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Parco nazionale di Zion

Il parco nazionale di Zion, il cui Codice WDPA è: 991 è un parco degli Stati Uniti sito nello Stato dello Utah. Questo parco ha una superficie di 593 km² e un’altitudine che varia dai 1.128 metri s.l.m. del letto del torrente Coalpits ai 2.660 metri del monte Horse Ranch e si estende negli altopiani Markagunt e Kolob, nel punto d’incontro di tre regioni geografiche del Nord America: l’altopiano del Colorado, il Gran Bacino e il deserto del Mojave. La parte nord-occidentale del parco costituisce la sezione dei Kolob Canyons.
Il parco nazionale di Zion prende il nome dal Zion canyon, una gola lunga 24 km e profonda 800 m, scavata dal ramo settentrionale del Virgin River (North Fork Virgin River).
Nel 1909, in un primo momento, al fine di proteggere il canyon, venne istituito il Monumento nazionale Mukuntuweap, che fu poi trasformato nel Parco nazionale di Zion nel 1919. La sezione dei Kolob Canyons, dichiarata monumento nazionale nel 1937 e inizialmente distinta dal parco, ne divenne parte nel 1956.
Il parco è poco conosciuto per via delle sue strade tortuose e perché non è considerato meta turistica ambita, ma è un luogo dedito agli appassionati di sport quali alpinismo, arrampicata libera, torrentismo. Scenari incantevoli fanno da cornice al parco, grazie agli innumerevoli colori delle rocce e alle spaccature che si formano negli anni.
Non mancano le visite guidate o a cavallo ed è anche possibile partecipare ad attività serali organizzate.
Geografia –
Il parco nazionale di Zion, situato nel sud-ovest dello Utah, 43 miglia a ovest di St. George, è il parco nazionale più antico e più visitato dello Utah, ospita una media di 2.5 milioni di visitatori all’anno. L’attrazione principale del parco è lo Zion Canyon, all’estremità sud, che mostra splendidi monoliti rocciosi e pareti del canyon erose tagliate dal fiume Virgin nel tempo.
Alcune delle meraviglie naturali più conosciute sono il Great White Throne di 2,200 piedi, il suo punto di riferimento più famoso, la Corte dei Patriarchi, Angel’s Landing e il Guardiano, che custodisce il suo ingresso sud. Tre dei percorsi più famosi del canyon, che offrono ai visitatori una vista mozzafiato su queste formazioni e altre, sono Emerald Pools, Weeping Rock e Riverside Walk (noto anche come “Gateway to the Narrows”).

Clima –
Il clima del parco nazionale di Zion caratterizza un paesaggio, una flora ed una fauna, praticamente unici negli Stati Uniti
Nel periodo primaverile le condizione meteorologiche sono molto variabili, con prevalenza di giornate con tempo perturbato e umido, alternate a giornate calde e soleggiate. Le precipitazioni sono più abbondanti nel mese di marzo.
D’estate la temperatura diurna oscilla tra 35 °C e 43 °C ma di notte il termometro scende a 18 °C – 20 °C. Da metà luglio a metà settembre sono frequenti temporali pomeridiani, che possono causare piene improvvise nei corsi d’acqua.
In autunno le giornate sono di solito serene e calde mentre le notti sono fresche. Alle quote più elevate gli alberi assumono i colori autunnali nel mese di settembre, mentre nel fondo dello Zion Canyon la stagione autunnale inizia ad ottobre inoltrato.
Gli inverni sono solitamente miti, con possibilità di pioggia e lievi nevicate. Alle quote più elevate le nevicate sono invece abbondanti. Con tempo sereno le temperature sono miti, raggiungendo i 16 °C durante il giorno. Le temperature notturne possono invece oscillare tra -7 °C e 4 °C. Le perturbazioni invernali possono durare alcuni giorni e rendere le strade impraticabili a causa del ghiaccio.

