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Cucurbita pepo

La zucchina o zucchino (Cucurbita pepo L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Cucurbitales, Famiglia Cucurbitaceae e quindi al Genere Cucurbita ed alla Specie C. pepo.
Fanno parte della Cucurbita pepo alcune varietà queste sono:
– C. pepo subsp. pepo – zucche coltivate, zucchine, zucche arancioni;
– C. pepo subsp. ovifera var. ovifera – a cui appartengono la maggior parte delle zucche ornamentali;
– C. pepo subsp. ovifera var. Ozarkana – che sono delle popolazioni selvagge ancora presenti nella valle del Mississippi e nell’altopiano d’Ozark, negli Stati Uniti centrali;
– C. pepo subsp. ovifera var. texana – che sono le popolazioni selvagge del Texas;
– C. pepo subsp. fraterna – le popolazioni selvatiche del nord-est del Messico;

Etimologia –
Il termine Cucurbita è il nome latino della zucca, il quale, a sua volta, proviene dal sanscrito c’arbata curvata, rotonda.
L’epiteto specifico pepo deriva da pepo, peponis, nome latino del popone in Plinio & al.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La zucchina è una pianta annuale che venne importata in Europa intorno al 1500 dopo la scoperta dell’America la cui origine è collocata nell’America Centrale e più precisamente sugli altopiani del Messico.
Secondo alcuni autori la Cucurbita pepo è derivata dalla C. texana , mentre per altri la C. texana è semplicemente una forma selvaggia della C. pepo.
La Cucurbita pepo selvaggia si trova ancora nelle stesse aree della Cucurbita fraterna in Messico. Dal punto di vista genetico la C. pepo ha più somiglianze con la C. fraterna rispetto a C. texana. Tutti gli alleli della C. fraterna studiati si trovano anche nella C. pepo; cosa che fa presupporre che la C. fraterna sia la parente più vicina alla C. pepo. Per questo motivo la C. pepo, probabilmente, è una forma domestica precoce di C. fraterna.
Oggi la zucchina è coltivata in tutti i continenti dove ha una vasta gamma di usi, soprattutto per scopi alimentari.

Descrizione –
La zucchina è una specie erbacea con portamento cespuglioso e strisciante o rampicante, con grandi foglie di colore verde scuro e tomentose, ovvero ricoperte da una morbida e corta peluria.
I fiori sono di colore giallo – arancio, a forma di calice, mentre i frutti hanno diverse forme dovute alle cultivar introdotte dall’uomo. Possono essere più o meno lunghi, verde scuro o chiaro, tondi o lobati, con o senza striature.
Il frutto è un peponide, con forma, dimensioni, consistenza e colore esterno variabili, polpa compatta o acquosa gialla, arancione o bianca. All’interno troviamo numerosi semi di (10)12-25 x (3)8-12(17) mm, ovati, biancastri, con margine evidente.

