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Castanea sativa

Il castagno europeo o più comunemente castagno (Castanea sativa Mill., 1768) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fagaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fagales, Famiglia Fagaceae e quindi al Genere Castanea ed alla Specie C. sativa.

Etimologia –
Il termine Castanea deriva dal nome latino del castagno, probabilmente derivato da Kastanáia villaggio della Tessaglia famoso per le sue piante. L’epiteto specifico sativa proviene da satum (che è il participio passato di sero seminare, piantare) seminato, piantato: che si semina o pianta, coltivato, domestico.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Castanea sativa è una specie arborea originaria dell’Europa meridionale, Nord Africa e Asia occidentale. Il castagno si sviluppa in un areale circumediterraneo, ad estensione frammentata, che va dalla penisola iberica alle regioni del Caucaso prossime al Mar Nero. In Europa, la maggiore estensione di questa pianta si ha nelle regioni occidentali. In Italia, i castagneti da frutto sono ormai notevolmente ridotti, anche se in questi ultimi anni si sta assistendo ad un tentativo di recupero non solo ai fini produttivi.

Descrizione –
Il castagno europeo è un albero, che può raggiungere i 25 metri, con chioma conico-piramidale nei giovani esemplari, con tendenza a diventare negli esemplari adulti espansa, globosa ed irregolare. Il fusto è abbastanza diritto, con ramificazioni nella parte medio alta, con scorza brunastra con sfumature grigiastre negli esemplari adulti, grigio-nocciola in quelli giovani. Le foglie sono caduche, con margine seghettato e apice appuntito, di colore verde intenso e lucide, più chiare nella parte inferiore. Si tratta di una pianta monoica, con infiorescenze maschili rappresentate da spighe lunghe 10-20 cm di color giallo-verdastro e femminili costituite da fiori singoli o riuniti a gruppi di 2-3 posti alla base delle infiorescenze maschili. L’antesi si svolge nel periodo della piena estate. Il frutto è una noce, chiamata castagna, interamente rivestita da una cupola spinosa, detta riccio.

