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Galium verum

Il caglio zolfino (Galium verum L., 1753) è una specie erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Rubiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Rubiales, Famiglia Rubiaceae e quindi al Genere Galium ed alla Specie G. verum.
Sono presenti in letteratura molti sinonimi, tra i quali citiamo:
– Galium eminens Gren. in Gren. & Godron (1850);
– Galium floridum Salisb. (1796);
– Galium glabratum Klokov;
– Galium hypanicum Klokov (1961);
– Galium luteum Lam. (1779);
– Galium minimum Gilib. (1782);
– Galium minutum L. (1753);
– Galium officinale Gaterau (1789);
– Galium praecox (K.H. Láng) H. Braun in A. Kerner (1893);
– Galium verosimile Roemer & Schultes (1818);
– Galium wirtgenii F.W. Schultz (1855).

Etimologia –
Il termine Galium proviene dal greco γάλα gála latte: perché alcune specie appartenenti a questo genere venivano usate per cagliare il latte.
L’epiteto specifico verum deriva da vero, genuino, corretto, originale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il caglio zolfino è una pianta con origine complessa ma certamente eurasiatica e che successivamente fu naturalizzato anche nelle regioni a clima temperato degli Stati Uniti orientali.
In Italia è diffusa e presente in tutto il territorio.
Il suo habitat è quello delle boscaglie e dei prati aridi, delle zone antropizzate, dei luoghi sabbiosi e sassosi; è una specie tendenzialmente calciofila e basofila e cresce fino a circa 2000 m s.l.m..

Descrizione –
Il Galium verum è una pianta perenne, erbacea, rizomatosa.
Ha fusti eretti o ascendenti, che crescono fino a 20 – 120 cm, cilindrici nella parte basale e tetragoni nella parte alta, semplici o poco ramificati e con rami eretto-patenti, glabrescenti, percorsi da 4 linee di peli rivolti verso l’alto.
Le foglie sono larghe1 – 2 mm e lunghe 15 – 20 mm e sono riunite in verticilli di 8 12 elementi posti ai nodi del fusto, sessili, lineari o filiformi, acute e mucronate, lucide sopra e pubescenti di sotto, revolute al margine, con una nervatura centrale evidente e di consistenza coriacea.
Le infiorescenze sono lunghe sino a 30 cm, in folte pannocchie ovoidali, erette, sia terminali che ascellari, portate da peduncoli di 2 – 3 cm. le brattee nelle infiorescenze sono simili alle foglie.
I singoli fiori, portati da brevi peduncoli, sono ermafroditi, attinomorfi, tetrameri di colore giallo. La corolla è glabra all’esterno, di 2 4 mm, è rotata con breve tubo, divisa in 4 lobi acuti, tra i quali si intercalano 4 stami dalle antere marroni; l’ovario è infero a 2 loculi; uno stilo con stigma globoso o capitato.
L’antesi è tra maggio e settembre.
Il frutto schizocarpico è un achenario con 2 mericarpi di 0,8 -1,8 mm, oblunghi o ovoidi, nerastri, glabri o raramente puberuli, lisci o anche rugosi. Ogni frutto contiene un seme.

Coltivazione –
La coltivazione di questa pianta risale a molti secoli fa e il suo impiego non era limitato solo al campo alimentare ma anche a quello medicinale.
Per la sua coltivazione si tenga conto che predilige terreni calcarei e con pH tendente al basico.
In giardino la posizione ideale è in terreno drenato, fertile, umido e non in posizione completamente soleggiata. È considerata pianta invasiva.
Il Galium verum può essere coltivato anche in vaso o lasciato naturalizzare in una bordura di fiori spontanei.
Per quanto riguarda la riproduzione è consigliabile operare, invece che con la divisione dei rizomi, in quanto la pianta è abbastanza sensibile ai trapianti, partendo dai semi. Questi vanno raccolti a fine fioritura e subito seminati in un vaso contenente un substrato soffice e ben drenato. La nascita avviene in poche settimane, e le pianticelle potranno poi essere trapiantate con tutta la zolla direttamente a dimora nella primavera successiva.