Geologia –
La storia geologica dello Zion Canyon inizia circa 260 milioni di anni fa nei bassi fondali costieri di un grande oceano tropicale del Permiano, posto all’estremità orientale del supercontinente Pangea.
I successivi cicli di sedimentazione e litificazione sovrapposero agli originari fondali marini diversi strati geologici. In epoche susseguenti, siccome la sovrapposizione di un nuovo strato causava lo sprofondamento degli strati sottostanti, ogni nuovo strato superficiale si manteneva al livello del mare (isostasia).
Questa fase di sedimentazione terminò intorno ai 65 milioni di anni fa, quando la prosecuzione dei processi di sollevamento tettonico portò all’innalzamento della massa continentale che venne a formare l’altopiano del Colorado. In seguito a tale sollevamento, si determinarono sforzi di tipo tensionale che portarono alla fratturazione dell’altopiano e alla formazione di faglie di tipo normale.
Dopo un periodo di apparente fase statica si arriva poi a 13 milioni di anni fa quanto una nuova fase tettonica causò lo smembramento dell’altopiano del Colorado, dando origine a una serie di altopiani minori.
È di questo periodo la nascita degli altopiani di Markagunt, Paunsaugunt, Kaibab, Kaiparowits, Paria e Aquarius. La loro disposizione ricorda i gradini di una enorme scalinata (Grand Staircase) che risale dal Grand Canyon verso il Bryce Canyon. Lo Zion Canyon è una profonda incisione nell’altopiano di Markagunt che si trova in posizione intermedia tra il Grand Canyon e il Bryce Canyon. Lo strato più antico dello Zion è dunque lo strato più recente e superficiale del Gand Canyon, mentre lo strato più antico del Bryce Canyon costituisce lo strato più recente dello Zion, riconoscibile alle quote più elevate. Ogni stratificazione geologica corrisponde ad un mutamento climatico della regione, che si riflette nella diversa composizione del sedimento e conseguentemente nel colore dello strato.
Così all’originario clima tropicale umido (formazioni Kaibab e Moenkopi) succedette un clima più arido e al mare, per effetto del sollevamento regionale, si sostituirono aree continentali con presenza di corsi d’acqua, laghi e stagni (formazioni Chinle, Moenave e Kayenta). Il progressivo inaridimento del clima portò alla formazione di un grande deserto di sabbia da cui si originarono le formazioni di arenaria di Navajo e Temple Cap. Un successivo mutamento climatico, riconoscibile negli strati della formazione Carmel, corrispose allo sviluppo di un ambiente costiero con clima asciutto. Con la successiva e definitiva regressione marina, i corsi d’acqua iniziarono ad incidere gli altopiani e il loro potere di erosione fu favorito dall’incremento della pendenza dell’alveo, determinato dai successivi fenomeni di sollevamento della regione, e dall’abbondanza d’acqua garantita dalle copiose precipitazioni durante le stagioni umide.
Nell’altopiano di Markagunt l’azione erosiva del Virgin River ha asportato completamente gli strati superficiali di età cenozoica e inciso le formazioni mesozoiche e paleozoiche creando il canyon dello Zion e mettendo in evidenza una successione di nove formazioni geologiche.

Flora –
La variabilità dei paesaggi all’interno del parco nazionale di Zion caratterizza un elevato grado di biodiversità.
Inoltre il paesaggio formato da profondi canyon e tavolati ad alta quota, una notevole varietà di terreni di diversa composizione e una disponibilità d’acqua non omogenea consentono la presenza di habitat diversi che ospitano un elevato numero di piante e animali.
Nel parco nazionale di Zion sono presenti oltre 900 specie vegetali, 291 specie di uccelli, di cui 124 nidificanti nell’area del parco, 78 specie di mammiferi, 44 specie di rettili e anfibi, 8 specie di pesci. Il parco è l’area dello Utah con la maggior varietà di piante, da cactus e piante erbacee tipiche delle aree desertiche, ad arbusti e piante ad alto fusto. Piante ed animali sono variamente distribuiti nei quattro macrohabitat presenti nel parco: il deserto, le zone riparie, le aree boschive e le foreste di conifere.
Passando alle quote più basse, nel fondo dei canyon e in aree prevalentemente rocciose lontane da corsi d’acqua, troviamo specie che, con l’andar del tempo, si sono adattate ad un clima desertico e sono tipiche delle regioni del Gran Bacino e del deserto del Mojave.
Sono presenti numerose Cactacee come Opuntia phaeacantha e Opuntia macrorhiza che crescono tra cespugli di Artemisia tridentata e A. filifolia, Chrysothamnus nauseosus, Castilleja chromosa e Datura wrightii.
Nelle macchie di artemisia crescono varietà erbacee come Sphaeralcea grossulariifolia dai fiori gialli e Abronia fragrans dai fiori bianchi. Castilleja chromosa e Castilleja scabrida, che cresce nelle fessure delle rocce, hanno brattee di colore rosso che nascondono dei piccoli fiori verdi.
Anche la variabilità pedologica interferisce sulla diffusione floristica, infatti nei suoli sabbiosi ricchi di selenio sono presenti numerose specie del genere Astragalus, tra cui Astragalus zionis e Astragalus flavus dai fiori rosa, e altre varietà di piante erbacee perenni come Stanleya pinnata dai fiori gialli. Nelle parti interne dei canyon, dove il continuo scorrimento d’acqua lungo le pareti rocciose crea dei microhabitat umidi, la roccia è coperta da muschi e capelvenere e vi crescono Dodecatheon pulchellum dai fiori rosa, Aquilegia chrysantha e A. formosa con fiori gialli e l’orchidea Epipactis gigantea.
Salendo di quota, tra 1200 m e 1700 m, il clima diviene più fresco che consente lo sviluppo di rade foreste di Pinus edulis e ginepro con macchie di Quercus turbinella, ericacee come Arctostaphylos pungens dai fiori rosa, rosacee come il pero corvino e Purshia mexicana. Sono diffuse anche due specie di yucca, Yucca baccata e Y. angustissima.
Nelle zone riparie crescono boschi di pioppo nero di Fremont, acero americano, frassino e salice mentre oltre gli 1800 m crescono il pino giallo, la quercia di Gambel e il pioppo tremulo. Nell’altopiano di Kolob si trovano inoltre foreste di abete del Colorado e abete di Douglas.

Fauna –
Anche la fauna risente delle variegate componenti geologiche e climatiche.
Inoltre la maggior parte degli animali che popolano il fondo dei canyon ha abitudini notturne. In queste aree sono diffusi il coniglio del deserto, la lepre californiana e il ratto canguro di Merriam. Tra gli animali che svolgono invece una vita attiva diurna segnaliamo gli scoiattoli terricoli come Spermophilus variegatus, ghiandaie dei pini e lucertole del genere Cnemidophorus. Tra i predatori si segnalano il coyote, il bassarisco e la moffetta; inoltre spesso tra la vegetazione tipica di questo parco è possibile intravedere un uccello: il roadrunner (Geococcyx californianus).
Nel parco si contano inoltre 19 specie di pipistrelli, 9 specie di colibrì e 12 specie di serpenti, delle quali solo il serpente a sonagli è velenoso.
Nelle zone riparie sono diffusi il castoro e anfibi come il rospo maculato e la raganella dei canyon. Tra gli uccelli molto comune è il pigliamosche grigioazzurro e lo scricciolo dei canyon. I corsi d’acqua sono inoltre popolati da una specie endemica di pesce d’acqua dolce, il Lepidomeda mollispinis.
A quote più elevate del parco nazionale di Zion è presente il bighorn, che è stato reintrodotto di recente, e il puma, il più grande predatore del parco, che si sposta seguendo i branchi di cervi mulo.
Nel parco, all’interno delle foreste di conifere è diffuso il tacchino selvatico e si possono inoltre osservare numerose varietà di uccelli, tra cui la poiana della Giamaica, l’aquila reale, il rondone gola bianca, il falco pellegrino, il corvo imperiale e la cornacchia americana.
Infine da sottolineare come il condor della California, dopo essere stato reintrodotto nelle Vermillion Cliffs in Arizona, è stato nuovamente avvistato all’interno del parco dal 1999.