Coltivazione –
Castanea sativa è una specie mesofila e moderatamente esigente in umidità. Sopporta abbastanza bene i freddi invernali, che inizia a subire danni solo a temperature inferiori a -25 °C ma è esigente durante la stagione vegetativa. Per la sua coltivazioni l’areale più idoneo si ha nel piano montano tra 600 e1300 m delle regioni mediterranee o in alta collina più a nord, ma se trova condizioni di umidità favorevoli può essere coltivato anche nelle stazioni fresche del Lauretum, spingendosi perciò a quote più basse. In condizioni di moderata siccità estiva si ha un rallentamento dell’attività vegetativa ed una fruttificazione irregolare. Particolari problemi creano le nebbie persistenti e la piovosità eccessiva nei mesi di giugno e luglio che ostacolano l’impollinazione incidendo negativamente sulla fruttificazione.
Durante la prima fase, quando le piantine sono giovani, il castagno tollera un moderato ombreggiamento, fatto, questo, che favorisce una buona rinnovazione nei boschi maturi, ma in fase di produzione manifesta una maggiore eliofilia.
Dal punto di vista pedologico predilige terreni ben dotati di potassio e fosforo e di humus con pH di terreni neutri o moderatamente acidi; si adatta anche ad un’acidità più spinta, mentre rifugge in genere dai suoli basici, in quanto il calcare è moderatamente tollerato solo nei climi umidi. I suoli preferiti sono quelli sciolti o tendenzialmente sciolti, mentre non sono tollerati i suoli argillosi o, comunque, facilmente soggetti ai ristagni. Per la tecnica di coltivazione si può consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il castagno era già conosciuto ed apprezzato dai Greci per le sue numerose potenzialità: abbondante produzione di frutti molto nutrienti, utilizzo di legname, corteccia, foglie e fiori (farmacopea). Gli ellenici ne svilupparono la coltivazione selezionando le varietà, per poi consumare le castagne nei modi più diversi (pane nero di Sparta, sfarinate e minestre). Greci, Fenici ed Ebrei commerciavano questi frutti in tutto il bacino del Mediterraneo, la cui pianta era definita “albero del pane” da Senofonte (IV secolo a.C.). Virgilio dava consigli sulla coltivazione del castagno, mentre Marziale indicava che nell’Impero Romano nessuna città poteva gareggiare con Napoli nell’arrostire questo frutto. Plinio raccontava invece come con la farina di castagne si preparasse un pane particolare di cui si cibavano le donne durante le feste in onore di Cerere, periodo in cui era loro vietato mangiare cereali. I latini cocevano le castagne sulla fiamma diretta, sotto la cenere, nel latte, o come suggeriva Apicio, al tegame con spezie, erbe aromatiche, aceto e miele. Durante il Medioevo furono soprattutto gli ordini monastici a migliorare la coltivazione (rimboschimenti nelle aree pedemontane), la conservazione e la trasformazione delle castagne. Fu allora che si affermò il mestiere di “castagnatores”, svolto da contadini specializzati nella raccolta e lavorazione di questi prodotti del bosco.
La specie Castanea sativa è una delle più importanti essenze forestali dell’Europa meridionale, in quanto ha riscosso, fin dall’antichità, l’interesse dell’uomo per i molteplici utilizzi. Oltre agli aspetti ecologici questa specie è stata largamente coltivata, fino ad estenderne l’areale, per la produzione di legname e dei frutti, che, in passato, hanno rappresentato un’importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali degli ambienti forestali montani e, nelle zone più fresche prealpine, d’alta collina, in quanto erano utilizzate soprattutto per la produzione di farina di castagne.
Negli ultimi decenni l’importanza economica del castagno ha subito un drastico ridimensionamento, sia per la produzione del frutto limitato a cultivar di particolare pregio che per il legname. Molto diminuita è poi la produzione della farina, che riveste un impiego secondario nell’industria dolciaria.
Le castagne sono ricche di amido mentre il legno semiduro trova impiego soprattutto nella fabbricazione di mobili e pali di sostegno per l’agricoltura.
La corteccia e il legno del castagno sono particolarmente ricchi di tannini (circa il 7%) e possono essere impiegate per la sua estrazione, destinata alle concerie. Uso che, in Italia, ha riscosso un particolare interesse nei primi decenni del XX secolo, epoca in cui l’industria del tannino nazionale faceva largo impiego del castagno, ma dopo il 1940 ha perso importanza sia per la contrazione di questo settore sia per il ricorso, come materia prima, al legno di scarto.
Inoltre, anche se marginalmente, questa specie è considerata pianta officinale nella farmacopea popolare: per il contenuto in tannini, la corteccia ha proprietà astringenti, impiegabile in fitocosmesi per il trattamento della pelle. Alle foglie, oltre alle proprietà astringenti, sono attribuite proprietà blandamente antisettiche e sedative della tosse.
Sempre nella farmacopea popolare di alcune regioni, la polpa delle castagne, cotta e setacciata, trova impiego in fitocosmesi per la preparazione di maschere facciali detergenti ed emollienti.
In base alla scelta produttiva i castagneti possono dividersi in castagneti da frutto o palina di castagno, boschi cedui con turno che può variare dai 20 a 30 anni. Importanti sono anche i boschi da legno, dove si allevano cultivar innestate per la produzione di legname adatto alla produzione di mobili ed altri manufatti.
Pur avendo impollinazione prevalentemente anemogama, i fiori maschili del castagno sono bottinati dalle api, perciò questa pianta è considerata mellifera.
Per la ricchezza di amidi e zuccheri complessi, sono particolarmente indicati nella dieta di giovani, sportivi e persone che praticano attività fisiche impegnative.
Le quantità di zuccheri rendono la castagna un alimento alternativo per i bambini allergici al latte di vacca o al lattosio. La farina di castagna risponde al fabbisogno di carboidrati nell’alimentazione di persone con intolleranza ai cereali.
L’alto contenuto di sali minerali, come fosforo e magnesio, soddisfa le esigenze di oligoelementi essenziali al nostro benessere; sono inoltre considerati una vera miniera di potassio, sostanza indispensabile al buon funzionamento degli apparati cardiovascolari e neuromuscolari, importante il suo contributo nell’aumentare la nostra resistenza alla fatica migliorando così le capacità lavorative.
A differenza della gran parte dei frutti a polpa (mele, pesche ecc.) il contenuto in acqua è relativamente modesto, nel prodotto fresco si aggira intorno al 50 %. Le castagne fresche hanno un elevato contenuto calorico (160 Kcal ogni 100 g).
Il consumo della castagna è consigliato perché con il suo alto contenuto di fibra previene disturbi gastrointestinali, accelera il transito di sostanze nell’intestino ed esercita benefici effetti sulla microflora.