Usi e Tradizioni –
Il Galium verum in passato è stato usato per vari scopi, ad esempio per riempire i materassi con le parti essiccate, oppure per allontanare gli insetti (sembra che uccida le pulci).
L’impiego di questa pianta in erboristeria, ha una lunga storia anche se oggi è quasi nullo. Anticamente era erba usata per la coagulazione del latte, mentre oggi il caglio si estrae dall’abomaso dei vitelli lattanti.
Questa pianta, inoltre, come altri Galium, ha proprietà di tintorie. Da essa si ricava il giallo dai fiori, che viene impiegato come colorante alimentare, o per tingere i tessuti artigianalmente, così come il colore rosso che si ricava dalle radici.
Il Caglio zolfino, come detto, è una pianta medicinale in quanto esercita un’azione antispasmodica e calmante: in particolare, in caso di cattiva digestione dovuta a cause di origine nervosa, svolge un’azione rilassante sulla muscolatura degli organi che regolano i processi digestivi. È un leggero diuretico e il suo impiego è particolarmente indicato nella cura di malattie delle vie urinarie, in caso di litiasi renale, cistite, ritenzione di liquidi, edemi e obesità. Per uso esterno il caglio esercita un’azione cicatrizzante, favorendo la guarigione di ferite, tagli, abrasioni, eritemi e contusioni.
Un tempo veniva usato anche per tingere i tessuti in giallo, utilizzando i fiori, o in rosso, utilizzando le radici.
Inoltre le diverse specie appartenenti al genere Galium contengono asperuloside, che produce cumarina, una sostanza che conferisce alle foglie essiccate un caratteristico odore di fieno appena tagliato. L’asperuloside piò essere trasformata in prostaglandine, sostanze simili agli ormoni, rendendo questa piante di grande interesse per l’industria farmaceutica.
I costituenti principali sono: galisolina (glicoside antrachinone), asperuloside, tannini, aucubina, flavonoidi, saponina, asperulina, acidi organici vari, fitochimasi, un enzima responsabile della coagulazione del latte e sali minerali.
Il Galium verum viene usato nel giardinaggio in quanto si possono creare delle gradevoli macchie colorate sia per bordure che siepi.
È, inoltre, una pianta alimentare per le larve di diverse specie di farfalle .
Tra i vari utilizzi possibili si ricorda ancora che dai fiori si ottengono delle sostanze coloranti (rispettivamente rosso e giallo se bolliti con allume) ma si possono ottenere anche repellenti.

