Lactuca indica

Lactuca indica

La lattuga indiana (Lactuca indica L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Genere Lactuca,
Specie L. indica.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Brachyramphus sinicus Miq.;
– Chondrilla squarrosa (Thunb.) Poir.;
– Lactuca amurensis Regel & Maxim.;
– Lactuca amurensis Regel;
– Lactuca bialata Griff.;
– Lactuca brevirostris Champ.;
– Lactuca brevirostris Champ. ex Benth.;
– Lactuca cavaleriei H.Lév.;
– Lactuca dracoglossa Makino;
– Lactuca hoatiensis H.Lév. & Vaniot;
– Lactuca kouyangensis H.Lév.;
– Lactuca laciniata (Houtt.) Makino;
– Lactuca mauritiana Poir.;
– Lactuca saligna L.;
– Lactuca squarrosa (Thunb.) Miq.;
– Lactuca squarrosa (Thunb.) Maxim.;
– Leontodon acutissimus Noronha;
– Prenanthes laciniata Houtt.;
– Prenanthes squarrosa Thunb.;
– Pterocypsela indica (L.) C.Shih;
– Pterocypsela indivisa (Makino) H.S.Pak;

Etimologia –
Il termine Lactuca proviene da lac, láctis latte: per l’abbondante lattice bianco presente nelle piante di questo genere.
L’epiteto specifico indica è in riferimento all’India o delle Indie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Lactuca indica è una pianta originaria della Cina occidentale (Xinjiang, Tibet), dell’Himalaya e dell’Asia sudoccidentale fino alla Turchia.
È stata ampiamente introdotta altrove, anche nell’Africa orientale, e si pensa che sia un archeofita in Giappone, portata con la coltivazione del riso.
Il suo habitat è quello dei luoghi erbosi in pianura ma può trovarsi fino a 2.000 metri s.l.m..

Descrizione –
La Lactuca indica è un’erba biennale, che si sviluppa da un fittone ad almeno 40 cm di altezza e spesso raggiunge i 2 m.
La ristrettezza delle lamelle fogliari e il grado di spigolosità dei lobi fogliari varia notevolmente da regione a regione.
Le foglie inferiori sono senescenti durante la fioritura, tratto tipico di questa specie.
I fiori sono delle infiorescenze a capolino.
I fiori radiali hanno un colore da bianco a giallo pallido, quelli centrali più gialli.
I fiori sono ermafroditi e la corolla è gamopetala. Gli stami sono 5. L’ovario è intero.
Il frutto è un achenio, è detto cipsela.

Coltivazione –
La Lactuca indica è una pianta dei tropici umidi, dove può essere coltivata ad altitudini fino a 2.000 metri. Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 22 e 34 °C, ma può tollerare 10-40 °C.
Predilige una piovosità media annua nell’intervallo 1.500 – 2.500 mm, ma tollera 1.000 – 3.000 mm.
Cresce meglio in una posizione soleggiata e preferisce un terriccio sabbioso chiaro, ma riesce in un’ampia gamma di terreni fertili e ben drenati, con un pH nell’intervallo 5 – 6, tollerando 4,5 – 6,5.
Il primo raccolto di foglie può essere effettuato dopo 30 – 60 giorni, quando le piante sono alte circa 50 cm.
Le rese delle foglie possono arrivare fino a 10 – 20 tonnellate per ettaro.
La pianta è talvolta coltivata per le sue foglie commestibili in alcune parti dell’Asia, in particolare Malesia, Indonesia, Filippine, Taiwan e Giappone e viene coltivata anche come foraggio per conigli, maiali, pollame e persino pesci in Asia.
La propagazione avviene per seme, con semina in situ. La germinazione è generalmente rapida.
Si può propagare anche per divisione, purché ogni pezzo di radice abbia un germoglio fogliare.
Infine, si può propagare anche da talee di radice.

Usi e Tradizioni –
Le foglie giovani della Lactuca indica possono essere, e sono, consumate come ortaggio a foglia in insalata come altre piante simili.
Viene utilizzata nelle medicine tradizionali come coadiuvante della digestione.
Sebbene non sia stata vista alcuna menzione specifica di tossicità per questa specie, molte piante di questo genere contengono un principio narcotico, questo è più concentrato quando la pianta inizia a fiorire. Questo principio è stato quasi derivato dalle forme coltivate di lattuga (Lactuca sativa), ma è ancora prodotto quando la pianta inizia ad andare a seme.
Le foglie contengono circa 1,5% di proteine, 0,4% di grassi, 2,2% di carboidrati, 0,7% di ceneri.
Il gambo contiene 0,6% di proteine, 0,1% di grassi, 2,1% di carboidrati, 0,5% di ceneri.
La pianta è digestiva e tonica ed è ricca di una linfa lattiginosa che sgorga liberamente da eventuali ferite. Questo si indurisce e si asciuga a contatto con l’aria.
La linfa contiene ‘lactucarium’, che viene utilizzato in medicina per le sue proprietà anodine, antispasmodiche, digestive, diuretiche, ipnotiche, narcotiche e sedative.
Il lactucarium ha gli effetti di un oppio debole, ma senza la sua tendenza a causare disturbi digestivi, né crea dipendenza.
Viene assunto internamente nel trattamento di insonnia, ansia, nevrosi, iperattività nei bambini, tosse secca, pertosse, dolori reumatici, ecc.
Le concentrazioni di lactucarium sono basse nelle piante giovani e più concentrate quando la pianta entra in fiore.
Questo viene raccolto commercialmente tagliando le teste delle piante e raschiando il succo in vasi di porcellana più volte al giorno fino all’esaurimento della pianta.
La pianta deve essere usata con cautela e mai senza la supervisione di un professionista esperto. Anche le dosi normali possono causare sonnolenza mentre l’eccesso provoca irrequietezza e le overdose possono causare la morte per paralisi cardiaca.
Alcuni medici ritengono che qualsiasi effetto di questo medicinale sia causato dalla mente del paziente piuttosto che dal medicinale.
La linfa è stata applicata anche esternamente nel trattamento delle verruche.

Modalità di Preparazione –
La lattuga indiana è una pianta che trova impiego sia come pianta medicinale che alimentare.
Per uso alimentare si utilizzano le foglie, crude o cotte che vengono aggiunte a insalate o zuppe. Hanno un sapore leggermente amaro.
Anche il gambo può essere consumato cotto.
Di questa pianta fiorita fresca o essiccata si può preparare, inoltre, anche un infuso.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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