Coltivazione –
La zucchina è una pianta che per poter crescere bene ha bisogno di clima mite ed in posizione soleggiata e ben aerata.
Dal punto di vista agronomico è una pianta da rinnovo che apre una rotazione triennale ed è consociabile con cipolle, fagioli rampicanti e lattuga.
Viene coltivata a partire da seme e questi si interrano direttamente a dimora da aprile a giugno, e comunque quando la temperatura, sia diurna sia notturna, si mantiene sopra i 20 °C. Se ne piantano 2 o 3 per ogni buchetta, in verticale nel terreno e con la parte più stretta rivolta verso il basso: un vaso lungo e profondo può ospitare una sola pianta. Per i giardinieri neofiti si consiglia di acquistare piantine già pronte.
Il suolo deve essere ben lavorato, profondo e di medio impasto, ben drenato per evitare ristagni d’acqua e ricchi di sostanze organiche. Per ottenere rendimenti adeguati e frutti di qualità in coltivazioni biologiche occorre distribuire quattro o cinque quintali di letame maturo per cento metri quadrati. Il letame dovrà essere interrato alla profondità media di quaranta centimetri.
Su terreni ben lavorati, se le piante sono sufficientemente distanziate (densità inferiore a 1,4 piante per metro quadrato) il rendimento può arrivare a 40-45 frutti per pianta anche se valori tipici sono piuttosto di 20-25 frutti per pianta.
Per la raccolta dei frutti, ad uso alimentare, bisogna intervenire nel periodo in cui hanno dimensioni ancora modeste (da otto a dieci settimane dalla semina). In effetti ad accrescimento completo il frutto presenta semi che per quantità e dimensione non lo rendono più commestibile.
Per la tecnica di coltivazione in biologico si può consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La zucchina Si tratta di un ortaggio la cui coltivazione ha iniziato a diffondersi in Europa nel Sedicesimo Secolo. Per la sua facile produzione è stata a lungo un cibo destinato alle classi minori.
Si tratta di un ortaggio dal sapore neutro, delicato, indefinito, quasi acerbo. La si raccoglie ancora immatura, per cui mantiene un sapore neutro che gli ha permesso comunque di avere innumerevoli preparazioni culinarie.
Le zucchine hanno trovato nella gastronomia italiana un’autentica consacrazione in una serie infinita di magistrali varianti regionali. Il sapore neutro le rende molto versatili in cucina: la maggior parte delle ricette tradizionali ne prevede l’uso soprattutto come contorno, ma sono molto gustose anche crude, tagliate fini, in insalata.
Visto che la Cucurbita pepo nasce sugli altipiani del Messico – i primi a cucinarla furono gli aztechi ma la consacrazione è avvenuta proprio in Italia.
L’irresistibile ascesa della zucchetta viene anche dalla sua proverbiale leggerezza che ne ha fatto un sinonimo di alimentazione sana, rinfrescante, ipocalorica. Insomma di un mangiare giusto e pulito, condito di buone intenzioni. Gli zucchini sono ormai il simbolo di un ideale di salute, di equilibrio, diciamolo pure, di rinuncia. Fino all’accanimento pedagogico.
L’Italia è uno dei maggiori produttori europei di zucchine. Di esse si consumano i fiori quando sono ancora in boccio e i frutti tenerissimi, appena formati. Lo zucchino è diffuso in tutte le regioni, e specificatamente in Sicilia, Lazio, Piemonte, Veneto, Puglia, Toscana e Liguria.
Commercialmente si distinguono due tipologie fondamentali:
– zucchino chiaro, prodotto conosciuto sui mercati di Genova, Bologna e in alcune aree del Sud Italia, viene genericamente raccolto con il fiore. Può avere forma cilindrica tendente a formare una sfera in alcune tipologie locali o allungata;
– zucchino scuro, che per definizione è la tipologia più conosciuta in Lombardia e per l’esportazione; ha forma allungata, tinta verde scuro ed è raccolto senza fiore. I fiori sono parte edibile della pianta e possono essere impanati e fatti friggere.
La zucchina è ricca di acqua e con poche calorie, è una fonte di vitamine C e B9. L’alto contenuto di potassio e il basso contenuto di sodio le conferisce proprietà diuretiche.

Modalità di Preparazione –
La zucchina è un ortaggio i cui modi di utilizzo sono diversi a seconda delle forme e dimensioni: si possono utilizzare lessate o fritte dopo averle tagliate a fettine e impanate, altri ancora al forno.
Le zucchine entrano da sole o con altre verdure in varie preparazioni alimentari. Tra i primi compaiono a volte come condimento della pasta o come uno dei principali ingredienti del minestrone. Le zucchine finemente affettate possono anche venire cucinate in carpione e servite come antipasto.
Altre ricette prevedono la preparazione con uno spicchio d’aglio, un’idea di menta, un filo di extravergine, un cucchiaio di carne macinata, una spruzzata di mollica di pane, ecc.
Si può sposare con gli ingredienti più diversi, dolci e salati. Con l’orzo nei biscotti, con il limone nei muffin, con il cioccolato nelle girelle, con gli spaghettini di soya nel pollo alla cinese, con aglio e yogurt nel panbrioche ebraico.
Il fiore di zucca o fiore di zucchino (chiamato anche fiorillo), dal colore giallo-arancione, è molto utilizzato in campo culinario; per questo vengono utilizzati prevalentemente i fiori maschili quelli che hanno il gambo, chiamato peduncolo, sottile e che sono destinati, dopo l’impollinazione a seccare. Vengono pertanto colti quando sono ancora turgidi e usati generalmente fritti. Volendo usare i fiori femminili, ma già di maschili ve ne sono a sufficienza, si devono recidere con delicatezza, senza danneggiare l’ovario cui sono portati ove non danneggiarlo e così perderlo. Pertanto, come già detto il fiore si usa solitamente fritto, per ricavarne piatti come gli sciurilli napoletani o i fiori di zucca in pastella “alla romana”.
molto gustoso il panino con pesto di canapa e mandorle, zucchine alla griglia, semi di sesamo e chia, pomodorini, mandorle tostate siciliane, olio evo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Cucurbita pepo