Modalità di Preparazione –
Per il suo bisogna raccogliere le sommità fiorite durante il periodo di massima fioritura, che coincide con i mesi di giugno e luglio, recidere gli steli fioriferi 10 cm più in basso delle infiorescenze ed eliminare eventuali foglie secche. Riunire in piccoli mazzi le sommità fiorite e farle così seccare il più rapidamente possibile, all’ombra e in un luogo aerato. Conservare, infine, in vasi o recipienti di vetro ben chiusi, lontano da polvere e umidità. Bisogna ricordarsi che è un’erba astringente, acida e leggermente amara.
In campo alimentare, dal gambo fuoriesce un liquido bianco che viene usato come enzima (la fitochimasi) per la coagulazione del latte nella produzione di formaggi.
In alcune zone si usano i frutti come il caffè (il seme può essere tostato con le stesse procedure del caffè) e con le parti aeree della pianta (le cime fiorite) si fanno delle bevande
L’infuso di caglio zolfino viene utilizzato anche in alcuni liquori e amari digestivi.
I teneri germogli possono essere mangiati crudi da soli o misti ad insalate primaverili.
A scopo medicinale sono invece impiegate le sommità fiorite della pianta.
Vediamo alcune preparazioni e modalità d’uso:
– Infuso per uso interno: versare un litro di acqua bollente in un recipiente di porcellana contenente 10-20 g di sommità fiorite di caglio essiccate e sminuzzate finemente, lasciare in infusione per 20-30 minuti, poi colare e assumere 2-3 tazze durante la giornata secondo le indicazioni.
– Infuso per uso interno: versare sopra 40-50 g di sommità fiorite di Caglio essiccate e sminuzzate grossolanamente un litro di acqua bollente, lasciare in infusione per 30-40 minuti, quindi colare e utilizzare per fare lavaggi e applicare impacchi e compresse.
– Cataplasmi: pestare in un mortaio la quantità desiderata di sommità fiorite fresche di Caglio fino a ottenere una poltiglia, applicare la polpa così ottenuta sulle zone interessate interponendo una garza.
– Cattiva digestione dovuta a cause di origine nervosa, epilessia, isteria: con azione calmante e antispasmodica, assumere all’occorrenza durante il corso della giornata tre tazze d’infuso di sommità fiorite, se si desidera dolcificare solo con un cucchiaino di miele. Se i disturbi diventano gravi e seri consultare immediatamente il medico.
– Cistite, edemi, idropisia, litiasi renali, malattie delle vie urinarie, problemi di obesità, ritenzione di liquidi nei tessuti: per migliorare la diuresi, assumere quando è necessario 2-3 tazze al giorno d’infuso di sommità fiorite, se nell’arco di 2-3 giorni non si osservano i primi miglioramenti consultare il medico.
– Contusioni, dermatosi, dolori dei tumori delle ghiandole linfatiche, eritemi, eruzioni cutanee, ferite, piccole piaghe, tagli: per facilitare i processi di cicatrizzazione, lavare con cura le zone doloranti con l’infuso di Caglio per uso esterno, inoltre applicare sulle zone interessate impacchi o compresse imbevute nel medesimo infuso, oppure applicare cataplasmi lasciando agire per 30 minuti. Se i tessuti non incominciano a cicatrizzare consultare il medico.
– Per aumentare il latte nelle donne durante il periodo dell’allattamento: un antico rimedio di grande efficacia consisteva nel somministrare alle donne durante l’allattamento 2-3 tazze al giorno d’infuso di sommità fiorite di Caglio.
– Come insetticida naturale: utilizzare la pianta intera di caglio essiccata e riunita in piccoli mazzetti per tenere lontano mosche, cimici e altri insetti fastidiosi, la sua azione sarà più efficace se associata a fronde di felce.
– Per la produzione di formaggi: per provare a preparare i formaggi casalinghi, il Caglio è fondamentale per la coagulazione del latte. Preparare un decotto molto concentrato dell’intera pianta di Caglio (esclusi i rizomi). Far bollire 80-90 g di pianta in un litro di acqua, dopo 10-15 minuti dall’inizio dell’ebollizione togliere dal fuoco e lasciar riposare per 20 minuti, quindi filtrare. Aggiungere il decotto così preparato al latte bollito e lasciare riposare in un luogo fresco. Il formaggio preparato con il decotto di caglio assumerà una tipica colorazione verdastra o giallo-dorata.
– Pot-pourri e sacchettini profumati: i piccoli fiorellini gialli esalano un delicato aroma che ricorda il miele, mentre le foglie essiccate profumano di fieno appena falciato, aggiungendo i fiori e le foglie di Caglio essiccate a una miscela, composta di Lavanda, Monarda, petali di Rosa, Menta piperita “citrata” e Meliloto si possono preparare pot-pourri e sacchettini profumati dalla delicata fragranza di campagna.
– Tintura per capi in lana e cotone: i rizomi e i fusti più bassi della pianta danno una tintura di colore rosso e rosa corallo, in questi casi preparare un decotto molto concentrato e utilizzare come mordente l’allume. Con i fiorellini si può invece ottenere una delicata tintura di colore giallo dorato, anche in questi casi preparare un decotto di sommità fiorite concentrato.
Questa pianta soprattutto durante il periodo del Medioevo, veniva usata per preparare ripieni di carni e altri cibi tipici propri dell’epoca, i suoi fiori inoltre conferiscono alle preparazioni un delicato e intenso profumo di miele. Oggi è ancora ampiamente utilizzato per la preparazione di formaggi grazie alla sua capacità di far “cagliare” il latte.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Galium verum

The Ladys Bedstraw (Galium verum L., 1753) is a perennial herbaceous species belonging to the Rubiaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Asteridae Subclass, Rubiales Order, Rubiaceae Family and then to the Genus Galium and to the Species G. verum.
There are many synonyms in the literature, among which we mention:
– Galium eminens Gren. in Gren. & Godron (1850);
– Galium floridum Salisb. (1796);
– Galium glabratum Klokov;
– Galium hypanicum Klokov (1961);
– Galium luteum Lam. (1779);
– Galium minimum Gilib. (1782);
– Galium minutum L. (1753);
– Galium officinale Gaterau (1789);
– Galium praecox (K.H. Láng) H. Braun in A. Kerner (1893);
– Galium verosimile Roemer & Schultes (1818);
– Galium wirtgenii F.W. Schultz (1855).

