L’Agricoltura Cellulare

L’Agricoltura Cellulare

Mi accingo a presentare questo contributo sapendo di scrivere un documento che cambierà radicalmente la visione e la concezione della più antica attività dell’Uomo Civile: L’Agricoltura.
Dai dati dalla ricerca molecolare e archeologica ricavati negli ultimi decenni si evince, oramai con ottima approssimazione, che l’agricoltura è iniziata in modo indipendente in un’area del mondo molto più grande di quanto pensato in precedenza, e comprendente una vasta gamma di taxa. Almeno 11 regioni del Vecchio e del Nuovo Mondo sono stati coinvolti come centri indipendenti di origine, comprendenti regioni geograficamente isolate sulla maggior parte dei continenti. La prima testimonianza è datata a circa 11.500 anni fa, separatamente nella mezzaluna fertile e al Chogha Golan nel moderno Iran, dove orzo selvatico, grano e lenticchie sono stati coltivati e dove le forme domestiche di grano sono apparsi circa 9800 aC.
È noto che, pur esistendo esempi di insediamenti stanziali anche notevoli precedenti all’avvio delle coltivazioni, fu l’introduzione dell’agricoltura a dare il via allo sviluppo di comunità sedentarie di sempre maggiori dimensioni, progressivamente strutturati in villaggi e città.
L’economia dell’Egitto era basata sull’agricoltura e fu tra le prime popolazioni a utilizzare l’aratro in legno, e zappa; soprattutto nel bacino del Medio Oriente e del Mediterraneo, l’uomo, abbandonata la vita nomade per insediarsi stabilmente, cominciò ad addomesticare gli animali.
Il rapporto tra la proprietà della terra ed i ruoli e le strutture sociali divenne ben presto fondamentale. Nel mondo classico e latino, il sistema agrario si basava sulla divisione della terra in funzione all’esigenza della città e sull’ager publicus oltreché nella rotazione biennale dove, in autunno, circa metà della terra veniva seminata con cereali e l’altra metà veniva lasciata a riposo (maggese).
È evidente come l’evoluzione agricola abbia generato una strutturazione Rurale ed Urbanistica, tanto correlati che Urbanesimo, Ruralesimo, strutture sociali, distribuzione delle popolazioni e rapporto Citta/Campagna siano diventati l’Effetto della Causa Agricola.