Guido Bissanti





[:en]

Zion National Park

Zion National Park, whose WDPA Code is: 991 is a US park located in the State of Utah. This park has an area of ​​593 km² and an altitude ranging from 1.128 meters above sea level. of the Coalpits stream bed at 2,660 meters of Mount Horse Ranch and extends into the Markagunt and Kolob highlands, at the meeting point of three geographic regions of North America: the Colorado Plateau, the Great Basin and the Mojave Desert. The northwestern part of the park constitutes the section of the Kolob Canyons.
Zion National Park takes its name from the Zion canyon, a 24 km long and 800 m deep gorge carved by the North Fork Virgin River.
In 1909, in order to protect the canyon, the Mukuntuweap National Monument was first established, which was later transformed into Zion National Park in 1919. The section of Kolob Canyons, declared a national monument in 1937 and initially distinct from the park , became part of it in 1956.
The park is little known because of its winding roads and because it is not considered a popular tourist destination, but it is a place dedicated to sports enthusiasts such as mountaineering, free climbing, canyoning. Enchanting sceneries frame the park, thanks to the countless colors of the rocks and the cracks that form over the years.
There is no shortage of guided tours or horseback riding and it is also possible to participate in organized evening activities.
Geography –
Zion National Park, located in southwestern Utah, 43 miles west of St. George, is Utah’s oldest and most visited national park, hosting an average of 2.5 million visitors annually. The park’s main attraction is Zion Canyon, at the south end, which displays beautiful rock monoliths and eroded canyon walls cut by the Virgin River over time.
Some of the best known natural wonders are the 2,200-foot Great White Throne, its most famous landmark, the Court of the Patriarchs, Angel’s Landing, and the Guardian, which guards its south entrance. Three of the canyon’s most famous trails, which offer visitors stunning views of these formations and others, are Emerald Pools, Weeping Rock, and Riverside Walk (also known as “Gateway to the Narrows”).

Climate –
The climate of Zion National Park features a landscape, flora and fauna that are practically unique in the United States
In spring the weather conditions are very variable, with a prevalence of days with disturbed and humid weather, alternating with hot and sunny days. Rainfall is heavier in March.
In summer the daytime temperature fluctuates between 35 ° C and 43 ° C but at night the thermometer drops to 18 ° C – 20 ° C. From mid-July to mid-September afternoon thunderstorms are frequent, which can cause flash floods in waterways.
In the autumn days are usually clear and warm while nights are cool. At higher altitudes the trees take on their autumn colors in September, while at the bottom of the Zion Canyon the autumn season begins in late October.
Winters are usually mild, with the possibility of rain and light snow. At higher altitudes, however, snowfalls are plentiful. In clear weather, temperatures are mild, reaching 16 ° C during the day. Night temperatures can instead fluctuate between -7 ° C and 4 ° C. Winter disturbances can last a few days and make roads impassable due to ice.

Geology –
The geological history of Zion Canyon begins about 260 million years ago in the shallow coastal waters of a large tropical Permian ocean located at the eastern end of the supercontinent Pangea.
The subsequent sedimentation and lithification cycles superimposed various geological layers on the original seabed. In subsequent epochs, as the superposition of a new layer caused the sinking of the underlying layers, each new surface layer remained at sea level (isostasis).
This sedimentation phase ended around 65 million years ago, when the continuation of the tectonic uplift processes led to the rise of the continental mass that formed the Colorado plateau. Following this uplift, stress-type stresses were determined which led to the fracturing of the plateau and the formation of normal-type faults.
After a period of apparent static phase, 13 million years ago, a new tectonic phase caused the breakup of the Colorado plateau, giving rise to a series of minor plateaus.
The birth of Markagunt, Paunsaugunt, Kaibab, Kaiparowits, Paria and Aquarius highlands is from this period. Their layout is reminiscent of the steps of a huge staircase (Grand Staircase) that goes up from the Grand Canyon towards Bryce Canyon. Zion Canyon is a deep incision in the Markagunt Plateau that lies midway between the Grand Canyon and Bryce Canyon. The oldest layer of Zion is therefore the most recent and superficial layer of Ghent Canyon, while the oldest layer of Bryce Canyon constitutes the most recent layer of Zion, recognizable at higher altitudes. Each geological stratification corresponds to a climatic change in the region, which is reflected in the different composition of the sediment and consequently in the color of the layer.
Thus the original humid tropical climate (Kaibab and Moenkopi formations) was succeeded by a more arid climate and the sea, due to the regional uplift, was replaced by continental areas with the presence of streams, lakes and ponds (Chinle, Moenave and Kayenta formations ). The progressive drying up of the climate led to the formation of a large sand desert from which the Navajo and Temple Cap sandstone formations originated. A subsequent climate change, recognizable in the layers of the Carmel formation, corresponded to the development of a coastal environment with a dry climate . With the subsequent and definitive marine regression, the waterways began to affect the plateaus and their erosion power was favored by the increase in the slope of the riverbed, determined by the subsequent lifting phenomena of the region, and by the abundance of water guaranteed by copious rainfall during the wet seasons.
In the Markagunt plateau the erosive action of the Virgin River has completely removed the superficial layers of the Cenozoic age and engraved the Mesozoic and Paleozoic formations creating the Zion canyon and highlighting a succession of nine geological formations.