Modalità di Preparazione –
Per tanti, il termine castagna riporta subito alla mente il sapore travolgente delle caldarroste che, nelle fredde giornate invernali, vengono consumate con gusto. Ma le castagne possono essere usate in cucina per preparare molti piatti elaborati e saporiti. Si spazia dagli gnocchi di castagne e ricotta al ragù di coniglio, per chi ama servire primi piatti diversi dal solito, agli spiedini di castagne al rosmarino senza rinunciare a dolci come il rotolo al cioccolato e crema di castagna o il più classico strudel friabile alle castagne. Inoltre con la farina di castagne si possono preparare innumerevoli piatti, sia dolci che salati.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Castanea sativa

The European chestnut or more commonly chestnut (Castanea sativa Mill., 1768) is an arboreal species belonging to the Fagaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Subarranean Tracheobionta, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Fagales Order, Fagaceae Family and therefore to the Castanea Genus and to the C. sativa Species.

Etymology –
The term Castanea derives from the Latin name of the chestnut tree, probably derived from Kastanáia, a village of Thessaly, famous for its plants. The specific sativa epithet comes from satum (which is the past participle of sero sowing, planting) sown, planted: which is sown or planted, cultivated, domestic.

Geographic Distribution and Habitat –
Castanea sativa is an arboreal species native to southern Europe, North Africa and western Asia. The chestnut tree develops in a circum-Mediterranean circumference, with a fragmented extension, which goes from the Iberian peninsula to the regions of the Caucasus close to the Black Sea. In Europe, the greatest extension of this plant occurs in the western regions. In Italy, chestnut trees are now considerably reduced, although in recent years we are witnessing an attempt to recover not only for production purposes.

Description –
The European chestnut is a tree, which can reach 25 meters, with conical-pyramidal crown in young specimens, with a tendency to become expanded, globose and irregular adult specimens. The stem is quite straight, with ramifications in the middle upper part, with brownish rind with grayish hues in the adult specimens, gray-hazel in the young ones. The leaves are deciduous, with a serrated margin and pointed apex, of an intense green color and shiny, lighter in the lower part. It is a monoecious plant, with male inflorescences represented by 10-20 cm long, yellow-greenish, female spikes consisting of single flowers or grouped in groups of 2-3 places at the base of the male inflorescences. The anthesis takes place during the summer period. The fruit is a walnut, called chestnut, entirely covered by a thorny dome, called hedgehog.

Cultivation –
Castanea sativa is a mesophilous and moderately demanding species in moisture. It bears the winter cold quite well, which begins to suffer damage only at temperatures below -25 ° C but is demanding during the growing season. For its cultivation, the most suitable range is found in the mountain plain between 600 and 1300 m of the Mediterranean regions or in the high hills further north, but if it finds favorable conditions of humidity it can be cultivated also in the fresh Lauretum stations, thus pushing at altitudes lower. In conditions of moderate summer drought there is a slowing down of vegetative activity and an irregular fruiting. Particular problems create persistent fog and excessive rainfall in the months of June and July which hinder pollination by negatively affecting fruiting.
During the first phase, when the seedlings are young, the chestnut tree tolerates a moderate shading, this fact, which favors a good renewal in the mature woods, but in the production phase shows a greater heliophilia.
From the pedological point of view it prefers well-endowed soils with potassium and phosphorus and humus with pH of neutral or moderately acid soils; it also adapts to a more drastic acidity, while it usually shuns from basic soils, as limestone is moderately tolerated only in humid climates. The preferred soils are those that are loose or tend to loose, while clayey soils or, in any case, easily subject to stagnation are not tolerated. For the cultivation technique, the following sheet can be consulted.