Etymology –
The term Galium comes from the Greek γάλα gála latte: because some species belonging to this genus were used to curdle milk.
The specific epithet verum derives from true, genuine, correct, original.

Geographical Distribution and Habitat –
The Ladys Bedstraw is a plant with complex origin but certainly Eurasian and which was later naturalized also in the temperate climate regions of the eastern United States.
In Italy it is widespread and present throughout the territory.
Its habitat is that of the scrub and arid meadows, of the anthropized areas, of sandy and stony places; it is a species that is basically calciophilic and basophilic and grows up to about 2000 m s.l.m ..

Description –
Galium verum is a perennial, herbaceous, rhizomatous plant.
It has erect or ascending stems, which grow up to 20 – 120 cm, cylindrical in the basal part and tetragons in the upper part, simple or little ramified and with erect-patent branches, glabrescent, crossed by 4 lines of hair turned upwards.
The leaves are 1 – 2 mm wide and 15 – 20 mm long and are gathered in verticils of 8 12 elements placed at the nodes of the stem, sessile, linear or filiform, acute and mucronate, shiny above and pubescent below, revolute at the margin, with an evident central rib and leathery consistency.
The inflorescences are up to 30 cm long, in thick egg-shaped panicles, erect, both terminal and axillary, carried by peduncles of 2 – 3 cm. the bracts in the inflorescences are similar to the leaves.
The single flowers, carried by short peduncles, are hermaphroditic, actinomorphic, tetramers of yellow color. The corolla is glabrous on the outside, of 2 4 mm, it is rotated with a short tube, divided into 4 acute lobes, between which 4 stamens are interspersed with brown anthers; the ovary is inferior to 2 loculi; a stylus with globose or capitate stigma.
The anthesis is between May and September.
The schizocarpical fruit is an achenary with 2 mericarps of 0.8 -1.8 mm, oblong or ovoid, blackish, glabrous or rarely puberulic, smooth or even wrinkled. Each fruit contains a seed.

Cultivation –
The cultivation of this plant dates back to many centuries ago and its use was not limited only to the food field but also to the medicinal one.
For its cultivation, it must be taken into account that it prefers calcareous soils with a pH that tends to be basic.
In the garden the ideal position is in drained, fertile, humid soil and not in a completely sunny position. It is considered an invasive plant.
Galium verum can also be grown in pots or left naturalized in a border of wild flowers.
As far as reproduction is concerned, it is advisable to work instead of dividing the rhizomes, as the plant is quite sensitive to transplants, starting from the seeds. These should be collected at the end of flowering and immediately sown in a vase containing a soft and well-drained substrate. The birth takes place in a few weeks, and the seedlings can then be transplanted with the whole sod directly in the following spring.

Uses and Traditions –
Galium verum was used in the past for various purposes, for example to fill mattresses with dried parts, or to remove insects (it seems that it kills fleas).
The use of this plant in herbal medicine has a long history even if today it is almost zero. In ancient times it was a herb used for the coagulation of milk, while today rennet is extracted from the abomasum of suckling calves.
This plant, moreover, like other Galium, has dyeing properties. From it we get the yellow from the flowers, which is used as a food coloring, or to dye the handcrafted fabrics, as well as the red color that is obtained from the roots.
The Ladys Bedstraw, as mentioned, is a medicinal plant as it has an antispasmodic and calming effect: in particular, in case of poor digestion due to causes of nervous origin, it plays a relaxing action on the muscles of the organs that regulate the digestive processes . It is a light diuretic and its use is particularly indicated in the treatment of urinary tract diseases, in case of renal lithiasis, cystitis, fluid retention, edema and obesity. For external use the rennet has a healing action, favoring the healing of wounds, cuts, abrasions, erythema and bruises.
Once it was also used to dye fabrics in yellow, using flowers, or in red, using the roots.
Furthermore the different species belonging to the genus Galium contain asperuloside, which produces coumarin, a substance that gives the dried leaves a characteristic odor of freshly cut hay. Asperuloside can be transformed into prostaglandins, substances similar to hormones, making this plant of great interest for the pharmaceutical industry.
The main constituents are: galisoline (anthraquinone glycoside), asperuloside, tannins, aucubine, flavonoids, saponin, asperulina, various organic acids, phytochemase, an enzyme responsible for the coagulation of milk and mineral salts.
Galium verum is used in gardening as it can create pleasant colored spots both for borders and hedges.
It is also a food plant for larvae of different species of butterflies.
Among the various possible uses, it should also be remembered that from the flowers coloring substances are obtained (respectively red and yellow if boiled with alum) but repellents can also be obtained.

