Galium verum

Galium verum

Il caglio zolfino (Galium verum L., 1753) è una specie erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Rubiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Rubiales, Famiglia Rubiaceae e quindi al Genere Galium ed alla Specie G. verum.
Sono presenti in letteratura molti sinonimi, tra i quali citiamo:
– Galium eminens Gren. in Gren. & Godron (1850);
– Galium floridum Salisb. (1796);
– Galium glabratum Klokov;
– Galium hypanicum Klokov (1961);
– Galium luteum Lam. (1779);
– Galium minimum Gilib. (1782);
– Galium minutum L. (1753);
– Galium officinale Gaterau (1789);
– Galium praecox (K.H. Láng) H. Braun in A. Kerner (1893);
– Galium verosimile Roemer & Schultes (1818);
– Galium wirtgenii F.W. Schultz (1855).

Etimologia –
Il termine Galium proviene dal greco γάλα gála latte: perché alcune specie appartenenti a questo genere venivano usate per cagliare il latte.
L’epiteto specifico verum deriva da vero, genuino, corretto, originale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il caglio zolfino è una pianta con origine complessa ma certamente eurasiatica e che successivamente fu naturalizzato anche nelle regioni a clima temperato degli Stati Uniti orientali.
In Italia è diffusa e presente in tutto il territorio.
Il suo habitat è quello delle boscaglie e dei prati aridi, delle zone antropizzate, dei luoghi sabbiosi e sassosi; è una specie tendenzialmente calciofila e basofila e cresce fino a circa 2000 m s.l.m..

Descrizione –
Il Galium verum è una pianta perenne, erbacea, rizomatosa.
Ha fusti eretti o ascendenti, che crescono fino a 20 – 120 cm, cilindrici nella parte basale e tetragoni nella parte alta, semplici o poco ramificati e con rami eretto-patenti, glabrescenti, percorsi da 4 linee di peli rivolti verso l’alto.
Le foglie sono larghe1 – 2 mm e lunghe 15 – 20 mm e sono riunite in verticilli di 8 12 elementi posti ai nodi del fusto, sessili, lineari o filiformi, acute e mucronate, lucide sopra e pubescenti di sotto, revolute al margine, con una nervatura centrale evidente e di consistenza coriacea.
Le infiorescenze sono lunghe sino a 30 cm, in folte pannocchie ovoidali, erette, sia terminali che ascellari, portate da peduncoli di 2 – 3 cm. le brattee nelle infiorescenze sono simili alle foglie.
I singoli fiori, portati da brevi peduncoli, sono ermafroditi, attinomorfi, tetrameri di colore giallo. La corolla è glabra all’esterno, di 2 4 mm, è rotata con breve tubo, divisa in 4 lobi acuti, tra i quali si intercalano 4 stami dalle antere marroni; l’ovario è infero a 2 loculi; uno stilo con stigma globoso o capitato.
L’antesi è tra maggio e settembre.
Il frutto schizocarpico è un achenario con 2 mericarpi di 0,8 -1,8 mm, oblunghi o ovoidi, nerastri, glabri o raramente puberuli, lisci o anche rugosi. Ogni frutto contiene un seme.

Coltivazione –
La coltivazione di questa pianta risale a molti secoli fa e il suo impiego non era limitato solo al campo alimentare ma anche a quello medicinale.
Per la sua coltivazione si tenga conto che predilige terreni calcarei e con pH tendente al basico.
In giardino la posizione ideale è in terreno drenato, fertile, umido e non in posizione completamente soleggiata. È considerata pianta invasiva.
Il Galium verum può essere coltivato anche in vaso o lasciato naturalizzare in una bordura di fiori spontanei.
Per quanto riguarda la riproduzione è consigliabile operare, invece che con la divisione dei rizomi, in quanto la pianta è abbastanza sensibile ai trapianti, partendo dai semi. Questi vanno raccolti a fine fioritura e subito seminati in un vaso contenente un substrato soffice e ben drenato. La nascita avviene in poche settimane, e le pianticelle potranno poi essere trapiantate con tutta la zolla direttamente a dimora nella primavera successiva.

