Chelone glabra

Chelone glabra

La testa di tartaruga bianca (Chelone glabra L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Plantaginales, Famiglia Plantaginaceae e quindi al Genere Chelone ed alla Specie C. glabra.

Etimologia –
Il termine Chelone proviene dal greco Χελώνη Khelônê Chelone, ninfa della mitologia greca che aveva ridicolizzato Zeus ed Era non essendosi presentata ai festeggiamenti per il loro matrimonio e che, per punizione, venne trasformata in una tartaruga e condannata a portare sulla schiena la propria casa: per i fiori che ricordano una testa di tartaruga.
L’epiteto specifico glabra viene da glabro, senza peli.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Chelone glabra è una pianta originaria del Nord America dove cresce in un’area che va dalla Georgia a Terranova, Labrador e dal Mississippi al Manitoba in Canada.
Il suo habitat naturale sono le zone umide, come i boschi ripariali e le paludi.

Descrizione –
La Chelone glabra è una pianta perenne erbacea eretta che cresce fino a 60-90 cm di altezza e 45-75 cm di larghezza.
Tende a formare agglomerati con vistose e dense punte terminali di fiori a due labbra, bianchi o sfumati di rosa nel periodo che va dalla fine dell’estate all’autunno. La fioritura dura per 3-4 settimane ed i fiori incappucciati hanno la forma di teste di tartaruga che emergono appena dal guscio, da cui il nome comune.
Questi fiori, attraenti per farfalle e colibrì, si ergono sopra un cespuglio di fogliame verde scuro che rimane bello per tutta la stagione.
Le foglie sono lanceolate a denti grossolani, lunghe 20 cm e disposte a coppie lungo gli steli.

Coltivazione –
Questa pianta si coltiva meglio in terreni umidi o bagnati, ricchi e in ombra parziale. Apprezza, inoltre, la pacciamatura di foglie compostate, soprattutto nelle zone soleggiate. La pianta può essere cimata in primavera per ridurre l’altezza della pianta matura, specialmente se le piante crescono in aree fortemente ombreggiate dove è più probabile che abbiano bisogno di supporto. In ambienti ottimali, tuttavia, il picchettamento di solito non è richiesto. Si diffonde lentamente dai rizomi.
Questa pianta è un gradito completamento per bordure, giardini boschivi, vicino a stagni e ruscelli, giardini paludosi.
La pianta va potata alla fine della stagione.
Inoltre la pianta non ha particolari problemi di parassiti o malattie tranne che per l’oidio e ruggine.
La propagazione può avvenire anche per seme o per divisione in primavera. Le talee possono essere prelevate in primavera.

Usi e Tradizioni –
La classificazione di questa pianta ha avuto qualche difficoltà per l’attribuzuione alla famiglia. A seguito di studi sulla sequenza del DNA adesso viene considerata come appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae.
Nei primi trattati tassonomici la specie era divisa in un numero di sottospecie, ma studi più recenti non indicano alcuna base morfologica o genetica per queste categorie tassonomiche.
La Chelone glabra viene utilizzata come pianta ornamentale per ombra o giardini boschivi, di palude, stagni o giardini acquatici. È interessante, inoltre, il suo uso nei giardini di fiori selvatici o piante autoctone.
Viene utilizzata altresì come bordura per confini purché vengano soddisfatti i requisiti di umidità del suolo.
La Chelone glabra è un’erba molto amara con un sapore simile al tè che agisce principalmente come un tonico per il fegato e il sistema digestivo.
L’erba ha anche effetti antidepressivi e lassativi.
Il decotto dell’erba intera è antibile, aperiente, antipasto, catartico, colagogo, detergente, tonico, vermifugo.
Viene utilizzato internamente nel trattamento di debolezza, malattie del fegato, problemi alla cistifellea, calcoli biliari ecc.
È usato per alleviare nausea e vomito, coliche intestinali ed espellere i vermi.
Il suo effetto tonificante sull’apparato digerente l’ ha resa benefica nel trattamento dell’anoressia nervosa.
Viene applicata esternamente come unguento lenitivo su emorroidi, tumori infiammati, ulcere irritabili, seno infiammato, ecc.
Le foglie hanno proprietà antibiliari, antielmintiche, toniche e detergenti, con una peculiare azione sul fegato, e trovano largo impiego nella dispepsia, debolezza e ittero, nelle malattie del fegato, e per i vermi nei bambini per i quali la polvere o il decotto può essere usato internamente o in iniezione.
Come unguento è consigliato per tumori infiammati, ulcere irritabili, seno infiammato, emorroidi, ecc.
È considerata un’erba delicata che può essere utilizzata sia dai bambini che dagli anziani, soprattutto per i problemi digestivi causati da malattie prolungate.
L’erba è anche propagandata per avere proprietà antidepressive.
Esternamente, l’erba è stata utilizzata sotto forma di unguento o linimento su emorroidi, seno infiammato, herpes e ferite infiammate e dolorose, tagli e graffi.
In passato, i nativi americani erano noti per aver utilizzato il balsamo per scopi di purificazione del sangue e come trattamento per l’eczema atopico (dermatite atopica) e le condizioni reumatiche croniche.
Inoltre pare che la pianta sia stata usata come metodo di controllo delle nascite dalla popolazione degli Abenaki, una tribù di nativi americani appartenente alle prime nazioni e al ceppo linguistico degli Algonchini.
Dal punto di vista ecologico è la pianta principale su cui la farfalla checkerspot di Baltimora (Euphydryas phaeton) depone le uova.
Inoltre la Chelone glabra è una pianta popolare per i cervi ed è una pianta alimentare per Macrophya nigra e Tenthredo grandis (Imenotteri della Famiglia dei Tenthredinidae); inoltre anche uno scarabeo del genere Dibolia (un coleottero della famiglia dei Chrysomelidae) ha dimostrato di nutrirsi di essa.

Modalità di Preparazione –
Di questa pianta si utilizza sia la pianta che i fiori per preparare unguenti, consigliati per stati infiammatori, ulcere, emorroidi, ed altre patologia simili.
Può essere utilizzata sia dai bambini che dagli anziani, soprattutto per i problemi digestivi dopo lunghe malattie.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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