta indiana del chai, ma anche nel glogg, il vino caldo speziato servito nei paesi nordici e nelle birre belghe trappiste.
In particolare è molto utilizzato come aroma nella preparazione del caffè alla turca, del caffè arabo e del tè iraniano. Nella cucina mediorientale, cucina iraniana, turca e indiana è utilizzato per insaporire dolci e nelle miscele di spezie. Trova un suo utilizzo anche nella cucina dei paesi nordici (per esempio in Svezia e Finlandia). Il cardamomo verde ha un gusto intenso e fortemente aromatico dal quale si differenzia il cardamomo nero che è più astringente, leggermente amaro e con un sentore di menta. Basta un piccolo baccello per insaporire un piatto. In India, i semi neri del cardamomo sono spesso un componente importante del garam masala e per insaporire il riso oppure vengono mischiati a foglie di betel e frutti di areca per formare un bolo detto appunto betel che rinfresca l’alito e favorisce la digestione. In Cina sono utilizzati per aromatizzare piatti di carne arrostita e nel Vietnam sono usati come ingrediente nel brodo per la minestra di tagliatelle detta Phở. Nella cucina etiope ed eritrea sono utilizzati nella preparazione dell’Himbasha, un pane celebrativo. Nonostante il sapore sia abbastanza diverso, spesso il cardamomo nero è usato come sostituto del cardamomo verde perché è molto più economico.

Preparazioni –
Per l’utilizzo in cucina si ricorda che il potere aromatico della spezia, contenuto nei semini scuri protetti dal guscio, è molto volatile e si disperde rapidamente nell’ambiente a contatto con l’aria; per questo motivo conviene usare il cardamomo quando i semini sono ancora protetti dal guscio e tritarlo solo al momento della preparazione della ricetta. Il cardamomo va acquistato quando la sua scorza è di un bel colore verde brillante, segno di freschezza e buona conservazione, evitando i baccelli che hanno una colorazione che vira sul beige, sicuramente più stagionati o mal conservati.
In commercio il cardamomo si trova sia in polvere, sia in frutti verdi, che non sono altro che i baccelli essiccati della pianta contenenti al loro interno i semini neri dal potere benefico.
I baccelli vanno rotti per estrarre i semi, che vanno a loro volta macinati e tostati per ottenere la spezia in polvere, oppure usati come tali per la preparazione di infusi e tisane.
Il cardamomo può essere utilizzato in molte ricette e modi diversi:
– aggiunto all’impasto dei dolci per aromatizzare torte e creme;
– aggiunto a primi e secondi piatti, per ravvivarli e insaporirli, grazie al suo odore forte e speziato e all’aroma leggermente piccante e fruttato;
– utilizzato in molti mix di spezie, in primis il curry, ma anche il garam masala, tipico della cucina indiana e pakistana e nel berberé;
– per insaporire liquori (come il glogg, versione svedese del vin brulè) e bevande, prima tra tutte il caffè. “A riguardo – racconta la dottoressa – è ormai famoso il caffè arabo o gahwa, che si prepara aggiungendo 2 o 3 semi di cardamomo nella polvere di caffè, ma in alcuni casi la percentuale di cardamomo può essere addirittura superiore a quella del caffè”;
– per preparare infusi e tisane.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Cardamom

Cardamom is a spice obtained from the Electaria (Elettaria cardamomum (L.) Maton) but also from some plants belonging to the Zingiberaceae family.

Origins and History –
Cardamom is a spice of very ancient use so much that it was already known in Europe since the times of the Greeks and Romans, who used it to produce perfumes, and is currently known as the third most expensive spice in the world after saffron and vanilla.
The Indians used cardamom in the kitchen as early as the third millennium BC. The Greeks discovered it only in the fourth century. B.C. importing it at a high price from the countries of origin. Through them this spice arrived in Rome, where lovers of good food and lavish banquets adopted it without hesitation also for its digestive properties.
In ancient traditional Arab and Indian medicines it was recommended to chew the seeds to purify the breath, to use it in the kitchen to facilitate the digestion of fatty foods and dairy products, to boil it in hot drinks during the winter season to treat respiratory diseases.
In the West the aphrodisiac qualities of cardamom were praised in the nineteenth century, so much so that at the end of that century the spice was included among the best sexual arousals, thus obtaining a definitive reputation in this sense. According to popular tradition, cardamom seeds were believed to help win the heart of the desired person if added to a dish or drink intended for them.