The courgette (Cucurbita pepo L.) is a herbaceous species belonging to the Cucurbitaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Cucurbitales Order, Cucurbitaceae Family and therefore to the Genus Cucurbita and to the C. pepo Species.
Some varieties of Cucurbita pepo are:
– C. pepo subsp. pepo – cultivated pumpkins, zucchini, orange pumpkins;
– C. pepo subsp. ovifera var. ovifera – to which most ornamental pumpkins belong;
– C. pepo subsp. ovifera var. Ozarkana – which are wild populations still present in the Mississippi valley and the Ozark plateau in the central United States;
– C. pepo subsp. ovifera var. Texan – which are the wild populations of Texas;
– C. pepo subsp. fraternal – the wild populations of north-eastern Mexico;

Etymology –
The term Cucurbita is the Latin name of the pumpkin, which, in turn, comes from the Sanskrit c’arbata curved, round.
The specific epithet pepo derives from pepo, peponis, the Latin name of the popone in Pliny & al.

Geographical Distribution and Habitat –
The courgette is an annual plant that was imported into Europe around 1500 after the discovery of America whose origin is located in Central America and more precisely on the highlands of Mexico.
According to some authors, Cucurbita pepo is derived from C. texana, while for others C. texana is simply a wild form of C. pepo.
The wild Cucurbita pepo is still found in the same areas as fraternal Cucurbita in Mexico. From the genetic point of view, C. pepo has more similarities with C. fraterna than C. texana. All the alleles of the studied C. fraterna are also found in C. pepo; which suggests that C. fraterna is the closest relative to C. pepo. For this reason, C. pepo is probably an early domestic form of C. fraterna.
Today zucchini is grown on all continents where it has a wide range of uses, especially for food purposes.

Description –
The courgette is a herbaceous species with bushy and creeping or climbing habit, with large dark green and tomentose leaves, ie covered with a soft and short down.
The flowers are yellow – orange, in the shape of a chalice, while the fruits have different shapes due to the cultivars introduced by man. They can be more or less long, dark or light green, round or lobed, with or without streaks.
The fruit is a peponide, with variable shape, size, consistency and external color, compact or watery yellow, orange or white pulp. Inside we find numerous seeds of (10) 12-25 x (3) 8-12 (17) mm, ovate, whitish, with obvious margin.

Cultivation –
The courgette is a plant that needs a mild climate in a sunny and well-ventilated position to grow well.
From an agronomic point of view, it is a renewal plant that opens a three-year rotation and is compatible with onions, climbing beans and lettuce.
It is cultivated starting from seed and they are planted directly from April to June, and in any case when the temperature, both day and night, remains above 20 ° C. Two or three are planted for each buchetta, vertically in the ground and with the narrowest part facing down: a long and deep vase can accommodate only one plant. For novice gardeners it is recommended to buy ready-made plants.
The soil must be well worked, deep and of medium texture, well drained to avoid stagnation of water and rich in organic substances. To obtain adequate yields and quality fruits in organic cultivation it is necessary to distribute four or five quintals of mature manure per hundred square meters. The manure must be buried at an average depth of forty centimeters.
On well-worked soils, if the plants are sufficiently spaced (density less than 1.4 plants per square meter) the yield can reach 40-45 fruits per plant even if typical values ​​are rather than 20-25 fruits per plant.
For the harvest of the fruits, for alimentary use, it is necessary to intervene in the period in which they still have modest dimensions (from eight to ten weeks from the sowing). In fact, with complete growth, the fruit has seeds that do not make it more edible in terms of quantity and size.
For the biological cultivation technique the following sheet can be consulted.

Uses and Traditions –
Courgette It is a vegetable whose cultivation began to spread in Europe in the 16th century. For its easy production it has long been a food destined for the minor classes.
It is a vegetable with a neutral taste, delicate, undefined, almost unripe. It is still gathered immature, so it maintains a neutral flavor that has allowed it to have countless culinary preparations.
Courgettes have found in the Italian gastronomy an authentic consecration in an infinite series of masterly regional variations. The neutral taste makes them very versatile in the kitchen: most of the traditional recipes use them mainly as a side dish, but they are also very tasty, raw, finely sliced, in salads.
Since the Cucurbita pepo was born in the highlands of Mexico – the first to cook it were the Aztecs but the consecration took place precisely in Italy.
The irresistible rise of the zucchetta also comes from its proverbial lightness that has made it a synonym of healthy, refreshing, low-calorie food. In short, to eat just and clean, seasoned with good intentions. Courgettes are now the symbol of an ideal of health, of balance, let’s face it, of renunciation. Until the pedagogical fury.
Italy is one of the major European zucchini producers. The flowers are consumed when they are still in bud and the fruits are very tender, just formed. The courgette is widespread in all regions, and specifically in Sicily, Lazio, Piedmont, Veneto, Puglia, Tuscany and Liguria.
Commercially, there are two basic types:
– light courgette, a product known on the markets of Genoa, Bologna and in some areas of southern Italy, is generically harvested with the flower. It may have a cylindrical shape tending to form a sphere in some local or elongated types;
– dark courgette, which by definition is the best known type in Lombardy and for export; it has an elongated shape, a dark green color and is gathered without a flower. The flowers are an edible part of the plant and can be breaded and fried.
Courgette is rich in water and low in calories, is a source of vitamins C and B9. The high potassium content and low sodium content gives it diuretic properties.

Preparation Mode –
The courgette is a vegetable whose ways of use are different according to the shapes and dimensions: they can be used boiled or fried after having cut them into slices and breaded, others still in the oven.
Courgettes come on their own or with other vegetables in various food preparations. Among the former they sometimes appear as a condiment for pasta or as one of the main ingredients of minestrone. The finely sliced ​​zucchini can also be cooked in carpione and served as an appetizer.
Other recipes include preparing a clove of garlic, an idea of ​​mint, a drizzle of extra virgin olive oil, a tablespoon of minced meat, a sprinkling of breadcrumbs, etc.
It can be combined with the most diverse, sweet and savory ingredients. With the barley in the biscuits, with the lemon in the muffins, with the chocolate in the swivels, with the soya noodles in Chinese chicken, with garlic and yogurt in the Jewish panbrioche.
The flower of pumpkin or courgette flower (also called fiorillo), with an orange-yellow color, is widely used in the culinary field; for this reason the male flowers are used mainly those that have the stem, called peduncle, thin and that are destined, after pollination to dry. They are therefore picked when they are still turgid and generally used fried. Wanting to use feminine flowers, but already masculine ones there are enough, they must be cut off delicately, without damaging the ovary to which they are worn, where they do not damage it and thus lose it. Therefore, as already mentioned, the flower is usually used fried, to obtain dishes such as Neapolitan sciurilli or pumpkin flowers in “Roman” batter.
very tasty the sandwich with hemp and almond pesto, grilled zucchini, sesame and chia seeds, cherry tomatoes, Sicilian toasted almonds, extra virgin olive oil.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Cucurbita pepo

El calabacín (Cucurbita pepo L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Cucurbitaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, división Magnoliophyta, clase Magnoliopsida, orden Cucurbitales, familia Cucurbitaceae y, por lo tanto, al género Cucurbita y a la especie C. pepo.
Algunas variedades de Cucurbita pepo son:
– C. pepo subsp. pepo – calabazas cultivadas, calabacín, calabazas naranjas;
– C. pepo subsp. ovifera var. ovifera – a la que pertenece la mayoría de las calabazas ornamentales;
– C. pepo subsp. ovifera var. Ozarkana, que son poblaciones silvestres todavía presentes en el valle del Mississippi y la meseta de Ozark en el centro de los Estados Unidos;
– C. pepo subsp. ovifera var. Texan – que son las poblaciones salvajes de Texas;
– C. pepo subsp. fraternal: las poblaciones silvestres del noreste de México;