Negli ultimi 60 anni (circa) poi le politiche conseguenti ai vari Trattati Internazionali (Ricordiamo quello Europeo di Roma del 1960) hanno accelerato ancor di più un processo che, con la Rivoluzione Industriale aveva portato l’agricoltura fuori dall’Alveo Ecosistemico e quindi fuori dalle Regole della Natura.
Un’agricoltura fuori dalle regole e dai principi ecologici è un’agricoltura fuorviata e fuorviante che conduce l’Uomo lontano da modelli organizzativi di cui Madre Natura è Maestra e dispensatrice di saggezza.
Così si è passati dai Modelli Energetici* Ecologici ai Modelli Energetici Industriali. In sintesi dai Modelli a Multidiversità propri dell’Ecosistema ai Modelli Standardizzati dei Sistemi Industriali. Si è passati dai concetti di Qualità dell’Ecosistema ai concetti di Qualità Industriali. Due concetti di qualità diametralmente opposti: Standard, Omologazioni, Uniformità da una parte (quella Industriale); Variabilità, Adattabilità, Disformità, ecc..
Siamo di fronte così ad una Rivoluzione Concettuale e quindi Culturale ancor prima che Scientifica e Tecnica.
Il futuro è iniziato proprio dalle macerie del vecchio modello Industriale dell’Uomo della ragione Illuministica arrivato al capolinea epistemologico di un’Idea della Vita molto povera e pertanto destinata ben presto (storicamente) a fallire.
Così dovrà essere proprio l’Agricoltura ad essere il centro ed il perno della nuova rivoluzione Umanistica dove i principi ed i fondamenti (o le colonne se preferite) del nuovo corso dovranno muoversi in sincronia con gli unici principi che nessuno potrà mai smentire: quelli della Natura o, se preferite, dellEcosistema.
Ma che tipo di Agricoltura dobbiamo aspettarci?
Al di la dei grandi movimenti internazionali, che qui vale la pena e l’onore di citare, come quelli del Movimento internazionale Via Campesina, che raggruppa le organizzazioni contadine di svariate parti del mondo, con l’obiettivo principale di promuovere politiche agricole ed alimentari solidali e sostenibili e come la più Governativa FAO, con i suoi ultimi documenti sull’agricoltura familiare, è evidente che la futura agricoltura dovrà partire dal guardarsi intorno proprio nel mondo dell’ecologia e non nel mondo fatto solo di crudi numeri generati dalla Rivoluzione Industriale.
Noi tutti sappiamo che il primordio organizzativo e strutturale dell’Ecologia è la cellula quale promotore della più grande struttura ecologica. Così quale primordio della grande struttura sociale dovrà esserci un’altra struttura funzionalmente e strutturalmente cellulare: L’Agricoltura Cellulare.
Come tutte le cellule l’Agricoltura Cellulare dovrà strutturarsi su un Nucleo che in questo caso dovrà essere rappresentato da micro organizzazioni sociali, di cui la famiglia rimane il più sublime modello.
Attorno a questo nucleo, a protezione della Cellula dovremo trovare una membrana a protezione della cellula (concetto che spiegheremo tra poco).
All’interno una diversità funzionale (biodiversificazione dei processi energetici e produttivi) dove i singoli servizi garantiti da ogni aggregato produttivo garantisca il Modello Energetico proprio dell’Ecosistema.
La Membrana diventa in questo senso quella parte fisica e funzionale che funge da osmosi e scambio dei vari processi ecologici, strutturali ed economici tra varie cellule.
Una Membrana costituita pertanto da funzionalità ecologiche (Piante, Siepi, Filtri Verdi, ecc.) che mettano in sincronia ed in garanzia funzionale le funzionalità dei vari organismi dei tre livelli: Biodiversità del Suolo, Biodiversità faunistica e floristica, e Biodiversità di Scambio (Insetti, Pronubi, Volatili, Venti, Acque, ecc.).
Queste basi sono dettate da modelli funzionali Ecologici senza l’applicazione dei quali i Modelli Agricoli ed i conseguenti modelli Umani (Ruralità ed Urbanizzazione) sono destinati a fallire.
L’organizzazione dell’Agricoltura Cellulare sarà pertanto Causa ed Effetto di una nuova civiltà Cellulare, dove le Strutture Sociali, le Organizzazioni di Mercato ed il Sistema di Globalizzazione si muoverà sui tre principi fondamentali poi dell’Economia Ecologica:
• Diversità;
• Prossimità;
• Sobrietà.
Come nel contributo sull’Economia di Gaia queste tre funzioni saranno alla base di tutti i processi rimodulando complessivamente l’intera struttura sociale delle nostre Nazioni e dei loro rapporti. Un sistema sociale, per usare un termine recente di tipo Glocale. Dove globalizzazione e organizzazioni locali non entrino più in conflitto ma siano l’una struttura e funzione dell’altra.
Il passaggio dall’Agricoltura post industriale all’Agricoltura Cellulare trascina con se l’intero impianto scientifico e tecnico degli ultimi decenni ponendo un significativo spartitraffico tra il prima ed il dopo.
Tra la ricerca monolitica e la ricerca della complessità, tra l’agricoltura della singola coltivazione e quella della reciprocità delle funzioni ecologiche, tra l’organizzazione di massa indifferenziata a quella della specificità umana dei singoli servizi.
Una rivoluzione che trascinerà con se (ed in atto lo sta già facendo) l’intero impianto produttivo, organizzativo, strutturale, distributivo, ecc. che partendo dalle aziende agricole, mi correggo, Cellule Aziendali, ricondurrà ad una nuova Società.
Le esperienze degli ultimi PSR, dei sistemi dei loro bandi, delle mega strutture (energeticamente ed economicamente improponibili) di Sostegno delle Politiche Agricole Mondiali hanno fatto il loro corso.
La Storia sta aprendo un nuovo corso ed il Tempo delle Cattedrali (come nell’omonimo brano dell’Opera Teatrale Notre Dame de Paris di Cocciante) volge al termine. Anzi per rendere omaggio a questa insuperabile profezia voglio citarla infine: “…. il poeta, canta il tempo e la fine dell’era dei grandi edifici autoritari, ieratici e dogmatici. Gli ornati di pietra diventando statue. Le immagini dei santi diventano vera pittura. Il canone, l’organo e le campane diventano musica. L’inno e l’epigrafe diventano poesia. La terra tocca il cielo. Crolla il tempo delle cattedrali circondate dalla realtà degli uomini….”
Nessuno tenti di restaurare il passato, egli serve sempre da esperienza e da insegnamento (anche e per mezzo dei suoi errori), la Storia Nuova è iniziata e noi tutti ne siamo già protagonisti partendo proprio da quella grande avventura che è l’Agricoltura: Prima Maestra nell’apprendimento del Creato da parte dell’Uomo.

Guido Bissanti

* Il concetto di Modello Energetico è qui presentato in senso estensivo ed onnicomprensivo, sia dei rendimenti termodinamici veri e propri che di quelli economici tout court.
pubblicato il 24/04/2017




Un pensiero riguardo “L’Agricoltura Cellulare

  • 23 luglio 2017 in 19:24
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    Sicuramente si può essere più sintetici e rispetto la tua idea ed apprezzo il tuo contributo. Ma non sempre la sintesi (vedi riduzionismo) ci aiuta a comprendere la Realtà (spesso la mortifica)!
    Grazie comunque per il contributo!

    Risposta

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