Arctium tomentosum

Arctium tomentosum

La Bardana lanuta (Arctium tomentosum Miller, 1768) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Cichorioideae, Tribù Cardueae, Sottotribù Carduinae e quindi al Genere Arctium ed alla Specie A. tomento sum.
Sono sinonimi i termini:
– Arctium chabertii Briq. & Cavill.;
– Arctium leptophyllum Klokov;
– Arctium leptophyllum subsp. leptophyllum;
– Arctium tomentosum subsp. tomento sum;
– Lappa tomentosa Lam..
Inoltre in natura sono presenti molti ibridi, tra specie dello stesso genere, in quanto le singole specie sono interfertili; tra questi:
– Arctium × ambiguum (Celak.) G. Beck ex Nyman, 1889 – Ibrido con Arctium lappa;
– Arctium × bretonii Rouy, 1912 – Irido con Arctium minus;
– Arctium × leiobardanum Juz. & C.Serg. ex Stepanov – Ibrido con Arctium leiospermum Juz. & Ye.V.Serg., 1957;
– Arctium × mixtum (Simonk.) Nyman, 1889 – Irido con Arctium minus;
– Arctium × neumanii Rouy, 1905 – Ibrido con Arctium nemorosum.

Etimologia –
Il termine Arctium proviene dal greco ἄρκτιον árction lappola, pianta citata da Dioscoride e altri autori.
L’epiteto specifico tomento sum viene da toméntum peluria: ricoperto da peluria.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Bardana lanuta è una pianta con origine Eurasiatico temperato – Eurosiberiano.
In Italia è una pianta rara e si trova al Nord dove è distribuita soprattutto nelle Alpi in modo discontinuo. Oltreconfine (sempre nelle Alpi) si trova in Francia (dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Isère e Alta Savoia), in Svizzera (quasi in tutti i cantoni), in Austria e in Slovenia. Sui rilievi montani europei si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Monti Balcani e Carpazi. È presente nel resto dell’Europa e viene considerata come specie introdotta nell’America del Nord.
Il suo habitat è quello delle zone ruderali, degli incolti, siepi ed aree lungo le strade, in ambienti preferibilmente umidi, dove cresce su substrato preferibilmente calcareo ma anche calcareo – siliceo con valori di pH basico, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. La sua distribuzione altitudinale è tra 100 e 1500 m s.l.m..

Descrizione –
La Bardana lanuta è una pianta che cresce normalmente tra 50 e 120 cm anche se può raggiungere altezze fino a 250 cm.
È una pianta a ciclo di sviluppo biennale, in quanto nel primo anno si formano solamente le foglie e nel secondo i fiori; la riproduzione avviene tramite gemme poste a livello del terreno. In alcune condizioni il ciclo biologico può essere anche annuo.
La radice è di tipo fittonante.
Il fusto epigeo si presenta eretto, pubescente, ramificato e spesso arrossata e striato.
I rami sono patenti e quasi eretti.
Le foglie sono in genere intere, a lamina allargata e arrotondata all’apice; hanno consistenza ruvida con bordi che presentano grossolane dentature ondulate. Sono glabre e verdi nella parte superiore; biancastre e ragnatelose o grigio-tomentose inferiormente.
Le foglie basali sono picciolate a lamina ovale-cuoriforme.
Quelle cauline hanno disposizione lungo il caule alterna; sono sessili e la forma della lamina è lanceolata.
Le foglie hanno larghezza variabile tra 16 e 28 cm e lunghezza tra 30 e 40 cm.
La lunghezza del picciolo varia tra 10 e 15 cm.
Il picciolo, soprattutto nella parte alta, è ripieno di midollo.
I fiori sono tutti del tipo tubuloso, ermafroditi, attinoformi, tetra-ciclici (con quattro verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (con calice e corolla composti da cinque elementi).
L’antesi è tra luglio e settembre.
I fiori sono riuniti in infiorescenze costituite da diversi capolini sferici riuniti in corimbi. Nei capolini un peduncolo sorregge un involucro composto da diverse brattee (o squame) lesiniformi, verdi e sub-glabre disposte su più serie che fanno da protezione al ricettacolo più o meno piano sul quale s’inseriscono i fiori tubulosi (da 30 a oltre). Le squame sono persistenti e di dimensioni diverse e comunque inferiori ai fiori; i bordi sono finemente seghettati; l’apice di quelle esterne è uncinato, mentre in quelle interne l’apice è diritto; tutte sono densamente ragnatelose e arrossate.
I peduncoli hanno lunghezza di 1,5 – 12 cm, i capolini hanno un diametro di 2 – 2,5 cm e gli involucri di 15 – 25 mm.
I frutti sono acheni di 5 – 8 mm, di colore scuro. Il pappo presenta una coroncina di brevi setole che hanno lunghezza di 1 – 3 mm.