Preparation Mode –
For his need to collect the flowering tops during the period of maximum flowering, which coincides with the months of June and July, sever the flowering stems 10 cm lower than the inflorescences and eliminate any dry leaves. Bring together the flowering tops in small bunches and dry them as quickly as possible, in the shade and in an airy place. Finally, store in tightly closed glass jars or containers, away from dust and moisture. Remember that it is an astringent, sour and slightly bitter herb.
In the alimentary field, a white liquid emerges from the stem which is used as an enzyme (the phytochimase) for the coagulation of milk in the production of cheese.
In some areas fruits such as coffee are used (the seed can be roasted with the same procedures as coffee) and with the aerial parts of the plant (the flowered tops) drinks are made
The infusion of zolfino rennet is also used in some liqueurs and digestive bitters.
The tender shoots can be eaten raw alone or mixed with spring salads.
Instead, the flowering tops of the plant are used for medicinal purposes.
Let’s see some preparations and methods of use:
– Infusion for internal use: pour a liter of boiling water in a porcelain container containing 10-20 g of flowered tops of rennet dried and finely chopped, leave to infuse for 20-30 minutes, then strain and take 2-3 cups during the day according to the indications.
– Infusion for internal use: pour over 40-50 g of dried flowering tops of Caglio and chop roughly a liter of boiling water, leave to infuse for 30-40 minutes, then strain and use to wash and apply compresses and compresses.
– Cataplasms: crush in a mortar the desired amount of fresh flowering tops of Caglio until obtaining a pulp, apply the pulp thus obtained on the affected areas interposing a gauze.
– Poor digestion due to causes of nervous origin, epilepsy, hysteria: with calming and antispasmodic action, if necessary during the course of the day, take three cups of flowering tops, if you want to sweeten only with a teaspoon of honey. If the problems become serious and serious seek medical advice immediately.
– Cystitis, edema, dropsy, renal lithiasis, urinary tract diseases, obesity problems, tissue fluid retention: to improve diuresis, take 2-3 cups a day of infusion of flowering tops, if in the arc of 2-3 days the first improvements are not observed consult the doctor.
– Bruises, dermatoses, lymphatic gland tumors pains, erythema, rashes, wounds, small sores, cuts: to facilitate the healing process, carefully wash the painful areas with the Caglio infusion for external use, also apply on the affected areas packs or tablets soaked in the same infusion, or apply poultices leaving for 30 minutes. If the tissues do not start healing, consult your doctor.
– To increase milk in women during the period of breastfeeding: an ancient remedy of great efficacy consisted in administering to women during breastfeeding 2-3 cups a day of infusion of flowering tops of Caglio.
– As a natural insecticide: use the whole dried rennet plant in small bunches to keep away flies, bedbugs and other annoying insects, its action will be more effective if associated with fern fronds.
– For the production of cheeses: to try to prepare homemade cheeses, the Caglio is essential for the coagulation of milk. Prepare a highly concentrated decoction of the entire Caglio plant (excluding the rhizomes). Boil 80-90 g of plant in a liter of water, after 10-15 minutes from the start of boiling remove from the heat and let stand for 20 minutes, then filter. Add the decoction prepared in this way to boiled milk and leave to rest in a cool place. The cheese prepared with the rennet decoction will take on a typical greenish or golden-yellow color.
– Pot-pourri and perfumed sachets: the small yellow flowers exhale a delicate aroma reminiscent of honey, while the dried leaves smell of freshly mown hay, adding the dried flowers and leaves of Caglio to a mixture, composed of Lavender, Monarda, Rose petals, Peppermint “citrata” and Melilotus can be used to prepare pot-pourri and perfumed sachets with a delicate country fragrance.
– Dyeing for wool and cotton garments: the lower rhizomes and stems of the plant give a dye of red and coral pink, in these cases prepare a highly concentrated decoction and use alum as a mordant. With the flowers you can instead get a delicate dye of golden yellow color, even in these cases prepare a decoction of concentrated flowering tops.
This plant, especially during the Middle Ages, was used to prepare stuffed meats and other typical foods of the era, its flowers also give the preparations a delicate and intense aroma of honey. Today it is still widely used for the preparation of cheese thanks to its ability to “curdle” the milk.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Galium verum