Uses and Traditions –
The chestnut was already known and appreciated by the Greeks for its many potentialities: abundant production of very nutritious fruits, use of timber, bark, leaves and flowers (pharmacopoeia). The Hellenes developed their cultivation by selecting the varieties, and then consumed chestnuts in the most diverse ways (Sparta’s black bread, flour and soups). Greeks, Phoenicians and Jews traded these fruits throughout the Mediterranean basin, whose plant was called “bread tree” from Xenophon (4th century BC). Virgilio gave advice on the cultivation of chestnut, while Martial indicated that in the Roman Empire no city could compete with Naples in roasting this fruit. Instead Plinio told how to make a special bread with chestnut flour that the women fed during the holidays in honor of Cerere, a period when they were forbidden to eat cereals. The Latins cooked chestnuts on the direct flame, under the ashes, in the milk, or as Apicius suggested, to the pan with spices, aromatic herbs, vinegar and honey. During the Middle Ages it was mainly the monastic orders to improve cultivation (reforestation in the foothills), the conservation and transformation of chestnuts. It was then that the profession of “castagnatores” was established, carried out by farmers specialized in the harvesting and processing of these forest products.
The species Castanea sativa is one of the most important forest essences of southern Europe, since it has attracted, since ancient times, the interest of man for multiple uses. In addition to the ecological aspects, this species has been widely cultivated, to extend its range, for the production of timber and fruit, which, in the past, have represented an important food resource for the rural populations of mountain forest environments and, in freshest pre-alpine areas, high hills, as they were mainly used for the production of chestnut flour.
In recent decades the economic importance of chestnut has undergone a drastic downsizing, both for the production of the fruit limited to cultivars of particular value that for the timber. The production of flour, which has a secondary use in the confectionery industry, is greatly diminished.
Chestnuts are rich in starch, while semi-hard wood is used mainly in the manufacture of furniture and support poles for agriculture.
The bark and the wood of the chestnut are particularly rich in tannins (about 7%) and can be used for its extraction, intended for tanneries. Use that, in Italy, has been particularly interesting in the first decades of the twentieth century, when the national tannin industry made extensive use of chestnut trees, but after 1940 it lost importance both for the contraction of this sector and for the appeal, as a raw material, to waste wood.
Moreover, even if marginally, this species is considered officinal plant in the popular pharmacopoeia: for the content in tannins, the bark has astringent properties, which can be used in phytocosmetics for the treatment of the skin. Besides the astringent properties, the leaves are attributed mildly antiseptic and sedative properties of the cough.
Also in the popular pharmacopoeia of some regions, the chestnut pulp, cooked and sifted, is used in phytocosmetics for the preparation of cleansing and emollient facial masks.
On the basis of the production choice, chestnut woods can be divided into chestnut or fruit chestnut trees, coppice woods with a turn that can vary from 20 to 30 years. Also important are wood forests, where grafted cultivars are bred for the production of wood suitable for the production of furniture and other items.
Although pollination is predominantly anemogamous, the male flowers of the chestnut are seeded by the bees, so this plant is considered mellifera.
Because of the richness of complex starches and sugars, they are particularly indicated in the diet of young people, sportsmen and people who practice demanding physical activities.
The amount of sugar makes the chestnut an alternative food for children allergic to cow’s milk or lactose. Chestnut flour meets the needs of carbohydrates in the diet of people with cereal intolerance.
The high content of mineral salts, such as phosphorus and magnesium, meets the needs of trace elements essential to our well-being; they are also considered a true potassium mine, essential substance for the proper functioning of the cardiovascular and neuromuscular systems, an important contribution to increasing our resistance to fatigue, thus improving the working capacity.
Unlike most of the pulp fruits (apples, peaches, etc.) the water content is relatively modest, in the fresh product it is around 50%. Fresh chestnuts have a high caloric content (160 Kcal per 100 g).
The consumption of chestnut is recommended because with its high fiber content prevents gastrointestinal disorders, accelerates the transit of substances in the intestine and exerts beneficial effects on the microflora.

Preparation Mode –
For many, the term chestnut immediately brings to mind the overwhelming taste of roast chestnuts, which are consumed with taste in the cold winter days. But chestnuts can be used in the kitchen to prepare many elaborate and tasty dishes. It ranges from chestnut and ricotta gnocchi to rabbit ragù, for those who like to serve first courses different from the usual, to chestnuts skewers with rosemary without giving up sweets like chocolate roll and chestnut cream or the most classic crumbly strudel with chestnuts . Also with chestnut flour you can prepare countless dishes, both sweet and savory.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Castanea sativa

El castaño europeo o más comúnmente castaño (Castanea sativa Mill., 1768) es una especie arbórea perteneciente a la familia Fagaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, Tracheobionta Subarraneana, Superdivisión Spermatophyta, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Fagales, Familia Fagaceae y, por lo tanto, al Género Castanea y a la Especie C. sativa.

Etimología –
El término Castanea deriva del nombre latino del castaño, probablemente derivado de Kastanáia, un pueblo de Tesalia, famoso por sus plantas. El epíteto sativa específico proviene de satum (que es el participio pasado de sero siembra, siembra) sembrado, sembrado: sembrado o plantado, cultivado, doméstico.

