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Salvia divinorum

La Salvia divinorum o Maria Pastora (Salvia divinorum Epling & Játiva, 1962) èuna specie erbacea appartenente alla famiglia delle Lamiacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Lamiales, Famiglia Lamiaceae e quindi al Genere Salvia ed alla Specie S. divino rum.

Etimologia –
Il termine Salvia era già usato da Plinio per la Salvia officinalis, da sálvo salvare, guarire (connesso con il sanscrito sárvas integro): per le proprietà officinali.
L’epiteto specifico divino rum è il genitivo plurale di divinum, il divino, sacrificio religioso, rito sacro: attinente a eventi sacri, in relazione a questa pianta psicoattiva del Messico (zona della Sierra Madre) usata dagli indios Mazatechi per riti religiosi di divinazione e cura.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Salvia divinorum è una pianta psicoattiva allucinogena diffusa in natura quasi solo in Messico (zona della Sierra Madre Mazateca) che risulta essere arrivata in Europa tramite i cloni donati nel 1962 da una curandera Mazateca a R. Gordon Wasson e Albert Hofmann.
Il suo habitat nativo è la foresta pluviale sita nell’isolata Sierra Mazateca di Oaxaca, in Messico , dove cresce in luoghi ombrosi e umidi ad altitudini da 300 a 1.830 metri. Il suo habitat più comune è il terreno nero lungo le rive del fiume dove piccoli alberi e cespugli forniscono un ambiente di scarsa luminosità e alta umidità.

Descrizione –
La pianta cresce fino a oltre un metro di altezza.
Presenta steli quadrati cavi che tendono a rompersi o a trascinarsi sul terreno, con la pianta che si radica abbastanza rapidamente ai nodi e agli internodi.
Le foglie sono grandi ovate verdi (spesso anche dentate ), con un sottotono giallo e raggiungono i 10-30 cm di lunghezza. Le foglie non hanno peli su nessuna superficie e il picciolo è piccolo o assente.
I fiori, che fioriscono solo raramente, crescono a spirale su un’infiorescenza di 30 centimetri, con circa sei fiori a spirale. I fiori misurano 3 centimetri e sono bianchi, curvi e ricoperti di peli e tenuti in un piccolo calice viola ricoperto di peli e ghiandole.
Quando fiorisce nel suo habitat nativo, lo fa da settembre a maggio.