Coltivazione –
L’ Arctium tomentosum è una pianta che cresce allo stato spontaneo anche dove è stata introdotta.
La pianta si riproduce tramite impollinazione entomogama, per mezzo di farfalle diurne e notturne.
Dopo la fecondazione i semi, cadendo a terra, vengono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).
È presente altresì la dispersione per zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell’involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Usi e Tradizioni –
La Bardana lanuta è una pianta che può presentarsi, come detto, con alcuni ibridi che possono rendere più complessa la determinazione. Inoltre alcune specie sono alquanto simile cosa che per i meno esperti complica le cose.
Tra le specie simili ricordiamo:
– Arctium lappa L. – Bardana maggiore: è più grande e più vigorosa della Bardana minore (i capolini hanno dimensione di 3 – 4 cm); inoltre le foglie sono più larghe e i rami superiori si presentano con una configurazione corimbosa.
– Arctium minus (Hill) Bernh. – Bardana minore: è meno grande e meno vigorosa della Bardana maggiore (i capolini hanno dimensione di 1-2 millimetri). Inoltre le foglie sono più strette
– Arctium nemorosum Lej. et Court. – Bardana selvatica: si differenzia per la diversa ramificazione che conferisce alla pianta un aspetto piramidale e per le squame involucrali colorate diversamente (arrossate e giallastre sugli uncini); i capolini hanno dimensione di 3 – 4 cm.
La Bardana lanuta, al pari di altre bardane viene usata in fitoterapia e in erboristeria per combattere l’acne, la foruncolosi, la pelle grassa, la psoriasi, l’alopecia, le infezioni del fegato e delle vie biliari.
La medicina tradizionale riconosce alla bardana una proprietà diuretica e anche un’efficace funzione depurativa del sangue.
Anche se tutta la pianta è commestibile generalmente si sfruttano i principi attivi contenuti nella sua radice lunga e carnosa molto somigliante ad una patata (patata del Medioevo). L’utilizzo della radici di Bardana, come le foglie e gli steli essiccati, è consigliato nel trattamento della pelle sotto forma di decotti, estratti e impacchi utili a combattere l’acne, la foruncolosi e le pelli grasse.
Le radici vengono utilizzate in erboristeria per la preparazione di tisane depurative per uso interno o di impacchi per uso esterno.
Le radici dopo la raccolta, che si effettua nell’autunno del primo anno o nella primavera del secondo, vengono essiccate e conservate in sacchetti di carta.

Modalità di Preparazione –
Con la bardana si possono preparare degli infusi.
L’infuso si prepara con 1 litro d’acqua e 8 cucchiai di radice (pezzetti) di Bardana.
Per questa preparazione bisogna mettere la radice di Bardana nell’acqua calda lasciandola dieci minuti in infusione nella pentola coperta.
Praticare gli impacchi 3-4 volte al giorno.
L’impacco d’infuso di Bardana tenuto sulla pelle per circa 10 minuti aiuta a combattere l’acne, l’eczema, la pelle grassa, la psoriasi e l’alopecia.
Nelle applicazioni esterne, gli impacchi o le frizioni con l’olio di radici di bardana, sono consigliati contro l’alopecia.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *