Myzus persicae

Myzus persicae

L’Afide verde del pesco o pidocchio verde del Pesco (Myzus persicae (Sulzer, 1776)) è un piccolo afide appartenente alla famiglia Aphididae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Aphididae e quindi al Genere Myzus ed alla Specie M. persicae.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Afide verde del pesco è presente in ogni continente, con l’eccezione dell’Antartide, in cui il clima non è favorevole alla crescita delle piante ospiti del Myzus persicae. Questo afide vive principalmente sulle parti verdi del Pesco, ma a seconda delle condizioni ambientali e in grado di adattarsi su altre piante, appartenenti sempre alle Dupracee, come il Mandorlo, l’Albicocco e il Ciliegio. In estate e nel caso in cui persistono problemi di adattamento, il Myzus persicae si sposta su piante erbacee che prendono il nome di ospiti secondari; possono essere di varia specie, ma la maggior parte delle volte si tratta di erbe o colture comuni, come la Bietola, la Patata e il Tabacco, le quali sono ricche di zuccheri e di altre sostanze nutritive.
Molto probabilmente è di origine asiatica e fu importato nel Mediterraneo insieme al Pesco intorno al quarto secolo a.c. da parte dell’impero macedone, in seguito alla conquista della Persia.
Myzus persicae predilige un clima temperato, caldo e secco, in cui il vento e le precipitazioni sono limitate.

Morfologia –
Il Myzus persicae è un Afide di piccole dimensioni (circa 2 mm) di colore verde. L’insetto è è ricoperto da un sottile tegumento di colore verde. Il corpo è tozzo e piriforme ed è costituito prevalentemente dall’addome, che si presenta voluminoso a causa dello sviluppo degli organi genitali interni e degli apparati dediti alla vita dell’animale. È ben visibile la presenza di un sifone che è un organo prolungato, posto al termine dell’addome, in grado di produrre sostanze cerose che al contatto con l’aria si solidificano: viene utilizzato dal Myzus persicae per intrappolare il predatore che è al suo inseguimento. Nel caso di ulteriore pericolo, può emettere anche un ferormone d’allarme, per avvisare il resto della colonia di una minaccia presente e li induce ad allontanarsi.
Un ultima struttura è detta codicola, è di forma triangolare e ha la funzione di allontanare la melata prodotta (sostanza zuccherina che viene espulsa dal retto).
L’afide presenta un capo stretto dove, oltre ad esserci tre ocelli e un paio di occhi composti si sviluppano due antenne filiformi lunghe tutto il corpo.
L’apparato boccale è pungente succhiante con mandibole e mascelle che sono state trasformate in stiletti, i quali sono riposti nel labbro inferiore, che ne fa da involucro e viene chiamato rostro. L’insetto succhia la linfa elaborata posta nei tubi cribrosi (attraverso lo stiletto mascellare alimentare) e rilascia un tipo di saliva coagulare (attraverso lo stiletto mascellare salivare) che isola gli stiletti boccali dalle parti interne della pianta; per di più, immette nel floema un secondo tipo di saliva che induce lo sviluppo delle parti verdi e alla formazione di galle e pseudogalle, le quali fanno da nido alle uova degli afidi.
Ha tre paia di zampe ambulatorie che si sviluppano nella parte toracica dell’insetto e gli permettono un rapido movimento. La maggior parte degli individui sono atteri, cioè privi di ali; queste crescono solamente a determinate generazioni e sono strutturate in diverso modo: il primo paio di ali cresce nella zona mesotoracica e sono sclerificate nella parte prossimale (ali emielitre); mentre il secondo paio è posizionato nel metatorace ed è di tipo membranoso.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’Afide verde del pesco compie un ciclo dioico o eteroico sulle Drupacee, nel periodo tra la primavera e l’inizio dell’estate, e su piante erbacee (spontanee o coltivate) durante l’estate; a fine stagione (settembre-ottobre) ritorna sulle Drupacee.
Questo Afide sverna, sull’ospite primario, allo stadio di uovo; questo è di colore nerastro e viene deposto alla base delle gemme. A fine inverno, generalmente a marzo, compaiono le fondatrici che all’inizio della fioritura iniziano a riprodursi partenogeneticamente.
Le fondatrici originano alcune (da 3 a 4) generazioni di fondatrigenie che infestano il Pesco fino agli inizi estate. Verso il mese di giugno compaiono le migranti che gradualmente abbandonano gli ospiti primari per portarsi sulle piante erbacee (ospiti secondari), dove svolgono una serie di generazioni estive di virginogenie. Alla fine dell’estate-inizi autunno (settembre-ottobre) si riportano sugli ospiti primari per deporvi l’uovo d’inverno; in questo periodo si hanno:
– sessupare alate che migrano sul Pesco originando l’anfigonico femminile;
– sessupare attere che rimangono sull’ospite secondario dove originano l’anfigonico maschile alato; questo, in un secondo tempo, raggiunge le femmine sul Pesco e le feconda.