Coltivazione –
La riproduzione della Salvia divinorum avviene quasi esclusivamente tramite talea; i semi vengono prodotti molto raramente dalla pianta e raramente germinano e comunque non sono mai stati osservati semi sulle piante selvatiche.
Per una ragione ancora sconosciuta, anche la fertilità del polline viene ridotta. Non c’è inibizione attiva del tubo pollinico all’interno dello stile, ma qualche evento o processo, dopo che il tubo pollinico raggiunge l’ovaio, genera una anomalia.
Le spiegazioni più probabili sono qualche forma di ibridismo che non permettono di condurre a buon fine il processo.
Così tutte le popolazioni della Sierra Mazateca sembrano essere clonali. Questo è legato al processo in cui gli steli quadrati della pianta si rompono facilmente e tendono a trascinarsi sul terreno, radicandosi facilmente sui nodi e sugli internodi.
Tale fattore è alla base per cui ancora i botanici non hanno ancora determinato se la Salvia divinorum è una cultivar o un ibrido.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta fu scoperta nel 1939 da J.B. Johnson che descrisse l’uso di una pianta chiamata “Hierba María” dagli sciamani mazatechi ma fu solo negli anni ottanta che Ortega e Valdes isolarono la salvinorina A, il principio attivo responsabile delle proprietà allucinogene.
L’uso della Salvia divino rum è documentato, da tempo immemorabile, negli usi rituali da parte degli indios Mazatechi della regione di Oaxaca, sia in riti religiosi di divinazione che per cure.
Le proprietà particolari di questa pianta sono legate alla presenza di un diterpenoide neoclerodano che è la salvinorina A.
Questa molecola è presente nelle foglie della pianta ed è attualmente oggetto di studio; non si possiede ancora, tuttavia, un quadro preciso degli effetti di questa molecola, in quanto non paragonabile ad altre sostanze psicoattive. L’attività psicotropa della salvinorina A agisce selettivamente su un particolare recettore chiamato k-oppioide (KOR).
La salvinorina A è stata riconosciuta come la più potente sostanza psicoattiva naturale nel 2002, anno in cui la Salvia divinorum è diventata illegale in Australia.
La Salvia divinorum è considerata un enteogeno (quindi con un marcato effetto psichedelico o allucinogeno) ed è uno dei pochi allucinogeni dissociativi presenti in natura.
Per gli sciamani Mazatechi la Salvia divinorum, storicamente impersona una divinità femminile, individuata poi con l’arrivo dei Conquistadores nella Vergine Maria, da qui il nome Maria Pastora (entità femminile guida di un culto divenuto sincretico). Veniva utilizzata nei tempi più remoti come oracolo; ci si rivolgeva alla divinità per chiedere consiglio, per sapere dove ritrovare oggetti smarriti o rubati.
Gli effetti risultano essere per lo più di breve durata e a seconda del metodo di assunzione possono variare dai 5 ai 30 minuti se fumata, una o due ore se masticata (assunzione sublinguale tramite foglie fresche o estratti) e più ore se ingerita ma con un picco d’intensità più limitato (non sempre gli effetti dell’ingestione delle foglie vengono percepiti perché la salvinorina A è di difficile assorbimento da parte dell’apparato gastro intestinale).
La sensibilità alla sostanza varia enormemente da persona a persona: dosaggi privi di effetti in alcuni soggetti possono generare esperienze molto intense in altri; per questo, pur essendone sconsigliata l’assunzione, è opportuno giungere a dosaggi più elevati in modo graduale, per evitare esperienze di forza inaspettata e conseguenti ricadute sull’umore e sulla psiche.
Particolare riscontrato spesso dagli utilizzatori (nonché dai progenitori Mazatechi) è la differenza sostanziale tra le esperienze condotte in presenza di luce e in assenza della stessa, le prime risultano essere per lo più vaghe, poco dettagliate se non del tutto assenti, le seconde risultano essere molto più profonde e definite fino a dare l’idea di trovarsi fisicamente in altri luoghi e situazioni. Questa particolare sensibilità alla luce esterna risulta differente nel caso di utilizzo di estratti concentrati e foglie potenziate, di fatto in grado di modificare molto più profondamente la psiche.
A questo si aggiunga il fatto che l’effetto varia notevolmente anche in base al set (l’umore della persona al momento dell’assunzione) e al setting (l’ambiente in cui ci si trova). In ogni caso è sconsigliata l’assunzione in feste affollate e in situazioni in cui bisogna compiere determinate azioni (la perdita temporanea di percezione della realtà esterna può essere pericolosa per sè stessi e per gli altri).
Come molti psichedelici potrebbe compromettere l’equilibrio psichico in chi non ha ancora completato la maturazione psicologica, essendo causa di depressione, insonnia, slatentizzazione di psicosi pregresse e disturbi paranoidi.
Rischi concreti all’incolumità fisica sono legati alla perdita di percezione del proprio corpo, si possono verificare cadute o urti. Ragion per cui ne viene consigliato l’utilizzo in ambienti comodi con la presenza di una persona lucida e preparata a seguire l’esperienza di chi si appresta ad assumerla (fino alla fine dell’effetto), questa persona è denominata sitter.
Per tale motivo, in Italia, il Ministero della Salute, nella Gazzetta Ufficiale N. 54 del 7 marzo 2005, ha aggiunto la pianta e il suo principio attivo (salvinorina A) nella lista delle sostanze vietate, in seguito alle valutazioni dell’Istituto Superiore della Sanità.

Modalità di Preparazione –
Per le particolari caratteristiche e proprietà della Salvia divinorum se ne sconsiglia qualunque uso ed assunzione. Inoltre si fa presente che i contenuti riportati, gli usi, le assunzioni, anche in riferimento ai dati bibliografici o storici, anche presso altri popoli, potrebbero generare situazioni di pericolo o danni a chiunque ne facesse uso.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Salvia divinorum

Salvia divinorum or Maria Pastora (Salvia divinorum Epling & Játiva, 1962) is a herbaceous species belonging to the Lamiacee family.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Plantae Kingdom, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Lamiales Order, Lamiaceae Family and therefore to the Genus Salvia and the Species S. divine rum.

Etymology –
The term Salvia was already used by Pliny for Salvia officinalis, to be saved, healed (connected with the Sanskrit sárvas intact): for officinal properties.
The specific divine epithet rum is the plural genitive of divinum, the divine, religious sacrifice, sacred rite: pertaining to sacred events, in relation to this psychoactive plant of Mexico (Sierra Madre area) used by the Mazatec Indians for religious divination rites and care.

Geographical Distribution and Habitat –
Salvia divinorum is a hallucinogenic psychoactive plant widespread in nature almost only in Mexico (area of ​​Sierra Madre Mazateca) which appears to have arrived in Europe through the clones donated in 1962 by a Mazatec curandera to R. Gordon Wasson and Albert Hofmann.
Its native habitat is the rainforest located in the isolated Sierra Mazateca of Oaxaca, Mexico, where it grows in shady and humid places at altitudes from 300 to 1,830 meters. Its most common habitat is black soil along the banks of the river where small trees and bushes provide an environment of low light and high humidity.

Description –
The plant grows to over one meter in height.
It has hollow square stems that tend to break or drag on the ground, with the plant taking root fairly quickly at the nodes and internodes.
The leaves are large green ovate (often also toothed), with a yellow undertone and reach 10-30 cm in length. The leaves have no hair on any surface and the petiole is small or absent.
The flowers, which bloom only rarely, grow spiral on an inflorescence of 30 centimeters, with about six spiral flowers. The flowers measure 3 centimeters and are white, curved and covered with hair and kept in a small purple calyx covered with hair and glands.
When it blooms in its native habitat, it does so from September to May.

Cultivation –
The reproduction of Salvia divinorum occurs almost exclusively by cutting; the seeds are produced very rarely by the plant and rarely germinate and in any case seeds have never been observed on wild plants.
For an unknown reason, pollen fertility is also reduced. There is no active inhibition of the pollen tube within the style, but some event or process, after the pollen tube reaches the ovary, generates an anomaly.
The most likely explanations are some form of hybridism that does not allow the process to be carried out successfully.
Thus all the populations of the Sierra Mazateca appear to be clonal. This is related to the process in which the square stems of the plant break easily and tend to drag themselves on the ground, easily taking root on the knots and internodes.
This factor is the basis for which botanists have not yet determined whether Salvia divinorum is a cultivar or a hybrid.

Uses and Traditions –
This plant was discovered in 1939 by J.B. Johnson who described the use of a plant called “Hierba María” by Mazatec shamans but it was only in the 1980s that Ortega and Valdes isolated Salvinorin A, the active ingredient responsible for hallucinogenic properties.
The use of the divine Sage rum has been documented, since time immemorial, in the ritual uses by the Mazatec Indians of the Oaxaca region, both in religious divination rites and for treatments.
The particular properties of this plant are linked to the presence of a neoclerodano diterpenoid which is salvinorin A.
This molecule is present in the leaves of the plant and is currently being studied; however, we do not yet have a precise picture of the effects of this molecule, as it cannot be compared to other psychoactive substances. The psychotropic activity of salvinorin A acts selectively on a particular receptor called k-opioid (KOR).
Salvinorin A was recognized as the most powerful natural psychoactive substance in 2002, the year in which Salvia divinorum became illegal in Australia.
Salvia divinorum is considered an entheogen (therefore with a marked psychedelic or hallucinogenic effect) and is one of the few dissociative hallucinogens found in nature.
For Mazatec shamans, Salvia divinorum historically impersonates a female divinity, later identified with the arrival of the Conquistadores in the Virgin Mary, hence the name Maria Pastora (female entity leading a cult that has become syncretic). In ancient times it was used as an oracle; we turned to the divinity for advice, to find out where to find lost or stolen objects.
The effects are mostly short-lived and depending on the method of intake they can vary from 5 to 30 minutes if smoked, one or two hours if chewed (sublingual intake through fresh leaves or extracts) and more hours if ingested but with a peak of more limited intensity (the effects of ingestion of leaves are not always perceived because salvinorin A is difficult to absorb by the gastrointestinal tract).
Sensitivity to the substance varies enormously from person to person: dosages without effects in some subjects can generate very intense experiences in others; for this reason, although it is not recommended to take them, it is appropriate to gradually reach higher dosages, to avoid experiences of unexpected strength and consequent repercussions on mood and psyche.
Particular often found by users (as well as by Mazatec progenitors) is the substantial difference between the experiences conducted in the presence of light and in the absence of the same, the former are mostly vague, not very detailed if not completely absent, the latter are much deeper and more defined to the point of giving the idea of ​​being physically in other places and situations. This particular sensitivity to external light is different in the case of the use of concentrated extracts and enhanced leaves, in fact capable of modifying the psyche much more deeply.
Add to this the fact that the effect also varies considerably based on the set (the mood of the person at the time of hiring) and the setting (the environment in which you are located). In any case, hiring is not recommended in crowded parties and in situations where certain actions must be taken (the temporary loss of perception of external reality can be dangerous for oneself and for others).
Like many psychedelics, it could compromise the psychic balance in those who have not yet completed their psychological maturation, being the cause of depression, insomnia, slatentization of previous psychoses and paranoid disorders.
Concrete risks to physical safety are linked to the loss of perception of one’s body, falls or collisions can occur. For this reason, it is recommended to use it in comfortable environments with the presence of a lucid and prepared person to follow the experience of those who are preparing to hire them (until the end of the effect), this person is called a sitter.
For this reason, in Italy, the Ministry of Health, in the Official Gazette No. 54 of 7 March 2005, added the plant and its active ingredient (salvinorina A) in the list of prohibited substances, following the assessments of the Istituto Superiore of Health.

Method of Preparation –
Due to the particular characteristics and properties of Salvia divinorum, any use and use is not recommended. Furthermore, it should be noted that the contents reported, the uses, the assumptions, also with reference to bibliographic or historical data, also with other peoples, could generate dangerous situations or damage to anyone who used them.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Salvia divinorum

Salvia divinorum o Maria Pastora (Salvia divinorum Epling y Játiva, 1962) es una especie herbácea perteneciente a la familia Lamiacee.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, el Reino Plantae, la División Magnoliophyta, la Clase Magnoliopsida, el Orden Lamiales, la Familia Lamiaceae y, por lo tanto, al género Salvia y el ron divino S. Species.

Etimología –
El término Salvia ya fue utilizado por Plinio para Salvia officinalis, para ser salvado, curado (conectado con las sárvas sánscritas intactas): para propiedades oficiosas.
El epíteto divino específico del ron es el genitivo plural de divinum, el divino, el sacrificio religioso, el rito sagrado: relacionado con los eventos sagrados, en relación con esta planta psicoactiva de México (área de la Sierra Madre) utilizada por los indios mazatecos para los ritos de adivinación religiosa. y cuidado.

Distribución geográfica y hábitat –
La Salvia divinorum es una planta psicoactiva alucinógena ampliamente extendida en la naturaleza, casi solo en México (área de Sierra Madre Mazateca) que parece haber llegado a Europa a través de los clones donados en 1962 por una curandera mazateca a R. Gordon Wasson y Albert Hofmann.
Su hábitat nativo es la selva tropical ubicada en la aislada Sierra Mazateca de Oaxaca, México, donde crece en lugares sombreados y húmedos a altitudes de 300 a 1,830 metros. Su hábitat más común es el suelo negro a lo largo de las orillas del río, donde los pequeños árboles y arbustos proporcionan un ambiente de poca luz y alta humedad.

Descripción –
La planta crece hasta más de un metro de altura.
Tiene tallos cuadrados huecos que tienden a romperse o arrastrarse por el suelo, y la planta se arraiga con bastante rapidez en los nodos y entrenudos.
Las hojas son grandes, ovadas y verdes (a menudo también dentadas), con un matiz amarillo y alcanzan 10-30 cm de longitud. Las hojas no tienen pelo en ninguna superficie y el pecíolo es pequeño o ausente.
Las flores, que florecen raramente, crecen en espiral en una inflorescencia de 30 centímetros, con aproximadamente seis flores en espiral. Las flores miden 3 centímetros y son blancas, curvas y cubiertas de pelo y mantenidas en un pequeño cáliz púrpura cubierto de pelo y glándulas.
Cuando florece en su hábitat nativo, lo hace de septiembre a mayo.

Cultivo –
La reproducción de Salvia divinorum ocurre casi exclusivamente por corte; las semillas son producidas muy raramente por la planta y raramente germinan y, en cualquier caso, nunca se han observado semillas en plantas silvestres.
Por una razón desconocida, la fertilidad del polen también se reduce. No hay una inhibición activa del tubo de polen dentro del estilo, pero algún evento o proceso, después de que el tubo de polen llega al ovario, genera una anomalía.
Las explicaciones más probables son alguna forma de hibridación que no permite que el proceso se lleve a cabo con éxito.
Así, todas las poblaciones de la Sierra Mazateca parecen ser clonales. Esto está relacionado con el proceso en el que los tallos cuadrados de la planta se rompen fácilmente y tienden a arrastrarse por el suelo, arraigando fácilmente en los nudos y entrenudos.
Este factor es la base por la cual los botánicos aún no han determinado si Salvia divinorum es un cultivar o un híbrido.

Usos y Tradiciones –
Esta planta fue descubierta en 1939 por J.B. Johnson, quien describió el uso de una planta llamada “Hierba María” por los chamanes mazatecos, pero fue solo en la década de 1980 que Ortega y Valdés aislaron Salvinorina A, el ingrediente activo responsable de las propiedades alucinógenas.
El uso del divino ron Sabio ha sido documentado, desde tiempos inmemoriales, en los usos rituales de los indios mazatecos de la región de Oaxaca, tanto en los ritos de adivinación religiosa como para los tratamientos.
Las propiedades particulares de esta planta están vinculadas a la presencia de un diterpenoide neoclerodano que es la salvinorina A.
Esta molécula está presente en las hojas de la planta y actualmente se está estudiando; Sin embargo, todavía no tenemos una imagen precisa de los efectos de esta molécula, ya que no se puede comparar con otras sustancias psicoactivas. La actividad psicotrópica de la salvinorina A actúa selectivamente en un receptor particular llamado k-opioide (KOR).
La salvinorina A fue reconocida como la sustancia psicoactiva natural más poderosa en 2002, el año en que Salvia divinorum se volvió ilegal en Australia.
Salvia divinorum se considera un enteógeno (por lo tanto, con un marcado efecto psicodélico o alucinógeno) y es uno de los pocos alucinógenos disociativos que se encuentran en la naturaleza.
Para los chamanes mazatecos, Salvia divinorum se hace pasar históricamente por una divinidad femenina, identificada más tarde con la llegada de los conquistadores a la Virgen María, de ahí el nombre de María Pastora (entidad femenina que lidera un culto que se ha convertido en sincrético). En la antigüedad se usaba como oráculo; pedimos consejo a la divinidad para averiguar dónde encontrar objetos perdidos o robados.
Los efectos son principalmente de corta duración y, dependiendo del método de ingesta, pueden variar de 5 a 30 minutos si se fuman, una o dos horas si se mastican (ingesta sublingual a través de hojas frescas o extractos) y más horas si se ingieren pero con un pico de intensidad más limitada (los efectos de la ingestión de hojas no siempre se perciben porque la salvinorina A es difícil de absorber por el tracto gastrointestinal).
La sensibilidad a la sustancia varía enormemente de persona a persona: las dosis sin efectos en algunos sujetos pueden generar experiencias muy intensas en otros; Por esta razón, aunque no se recomienda tomarlos, es apropiado alcanzar gradualmente dosis más altas, para evitar experiencias de fuerza inesperada y las consecuentes repercusiones en el estado de ánimo y la psique.
Lo que a menudo encuentran los usuarios (así como los progenitores mazatecos) es la diferencia sustancial entre las experiencias realizadas en presencia de luz y en ausencia de la misma, las primeras son en su mayoría vagas, no muy detalladas si no están completamente ausentes, las últimas son mucho más profundo y más definido hasta el punto de dar la idea de estar físicamente en otros lugares y situaciones. Esta sensibilidad particular a la luz externa es diferente en el caso del uso de extractos concentrados y hojas mejoradas, que de hecho son capaces de modificar la psique mucho más profundamente.
Agregue a esto el hecho de que el efecto también varía considerablemente según el conjunto (el estado de ánimo de la persona en el momento de la contratación) y el entorno (el entorno en el que se encuentra). En cualquier caso, no se recomienda la contratación en fiestas concurridas y en situaciones en las que se deben tomar ciertas acciones (la pérdida temporal de la percepción de la realidad externa puede ser peligrosa para uno mismo y para los demás).
Al igual que muchos psicodélicos, podría comprometer el equilibrio psíquico en aquellos que aún no han completado su maduración psicológica, siendo la causa de la depresión, el insomnio, la slatentización de psicosis previas y los trastornos paranoides.
Los riesgos concretos para la seguridad física están relacionados con la pérdida de percepción del cuerpo, caídas o colisiones pueden ocurrir. Por esta razón, se recomienda usarlo en entornos cómodos con la presencia de una persona lúcida y preparada para seguir la experiencia de quienes se están preparando para contratarlos (hasta el final del efecto), esta persona se llama una niñera.
Por esta razón, en Italia, el Ministerio de Salud, en el Boletín Oficial No. 54 del 7 de marzo de 2005, agregó la planta y su ingrediente activo (salvinorina A) en la lista de sustancias prohibidas, siguiendo las evaluaciones del Istituto Superiore de salud.

Método de preparación –
Debido a las características y propiedades particulares de Salvia divinorum, no se recomienda su uso y uso. Además, debe tenerse en cuenta que los contenidos informados, los usos, los supuestos, también con referencia a datos bibliográficos o históricos, también con otras personas, podrían generar situaciones peligrosas o dañar a cualquiera que los usara.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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Un pensiero su “[:it] Salvia divinorum [:en] Salvia divinorum [:es] Salvia divinorum [:]

  • 13 Febbraio 2021 in 13:41
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    tra il dubbio se e’ una cultivar o meno,ce da dire che essendo stata trovata in sardegna allo stato selvatico,di sicuro nessuno mai avrebbe potuto portarla li dal messico…quindi nasce spontanea anche i n italia…

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