Flora –
The variability of landscapes within the Zion National Park characterizes a high degree of biodiversity.
Additionally, the landscape formed by deep canyons and high-altitude plateaus, a notable variety of soils of different composition and an uneven water availability allow the presence of different habitats that host a large number of plants and animals.
In Zion National Park, there are over 900 plant species, 291 bird species, of which 124 nesting in the park area, 78 mammal species, 44 reptile and amphibian species, 8 fish species. The park is the area of ​​Utah with the greatest variety of plants, from cacti and herbaceous plants typical of desert areas, to shrubs and tall trees. Plants and animals are variously distributed in the four macrohabitats in the park: the desert, the riparian zones, the wooded areas, and the coniferous forests.
Moving on to the lower altitudes, in the bottom of the canyons and in predominantly rocky areas away from water courses, we find species which, over time, have adapted to a desert climate and are typical of the regions of the Great Basin and of the Mojave desert.
There are numerous Cactaceae, such as Opuntia phaeacantha and Opuntia macrorhiza, which grow between shrubs of Artemisia tridentata and A. filifolia, Chrysothamnus nauseosus, Castilleja chromosa and Datura wrightii.
Herbaceous varieties such as Sphaeralcea grossulariifolia with yellow flowers and Abronia fragrans with white flowers grow in the patches of mugwort. Castilleja chromosa and Castilleja scabrida, which grows in rock fissures, have red bracts that hide small green flowers.
Pedological variability also interferes with the floristic diffusion, in fact in the sandy soils rich in selenium there are numerous species of the genus Astragalus, including Astragalus zionis and Astragalus flavus with pink flowers, and other varieties of perennial herbaceous plants such as Stanleya pinnata with yellow flowers. In the inner parts of the canyons, where the continuous flow of water along the rocky walls creates humid microhabitats, the rock is covered with mosses and maidenhair ferns and pink flowered Dodecatheon pulchellum, Aquilegia chrysantha and A. formosa with yellow flowers and l ‘orchid Epipactis gigantea.
Going up in altitude, between 1200 m and 1700 m, the climate becomes cooler which allows the development of sparse forests of Pinus edulis and juniper with patches of Quercus turbinella, ericaceous such as Arctostaphylos pungens with pink flowers, rosaceae such as raven pear and Purshia mexicana. Two species of yucca, Yucca baccata and Y. angustissima.
In riparian areas, forests of black Fremont poplar, American maple, ash and willow grow, while yellow pine, Gambel oak and aspen grow over 1800 m. In the Kolob Plateau there are also forests of Colorado fir and Douglas fir.