Distribución geográfica y hábitat –
Castanea sativa es una especie arbórea nativa del sur de Europa, norte de África y Asia occidental. El castaño se desarrolla en una circunferencia circunmediterránea, con una extensión fragmentada, que va desde la península ibérica hasta las regiones del Cáucaso cerca del Mar Negro. En Europa, la mayor extensión de esta planta se encuentra en las regiones occidentales. En Italia, los castaños ahora se reducen considerablemente, aunque en los últimos años estamos presenciando un intento de recuperación no solo para fines de producción.

Descripción –
El castaño europeo es un árbol, que puede alcanzar los 25 metros, con corona cónica piramidal en ejemplares jóvenes, con tendencia a expandirse, a especímenes globosos y adultos irregulares. El tallo es bastante recto, con ramificaciones en la parte media superior, con cáscara parda con matices grisáceos en los especímenes adultos, y avellano gris en los jóvenes. Las hojas son deciduas, con un margen serrado y un ápice puntiagudo, de color verde intenso y brillante, más claro en la parte inferior. Es una planta monoica, con inflorescencias masculinas representadas por espigas femeninas de color amarillo verdoso de 10-20 cm de largo, que consisten en flores individuales o agrupadas en grupos de 2-3 lugares en la base de las inflorescencias masculinas. La antesis tiene lugar durante el período estival. El fruto es una nuez, llamada castaña, totalmente cubierta por una cúpula espinosa, llamada erizo.

Cultivo –
Castanea sativa es una especie mesófila y moderadamente exigente en humedad. Soporta bastante bien el frío invernal, que comienza a sufrir daños solo a temperaturas inferiores a -25 ° C, pero es exigente durante la temporada de crecimiento. Para su cultivo, el rango más adecuado se encuentra en la llanura montañosa entre 600 y 1300 m de las regiones mediterráneas o en las colinas altas más al norte, pero si encuentra condiciones favorables de humedad, también se puede cultivar en las estaciones frescas de Lauretum, empujando así a las altitudes. más bajo En condiciones de sequía moderada de verano hay una desaceleración de la actividad vegetativa y una fructificación irregular. Los problemas particulares crean una niebla persistente y lluvias excesivas en los meses de junio y julio, que dificultan la polinización al afectar negativamente la fructificación.
Durante la primera fase, cuando las plántulas son jóvenes, el castaño tolera un sombreado moderado, este hecho, que favorece una buena renovación en los bosques maduros, pero en la fase de producción muestra una mayor heliofilia.
Desde el punto de vista pedológico, prefiere suelos bien dotados con potasio, fósforo y humus con pH de suelos neutros o moderadamente ácidos; también se adapta a una acidez más drástica, mientras que por lo general evita los suelos básicos, ya que la piedra caliza es moderadamente tolerada solo en climas húmedos. Los suelos preferidos son aquellos que están sueltos o tienden a soltarse, mientras que los suelos arcillosos o, en cualquier caso, fácilmente sujetos a estancamiento no son tolerados. Para la técnica de cultivo, se puede consultar la siguiente hoja.