Etimología –
El término Cucurbita es el nombre latino de la calabaza, que, a su vez, proviene del sánscrito c’arbata curvo, redondo.
El epíteto específico pepo deriva de pepo, peponis, el nombre latino de la popone en Plinio y otros.

Distribución geográfica y hábitat –
El calabacín es una planta anual que se importó a Europa alrededor de 1500 después del descubrimiento de América cuyo origen se encuentra en América Central y más precisamente en las tierras altas de México.
Según algunos autores, Cucurbita pepo se deriva de C. texana, mientras que para otros, C. texana es simplemente una forma salvaje de C. pepo.
La Cucurbita pepo salvaje todavía se encuentra en las mismas áreas que la Cucurbita fraterna en México. Desde el punto de vista genético, C. pepo tiene más similitudes con C. fraterna que C. texana. Todos los alelos de la C. fraterna estudiada también se encuentran en C. pepo; lo que sugiere que C. fraterna es el pariente más cercano a C. pepo. Por esta razón, C. pepo es probablemente una forma doméstica temprana de C. fraterna.
Hoy en día, el calabacín se cultiva en todos los continentes donde tiene una amplia gama de usos, especialmente para fines alimenticios.

Descripción –
El calabacín es una especie herbácea con hábito tupido y rastrero o trepador, con grandes hojas verde oscuro y tomentosas, es decir, cubiertas con un pliegue suave y corto.
Las flores son de color amarillo – naranja, en forma de cáliz, mientras que las frutas tienen diferentes formas debido a los cultivares introducidos por el hombre. Pueden ser más o menos largos, de color verde oscuro o claro, redondos o lobulados, con o sin rayas.
El fruto es un peponide, con forma, tamaño, consistencia y color externo variables, pulpa compacta o acuosa de color amarillo, naranja o blanco. En el interior encontramos numerosas semillas de (10) 12-25 x (3) 8-12 (17) mm, ovadas, blanquecinas, con margen obvio.

Cultivo –
El calabacín es una planta que necesita un clima templado en una posición soleada y bien ventilada para crecer bien.
Desde un punto de vista agronómico, es una planta de renovación que abre una rotación de tres años y es compatible con cebollas, frijoles trepadores y lechugas.
Se cultiva a partir de semillas y se siembran directamente de abril a junio, y en cualquier caso cuando la temperatura, tanto de día como de noche, se mantiene por encima de los 20 ° C. Se plantan dos o tres por cada buchetta, verticalmente en el suelo y con la parte más angosta hacia abajo: un florero largo y profundo puede acomodar solo una planta. Para los jardineros novatos, se recomienda comprar plantas preparadas.
El suelo debe estar bien trabajado, profundo y de textura media, bien drenado para evitar el estancamiento del agua y rico en sustancias orgánicas. Para obtener rendimientos adecuados y frutos de calidad en cultivos orgánicos es necesario distribuir cuatro o cinco quintales de estiércol maduro por cada cien metros cuadrados. El estiércol debe ser enterrado a una profundidad promedio de cuarenta centímetros.
En suelos bien trabajados, si las plantas están suficientemente espaciadas (densidad inferior a 1,4 plantas por metro cuadrado), el rendimiento puede alcanzar 40-45 frutos por planta, incluso si los valores típicos son más que 20-25 frutos por planta.
Para la cosecha de los frutos, para uso alimentario, es necesario intervenir en el período en el que todavía tienen dimensiones modestas (de ocho a diez semanas desde la siembra). De hecho, con un crecimiento completo, el fruto tiene semillas que no lo hacen más comestible en términos de cantidad y tamaño.
Para la técnica de cultivo biológico se puede consultar la siguiente hoja.

