Salvia divinorum

Salvia divinorum

La Salvia divinorum o Maria Pastora (Salvia divinorum Epling & Játiva, 1962) èuna specie erbacea appartenente alla famiglia delle Lamiacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Lamiales, Famiglia Lamiaceae e quindi al Genere Salvia ed alla Specie S. divino rum.

Etimologia –
Il termine Salvia era già usato da Plinio per la Salvia officinalis, da sálvo salvare, guarire (connesso con il sanscrito sárvas integro): per le proprietà officinali.
L’epiteto specifico divino rum è il genitivo plurale di divinum, il divino, sacrificio religioso, rito sacro: attinente a eventi sacri, in relazione a questa pianta psicoattiva del Messico (zona della Sierra Madre) usata dagli indios Mazatechi per riti religiosi di divinazione e cura.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Salvia divinorum è una pianta psicoattiva allucinogena diffusa in natura quasi solo in Messico (zona della Sierra Madre Mazateca) che risulta essere arrivata in Europa tramite i cloni donati nel 1962 da una curandera Mazateca a R. Gordon Wasson e Albert Hofmann.
Il suo habitat nativo è la foresta pluviale sita nell’isolata Sierra Mazateca di Oaxaca, in Messico , dove cresce in luoghi ombrosi e umidi ad altitudini da 300 a 1.830 metri. Il suo habitat più comune è il terreno nero lungo le rive del fiume dove piccoli alberi e cespugli forniscono un ambiente di scarsa luminosità e alta umidità.

Descrizione –
La pianta cresce fino a oltre un metro di altezza.
Presenta steli quadrati cavi che tendono a rompersi o a trascinarsi sul terreno, con la pianta che si radica abbastanza rapidamente ai nodi e agli internodi.
Le foglie sono grandi ovate verdi (spesso anche dentate ), con un sottotono giallo e raggiungono i 10-30 cm di lunghezza. Le foglie non hanno peli su nessuna superficie e il picciolo è piccolo o assente.
I fiori, che fioriscono solo raramente, crescono a spirale su un’infiorescenza di 30 centimetri, con circa sei fiori a spirale. I fiori misurano 3 centimetri e sono bianchi, curvi e ricoperti di peli e tenuti in un piccolo calice viola ricoperto di peli e ghiandole.
Quando fiorisce nel suo habitat nativo, lo fa da settembre a maggio.

