Depressaria erinaceella

Depressaria erinaceella

La Depressaria del carciofo (Depressaria erinaceella, Staudinger, 1870) è un lepidottero appartenente alla famiglia delle Depressariidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Famiglia Depressariidae e quindi al Genere Depressaria ed alla Specie D. erinaceella.

Sono sinonimi i termini:
– Hasenfussia erinaceella, Staudinger;
– Depressaria sardo niella, Rebel, 1936.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Depressaria erinaceella è una falena che si può trovare in un territorio che comprende Francia, Spagna, Portogallo, Repubblica di Macedonia ed, in Italia in Sardegna e Sicilia. Si tratta quindi di una specie mediterranea le cui larve si nutrono, in particolare, di Cynara cardunculus e Cynara scolymus.

Morfologia –
La Depressaria del carciofo si riconosce in quanto gli adulti hanno un’apertura alare di 20-25 mm.
Le ali anteriori sono di color bruno rossastro con tre maculature nerastre lungo la linea mediana.
Le larve hanno una colorazione rossastra da giovani e verde-giallastra a maturità, dove raggiungono la lunghezza di 20 mm.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Depressaria erinaceella è un fitofago che sverna allo stadio di larva attiva a carico delle piante ospiti scavando gallerie all’interno degli stessi. Nel periodo di aprile si incrisalida nel terreno e gli adulti sfarfallano nel periodo che va da giugno-luglio fino a novembre.
Gli adulti ovidepongono nella pagina fogliare inferiore o al colletto.
La Depressaria compie pertanto una sola generazione all’anno.
Le larve neonate minano le grosse nervature fogliari e rodono i germogli e i capolini che vengono inoltre imbrattati di escrementi.
I capolini vengono erosi lungo il loro asse o direttamente a livello dell’infiorescenza, sia internamente ad essa, sia esternamente a livello delle sue brattee.

Ruolo Ecologico –
La Depressaria del carciofo è una falena particolarmente dannosa soprattutto nelle coltivazioni specializzate, con scarsa rotazione e mancanza di consociazione colturale.
In queste condizioni il controllo di questo lepidottero fitofago si presenta difficoltoso date per le sue caratteristiche endofitiche.
Per questo motivo bisogna agire tempestivamente quando vengono deposte le uova o, al limite, alle prime infestazioni larvali, tra ottobre e novembre, quando queste si trovano ancora nelle foglie in quanto le larve già all’interno dei capolini sono difficilmente raggiungibili.
La lotta consigliata è, comunque, quella preventiva con interventi di tipo agronomico come le lavorazioni del terreno, effettuate ad aprile, per distruggere le crisalidi e la distruzione degli organi infestati, soprattutto i capolini.
L’intervento sulle larve fillofaghe, con prodotti endoterapici registrati per il Carciofo, è da sconsigliare in quanto in questo periodo siamo in presenza di insetti impollinatori che sarebbero, indiscriminatamente, uccisi creando squilibri alle biocenosi dell’entomofauna e problemi di diminuita produttività delle colture impollinate.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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