Description –
The aromatic seeds contained by the green cardamom pods are, together with saffron and vanilla, among the most expensive and precious spices in the world.
The Elettaria cardamomum plant, from which the seeds are harvested, is a long-leaved shrub that can reach a height of two meters, native to the rainforests of Kerala and Sri Lanka, in the south of the Indian subcontinent, but today successfully cultivated in Guatemala.
The fruit looks like a capsule containing many small brown-black seeds. The seeds are used as spices, but since they lose their aroma very quickly, the entire capsule, generally dried, is commonly stored and marketed.
Cardamom, however, is obtained from two genera of the Zingiberaceae family; both have species with local diffusion, from which products of different quality are obtained:
Of the three main varieties that are used in the kitchen: green is certainly the most prized, for its intense and balsamic aroma, halfway between eucalyptus and camphor; the brown-brown one with hints of smoked wood, and the decidedly lighter and more delicate white one, are much less appreciated and used by cooks.
The types of cardamom, with their distribution are as follows:
– Elettaria cardamomum, plant distributed between Iran, India and Malaysia. From it the green cardamom or real cardamom is obtained;
– Elettaria repens, grows in the area of ​​Sri Lanka and the spices obtained from it are called Ceylon cardamom;
– Amomum subulatum, known as black cardamom or also as Nepalese cardamom. It is the most common to find because it is the most cultivated; in fact, the world’s largest producer of black cardamom is Nepal (6,647 tons in 2006). Its cultivation is also widespread in Sikkim. The large production, and the greater availability on the markets, limits the price to an accessible level.
– Amomum costatum, widespread in China and Vietnam and particularly present in the cuisine of these countries;
– Amomum compactum, widespread in Thailand and Burma and known as Siam cardamom.
Other types of cardamom include those obtained from plants of the genus Amomum, such as brown cardamom, Kravan, Java cardamom, Bengal cardamom, white cardamom or red cardamom.

Active principles –
As said the cardamom spice is obtained from the fruits of the plant, small oval pods of pale green color and about 1 cm long which contain small black seeds inside them. It is precisely these seeds that have a high aromatic power and to be used once dried.
Cardamom contains numerous vitamins (A, B1, B2, B3, B6, C) and numerous mineral salts, such as manganese, calcium, potassium, zinc, iron, phosphorus, magnesium and copper. It is also composed of: 8% water, 28% fiber, 6.5% fat and 11% protein and carbohydrates.
However its main component consists of an essential oil that contains several substances including limonene, nerol and geraniol, which gives cardamom its beneficial properties.

Properties and Uses –
Today cardamom is one of the most important spices in Arab cuisines, from the Middle East to the Gulf countries, the Indian subcontinent, but also to Scandinavian and Central European patisserie. It is in fact widely used to flavor the unique rice, meat and yoghurt dishes of the Bedouin tradition (mansaf) and moghul from northern India (biriani), added whole or chopped with numerous other spices from the blends of baharat, curry or masala.
In the therapeutic field, cardamom has a beneficial action on different organs and systems of the human body.
It is important at:
– digestive system; not only because it helps digestion, but because it has beneficial properties in case of stomach pain and intestinal problems, such as irritable bowel, diarrhea and even hemorrhoids. Of particular note is its ability to relieve abdominal swelling, significantly alleviating the symptoms of flatulence and bloating;
– for the oral cavity; as cardamom has useful properties in case of sore throat and cough, it is a real cure-all for colds, since it is able to free very quickly the respiratory tract occluded by mucus, while fighting the typical tiredness and exhaustion of the flu states. Given its aroma, cardamom is also able to effectively fight bad breath and refresh the mouth, helping to keep the entire oral cavity clean. It also reveals a natural remedy in the treatment of toothache and gum inflammation so it is useful to use it as an infusion, as well as for the treatment of diseases of the respiratory tract.
– for disorders of the urinary system;
– to burn fat, as it speeds up the metabolism;
– to improve cardiovascular function and circulation thanks to its anti-inflammatory properties;
– to lower blood pressure, so it is useful in case of hypertension.
In its food use, the flavor of cardamom is perfectly suited to flavor the desserts of dried fruit and wholemeal flour (pain d’epices), but also tropical fruit salads, jellies, ice creams, creams and spoon desserts, of milk and dried fruit. Particularly suitable also for decoctions and infusions, from Arab coffee to black tea in the countries of the Horn of Africa or cut into milk in the Indian chai recipe, but also in the glogg, the hot spiced wine served in the Nordic countries and in Belgian Trappist beers.
In particular, it is widely used as an aroma in the preparation of Turkish coffee, Arabic coffee and Iranian tea. In Middle Eastern cuisine, Iranian, Turkish and Indian cuisine is used to flavor sweets and spice blends. It is also used in the cuisine of the Nordic countries (for example in Sweden and Finland). Green cardamom has an intense and strongly aromatic taste from which black cardamom differs which is more astringent, slightly bitter and with a hint of mint. A small pod is enough to flavor a dish. In India, black cardamom seeds are often an important component of garam masala and to flavor rice or are mixed with betel leaves and areca fruits to form a bolus called betel that refreshes the breath and promotes digestion. In China they are used to flavor roasted meat dishes and in Vietnam they are used as an ingredient in the broth for noodle soup called Phở. In Ethiopian and Eritrean cuisine they are used in the preparation of Himbasha, a celebratory bread. Although the taste is quite different, black cardamom is often used as a substitute for green cardamom because it is much cheaper.

