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Paprica

La paprica o paprika, è una spezia derivata da alcune piante del genere Capsicum spp., sia peperoni che peperoncini.

Origini e Storia –
Col termine paprika, nella lingua ungherese, si intendono alcune varietà di peperoni, classificabili come “dolci”, che vengono seccati, dopo esser stati liberati dalla parte interna bianca, macinati e usati come spezie.
Questa spezia è conosciuta anche con i nomi di pepe rosso, pimento rosso o capsico.
Nella cucina dell’Ungheria, dove oggi si coltiva la migliore paprica, questa spezia divenne l’ingrediente più importante solo intorno all’Ottocento.
Secondo le credenze popolari il suo utilizzo venne incrementato come rimedio contro la malaria e risalirebbe addirittura al tempo della dominazione turca (XVI-XVII sec.). secondo una leggenda sarebbe stata una giovane contadina ungherese, scappata dall’harem di un pascià turco, dove si coltivavano i peperoni, ad insegnare ai contadini del suo villaggio come lavorare la paprica.
Questa spezia ha avuto buona diffusione nelle cucina del centro Europa e in quelle balcaniche, in piatti come il gulasch o che si richiamano alla tradizione zigana (chiamati appunto “alla zingara”), “all’Ungherese”, all’austriaca”.
Esistono moltissimi tipi di paprika, da quelle dolci a quelle molto piccanti: la “Különleges” è la più delicata, finissima e di colore rosso vivo, dall’aroma caldo e affatto piccante, “Erös paprika” è invece fra le più piccanti, di colore marrone, e macinata grossolanamente. Tutti i tipi devono essere conservati in recipienti al riparo dalla luce, e consumati velocemente perché tendono a scurire, assumendo uno sgradevole sapore stantio.
Nel secolo XIX i fratelli Pálfi di Seghedino, togliendo, al momento della raccolta, tutte le venature interne del frutto, dove si concentra la capsaicina, il principio attivo che dà il sapore piccante al peperone, ottennero la cosiddetta “paprica dolce”. Va detto però che anche il tipo cosiddetto “forte”, non è affatto piccante, contrariamente a quanto si possa credere fuori dall’Ungheria.
Fu inoltre lo scienziato Albert Szent-Györgyi, Premio Nobel nel 1938, che contribuì a valorizzare questo vegetale scoprendo, proprio nel peperone, la fonte dell’acido ascorbico (vitamina C) che ha fermato le morti per scorbuto, una malattia che aveva ucciso migliaia di marinai.
Importante è anche il periodo della raccolta che viene vissuto in Ungheria come un rito gioioso. L’8 settembre, le donne, vestite con costumi sgargianti, raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.

Descrizione –
La paprika è una spezia ricavata dal Capsicum annum, che comprende peperoni e peperoncini, piante tropicali originarie del Messico, già conosciuta in Asia e Africa, ma diffuse in Europa solo nel Cinquecento, dopo la scoperta delle Americhe.
La paprika è una spezia che si ottiene macinando diversi tipi di peperoncini essiccati. Il suo sapore quindi può cambiare a seconda del peperone utilizzato e può essere più o meno dolce o piccante. Generalmente, nella vera ricetta è previsto che vengano tolti dai peperoncini sia i semi che la membrana bianca: queste sono le parti più ricche di capsaicina, la sostanza responsabile della piccantezza.
Esistono diverse tipologie di paprica, ma tra le più comuni troviamo le seguenti:
– Paprika dolce;
– Paprika semidolce;
– Paprika rosa (che è quella più piccante).
I peperoncini utilizzati possono essere di vario tipo, a seconda del livello di piccantezza che si vuole raggiungere. L’importante è ricordare sempre di togliere semi e parti bianche, perché si rischia di ottenere una spezia eccessivamente forte e quasi immangiabile. Per gli amanti del peperoncino, comunque, è possibile anche trovare paprika molto piccante, in grado di infiammare la bocca. La varietà più comune e diffusa anche in Italia rimane in tutti i casi la paprica dolce.

Principi attivi –
La paprica ha un valore energetico che equivale a 282 kcal per 100 gr di prodotto. Da un punto di vista nutrizionale è costituita da: 53,99 gr di carboidrati (di cui 10,34 gr di zuccheri – principalmente fruttosio e glucosio); 34,9 gr di fibra alimentare; 14,14 gr di proteine; 12,89 gr di grassi (di cui 7,77 gr di polinsaturi, 2,14 di saturi e 1,69 di monoinsaturi).
Tra i sali minerali maggiormente rappresentati abbiamo: calcio, magnesio, fosforo e potassio.
Elevate sono anche le concentrazioni delle vitamine A e B (B1, B2, B3, B5, B6), J e k. La quantità invece di vitamina C è piuttosto ridotta come quella dei folati.
Inoltre, la paprika contiene anche flavonoidi antiossidanti come alfa e beta-carotene, luteina e zeaxantina.
Il principio attivo più importante della della paprica è comunque la capsaicina, sostanza presente nel peperoncino e responsabile del suo sapore piccante. La combinazione con il fruttosio dona alla spezia il suo particolarissimo sapore dolciastro-piccante, talvolta amarognolo. La capsaicina è inoltre una delle sostanze che conferiscono alla paprica numerose proprietà benefiche.

