Come coltivare la Sofora

Come coltivare la Sofora

La Sofora del Giappone, conosciuta col nome di Acacia del Giappone (Styphnolobium japonicum (L.) Schott) ed il cui sinonimo è Sophora japonica L., è un albero che può raggiungere i 25 metri di altezza, con chioma espansa in orizzontale (pendula nella cv. Pendula).
La sofora, soprattutto la specie Sophora japonica, è una pianta ornamentale ad alto fusto coltivata nei parchi pubblici e nei giardini pubblici per la sua resistenza agli inquinamenti atmosferici, per la bellezza della sua chioma espansa e per sua copiosa fioritura estiva di colore giallo, gradevolmente profumata.
In questa scheda vedremo come coltivare la Sofora e le più appropriate tecniche agronomiche.
Dicamo che al genere Sophora, di cui la più coltivata in Italia è la Sophora japonica, appartengono diverse piante, tutte ornamentali originarie della Cina, del Giappone e diffuse negli Stati Uniti, Messico Cile e anche nelle regioni temperate dell’Europa compresa l’Italia.
La Sofora per la particolare struttura della sua chioma viene chiamata pianta pagoda ed è considerata un vera e propria scultura naturale ed è una pianta che produce fiori in età avanzata, generalmente dopo i 30 anni di vita, con periodo di fioritura tra l’estate el’autunno.
La Sofora è una pianta che, per poter fiorire e portare a maturazione i semi, predilige l’esposizione soleggiata e riparo dai venti. È una pianta che resiste al caldo e anche alle temperature rigide dell’inverno prossime ai -20°C. Cresce inoltre bene in suoli di medio impasto, ricchi di sostanza organica e ben drenati, anche se manifesta un’alta adattabilità a vari tipi di suolo purché conservino un buon drenaggio, infatti soffre in presenza di ristagni prolungati e terreni troppo compatti.

Per quanto riguarda l’irrigazione questa va fatta soprattutto nei primi 3-4 anni nel periodo estivo, dopodiché l’uso dell’irrigazione, nella pianta adulta va effettuato nei periodi di prolungata siccità estiva.
Vediamo la concimazione. Bisogna considerare che le piante allo stato naturale non vengono concimate ma si avvalgono della compartecipazione di altri organismi che provvedono a fornire sostanza organica gradualmente. Nei nostri giardini questi equilibri sono meno presenti per cui bisogna integrare con apporti esterni; anche qui va fornita sostanza organica (ottimo il letame maturo) evitando sempre ed assolutamente l’uso dei fertilizzanti di sintesi. L’apporto va fatto a fine inverno – inizio primavera miscelando (tramite una lavorazione superficiale) la sostanza organica con i primi stati di terreno. Inoltre, essendo la Sofora una fabacea (leguminosa) le sue radici sono in grado di fissare, attraverso dei batteri, direttamente l’azoto atmosferico. Anzi la stessa pianta è utile nel bilancio azotato dell’intera area dove viene piantata.
Per quanto riguarda la propagazione la Sofora si riproduce perfettamente per seme, anche se alcune varietà possono essere propagate mediante margotta o per innesto e in questo caso come astone si utilizza la Sofora comune .
Se decidiamo di moltiplicare per seme, questi, prima di essere interrati vanno fatti ammollare per almeno un giorno in acqua molto calda. Se i semi sono comunque freschi, appena raccolti, hanno una più alta e più rapida capacità di germinazione. Il periodo di semina ottimale è quello tra Marzo eAprile interrando i semi in un terriccio specifico, che va mantenuto costantemente umido fino alla comparsa dei germogli.
Il trapianto va poi effettuato in autunno in buche ben lavorate profonde e larghe e preferibilmente con tutori. Ricordiamo ancora che la pianta di Sofora ottenuta da seme inizierà a fiorire dopo circa 30 anni.
Per quanto riguarda, infine, gli interventi di potatura questi vanno limitati esclusivamente alla eliminazione dei rami secchi e di quelli danneggiati, lasciando alla pianta la possibilità di crescere secondo la sua tendenza naturale.
Infine un accenno alle avversità ed ai parassiti che possono colpire questa pianta che si dimostra resistente agli attacchi dei comuni parassiti animali come afidi e cocciniglia ma molto sensibile alle malattie fungine come: peronospora, fusariosi, antracosi ed oidio; si tratta di malattie la cui maggior parte può causata da condizioni di ristagno o eccessiva umidità dell’ambiente in cui viene coltivata.
Un ultimo sguardo alle altre specie di Sophora coltivate, tra queste ricordiamo: Sophora japonica varietà pendula, Sophora davidii, Sophora tomentosa, Sophora secundiflora, Sophora flavescens, Sophora macrocarpa e Sophora tetraptera.




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