Fauna –
The fauna is also affected by the varied geological and climatic components.
Furthermore, most of the animals that populate the bottom of the canyons have nocturnal habits. In these areas are widespread the desert rabbit, the Californian hare and the kangaroo rat of Merriam. Among the animals that carry out an active diurnal life we ​​point out the ground squirrels such as Spermophilus variegatus, pine jays and lizards of the genus Cnemidophorus. Among the predators are the coyote, the bassarisco and the skunk; moreover, often among the vegetation typical of this park it is possible to glimpse a bird: the roadrunner (Geococcyx californianus).
In the park there are also 19 species of bats, 9 species of hummingbirds and 12 species of snakes, of which only the rattlesnake is poisonous.
In riparian areas, beaver and amphibians such as the spotted toad and the canyon tree frog are widespread. Very common among birds is the blue-gray flycatcher and the canyon wren. The waterways are also populated by an endemic species of freshwater fish, the Lepidomeda mollispinis.
Higher up in Zion National Park are the bighorn sheep, which has recently been reintroduced, and the puma, the park’s largest predator, which moves along with herds of mule deer.
In the park, wild turkey is widespread within the coniferous forests and numerous varieties of birds can also be observed, including the Jamaican buzzard, the golden eagle, the white-throated swift, the peregrine falcon, the raven and the American crow.
Finally, it should be noted that the California condor, after being reintroduced in the Vermillion Cliffs in Arizona, has been spotted again inside the park since 1999.

Guido Bissanti





[:es]

Parque Nacional Zion

El Parque Nacional Zion, cuyo código WDPA es: 991 es un parque estadounidense ubicado en el estado de Utah. Este parque tiene una superficie de 593 km² y una altitud que va desde los 1.128 metros sobre el nivel del mar. del lecho del arroyo Coalpits a 2.660 metros de Mount Horse Ranch y se extiende hacia las tierras altas de Markagunt y Kolob, en el punto de encuentro de tres regiones geográficas de América del Norte: la meseta de Colorado, la Gran Cuenca y el Desierto de Mojave. La parte noroeste del parque constituye la sección de los cañones de Kolob.
El Parque Nacional Zion toma su nombre del cañón Zion, un desfiladero de 24 km de largo y 800 m de profundidad excavado por el río North Fork Virgin.
En 1909, el Monumento Nacional Mukuntuweap se estableció por primera vez para proteger el cañón, que luego se transformó en el Parque Nacional Zion en 1919. La sección Kolob Canyons, declarada monumento nacional en 1937 e inicialmente distinta del parque, pasó a formar parte de él. en 1956.
El parque es poco conocido por sus carreteras sinuosas y porque no se considera un destino turístico popular, pero es un lugar dedicado a los entusiastas de los deportes como el montañismo, la escalada libre, el barranquismo. Paisajes encantadores enmarcan el parque, gracias a los innumerables colores de las rocas y las grietas que se forman a lo largo de los años.
No hay escasez de visitas guiadas o paseos a caballo y también es posible participar en actividades nocturnas organizadas.
Geografía –
El Parque Nacional Zion, ubicado en el suroeste de Utah, a 43 millas al oeste de St. George, es el parque nacional más antiguo y visitado de Utah, y recibe un promedio de 2.5 millones de visitantes al año. La principal atracción del parque es Zion Canyon, en el extremo sur, que muestra hermosos monolitos rocosos y paredes erosionadas del cañón cortadas por el río Virgin a lo largo del tiempo.
Algunas de las maravillas naturales más conocidas son el Gran Trono Blanco de 2,200 pies, su monumento más famoso, la Corte de los Patriarcas, El Desembarco del Ángel y el Guardián, que protege su entrada sur. Tres de los senderos más famosos del cañón, que ofrecen a los visitantes vistas impresionantes de estas y otras formaciones, son Emerald Pools, Weeping Rock y Riverside Walk (también conocido como “Gateway to the Narrows”).

Clima –
El clima del Parque Nacional Zion presenta un paisaje, flora y fauna que son prácticamente únicos en los Estados Unidos.
En la primavera las condiciones climáticas son muy variables, con una prevalencia de días con clima alterado y húmedo, alternando con días calurosos y soleados. Las precipitaciones son más intensas en marzo.
En verano la temperatura diurna fluctúa entre 35 ° C y 43 ° C pero por la noche el termómetro desciende a 18 ° C – 20 ° C. Las tormentas eléctricas por la tarde son frecuentes desde mediados de julio hasta mediados de septiembre, lo que puede causar inundaciones repentinas en los cursos de agua.
En otoño, los días suelen ser claros y cálidos, mientras que las noches son frescas. En altitudes más altas los árboles adquieren sus colores otoñales en septiembre, mientras que en el fondo del Cañón Zion la temporada otoñal comienza a finales de octubre.
Los inviernos suelen ser suaves, con posibilidad de lluvia y nevadas ligeras. A mayores altitudes, sin embargo, las nevadas son abundantes. En el tiempo claro, las temperaturas son suaves, alcanzando los 16 ° C durante el día. En cambio, las temperaturas nocturnas pueden fluctuar entre -7 ° C y 4 ° C. Los disturbios invernales pueden durar algunos días y hacer que las carreteras sean intransitables debido al hielo.

