Bacino idrografico

Bacino idrografico

Con il termine bacino idrografico, o anche bacino fluviale o bacino imbrifero, si intende una sezione di territorio all’interno della quale le acque confluiscono in un corso d’acqua che può essere a regime torrentizio o fluviale.
I limiti di un bacino sono definiti dalla linea di spartiacque, che coincide con la linea di cresta dei rilievi montuosi.
La forma e le dimensioni di un bacino ideografico sono generalmente determinati dalle caratteristiche geologiche della zona, mentre la ramificazione del reticolo ideografico, ovvero la densità dei corsi d’acqua minori, dipende in modo essenziale anche dal regime delle precipitazioni, dai tipi di suolo e di vegetazione e, in misura sempre maggiore, anche dalle attività umane.
Nel bacino idrografico la porzione di territorio le cui acque, a causa della distribuzione delle pendenze, scorrono verso il mare, si definisce zona esoreica.
Esistono, però, anche zone endoreiche e areiche.
Nelle zone endoreiche le acque superficiali terminano in lagune o laghi interni non collegati al sistema oceanico, o scompaiono sotto terra. Esempio di tali zone sono i grandi bacini interni nordamericani o centro-asiatici (il sistema del Mar Caspio, del Lago d’Aral in Asia, del Giordano-Mar Morto in Israele, di molti dei laghi tettonici dell’Africa sudorientale) e i sistemi carsici (Carso triestino, Piani del Gran Sasso, Murge pugliesi e lucane), dove le acque superficiali percolano nel sottosuolo ove alimentano un reticolo idrografico ipogeo (cioè sotterraneo).
Nelle zone areiche, invece, non esiste un reticolo idrografico; lo scorrimento in superficie è assente, eccetto che nei rari momenti di precipitazione (ne sono esempio i deserti).
La dimensione dei bacini idrografici può variare da pochi km2 fino ai grandi bacini, come quello del Rio delle Amazzoni che copre una estensione di 7 milioni di km2.

Inoltre la maggior parte dei bacini idrografici principali è formata dall’unione di più sotto bacini rappresentati dai bacini idrografici dei singoli affluenti del corso d’acqua principale. Per i bacini chiusi (laghi o mari interni) il bacino idrografico coincide con la sommatoria di tutti i bacini idrografici affluenti, direttamente o indirettamente, al lago o mare considerato.
Definizioni –
La descrizione bidimensionale di un reticolo idrografico è effettuata in base alla rappresentazione dello stesso nel piano; tale rappresentazione è fondata su determinate proprietà topologiche facilmente descrivibili e classificabili. Indipendentemente dal tipo di schema adottato è possibile individuare delle definizioni topologiche generali:
– si definiscono nodi esterni (o sorgenti) quei nodi da cui ha origine una sola asta;
– si definiscono nodi interni (o giunzioni) quei nodi costituiti dai punti in cui confluiscono più aste;
– si definiscono rami interni gli elementi che collegano nodi interni e giunzioni o nodi interni stessi;
– si definiscono rami esterni gli elementi che collegano un nodo interno immediatamente a valle con una sorgente;
– si definisce magnitudine della rete il numero complessivo delle sorgenti;
– si definisce distanza topologica il numero di rami compresi tra la distanza dalla sorgente allo sbocco della rete;
– si definisce livello topologico la distanza topologica tra il nodo di monte e lo sbocco della rete;
– si definisce diametro della rete la distanza topologica massima.

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