Usi e Tradizioni –
Il Galium verum in passato è stato usato per vari scopi, ad esempio per riempire i materassi con le parti essiccate, oppure per allontanare gli insetti (sembra che uccida le pulci).
L’impiego di questa pianta in erboristeria, ha una lunga storia anche se oggi è quasi nullo. Anticamente era erba usata per la coagulazione del latte, mentre oggi il caglio si estrae dall’abomaso dei vitelli lattanti.
Questa pianta, inoltre, come altri Galium, ha proprietà di tintorie. Da essa si ricava il giallo dai fiori, che viene impiegato come colorante alimentare, o per tingere i tessuti artigianalmente, così come il colore rosso che si ricava dalle radici.
Il Caglio zolfino, come detto, è una pianta medicinale in quanto esercita un’azione antispasmodica e calmante: in particolare, in caso di cattiva digestione dovuta a cause di origine nervosa, svolge un’azione rilassante sulla muscolatura degli organi che regolano i processi digestivi. È un leggero diuretico e il suo impiego è particolarmente indicato nella cura di malattie delle vie urinarie, in caso di litiasi renale, cistite, ritenzione di liquidi, edemi e obesità. Per uso esterno il caglio esercita un’azione cicatrizzante, favorendo la guarigione di ferite, tagli, abrasioni, eritemi e contusioni.
Un tempo veniva usato anche per tingere i tessuti in giallo, utilizzando i fiori, o in rosso, utilizzando le radici.
Inoltre le diverse specie appartenenti al genere Galium contengono asperuloside, che produce cumarina, una sostanza che conferisce alle foglie essiccate un caratteristico odore di fieno appena tagliato. L’asperuloside piò essere trasformata in prostaglandine, sostanze simili agli ormoni, rendendo questa piante di grande interesse per l’industria farmaceutica.
I costituenti principali sono: galisolina (glicoside antrachinone), asperuloside, tannini, aucubina, flavonoidi, saponina, asperulina, acidi organici vari, fitochimasi, un enzima responsabile della coagulazione del latte e sali minerali.
Il Galium verum viene usato nel giardinaggio in quanto si possono creare delle gradevoli macchie colorate sia per bordure che siepi.
È, inoltre, una pianta alimentare per le larve di diverse specie di farfalle .
Tra i vari utilizzi possibili si ricorda ancora che dai fiori si ottengono delle sostanze coloranti (rispettivamente rosso e giallo se bolliti con allume) ma si possono ottenere anche repellenti.