El Cuajaleche (Galium verum L., 1753) es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Rubiaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Asteridae Subclass, Rubiales Order, Rubiaceae Family y, por lo tanto, al género Galium y a la Species G. verum.
Existen muchos sinónimos en la literatura, entre los cuales mencionamos:
– Galium eminens Gren. en Gren & Godron (1850);
– Galium floridum Salisb. (1796);
– Galium glabratum Klokov
– Galium hypanicum Klokov (1961);
– Galium luteum Lam. (1779);
– Galium mínimo Gilib. (1782);
– Galium minutum L. (1753);
– Galium officinale Gaterau (1789);
– Galium praecox (K.H. Láng) H. Braun en A. Kerner (1893);
– Galium verosimile Roemer & Schultes (1818);
– Galium wirtgenii F.W. Schultz (1855).

Etimología –
El término Galium proviene del griego γάλα gála latte: porque algunas especies pertenecientes a este género se usaron para cuajar la leche.
El epíteto específico verum deriva de verdadero, genuino, correcto, original.

Distribución geográfica y hábitat –
El Cuajaleche es una planta de origen complejo pero ciertamente euroasiático y que luego se naturalizó también en las regiones de clima templado del este de los Estados Unidos.
En Italia está muy extendido y presente en todo el territorio.
Su hábitat es el de los matorrales y prados secos, de las zonas antropizadas, de los lugares arenosos y pedregosos; Es una especie que es básicamente clorofílica y basófila y crece hasta unos 2000 m.

Descripción –
Galium verum es una planta perenne, herbácea, rizomatosa.
Tiene tallos erectos o ascendentes, que crecen hasta 20-120 cm, cilíndricos en la parte basal y tetragones en la parte superior, simples o poco ramificados y con ramas erectas, glabrescentes, cruzadas por 4 líneas de cabello hacia arriba.
Las hojas tienen 1 – 2 mm de ancho y 15 – 20 mm de largo y están reunidas en verticilos de 8 12 elementos colocados en los nodos del tallo, sésiles, lineales o filiformes, agudos y mucronatos, brillantes arriba y pubescentes debajo, revolutos en el margen, con evidente costilla central y consistencia coriácea.
Las inflorescencias tienen hasta 30 cm de largo, en panículas gruesas en forma de huevo, erectas, tanto terminales como axilares, transportadas por pedúnculos de 2 a 3 cm. Las brácteas en las inflorescencias son similares a las hojas.
Las flores individuales, llevadas por pedúnculos cortos, son hermafroditas, actinomórficas, tetrámeras de color amarillo. La corola es glabra en el exterior, de 2 4 mm, se gira con un tubo corto, dividido en 4 lóbulos agudos, entre los cuales 4 estambres se intercalan con anteras marrones; el ovario es inferior a 2 loculi; un lápiz con estigma globoso o capitado.
La antesis es entre mayo y septiembre.
El fruto esquizocarpical es un achenary con 2 mericarps de 0.8 -1.8 mm, oblongo u ovoide, negruzco, glabro o raramente puberulico, liso o incluso arrugado. Cada fruta contiene una semilla.