Preparations –
For use in the kitchen, remember that the aromatic power of the spice, contained in the dark seeds protected by the shell, is very volatile and rapidly disperses in the environment in contact with the air; for this reason it is better to use cardamom when the seeds are still protected by the shell and chop it only when the recipe is prepared. Cardamom must be purchased when its rind is a beautiful bright green color, a sign of freshness and good conservation, avoiding the pods that have a color that turns to beige, certainly more seasoned or poorly preserved.
On the market cardamom is found both in powder and in green fruits, which are nothing but the dried pods of the plant containing inside them the black seeds with beneficial power.
The pods are broken to extract the seeds, which in turn are ground and toasted to obtain the spice powder, or used as such for the preparation of infusions and herbal teas.
Cardamom can be used in many different recipes and ways:
– added to the dough for desserts to flavor cakes and creams;
– added to first and second courses, to revive and flavor them, thanks to its strong and spicy smell and slightly spicy and fruity aroma;
– used in many spice mixes, first of all curry, but also garam masala, typical of Indian and Pakistani cuisine and in berberé;
– to flavor liqueurs (such as the glogg, Swedish version of mulled wine) and drinks, first of all coffee. “In this regard – says the doctor – Arab or gahwa coffee is now famous, which is prepared by adding 2 or 3 cardamom seeds in the coffee powder, but in some cases the percentage of cardamom may be even higher than that of coffee”;
– to prepare infusions and herbal teas.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





[:es]

Cardamomo

El cardamomo es una especia obtenida de la Electaria (Elettaria cardamomum (L.) Maton) pero también de algunas plantas pertenecientes a la familia Zingiberaceae.

Orígenes e historia –
El cardamomo es una especia de uso antiguo tanto que ya se conocía en Europa desde los tiempos de los griegos y romanos, que lo usaban para producir perfumes, y actualmente se la conoce como la tercera especia más cara del mundo después del azafrán y la vainilla.
Los indios usaban cardamomo en la cocina ya en el tercer milenio antes de Cristo. Los griegos lo descubrieron solo en el siglo IV. Antes de Cristo importándolo a un alto precio desde los países de origen. A través de ellos, esta especia llegó a Roma, donde los amantes de la buena comida y los lujosos banquetes la adoptaron sin dudarlo también por sus propiedades digestivas.
En las antiguas medicinas árabes e indias tradicionales se recomendaba masticar las semillas para purificar el aliento, usarlo en la cocina para facilitar la digestión de alimentos grasos y productos lácteos, hervirlo en bebidas calientes durante la temporada de invierno para tratar enfermedades respiratorias.
En Occidente, las cualidades afrodisíacas del cardamomo fueron elogiadas en el siglo XIX, tanto que a fines de ese siglo la especia se incluyó entre las mejores excitaciones sexuales, obteniendo así la fama definitiva en este sentido. Según la tradición popular, se creía que las semillas de cardamomo ayudaban a ganar el corazón de la persona deseada si se agregaban a un plato o bebida destinada a ellas.