Usos y Tradiciones –
Calabacín Es un vegetal cuyo cultivo comenzó a extenderse en Europa en el siglo XVI. Por su fácil producción, ha sido durante mucho tiempo un alimento destinado a las clases menores.
Es un vegetal con un sabor neutro, delicado, indefinido, casi inmaduro. Todavía está recogido inmaduro, por lo que mantiene un sabor neutro que le ha permitido tener innumerables preparaciones culinarias.
Los calabacines han encontrado en la gastronomía italiana una auténtica consagración en una serie infinita de magistrales variaciones regionales. El sabor neutro los hace muy versátiles en la cocina: la mayoría de las recetas tradicionales los usan principalmente como guarnición, pero también son muy sabrosos, crudos, finamente rebanados, en ensaladas.
Dado que el Cucurbita pepo nació en las tierras altas de México, los primeros en cocinarlo fueron los aztecas, pero la consagración tuvo lugar precisamente en Italia.
El aumento irresistible de la zucchetta también proviene de su proverbial ligereza que la ha convertido en sinónimo de comida saludable, refrescante y baja en calorías. En resumen, comer de manera justa y limpia, sazonada con buenas intenciones. Los calabacines son ahora el símbolo de un ideal de salud, de equilibrio, seamos sinceros, de renuncia. Hasta la furia pedagógica.
Italia es uno de los principales productores europeos de calabacín. Las flores se consumen cuando todavía están en brote y los frutos son muy tiernos, recién formados. El calabacín está muy extendido en todas las regiones, y específicamente en Sicilia, Lacio, Piamonte, Véneto, Puglia, Toscana y Liguria.
Comercialmente, hay dos tipos básicos:
– El calabacín ligero, un producto conocido en los mercados de Génova, Bolonia y en algunas zonas del sur de Italia, generalmente se cosecha con la flor. Puede tener una forma cilíndrica que tiende a formar una esfera en algunos tipos locales o alargados;
– calabacín oscuro, que por definición es el tipo más conocido en Lombardía y para exportación; Tiene una forma alargada, un color verde oscuro y se recoge sin flor. Las flores son una parte comestible de la planta y pueden ser empanadas y fritas.
El calabacín es rico en agua y bajo en calorías, es una fuente de vitaminas C y B9. El alto contenido de potasio y el bajo contenido de sodio le confieren propiedades diuréticas.

Modo de preparación –
El calabacín es un vegetal cuyas formas de uso son diferentes según las formas y dimensiones: se pueden usar hervidas o fritas después de cortarlas en rodajas y empanadas, otras aún en el horno.
Los calabacines vienen solos o con otras verduras en varias preparaciones alimenticias. Entre los primeros, a veces aparecen como condimento para la pasta o como uno de los principales ingredientes del minestrone. El calabacín finamente rebanado también se puede cocinar en carpione y servir como aperitivo.
Otras recetas incluyen preparar un diente de ajo, una idea de menta, una llovizna de aceite de oliva virgen extra, una cucharada de carne picada, una pizca de pan rallado, etc.
Se puede combinar con los ingredientes más diversos, dulces y salados. Con la cebada en las galletas, con el limón en las magdalenas, con el chocolate en los giratorios, con los fideos de soya en el pollo chino, con ajo y yogur en el panbrioche judío.
La flor de calabaza o flor de calabacín (también llamada fiorillo), de color amarillo anaranjado, se usa ampliamente en el campo culinario; Por este motivo las flores masculinas se utilizan principalmente aquellas que tienen el tallo, llamado pedúnculo, delgadas y que están destinadas, después de la polinización a secarse. Por lo tanto, se recogen cuando todavía están turgentes y generalmente se usan fritos. Queriendo usar flores femeninas, pero ya las masculinas son suficientes, deben cortarse con delicadeza, sin dañar el ovario al que se usan, donde no lo dañan y, por lo tanto, lo pierden. Por lo tanto, como ya se mencionó, la flor generalmente se usa frita, para obtener platos como sciurilli napolitano o flores de calabaza en masa “romana”.
Muy sabroso el sándwich con pesto de cáñamo y almendras, calabacín a la parrilla, semillas de sésamo y chía, tomates cherry, almendras tostadas sicilianas, aceite de oliva virgen extra.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.





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