Coltivazione –
La riproduzione della Salvia divinorum avviene quasi esclusivamente tramite talea; i semi vengono prodotti molto raramente dalla pianta e raramente germinano e comunque non sono mai stati osservati semi sulle piante selvatiche.
Per una ragione ancora sconosciuta, anche la fertilità del polline viene ridotta. Non c’è inibizione attiva del tubo pollinico all’interno dello stile, ma qualche evento o processo, dopo che il tubo pollinico raggiunge l’ovaio, genera una anomalia.
Le spiegazioni più probabili sono qualche forma di ibridismo che non permettono di condurre a buon fine il processo.
Così tutte le popolazioni della Sierra Mazateca sembrano essere clonali. Questo è legato al processo in cui gli steli quadrati della pianta si rompono facilmente e tendono a trascinarsi sul terreno, radicandosi facilmente sui nodi e sugli internodi.
Tale fattore è alla base per cui ancora i botanici non hanno ancora determinato se la Salvia divinorum è una cultivar o un ibrido.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta fu scoperta nel 1939 da J.B. Johnson che descrisse l’uso di una pianta chiamata “Hierba María” dagli sciamani mazatechi ma fu solo negli anni ottanta che Ortega e Valdes isolarono la salvinorina A, il principio attivo responsabile delle proprietà allucinogene.
L’uso della Salvia divino rum è documentato, da tempo immemorabile, negli usi rituali da parte degli indios Mazatechi della regione di Oaxaca, sia in riti religiosi di divinazione che per cure.
Le proprietà particolari di questa pianta sono legate alla presenza di un diterpenoide neoclerodano che è la salvinorina A.
Questa molecola è presente nelle foglie della pianta ed è attualmente oggetto di studio; non si possiede ancora, tuttavia, un quadro preciso degli effetti di questa molecola, in quanto non paragonabile ad altre sostanze psicoattive. L’attività psicotropa della salvinorina A agisce selettivamente su un particolare recettore chiamato k-oppioide (KOR).
La salvinorina A è stata riconosciuta come la più potente sostanza psicoattiva naturale nel 2002, anno in cui la Salvia divinorum è diventata illegale in Australia.
La Salvia divinorum è considerata un enteogeno (quindi con un marcato effetto psichedelico o allucinogeno) ed è uno dei pochi allucinogeni dissociativi presenti in natura.
Per gli sciamani Mazatechi la Salvia divinorum, storicamente impersona una divinità femminile, individuata poi con l’arrivo dei Conquistadores nella Vergine Maria, da qui il nome Maria Pastora (entità femminile guida di un culto divenuto sincretico). Veniva utilizzata nei tempi più remoti come oracolo; ci si rivolgeva alla divinità per chiedere consiglio, per sapere dove ritrovare oggetti smarriti o rubati.
Gli effetti risultano essere per lo più di breve durata e a seconda del metodo di assunzione possono variare dai 5 ai 30 minuti se fumata, una o due ore se masticata (assunzione sublinguale tramite foglie fresche o estratti) e più ore se ingerita ma con un picco d’intensità più limitato (non sempre gli effetti dell’ingestione delle foglie vengono percepiti perché la salvinorina A è di difficile assorbimento da parte dell’apparato gastro intestinale).
La sensibilità alla sostanza varia enormemente da persona a persona: dosaggi privi di effetti in alcuni soggetti possono generare esperienze molto intense in altri; per questo, pur essendone sconsigliata l’assunzione, è opportuno giungere a dosaggi più elevati in modo graduale, per evitare esperienze di forza inaspettata e conseguenti ricadute sull’umore e sulla psiche.
Particolare riscontrato spesso dagli utilizzatori (nonché dai progenitori Mazatechi) è la differenza sostanziale tra le esperienze condotte in presenza di luce e in assenza della stessa, le prime risultano essere per lo più vaghe, poco dettagliate se non del tutto assenti, le seconde risultano essere molto più profonde e definite fino a dare l’idea di trovarsi fisicamente in altri luoghi e situazioni. Questa particolare sensibilità alla luce esterna risulta differente nel caso di utilizzo di estratti concentrati e foglie potenziate, di fatto in grado di modificare molto più profondamente la psiche.
A questo si aggiunga il fatto che l’effetto varia notevolmente anche in base al set (l’umore della persona al momento dell’assunzione) e al setting (l’ambiente in cui ci si trova). In ogni caso è sconsigliata l’assunzione in feste affollate e in situazioni in cui bisogna compiere determinate azioni (la perdita temporanea di percezione della realtà esterna può essere pericolosa per sè stessi e per gli altri).
Come molti psichedelici potrebbe compromettere l’equilibrio psichico in chi non ha ancora completato la maturazione psicologica, essendo causa di depressione, insonnia, slatentizzazione di psicosi pregresse e disturbi paranoidi.
Rischi concreti all’incolumità fisica sono legati alla perdita di percezione del proprio corpo, si possono verificare cadute o urti. Ragion per cui ne viene consigliato l’utilizzo in ambienti comodi con la presenza di una persona lucida e preparata a seguire l’esperienza di chi si appresta ad assumerla (fino alla fine dell’effetto), questa persona è denominata sitter.
Per tale motivo, in Italia, il Ministero della Salute, nella Gazzetta Ufficiale N. 54 del 7 marzo 2005, ha aggiunto la pianta e il suo principio attivo (salvinorina A) nella lista delle sostanze vietate, in seguito alle valutazioni dell’Istituto Superiore della Sanità.

Modalità di Preparazione –
Per le particolari caratteristiche e proprietà della Salvia divinorum se ne sconsiglia qualunque uso ed assunzione. Inoltre si fa presente che i contenuti riportati, gli usi, le assunzioni, anche in riferimento ai dati bibliografici o storici, anche presso altri popoli, potrebbero generare situazioni di pericolo o danni a chiunque ne facesse uso.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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Un pensiero su “Salvia divinorum

  • 13 febbraio 2021 in 13:41
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    tra il dubbio se e’ una cultivar o meno,ce da dire che essendo stata trovata in sardegna allo stato selvatico,di sicuro nessuno mai avrebbe potuto portarla li dal messico…quindi nasce spontanea anche i n italia…

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