Geología –
La historia geológica del Cañón Zion comienza hace unos 260 millones de años en las aguas costeras poco profundas de un gran océano Pérmico tropical ubicado en el extremo oriental del supercontinente Pangea.
Los subsiguientes ciclos de sedimentación y litificación superpusieron diferentes capas geológicas sobre el fondo marino original. En épocas posteriores, como la superposición de una nueva capa causó el hundimiento de las capas subyacentes, cada nueva capa superficial permaneció al nivel del mar (isostasis).
Esta fase de sedimentación terminó hace unos 65 millones de años, cuando la continuación de los procesos de elevación tectónica condujo al aumento de la masa continental que formó la meseta de Colorado. Después de este levantamiento, se determinaron las tensiones de tipo estrés que llevaron a la fractura de la meseta y la formación de fallas de tipo normal.
Después de un período de aparente fase estática, hace 13 millones de años, una nueva fase tectónica causó el desmembramiento de la meseta de Colorado, dando lugar a una serie de mesetas menores.
El nacimiento de las tierras altas de Markagunt, Paunsaugunt, Kaibab, Kaiparowits, Paria y Aquarius es de este período. Su diseño recuerda los escalones de una enorme escalera (Gran Escalera) que sube desde el Gran Cañón hacia Bryce Canyon. Zion Canyon es una incisión profunda en la meseta de Markagunt que se encuentra a medio camino entre el Gran Cañón y el Cañón Bryce. La capa más antigua de Zion es, por lo tanto, la capa más reciente y superficial del Cañón de Gante, mientras que la capa más antigua del Cañón Bryce constituye la capa más reciente de Zion, reconocible a mayores altitudes. Cada estratificación geológica corresponde a un cambio climático en la región, que se refleja en la diferente composición del sedimento y consecuentemente en el color de la capa.
Así, el clima tropical húmedo original (formaciones Kaibab y Moenkopi) fue sucedido por un clima más árido y el mar, debido al levantamiento regional, fue reemplazado por áreas continentales con presencia de arroyos, lagos y estanques (formaciones Chinle, Moenave y Kayenta). ). El progresivo secado del clima dio lugar a la formación de un gran desierto de arena del que se originaron las formaciones de arenisca Navajo y Temple Cap. Un cambio climático posterior, reconocible en las capas de la formación Carmel, correspondió al desarrollo de un entorno costero con un clima seco. Con la posterior y definitiva regresión marina, los cursos de agua comenzaron a afectar las mesetas y su poder erosivo se vio favorecido por el aumento de la pendiente del cauce, determinado por los posteriores fenómenos de levantamiento de la región, y por la abundancia de agua garantizada por abundantes lluvias durante las estaciones húmedas.
En la meseta de Markagunt la acción erosiva del río Virgin ha eliminado por completo las capas superficiales de la era Cenozoica y ha grabado las formaciones Mesozoica y Paleozoica creando el cañón de Zion y destacando una sucesión de nueve formaciones geológicas.