Cultivo –
El cultivo de esta planta se remonta a muchos siglos atrás y su uso no se limitaba solo al campo de los alimentos sino también al medicinal.
Para su cultivo, debe tenerse en cuenta que prefiere suelos calcáreos con un pH que tiende a ser básico.
En el jardín, la posición ideal es en suelos drenados, fértiles, húmedos y no en una posición completamente soleada. Se considera una planta invasora.
Galium verum también puede cultivarse en macetas o dejarse naturalizado en un borde de flores silvestres.
En cuanto a la reproducción, es recomendable trabajar en lugar de dividir los rizomas, ya que la planta es bastante sensible a los trasplantes, comenzando por las semillas. Estos deben recogerse al final de la floración e inmediatamente sembrar en un florero que contenga un sustrato suave y bien drenado. El nacimiento se lleva a cabo en unas pocas semanas, y las plántulas se pueden trasplantar con el césped completo directamente en la primavera siguiente.

Usos y Tradiciones –
El galium verum se utilizó en el pasado para diversos fines, por ejemplo, para llenar colchones con partes secas o para eliminar insectos (parece que mata las pulgas).
El uso de esta planta en la medicina herbal tiene una larga historia, incluso si hoy es casi cero. En la antigüedad, era una hierba utilizada para la coagulación de la leche, mientras que hoy se extrae el cuajo del abomaso de los terneros lactantes.
Esta planta, además, como otras Galium, tiene propiedades de tintura. De ella obtenemos el amarillo de las flores, que se usa como colorante alimentario, o para teñir las telas artesanales, así como el color rojo que se obtiene de las raíces.
El Cuajaleche, como se mencionó, es una planta medicinal ya que tiene un efecto antiespasmódico y calmante: en particular, en caso de mala digestión debido a causas de origen nervioso, desempeña una acción relajante en los músculos de los órganos que regulan los procesos digestivos. . Es un diurético ligero y su uso está especialmente indicado en el tratamiento de enfermedades del tracto urinario, en caso de litiasis renal, cistitis, retención de líquidos, edema y obesidad. Para uso externo, el cuajo tiene una acción curativa, favoreciendo la curación de heridas, cortes, abrasiones, eritema y contusiones.
Una vez que también se usaba para teñir telas en amarillo, usando flores, o en rojo, usando las raíces.
Además, las diferentes especies que pertenecen al género Galium contienen asperulosido, que produce cumarina, una sustancia que le da a las hojas secas el olor característico del heno recién cortado. El asperulosido se puede transformar en prostaglandinas, sustancias similares a las hormonas, lo que hace que esta planta sea de gran interés para la industria farmacéutica.
Los componentes principales son: galisolina (glucósido de antraquinona), asperulosido, taninos, aucubina, flavonoides, saponina, asperulina, diversos ácidos orgánicos, fitoquemasas, una enzima responsable de la coagulación de la leche y las sales minerales.
Galium verum se usa en jardinería, ya que puede crear agradables manchas de color tanto para bordes como para setos.
También es una planta alimenticia para larvas de diferentes especies de mariposas.
Entre los diversos usos posibles, también debe recordarse que de las flores se obtienen sustancias colorantes (respectivamente rojo y amarillo si se hierven con alumbre), pero también se pueden obtener repelentes.