Ruolo Ecologico –
Il Myzus persicae svolge il suo ciclo biologico su varie piante ospiti: Pesco, Mandorlo e in minore misura altre Drupacee (ospiti primari); gli ospiti secondari sono erbacee spontanee e coltivate (Patata e altre Solanacee, Tabacco, Bietola ed altre).
Il Myzus persicae può essere considerato l’afide più pericoloso del Pesco. Il danno, che sul Pesco è notevole, si manifesta con un marcato accartocciamento delle foglie e dei germogli; su questi organi provoca arresto di sviluppo con successive necrosi degli organi stessi. In sintesi il danno è provocato:
– dalle punture trofiche degli Afidi che vivono in colonie nella pagina inferiore delle foglie;
– dalla notevole produzione di melata che imbratta gli organi, provocandovi una parziale asfissia oltre ad agire come effetto lente, accentuando le ustioni da raggi solari, e a favorire lo sviluppo di fumaggini.
Inoltre pare che l’Afide sia anche vettore del Virus del Mosaico del Pesco; tale ruolo di vettore è stato comunque accertato per, altre virosi degli ospiti secondari, come la Patata, la Bietola, il Tabacco, ecc. Infine, nel caso di attacco su alcune specie e cultivar di pesco sensibili (nettarine), si può avere un danno direttamente sui piccolo frutti che si deformano nello sviluppo e subiscono anche un’alterazione cromatica; gli attacchi invece nel periodo della fioritura causano molti aborti fiorali e quindi colatura dei fiori.
Nella lotta contro l’Afide verde del pesco bisogna tenere conto che, bisogna evitare quanto più possibile l’uso dei concimi nitrici che, rendendono i tessuti vegetali più teneri e quindi appetibili, contribuiscono ad una maggiore proliferazione degli afidi in generale.
Altri accorgimenti riguardano la necessità di aumentare la luminosità interna delle piante con potature più adeguate, diminuire la specializzazione aziendale con l’introduzione di specie, varietà arbustive ed arboree che migliorino gli equilibri e le biocenosi degli insetti.
Per effettuare il trattamento bisogna prima valutare se si supera la soglia di intervento.
La metodologia prevede un campionamento che viene eseguito sui germogli: si contano circa 100 germogli (o gemme o bottoni fiorali) e su di essi si valuta la presenza dell’Afide.
Le soglie di intervento sono:
– in prefioritura: 3% degli organi infestati o presenza di fondatrici sulle punte verdi o sui bottoni fiorali;
– dopo la fioritura: 10% degli organi infestati;
– in post-fioritura, per specie e cultivar sensibili (nettarine), si mantiene la soglia del 3% di organi infestati.
Inoltre bisogna tenere conto anche della presenza dei suoi nemici naturali come predatori e parassito idi; fra questi ricordiamo:
– Coleotteri Coccinellidi: Adalia bipunctata, Coccinella septempunctata e C. decempunctata, Harmonia conglobata, Scymnus sp., Exochomus sp.;
– Rincoti Antocoridi: generi Orius e Anthocoris;
– Neurotteri Crisopidi: generi Chrysopa e Chrysoperla;
– Ditteri Sirfidi: Syrphus spp., Scaeva spp., Episyrphus spp.;
– Ditteri Cecidomidi: Aphidoletes spp.;
– Imenotteri Afididi: Aphidius spp.;
– Acari Trombididi.
Infine si ricorda il ruolo della lotta microbiologica con l’ausilio di funghi ad azione parassitaria, come la Entomophtora fresenii, in Francia, e il Verticillium lecanii, in Inghilterra.
I trattamenti vengono effettuati con:
– aficidi specifici
– aficidi aspecifici.
Nei casi in cui si rilevi una congrua presenza di fondatrici sulle punte verdi in prefioritura, o in situazioni di scarsa efficacia (anche per fenomeni di resistenza) degli insetticidi Carbammati, può essere effettuato un intervento con Piretroidi.
La lotta di tipo preventivo, che comunque si esegue in zone ad alto rischio e sicuramente a seguito di una cattiva impostazione agronomica del frutteto, viene operata su specie e cultivar particolarmente sensibili; i trattamenti vengono eseguiti in prefioritura, nella fase dei “bottoni rosa”.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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