Descripción –
Las semillas aromáticas contenidas en las vainas de cardamomo verde se encuentran, junto con el azafrán y la vainilla, entre las especias más caras y preciosas del mundo.
La planta Elettaria cardamomum, de la cual se cosechan las semillas, es un arbusto con hojas largas que puede alcanzar una altura de dos metros, nativa de las selvas tropicales de Kerala y Sri Lanka, en el sur del subcontinente indio, pero hoy se cultiva con éxito en Guatemala.
La fruta se parece a una cápsula que contiene muchas semillas pequeñas de color marrón-negro. Las semillas se usan como especias, pero como pierden su aroma muy rápidamente, la cápsula entera, generalmente seca, se almacena y comercializa comúnmente.
El cardamomo, sin embargo, se obtiene de dos géneros de la familia Zingiberaceae; ambos tienen especies con difusión local, de las cuales se obtienen productos de diferente calidad:
De las tres variedades principales que se utilizan en la cocina: el verde es sin duda el más preciado, por su aroma intenso y balsámico, a medio camino entre el eucalipto y el alcanfor; el marrón-marrón con toques de madera ahumada, y el blanco decididamente más claro y delicado, son mucho menos apreciados y utilizados por los cocineros.
Los tipos de cardamomo, con su distribución son los siguientes:
– Elettaria cardamomum, planta distribuida entre Irán, India y Malasia. De ella se obtiene el cardamomo verde o el cardamomo real;
– Elettaria repens, crece en el área de Sri Lanka y las especias que se obtienen de ella se llaman cardamomo de Ceilán;
– Amomum subulatum, conocido como cardamomo negro o también como cardamomo nepalés. Es el más común de encontrar porque es el más cultivado; De hecho, el mayor productor mundial de cardamomo negro es Nepal (6.647 toneladas en 2006). Su cultivo también está muy extendido en Sikkim. La gran producción y la mayor disponibilidad en los mercados limitan el precio a un nivel accesible.
– Amomum costatum, generalizado en China y Vietnam y particularmente presente en la cocina de estos países;
– Amomum compactum, muy extendido en Tailandia y Birmania y conocido como Siam cardamom.
Otros tipos de cardamomo incluyen los obtenidos de plantas del género Amomum, como el cardamomo marrón, Kravan, cardamomo de Java, cardamomo de Bengala, cardamomo blanco o cardamomo rojo.

Ingredientes activos –
Como se dijo, la especia de cardamomo se obtiene de los frutos de la planta, pequeñas vainas ovales de color verde pálido y de aproximadamente 1 cm de largo que contienen pequeñas semillas negras en su interior. Son precisamente estas semillas las que tienen un alto poder aromático y se usan una vez secas.
El cardamomo contiene numerosas vitaminas (A, B1, B2, B3, B6, C) y numerosas sales minerales, como manganeso, calcio, potasio, zinc, hierro, fósforo, magnesio y cobre. También se compone de: 8% de agua, 28% de fibra, 6.5% de grasa y 11% de proteínas y carbohidratos.
Sin embargo, su componente principal consiste en un aceite esencial que contiene varias sustancias que incluyen limoneno, nerol y geraniol, lo que le da al cardamomo sus propiedades beneficiosas.

