Cina, terreni agricoli inquinati – entro il 2020 bonifica del 90 %

Cina, terreni agricoli inquinati – entro il 2020 bonifica del 90 %

Ed ecco che anche la Cina, apparentemente una delle nazioni meno sensibili alla sostenibilità ambientale, inizia a prendere seri provvedimenti per il recupero dei terreni agricoli inquinati da un’agricoltura eccessivamente impostata sui prodotti di sintesi e sui pesticidi.
Il provvedimento di Pechino dovrà essere attuato per sanare circa il 90% dei terreni agricoli contaminati entro la fine del 2020. Questa è una delle recenti dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Li Ganjie. Il provvedimento sarà attuato tramite una preliminare indagine dettagliata sull’inquinamento del suolo attraverso l’istituzione di zone pilota destinate alla sperimentazione di tecniche di prevenzione e trattamento.

 

La determinazione è stata presa a seguito di uno studio iniziato nel 2013 che ha verificato come una superficie pari a quella del Belgio è troppo contaminata per usi agricoli. I costi di risanamento si aggirerebbero intorno al trilione di yuan (210 miliardi di dollari). Il piano di risanamento prevede inoltre, entro la fine del decennio, una riduzione delle risorse idriche indicizzate con “il grado V”  (ovvero inutilizzabili persino per l’irrigazione o per scopi industriali) sotto il 5% (rispetto all’8,8% registrato a metà dello scorso anno) e ad una estensione delle acque di “grado III” o superiore (quelle idonee al consumo umano) ad oltre l’80% del totale. Altri provvedimenti saranno presi anche per diminuire lo smog con l’obiettivo di permettere a 338 città di respirare “aria buona”.
Si tratta in generale di un piano che anche se attuato effettivamente entro il 2020, vedrà i primi miglioramenti percepiti non prima del 2030.
Anche se poco conosciuto e pubblicizzato dall’opinione pubblica, da alcuni anni il governo è impegnato in un programma di modernizzazione del settore agricolo che comprende un piano di riforma delle politiche rurali con particolare attenzione alla limitazione nell’impiego dei pesticidi, alla revisione delle politiche di sostegno di alcune colture (come il grano) ed, in generale ad un modello rurale sostanzialmente diverso da quello che ha caratterizzato la Cina della grande espansione demografica ed industriale.
Il fatto che per il 15esimo anno di fila il documento n°1 (primo rapporto politico del 2018) veda al centro la questione rurale fa comprendere come questo Paese stia compiendo una grande transizione verso politiche di sostenibilità agricola e di sicurezza alimentare senza precedenti.

Guido Bissanti

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