Modo de preparación –
Debido a su necesidad de recolectar las cimas de floración durante el período de floración máxima, que coincide con los meses de junio y julio, corte los tallos de floración 10 cm por debajo de las inflorescencias y elimine las hojas secas. Reúna las partes superiores con flores en pequeños racimos y séquelas lo más rápido posible, a la sombra y en un lugar ventilado. Finalmente, almacene en frascos o recipientes de vidrio bien cerrados, lejos del polvo y la humedad. Recuerda que es una hierba astringente, agria y ligeramente amarga.
En el campo alimentario, emerge un líquido blanco del tallo que se utiliza como enzima (la fitoquimasa) para la coagulación de la leche en la producción de queso.
En algunas áreas se usan frutas como el café (la semilla se puede tostar con los mismos procedimientos que el café) y con las partes aéreas de la planta (las copas florecidas) se hacen bebidas
La infusión de cuajo de zolfino también se usa en algunos licores y amargos digestivos.
Los brotes tiernos se pueden comer crudos solos o mezclados con ensaladas de primavera.
En cambio, las cimas florecientes de la planta se usan con fines medicinales.
Veamos algunas preparaciones y métodos de uso:
– Infusión para uso interno: vierta un litro de agua hirviendo en un recipiente de porcelana que contenga 10-20 g de tapas floreadas de cuajo secas y finamente picadas, deje en infusión durante 20-30 minutos, luego cuele y tome 2-3 tazas durante El día según las indicaciones.
– Infusión para uso interno: vierta más de 40-50 g de tapas de flores secas de Caglio y pique aproximadamente un litro de agua hirviendo, deje en infusión durante 30-40 minutos, luego cuele y use para lavar y aplicar compresas y compresas.
– Cataplasmas: triture en un mortero la cantidad deseada de cimas frescas de Caglio hasta obtener una pulpa, aplique la pulpa así obtenida en las áreas afectadas interponiendo una gasa.
– Mala digestión debido a causas de origen nervioso, epilepsia, histeria: con acción calmante y antiespasmódica, si es necesario durante el transcurso del día, tome tres tazas de tapas con flores si desea endulzar solo con una cucharadita de miel. Si los problemas se vuelven serios y serios, busque atención médica de inmediato.
– Cistitis, edema, hidropesía, litiasis renal, enfermedades del tracto urinario, problemas de obesidad, retención de líquidos en los tejidos: para mejorar la diuresis, tome 2-3 tazas al día de infusión de flores, si está en el arco de 2-3 días las primeras mejoras no se observan consultar al médico.
– Contusiones, dermatosis, tumores de glándulas linfáticas, dolores, eritema, erupciones cutáneas, heridas, llagas pequeñas, cortes: para facilitar el proceso de curación, lave cuidadosamente las áreas dolorosas con la infusión de Caglio para uso externo, también aplique en el paquetes de áreas afectadas o tabletas empapadas en la misma infusión, o aplique cataplasmas dejando durante 30 minutos. Si los tejidos no comienzan a cicatrizar, consulte a su médico.
– Para aumentar la leche en las mujeres durante el período de lactancia: un antiguo remedio de gran eficacia consistía en administrar a las mujeres durante la lactancia 2-3 tazas al día de infusión de las cimas florecientes de Caglio.
– Como insecticida natural: use toda la planta de cuajo seco en pequeños racimos para mantener alejadas a las moscas, chinches y otros insectos molestos, su acción será más efectiva si se asocia con hojas de helecho.
– Para la producción de quesos: para tratar de preparar quesos caseros, el Caglio es esencial para la coagulación de la leche. Prepare una decocción altamente concentrada de toda la planta de Caglio (excluyendo los rizomas). Hervir 80-90 g de planta en un litro de agua, después de 10-15 minutos desde el inicio de la ebullición, retirar del fuego y dejar reposar durante 20 minutos, luego filtrar. Agregue la decocción preparada de esta manera a la leche hervida y deje reposar en un lugar fresco. El queso preparado con la decocción de cuajo tomará un color verdoso o amarillo dorado típico.
– Popurrí y bolsitas perfumadas: las pequeñas flores amarillas exhalan un aroma delicado que recuerda a la miel, mientras que las hojas secas huelen a heno recién cortado, agregando las flores y hojas secas de Caglio a una mezcla, compuesta de lavanda, monarda, Los pétalos de rosa, la “citrata” de menta y el meliloto se pueden usar para preparar popurrí y bolsitas perfumadas con una delicada fragancia country.
– Teñido para prendas de lana y algodón: los rizomas y tallos inferiores de la planta dan un tinte de rojo y rosa coral, en estos casos preparan una decocción altamente concentrada y usan alumbre como mordiente. Con las flores, en cambio, puedes obtener un delicado tinte de color amarillo dorado, incluso en estos casos prepara una decocción de flores concentradas.
Esta planta, especialmente durante la Edad Media, se utilizó para preparar carnes rellenas y otros alimentos típicos de la época, sus flores también le dan a las preparaciones un aroma delicado e intenso de miel. Hoy en día todavía se usa ampliamente para la preparación de queso gracias a su capacidad de “cuajar” la leche.

Guido Bissanti

fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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