Usos y tradiciones –
El castaño ya era conocido y apreciado por los griegos por sus muchas potencialidades: abundante producción de frutas muy nutritivas, uso de madera, corteza, hojas y flores (farmacopea). Los helenos desarrollaron su cultivo seleccionando las variedades, y luego consumieron castañas de las maneras más diversas (el pan negro, la harina y las sopas de Esparta). Griegos, fenicios y judíos intercambiaron estas frutas en toda la cuenca del Mediterráneo, cuya planta se llamaba “árbol de pan” de Jenofonte (siglo IV a. C.). Virgilio dio consejos sobre el cultivo de castaños, mientras que Martial indicó que en el Imperio Romano ninguna ciudad podía competir con Nápoles para asar esta fruta. En cambio, Plinio contó cómo hacer un pan especial con harina de castaña que las mujeres alimentaban durante las vacaciones en honor a Cerere, un período en el que tenían prohibido comer cereales. Los latinos cocinaban castañas a la llama directa, debajo de las cenizas, en la leche, o como sugería Apicius, a la sartén con especias, hierbas aromáticas, vinagre y miel. Durante la Edad Media, fueron principalmente las órdenes monásticas para mejorar el cultivo (reforestación en las colinas), la conservación y transformación de las castañas. Fue entonces cuando se estableció la profesión de “castagnatores”, llevada a cabo por agricultores especializados en la recolección y procesamiento de estos productos forestales.
La especie Castanea sativa es una de las esencias forestales más importantes del sur de Europa, ya que ha atraído, desde la antigüedad, el interés del hombre por sus múltiples usos. Además de los aspectos ecológicos, esta especie ha sido ampliamente cultivada, para ampliar su área de distribución, para la producción de madera y fruta, que en el pasado han representado un importante recurso alimenticio para las poblaciones rurales de los entornos de bosques de montaña y, en Áreas pre-alpinas más frescas, colinas altas, ya que se utilizaron principalmente para la producción de harina de castaño.
En las últimas décadas, la importancia económica de la castaña ha sufrido una reducción drástica, tanto para la producción de la fruta limitada a cultivares de valor particular para la madera. La producción de harina, que tiene un uso secundario en la industria de confitería, se ve muy disminuida.
Las castañas son ricas en almidón, mientras que la madera semi dura se utiliza principalmente en la fabricación de muebles y postes de apoyo para la agricultura.
La corteza y la madera del castaño son particularmente ricas en taninos (alrededor del 7%) y se pueden utilizar para su extracción, destinada a las curtiembres. Uso que, en Italia, ha sido particularmente interesante en las primeras décadas del siglo XX, cuando la industria nacional del tanino hizo un uso extensivo de los castaños, pero después de 1940 perdió importancia tanto por la contracción de este sector como por la Apelar, como materia prima, a desperdiciar la madera.
Además, aunque sea marginalmente, esta especie se considera una planta oficial en la popular farmacopea: por su contenido en taninos, la corteza tiene propiedades astringentes, que pueden usarse en la fitocosmética para el tratamiento de la piel. Además de las propiedades astringentes, a las hojas se les atribuyen propiedades ligeramente antisépticas y sedantes de la tos.
También en la popular farmacopea de algunas regiones, la pulpa de castaño, cocida y tamizada, se utiliza en fitocosméticos para la preparación de mascarillas faciales de limpieza y emolientes.
Sobre la base de la elección de producción, los bosques de castaños se pueden dividir en castaños o frutales, en coppice bosques con un giro que puede variar de 20 a 30 años. También son importantes los bosques de madera, donde se cultivan cultivares injertados para la producción de madera adecuada para la producción de muebles y otros artículos.
Aunque la polinización es predominantemente anemógama, las flores masculinas de la castaña son sembradas por las abejas, por lo que esta planta se considera mellifera.
Debido a la riqueza de almidones y azúcares complejos, están especialmente indicados en la dieta de los jóvenes, deportistas y personas que practican actividades físicas exigentes.
La cantidad de azúcar hace que la castaña sea un alimento alternativo para los niños alérgicos a la leche de vaca o lactosa. La harina de castaño satisface las necesidades de los carbohidratos en la dieta de las personas con intolerancia a los cereales.
El alto contenido de sales minerales, como el fósforo y el magnesio, satisface las necesidades de los oligoelementos esenciales para nuestro bienestar; También se consideran una verdadera mina de potasio, una sustancia esencial para el buen funcionamiento de los sistemas cardiovascular y neuromuscular, una contribución importante para aumentar nuestra resistencia a la fatiga, mejorando así la capacidad de trabajo.
A diferencia de la mayoría de las frutas de pulpa (manzanas, melocotones, etc.) el contenido de agua es relativamente modesto, en el producto fresco es alrededor del 50%. Las castañas frescas tienen un alto contenido calórico (160 Kcal por 100 g).
Se recomienda el consumo de castaño, ya que con su alto contenido en fibra previene trastornos gastrointestinales, acelera el tránsito de sustancias en el intestino y ejerce efectos beneficiosos sobre la microflora.

Modo de preparación –
Para muchos, el término castaño recuerda inmediatamente el abrumador sabor de las castañas asadas, que se consumen con gusto en los fríos días de invierno. Pero las castañas se pueden usar en la cocina para preparar muchos platos elaborados y sabrosos. Abarca desde Ñoquis de castaña y ricotta hasta ragù de conejo, para aquellos que les gusta servir primeros platos diferentes a los pinchos de castañas con romero sin renunciar a los dulces como el rollo de chocolate y la crema de castañas o el strudel desmenuzable más clásico con castañas. . También con harina de castaña podrás preparar innumerables platos, tanto dulces como salados.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.




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