Come si propaga la Feijoa

Come si propaga la Feijoa

La Feijoa (Acca sellowiana (O. Berg) Burret), conosciuta anche col nome spagnolo di guayabo del Brasile, è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Mirtacee. Questa pianta viene ampiamente coltivata come pianta da giardino e come albero da frutta.
La Feijoa è in grado di raggiungere un’altezza di 4 m e una larghezza di circa 4 m (anche se nella zona di origine le piante arrivano anche ad 8 m.); ha una chioma ampia e foglie dalla forma ellittica, di un’intensa tonalità che va dal grigio al verde, sono inoltre opposte e di consistenza coriacea.
I frutti sono delle bacche di grosse dimensioni, di colore verde e lunghezza che arriva fino ai 6 cm circa, con un buon profumo e particolarmente gustose.
Si ricorda che la Feijoa è una pianta sempreverde con fiori ermafroditi molto vistosi ed eduli. L’impollinazione è incrociata, anche se esistono varietà autofertili. Nelle zone d’origine i fiori vengono impollinati dagli uccelli-mosca del genere Thamnophilus e da alcuni afidi.
In Italia l’impollinazione è invece in parte entomofila (ditteri) e anche anemofila. La vegetazione dell’anno inizia verso marzo; dopo circa 2 mesi compaiono i primi fiori e la fioritura può durare da uno a due mesi. La vita di una pianta può superare, inoltre, i 70 anni.
La Feijoa trova il suo migliore habitat di coltivazione nello stesso areale di coltivazione dell’olivo. Non sopporta le basse temperature (letali 7 °C sotto zero). Si adatta bene sia ai terreni compatti, senza ristagni idrici, sia a quelli sciolti.

Propagazione –
La Feijoa è una pianta la cui moltiplicazione avviene principalmente tramite margotta, da realizzare durante il mese di maggio.
Con questo metodo si ottengono così giovani piante con caratteristiche identiche alla pianta madre da cui esse provengono, ragion per cui è preferibile alla moltiplicazione tramite seme.
Tra le tecniche di coltivazione agamica ricordiamo anche la talea, da prelevare durante l’inizio della primavera, o per seme.
La riproduzione per seme ha lo svantaggio di ottenere piante figlie con una variabilità genetica dovuta alla fecondazione ma può essere utilizzata per selezionare piante di cui si ritiene che abbiano particolari caratteristiche.
In ogni caso le piante, ottenute da seme, vengono innestate con la o le varietà desiderate come: Apollo, Coolidge, Gemini, Mammoth, Triumph, tutte di origini neozelandesi).
L’uso di portinnesti diversi (es. Myrtus communis) non ha invece dato buoni risultati.

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