Tilia cordata

Tilia cordata

Il tiglio selvatico (Tilia cordata Mill.) è una specie arborea caducifoglie apparteneneta alla famiglia delle Tiliacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Malvales, Famiglia Tiliaceae e quindi al Genere Tilia ed alla Specie T. cordata.
Sono sinonimi i termini: Tilia parvifolia Ehrh. E Tilia sylvestris Desf..

Etimologia –
Il termine Tilia deriva direttamente da tilia, nome latino del tiglio in Virgilio e Columella. L’epiteto specifico cordata, significa a forma di cuore, cuoriforme, da cor, cordis cuore, riferito alla forma delle foglie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il tiglio selvatico è un albero originaria dell’Europa e del Caucaso. è una specie piuttosto sciafila, che predilige terreni freschi e fertili, a pH neutro o non troppo acido e tollera i terreni marnosi.
È diffuso dalla Spagna (Paese Basco, Catalogna, Pirenei) agli Urali quasi senza soluzione di continuità. A nord si spinge fino alla Finlandia meridionale, alla Svezia centro-meridionale, alle coste norvegesi e al sud della Scozia. È presente nei Balcani fino alla Grecia settentrionale e in Corsica. Areali disgiunti in Crimea e Caucaso.
In Italia è presente nell’arco alpino e sugli Appennini fino alla Basilicata. Si spinge fino a circa 1500 metri ed è molto raro nella zona mediterranea.

Descrizione –
Tilia cordata è un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza, con chioma arrotondata, tronco diritto, prima grigiastro e liscio, poi rugoso e solcato.
Le foglie sono lunghe 3-9 cm, con base asimmetricamente cuoriforme e apice acuminato, margine finemente seghettato; la pagina superiore è di colore verde scuro e un po’ lucido, la pagina inferiore è glaucescente, glabra, a parte piccoli ciuffi di peli cotonosi bruno rossastri alle ascelle delle nervature.
I fiori sono di colore giallognole, profumati, in gruppi penduli di 4-15 fiorellini, dotati di brattea aliforme. I frutti sono dei piccoli acheni, di forma ovoidale che quando si staccano utilizzano la brattea alata per essere trasportati dal vento.

Coltivazione –
Il tiglio selvatico è una pianta che cresce bene in terreni freschi, profondi e a pH tendenzialmente neutro, ricchi in humus, mentre non tollera terreni argillosi e compatti o sabbiosi. Sui terreni acidi soppianta del tutto il Tiglio nostrano che non tollera l’acidità del suolo. Resiste meglio del Tiglio nostrano all’aridità estiva, comunque esige umidità d’aria e di suolo e esposizioni in mezzombra essendo pianta sciafila.
La moltiplicazione della pianta avviene per seme o tramite i polloni radicali. Nel primo caso si consiglia di utilizzare i semi con tegumento non indurito che dovrebbero germinare più velocemente (in agosto). I semi di Tiglio sono infatti dormienti e richiedono anche 2-3 anni di tempo prima di germinare, perché non solo il pericarpo è impermeabile a acqua e ossigeno, ma anche il seme ha dei tegumenti che devono modificarsi ad opera degli agenti biochimici del terreno per diventare porosi. Le tecniche per favorire la germinazione interrompendo la dormienza del seme comprendono la stratificazione fredda (a 2°C) per 14-18 settimane oppure la stratificazione calda per cinque mesi a 30°C, seguita da altri cinque mesi di quella fredda.
Per le operazioni di semina bisogna attendere il periodo primaverile, su un letto di terriccio fertile e sabbia. Il trapianto a dimora avviene con piante di almeno un anno, sempre in primavera. Molto più semplice e pratica è la moltiplicazione per polloni: in questo caso basta prelevarli dalla base dell’albero durante l’inverno avendo cura di asportare anche un po’ di radici e di trapiantarli immediatamente.

Usi e Tradizioni –
Il Tilia cordata è un albero longevo che può diventare secolare. Lo si distingue dal Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos) per le foglie più piccole, la forma asimmetricamente cuoriforme e la presenza nella pagina inferiore sulle ascelle delle nervature, di ciuffetti bruno rossastri.
In Italia esistono, allo stato spontaneo, solo due specie di tigli, ossia questa specie e Tilia platyphyllos. Le due specie si ibridano fra loro dando origine a Tilia × vulgaris, entità sovente usata nei parchi urbani e nelle alberature.
È una specie utilizzata negli spazi verdi urbani, soprattutto nei parchi. Il suo legno è omogeneo e facilmente lavorabile, ma non ha grande resistenza meccanica. È utilizzato per costruire piccoli oggetti, soprattutto da cucina. Usato anche come imitazione dell’ebano. Come legna da ardere non è particolarmente apprezzato.
Questa specie viene utilizzata, in selvicoltura, soprattutto nei cedui, ed un tempo veniva trattata con turno di 15-20 anni. Attualmente si preferiscono turni di 25-30 anni. Ha ottima capacità di ricaccio dalla ceppaia. I polloni tendono a essere ricadenti all’inizio, ma poi si raddrizzano velocemente. Comunque il tiglio può essere governato anche a fustaia.
I fiori del Tiglio selvatico sono ricchi di oli essenziali e vengono utilizzati per preparare infusi calmanti.
È, inoltre, molto noto anche come pianta mellifera ed è bottinata dalle api, e il miele che si ottiene ha cristallizzazione lenta ed è spesso uniflorale.
Il miele di tiglio si presenta in una colorazione piuttosto chiara, ambrata, con la possibilità di scorgere anche riflessi tendenti al giallo-verde nelle sue varietà più pure. Come tutti i tipi di miele, tende naturalmente alla cristallizzazione, anche se per il tiglio essa è un’operazione che avviene piuttosto lentamente. Una volta cristallizzato, il miele di tiglio diventa color bianco-avorio. Al gusto, restituisce un sapore fresco, dolce, aromatico e che ricorda le erbe di montagna e la menta, pur conservando una certa intensità e persistenza.
Le proprietà del miele di tiglio sono numerose e derivano dalle straordinarie caratteristiche della pianta dai cui fiori le api raccolgono il nettare. Oltre alla normale azione anti-infiammatoria, anti-batterica e anti-ossidante che condivide con le altre tipologie di miele, quello di tiglio presenta anche delle caratteristiche peculiari, che lo rendono un miele molto versatile e apprezzato da molti. Svolge la funzione di un vero e proprio anti-spasmodico, funzionando da calmante del sistema nervoso, e viene spesso utilizzato come lenitivo per contrastare gli stati ansiosi e i disturbi che ne derivano. È particolarmente adatto a coloro che soffrono d’insonnia e ha anche proprietà anti-piretiche e aiuta a depurare il nostro organismo. Inoltre, è consigliato a chi soffre di problemi di digestione, cardiaci e circolatori, favorendo la prevenzione di infarto e trombosi grazie alla presenza di potassio e di vitamine come il beta-carotene, vitamina K, B ed E.

Modalità di Preparazione –
Dal Tiglio selvatico, nelle zone di coltivazione e forestale si può ottenere un miele anche uni floreale, inoltre dai suoi fiori si possono produrre infusi che vengono utilizzati a scopo rilassante e calmante.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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