Propiedades y Usos –
Hoy el cardamomo es una de las especias más importantes en la cocina árabe, desde el Medio Oriente hasta los países del Golfo, el subcontinente indio, pero también en la pastelería escandinava y centroeuropea. De hecho, se usa ampliamente para dar sabor a los platos únicos de arroz, carne y yogur de la tradición beduina (mansaf) y moghul del norte de la India (biriani), agregados enteros o picados con muchas otras especias de las mezclas de baharat, curry o masala.
En el campo terapéutico, el cardamomo tiene una acción beneficiosa en diferentes órganos y sistemas del cuerpo humano.
Es importante en:
– sistema digestivo; no solo porque ayuda a la digestión, sino porque tiene propiedades beneficiosas en caso de dolor de estómago y problemas intestinales, como colon irritable, diarrea e incluso hemorroides. De particular interés es su capacidad para aliviar la hinchazón abdominal, aliviando significativamente los síntomas de flatulencia e hinchazón;
– para la cavidad oral; Como el cardamomo tiene propiedades útiles en caso de dolor de garganta y tos, es una verdadera cura para los resfriados, ya que es capaz de liberar rápidamente el tracto respiratorio ocluido por el moco, al tiempo que combate el cansancio y el agotamiento típicos. de los estados gripales. Dado su aroma, el cardamomo también puede combatir eficazmente el mal aliento y refrescar la boca, ayudando a mantener limpia toda la cavidad oral. También revela un remedio natural en el tratamiento del dolor de muelas y la inflamación de las encías, por lo que es útil usarlo como infusión, así como para el tratamiento de enfermedades del tracto respiratorio.
– para trastornos del sistema urinario;
– para quemar grasa, ya que acelera el metabolismo;
– para mejorar la función cardiovascular y la circulación gracias a sus propiedades antiinflamatorias;
– para bajar la presión arterial, por lo que es útil en caso de hipertensión.
En su uso alimentario, el sabor del cardamomo se adapta perfectamente a los postres de frutas secas y harina integral (dolor d’epices), pero también a ensaladas de frutas tropicales, jaleas, helados, cremas y postres de cuchara, de leche y frutos secos. Particularmente adecuado también para decocciones e infusiones, desde café árabe hasta té negro en los países del Cuerno de África o cortado en leche en la receta chai india, pero también en el glogg, el vino especiado caliente que se sirve en los países nórdicos y en las cervezas trapenses belgas.
En particular, se usa ampliamente como aroma en la preparación de café turco, café árabe y té iraní. En la cocina del Medio Oriente, la cocina iraní, turca e india se usa para dar sabor a dulces y mezclas de especias. También se usa en la cocina de los países nórdicos (por ejemplo, en Suecia y Finlandia). El cardamomo verde tiene un sabor intenso y fuertemente aromático del que difiere el cardamomo negro, que es más astringente, ligeramente amargo y con un toque de menta. Una vaina pequeña es suficiente para darle sabor a un plato. En la India, las semillas de cardamomo negro son a menudo un componente importante del garam masala y para dar sabor al arroz o se mezclan con hojas de betel y frutas de areca para formar un bolo llamado betel que refresca el aliento y promueve la digestión. En China se usan para condimentar platos de carne asada y en Vietnam se usan como ingrediente en el caldo para la sopa de fideos llamada Phở. En la cocina etíope y eritrea se usan en la preparación de Himbasha, un pan de celebración. Aunque el sabor es bastante diferente, el cardamomo negro se usa a menudo como un sustituto del cardamomo verde porque es mucho más barato.

Preparaciones –
Para usar en la cocina, recuerde que el poder aromático de la especia, contenida en las semillas oscuras protegidas por la cáscara, es muy volátil y se dispersa rápidamente en el ambiente en contacto con el aire; Por esta razón, es mejor usar cardamomo cuando las semillas todavía están protegidas por la cáscara y picarlo solo al preparar la receta. El cardamomo debe comprarse cuando su corteza es de un hermoso color verde brillante, un signo de frescura y buena conservación, evitando las vainas que tienen un color que se vuelve beige, ciertamente más sazonado o mal conservado.
En el mercado, el cardamomo se encuentra tanto en polvo como en frutas verdes, que no son más que las vainas secas de la planta que contienen en su interior las semillas negras con un poder beneficioso.
Las vainas se rompen para extraer las semillas, que a su vez se muelen y tuestan para obtener el polvo de especias, o se usan como tales para la preparación de infusiones y tés de hierbas.
El cardamomo se puede usar de muchas maneras y recetas diferentes:
– añadido a la masa para postres para dar sabor a pasteles y cremas;
– agregado a los primeros y segundos platos, para revivirlos y darles sabor, gracias a su olor fuerte y picante y a su aroma ligeramente picante y afrutado;
– utilizado en muchas mezclas de especias, en primer lugar el curry, pero también el garam masala, típico de la cocina india y pakistaní y en berberé;
– para aromatizar licores (como el glogg, versión sueca del vino caliente) y bebidas, en primer lugar café. “En este sentido, dice el médico, el café árabe o gahwa ahora es famoso, que se prepara agregando 2 o 3 semillas de cardamomo en el café en polvo, pero en algunos casos el porcentaje de cardamomo puede ser incluso mayor que el del café”;
– para preparar infusiones y tisanas.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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