Delia platura

Delia platura

La Mosca dei semi (Delia platura Meigen, 1826) è un dittero appartenente alla famiglia dei Anthomyiidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Diptera,
Sottordine Brachycera,
Coorte Cyclorrhapha,
Sezione Schizophora,
Sottosezione Calyptratae,
Superfamiglia Muscoidea,
Famiglia Anthomyiidae,
Genere Delia
Specie D. platura.
Sono sinonimi i termini:
– Anthomyia platura Meigen, 1826;
– Hylemyia platura Meigen, 1826;
– Chorthophila cilicrura Róndani, 1866;
– Chortophila cilicrura Róndani, 1866;
– Phorbia platura Meigen 1826.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Mosca dei semi è un insetto polifago che vive in una vasta tipologia di ambienti e dove vive a spese di oltre 40 specie vegetali; tra di queste troviamo: Fagiolo, Melone, Cocomero, Spinacio, Asparago, Pomodoro, Cereali, Tabacco, Gladiolo (Gladiolus), Garofano (Dianthus), Abete (Abies), Acero (Acer), ecc. ed inoltre, in alcune condizioni, si aggiunge ai danni provocati da altri roditori, come nel caso del Radicchio, della Rapa, della Cipolla, della Patata, ecc..

Morfologia –
La Mosca dei semi è un piccolo dittero, di qualche mm di lunghezza, di colore grigio giallastro, con larve apode e di colore biancastre.
Gli adulti misurano da 3 a 6 mm di lunghezza. Hanno il torace di colore grigio giallastro così come l’addome; entrambi sono ornati da una banda longitudinale mediana brunastra; le zampe sono di colore nero.
Le uova hanno colorazione bianco madreperla, di forma allungata e misurano circa 1 mm di lunghezza.
Le larve sono di colore biancastro con lunghezza di 5 – 8 mm a completo sviluppo. Hanno l’ultimo segmento troncato obliquamente.
Le pupe sono di colore rosso bruno e misurano intorno a 5 mm di lunghezza.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Mosca dei semi sverna come pupa nel terreno. Giunta alla fine dell’inverno e soprattutto nel periodo di aprile-maggio sfarfallano gli adulti che iniziano l’ovideposizione a livello del terreno; le larve neonate, se trovano le piante ospiti, provocano il danno descritto.
La femmina di questo dittero depone centinaia di uova nel suolo, molto spesso isolatamente. La mosca preferisce deporre in suoli molto umidi, ricchi di materia organica e lavorati da poco, anche se nono sono presenti le piante ospiti.
Una volta deposte le uova l’evoluzione embrionale dura qualche giorno.
La larva ha uno sviluppo di 3 settimane e si alimenta a spese di materie animali o vegetali in decomposizione, sulle quali essa può effettuare tutto il suo sviluppo. Nonostante ciò, attirata dai grani in germinazione e dalle giovani piante essa tende a penetrarvi dentro scavando gallerie nei cotiledoni, nei piccoli fusti e nei giovani germogli prima di abbandonare il suolo. Quando la pianta è più sviluppata, i suoi tessuti sono troppo duri perché i tessuti vengano attaccati, e il periodo pericoloso non supera le tre o quattro settimane. Le larve passano allo stadio di ninfosi nel suolo sotto forma di pupe a profondità variabili.
In totale si possono avere dalle 3 alle 6 generazioni durante l’anno in funzione delle condizioni climatiche e di latitudine ed altitudine; la durata del ciclo varia infatti a seconda della temperatura (+10°C: 85 giorni; +20°C: 24 – 25 giorni; +25°C: 16 – 17 giorni). Le pupe svernano nel suolo e gli adulti appaiono dalla fine dell’inverno e soprattutto in primavera ma nelle regioni meridionali, sono presenti tutto l’anno.
Il danno si manifesta sui germogli o su giovani piantine ed è dovuto dalla presenza delle larve che scavano gallerie o minano i cotiledoni e la piumetta. Nel caso di gravi infestazioni soprattutto in piantine di vivaio si possono avere notevoli fallanze.

Ruolo Ecologico –
La Delia platura, in condizioni di elevata infestazione, può provocare danni a colture di interesse agrario.
Le larve distruggono i germi dei grani o dei bulbi in corso di sviluppo e delle piante trapiantate. Spesso causano la putrefazione del vegetale, comportando la distruzione più o meno totale dei semi o delle piantagioni. Sull’Asparago, i turioni attaccati sono deformati, spesso scoppiati e hanno un gusto amaro.
I danni sono legati alla densità di popolazione delle larve e alle caratteristiche dei suoli, quali suoli lavorati da poco e ricchezza di sostanza organica.
Inoltre le temperature basse e la profondità eccessiva dei semi, diminuendo il vigore delle giovani piantine, favoriscono l’attività larvale.
Fino a qualche tempo fa la lotta contro la Delia platura era di tipo chimico e veniva eseguita tramite geodisinfestazione con fumiganti o con prodotti a formulazione granulare, oppure con un intervento a tutto campo mediante un’aspersione di insetticida subito dopo la semina. Si eseguivano, inoltre, interventi anche in tempi successivi, con l’uso di prodotti mediamente specifici contro le larve di Ditteri; in questo caso il trattamento consisteva in irrorazioni insetticide localizzate.
Negli ultimi tempi con la maggiore comprensione delle biocenosi degli insetti utili e con l’applicazione di tecniche di agroecologia si è compreso invece che bisogna agire sia sulle condizioni agronomiche (diminuzione degli apporti freschi di sostanza organica, minore umidità dei suoli) ma soprattutto con la diminuzione delle specializzazioni colturali, inserendo rotazioni e consociazioni con specie poco sensibili.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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