Bubulcus ibis

Bubulcus ibis

L’airone guardabuoi (Bubulcus ibis Linnaeus, 1758) è un volatile di taglia media della famiglia degli Ardeidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Aves, Sottoclasse Neognathae, Superordine Neornithes, Ordine Pelecaniformes, Famiglia Ardeidae e quindi al Genere Bubulcus ed alla Specie B. ibis.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’airone guardabuoi è un uccello presente in gran parte dell’Asia, dell’Africa, delle Americhe e dell’Europa meridionale, compresa l’Italia centro-meridionale. Prima degli anni trenta non era noto in alcuna parte del continente americano, che oggi è occupato quasi totalmente dalla specie.
Negli ultimi anni il suo territorio di attestazione è in espansione e si è assistito ad un aumento delle popolazioni e delle nidificazioni in Italia settentrionale. Anche i contingenti di animali svernanti sono sensibilmente aumentati.
In Italia la prima nidificazione documentata in Italia è avvenuta in Sardegna nel 1985, anche se esemplari in abito nuziale sono stati segnalati nello stesso periodo in altre regioni. Successivamente sono state documentate nidificazioni nel 1989 in Piemonte e successivamente in altre regioni.

Descrizione –
Il Bubulcus ibis è un uccello di medie dimensioni con una lunghezza di 46-53 cm, un’altezza di 25-30 cm, un’apertura alare di 90-95 cm ed un peso intorno ai 220 g. ma che in certi esemplari può raggiungere i 500 g. Si riconosce per avere un piumaggio bianco, collo corto, becco giallo e zampe grigie. Durante la stagione riproduttiva gli adulti sfoggiano una livrea più colorata con piume arancioni sul vertice, sulla nuca e sul dorso, becco e zampe di colore carnacino. L’abito invernale è invece bianco con becco giallo.
Nei giovani il piumaggio è interamente bianco, mentre le zampe e il becco sono prevalentemente neri.

Biologia –
L’airone guardabuoi è un uccello fortemente sociale anche nella fase di nidificazione quando si riunisce in colonie a volte numerosissime, ponendo il nido su alberi prospicienti fiumi o specchi d’acqua, boschetti fra le risaie e notoriamente, all’interno di garzaie frammisto ad altre specie di ardeidi.
Le aree di nidificazioni nell’emisfero boreale, vengono occupate nella tarda primavera quando di ritorno dalla migrazione o dagli spostamenti stagionali. Il corteggiamento è quello tipico degli aironi con svolazzamenti di fronte alla femmina effettuati direttamente sul luogo di nidificazione, con arricciamento delle penne sul capo, agitando nel becco rametti secchi ed il tutto accompagnato da un grande schiamazzo.
Da quel momento la colonia diventa rumorosissima sia di giorno che di notte, un disturbo accentuato ancor più al momento della nascita dei piccoli.
Il nido è realizzato in forma di piattaforma con rami secchi e falaschi; questo è poco stabile tanto che non è raro che i piccoli durante la crescita cadano a terra alimentando un lavoro di predazione da parte di mustelidi, roditori e volpi che si aggirano costantemente ai piedi della colonia.
La femmina depone da 2 a 5 uova, di colore bianco azzurrognole, che vengono covate da entrambi i partner per circa 25 giorni. Alla nascita i piccoli sono ricoperti da un leggera peluria ma non in grado di termoregolarsi per cui devono sempre avere l’assistenza costante di uno dei genitori ma già nella seconda settimana di vita possono rimanere soli nel nido per il tempo necessario al procacciamento del cibo da parte degli adulti, protetti solo dalla mutua assistenza fornita dalla colonia.
Giunti a tre settimane la livrea giovanile è completata ed i giovani lasciano il nido arrampicandosi ed avventurandosi sui rami tutto intorno al nido fino alla settima settimana quando diventeranno autonomi.

Ruolo Ecologico –
Il Bubulcus ibis frequenta gli ambienti umidi ma anche i campi arati e seminati, dove sovente segue i trattori durante le fasi di lavorazione dei campi. Le colonie solitamente sono composte da una decina di esemplari.
Si nutre di pesci, anfibi e invertebrati acquatici e terricoli, nonché di piccoli roditori (arvicole) che scova nei terreni agricoli in fase di lavorazione. Infatti, dove è possibile, segue mandrie di animali domestici o selvatici e si posa anche sul loro dorso per nutrirsi di parassiti. Non disdegna di predare nidi che trova nel suo continuo camminare ed anche di assalire volatili indeboliti o feriti.
Lo troveremo spesso con le mucche, come suggerisce il nome volgare, ma altrettanto spesso con altri animali al pascolo, come suggerisce il nome latino, “airone contadino”.
A differenza degli altri aironi questa specie durante la caccia rincorre le prede camminando tra l’erba, al contrario dei consimili che effettuano cacce di attesa e di attenzione.
È più irruento e caccia solitamente in branchi al contrario degli altri che sono di solito insofferenti della vicinanza dei loro simili.
È attirato dagli animali al pascolo che appena Individuano si radunano attorno riprendendo l’atavica abitudine di confondersi fra di loro.
Oltre a rincorrere gli insetti mossi dagli animali ama becchettarli togliendo zecche e parassiti che infestano il loro pelo.
Poi stanchi di camminare e volendo asciugarsi le penne dalla rugiada, eccoli accomodarsi sul loro groppone e comodamente farsi trasportare mentre si stirano le ali e fanno l’abituale toilette alla livrea.
L’airone guardabuoi, come detto, è fortemente sociale e trascorre la sua vita sempre in compagnia dei suoi simili.
Questa specie, in Italia, è protetta ai sensi della legge 157/1992. Risente dell’allargamento dei centri urbani e dalla riduzione delle zone umide.
In Italia, dove la specie è di recente immigrazione. Il numero di individui maturi è stato stimato in 2374 nel 2002 e risulta in incremento negli ultimi 15 anni. La specie è inoltre in aumento in tutto il suo areale europeo e non è soggetta a minacce specifiche nel nostro Paese. Per questi motivi la specie in Italia è valutata a Minore Preoccupazione (LC).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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