Modalità di Preparazione –
Per il suo bisogna raccogliere le sommità fiorite durante il periodo di massima fioritura, che coincide con i mesi di giugno e luglio, recidere gli steli fioriferi 10 cm più in basso delle infiorescenze ed eliminare eventuali foglie secche. Riunire in piccoli mazzi le sommità fiorite e farle così seccare il più rapidamente possibile, all’ombra e in un luogo aerato. Conservare, infine, in vasi o recipienti di vetro ben chiusi, lontano da polvere e umidità. Bisogna ricordarsi che è un’erba astringente, acida e leggermente amara.
In campo alimentare, dal gambo fuoriesce un liquido bianco che viene usato come enzima (la fitochimasi) per la coagulazione del latte nella produzione di formaggi.
In alcune zone si usano i frutti come il caffè (il seme può essere tostato con le stesse procedure del caffè) e con le parti aeree della pianta (le cime fiorite) si fanno delle bevande
L’infuso di caglio zolfino viene utilizzato anche in alcuni liquori e amari digestivi.
I teneri germogli possono essere mangiati crudi da soli o misti ad insalate primaverili.
A scopo medicinale sono invece impiegate le sommità fiorite della pianta.
Vediamo alcune preparazioni e modalità d’uso:
– Infuso per uso interno: versare un litro di acqua bollente in un recipiente di porcellana contenente 10-20 g di sommità fiorite di caglio essiccate e sminuzzate finemente, lasciare in infusione per 20-30 minuti, poi colare e assumere 2-3 tazze durante la giornata secondo le indicazioni.
– Infuso per uso interno: versare sopra 40-50 g di sommità fiorite di Caglio essiccate e sminuzzate grossolanamente un litro di acqua bollente, lasciare in infusione per 30-40 minuti, quindi colare e utilizzare per fare lavaggi e applicare impacchi e compresse.
– Cataplasmi: pestare in un mortaio la quantità desiderata di sommità fiorite fresche di Caglio fino a ottenere una poltiglia, applicare la polpa così ottenuta sulle zone interessate interponendo una garza.
– Cattiva digestione dovuta a cause di origine nervosa, epilessia, isteria: con azione calmante e antispasmodica, assumere all’occorrenza durante il corso della giornata tre tazze d’infuso di sommità fiorite, se si desidera dolcificare solo con un cucchiaino di miele. Se i disturbi diventano gravi e seri consultare immediatamente il medico.
– Cistite, edemi, idropisia, litiasi renali, malattie delle vie urinarie, problemi di obesità, ritenzione di liquidi nei tessuti: per migliorare la diuresi, assumere quando è necessario 2-3 tazze al giorno d’infuso di sommità fiorite, se nell’arco di 2-3 giorni non si osservano i primi miglioramenti consultare il medico.
– Contusioni, dermatosi, dolori dei tumori delle ghiandole linfatiche, eritemi, eruzioni cutanee, ferite, piccole piaghe, tagli: per facilitare i processi di cicatrizzazione, lavare con cura le zone doloranti con l’infuso di Caglio per uso esterno, inoltre applicare sulle zone interessate impacchi o compresse imbevute nel medesimo infuso, oppure applicare cataplasmi lasciando agire per 30 minuti. Se i tessuti non incominciano a cicatrizzare consultare il medico.
– Per aumentare il latte nelle donne durante il periodo dell’allattamento: un antico rimedio di grande efficacia consisteva nel somministrare alle donne durante l’allattamento 2-3 tazze al giorno d’infuso di sommità fiorite di Caglio.
– Come insetticida naturale: utilizzare la pianta intera di caglio essiccata e riunita in piccoli mazzetti per tenere lontano mosche, cimici e altri insetti fastidiosi, la sua azione sarà più efficace se associata a fronde di felce.
– Per la produzione di formaggi: per provare a preparare i formaggi casalinghi, il Caglio è fondamentale per la coagulazione del latte. Preparare un decotto molto concentrato dell’intera pianta di Caglio (esclusi i rizomi). Far bollire 80-90 g di pianta in un litro di acqua, dopo 10-15 minuti dall’inizio dell’ebollizione togliere dal fuoco e lasciar riposare per 20 minuti, quindi filtrare. Aggiungere il decotto così preparato al latte bollito e lasciare riposare in un luogo fresco. Il formaggio preparato con il decotto di caglio assumerà una tipica colorazione verdastra o giallo-dorata.
– Pot-pourri e sacchettini profumati: i piccoli fiorellini gialli esalano un delicato aroma che ricorda il miele, mentre le foglie essiccate profumano di fieno appena falciato, aggiungendo i fiori e le foglie di Caglio essiccate a una miscela, composta di Lavanda, Monarda, petali di Rosa, Menta piperita “citrata” e Meliloto si possono preparare pot-pourri e sacchettini profumati dalla delicata fragranza di campagna.
– Tintura per capi in lana e cotone: i rizomi e i fusti più bassi della pianta danno una tintura di colore rosso e rosa corallo, in questi casi preparare un decotto molto concentrato e utilizzare come mordente l’allume. Con i fiorellini si può invece ottenere una delicata tintura di colore giallo dorato, anche in questi casi preparare un decotto di sommità fiorite concentrato.
Questa pianta soprattutto durante il periodo del Medioevo, veniva usata per preparare ripieni di carni e altri cibi tipici propri dell’epoca, i suoi fiori inoltre conferiscono alle preparazioni un delicato e intenso profumo di miele. Oggi è ancora ampiamente utilizzato per la preparazione di formaggi grazie alla sua capacità di far “cagliare” il latte.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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