Flora –
La variabilidad de los paisajes dentro del Parque Nacional Zion caracteriza un alto grado de biodiversidad.
Adicionalmente, el paisaje formado por profundos cañones y altiplanos, una notable variedad de suelos de diferente composición y una desigual disponibilidad hídrica permiten la presencia de diferentes hábitats que albergan una gran cantidad de plantas y animales.
En el Parque Nacional Zion, hay más de 900 especies de plantas, 291 especies de aves, de las cuales 124 anidan en el área del parque, 78 especies de mamíferos, 44 especies de reptiles y anfibios, 8 especies de peces. El parque es la zona de Utah con mayor variedad de plantas, desde cactus y plantas herbáceas típicas de las zonas desérticas, hasta arbustos y árboles altos. Las plantas y los animales se distribuyen de forma diversa en los cuatro macrohábitats del parque: el desierto, las zonas ribereñas, las zonas boscosas y los bosques de coníferas.
Pasando a las altitudes más bajas, en el fondo de los cañones y en zonas predominantemente rocosas alejadas de los cursos de agua, encontramos especies que, con el tiempo, se han adaptado a un clima desértico y son propias de las regiones de la Gran Cuenca y del Desierto de Mojave.
Existen numerosas Cactaceae, como Opuntia phaeacantha y Opuntia macrorhiza, que crecen entre arbustos de Artemisia tridentata y A. filifolia, Chrysothamnus nauseosus, Castilleja chromosa y Datura wrightii.
Variedades herbáceas como Sphaeralcea grossulariifolia con flores amarillas y Abronia fragrans con flores blancas crecen en los parches de artemisa. Castilleja chromosa y Castilleja scabrida, que crece en grietas de las rocas, tienen brácteas rojas que esconden pequeñas flores verdes.
La variabilidad pedológica también interfiere con la difusión florística, de hecho en los suelos arenosos ricos en selenio existen numerosas especies del género Astragalus, entre ellas Astragalus zionis y Astragalus flavus con flores rosas, y otras variedades de plantas herbáceas perennes como Stanleya pinnata con amarillo. flores. En las partes internas de los cañones, donde el flujo continuo de agua a lo largo de las paredes rocosas crea microhábitats húmedos, la roca está cubierta por musgos y helechos culantrillos y Dodecatheon pulchellum de flores rosadas, Aquilegia chrysantha y A. formosa con flores amarillas y l ‘orquídea Epipactis gigantea.
Subiendo en altitud, entre 1200 my 1700 m, el clima se vuelve más fresco lo que permite el desarrollo de bosques escasos de Pinus edulis y enebro con manchas de Quercus turbinella, ericaceae como Arctostaphylos pungens con flores rosadas, rosáceas como pera cuervo y Purshia mexicana. Dos especies de yuca, Yucca baccata e Y. angustissima.
En las zonas ribereñas crecen bosques de álamo negro de Fremont, arce americano, fresno y sauce, mientras que el pino amarillo, el roble de Gambel y el álamo temblón crecen por encima de los 1800 m. En la meseta de Kolob también hay bosques de abetos de Colorado y Douglas.

Fauna –
La fauna también se ve afectada por los variados componentes geológicos y climáticos.
Además, la mayoría de los animales que pueblan el fondo de los cañones tienen hábitos nocturnos. En estas zonas están muy extendidas el conejo del desierto, la liebre californiana y la rata canguro de Merriam. Entre los animales que llevan una vida diurna activa destacan las ardillas terrestres como Spermophilus variegatus, arrendajos pinos y lagartijas del género Cnemidophorus. Entre los depredadores se encuentran el coyote, el bassarisco y la mofeta; además, a menudo entre la vegetación típica de este parque es posible vislumbrar un ave: el correcaminos (Geococcyx californianus).
En el parque también hay 19 especies de murciélagos, 9 especies de colibríes y 12 especies de serpientes, de las cuales solo la cascabel es venenosa.
En zonas ribereñas, el castor y los anfibios como el sapo manchado y la rana arborícola del cañón están muy extendidos. Muy común entre las aves es el papamoscas gris azulado y el reyezuelo del cañón. Las vías fluviales también están pobladas por una especie endémica de peces de agua dulce, la Lepidomeda mollispinis.
En las elevaciones más altas del Parque Nacional Zion se encuentran el borrego cimarrón recientemente reintroducido y el puma, el depredador más grande del parque, que avanza siguiendo las manadas de ciervos bura.
En el parque, el pavo salvaje está muy extendido dentro de los bosques de coníferas y también se pueden observar numerosas variedades de aves, entre ellas el ratonero jamaiquino, el águila real, el vencejo garganta blanca, el halcón peregrino, el cuervo y el cuervo americano.
Finalmente, cabe destacar que el cóndor de California, tras ser reintroducido en los Vermillion Cliffs en Arizona, ha sido avistado nuevamente dentro del parque desde 1999.

Guido Bissanti





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