Proprietà ed Usi –
La paprica è una polvere rossastra, le cui sfumature e sapore variano in base ai tipi di peperoncini utilizzati. Ad esempio, la variante dolce è caratterizzata da un colore rosso chiaro mentre quella piccante da un colore rosso molto acceso ed intenso. Inoltre, i sapori di questa spezia sono diversi anche a seconda se viene macinata solo la polpa oppure anche i semi. La parte interna infatti è ricca di capsaicina, sostanza responsabile del classico sapore piccante.
Le diverse varietà di peperoncini impiegati per preparare la paprika, così come la parte dei peperoncini macinata, sono responsabili dei suoi differenti gusti. La specie di peperoncino più utilizzata nella produzione della paprica, come detto, è il Capsicum anuum.
In commercio sono dunque disponibili diverse tipologie di paprica, ognuna caratterizzata da un colore e sapore ben preciso. Tra le paprike non piccanti più diffuse abbiamo:
– Dolce: colore rosso vivo, aroma molto intenso e gusto dolce;
– Fine: colore chiaro e gusto dolce;
– Kulonleges: colore rosso vivo, macinata fine e gusto molto delicato.
Le tipologie di paprica più utilizzate, dal sapore molto forte, sono:
– Eros: colore marrone, macinata grossolanamente e piccante;
– Rosa: gusto piuttosto pronunciato (a differenza di quello che si possa pensare dal nome);
– Semi-dolce: colore rosso acceso e gusto molto intenso.
E’ possibile inoltre trovare paprike con caratteristiche intermedie tra le tipologie precedenti.
La paprica, per la sua particolare composizione ha particolari proprietà che si ripercuotono su funzioni o organi.
Intanto stimola la secrezione gastrica degli acidi favorendo il processo digestivo.
Gli antiossidanti contenuti svolgono, inoltre, un ruolo fondamentale per la salute della pelle. La mantengono sana, luminosa e prevengono la formazione delle rughe. Questa spezia viene infatti utilizzata anche come ingrediente di maschere viso fai da te in combinazione con il miele.
La vitamina A presente in questa spezia favorisce la rigenerazione cellulare riducendo le lesione acneiche.
La paprika aiuta l’ossigenazione del cuoio capelluto favorendo la microcircolazione sanguigna. Questo fattore è molto importante per la buona salute dei capelli e per prevenirne la caduta. Per questo scopo viene spesso inclusa come ingrediente nelle maschere fai da te per capelli.
Studi recenti sostengono l’utilità della paprica per trattare le vene varicose, grazie alla sua composizione quali-quantitativa.
La vitamina A ed i carotenoidi, contenuti in questa spezia, sono fondamentali per la vista. Questi composti aiutano gli occhi a filtrare i raggi UV del sole dannosi per patologie come la cataratta e la degenerazione maculare.
Grazie alla presenza di capsaicina, questa spezia possiede proprietà antinfiammatorie che possono contribuire ad alleviare alcune patologie articolari, come artrite e dolori articolari.
Il buon contenuto di antiossidanti (vitamine, beta-carotene, luteina, ecc.) è in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi. Quest’ultime sono molecole responsabili di alcune malattie anche gravi, come i tumori.
Al contrario di quello che si possa pensare il peperoncino fa bene alla pressione. È stato dimostrato scientificamente che la capsaicina è capace di ridurre la pressione arteriosa; infatti questa sostanza agisce come un vasodilatatore favorendo lo scorrimento del sangue. Dunque, un suo consumo regolare e moderato è in grado di rilassare i vasi sanguigni con effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio.
Inoltre la paprica può essere utilizzata per dare ai capelli castani dei naturali riflessi rossi.
Come sempre, bisogna stare attenti agli eccessi o particolari sensibilità o patologie.
L’uso della paprica è controindicato in soggetti sensibili in quanto potrebbe scatenare reazioni allergiche.
Non bisogna inoltre somministrare ai bambini, alle donne in gravidanza e in allattamento.
Questa spezia è sconsigliata anche a chi soffre di gastrite, aritmie cardiache, ulcere e colite.
Si raccomanda di consumare la paprika in dosi moderate perché può causare irritazione intestinale, diarrea o costipazione (a seconda dei casi).

Preparazioni –
Per poter mantenere intatte le sue caratteristiche, la paprica va conservata in recipienti chiusi al riparo della luce e consumata velocemente perché tende a scurire e ad acquistare un sapore sgradevole.
La paprika ha un gusto delicato, un poco amaro, lievemente piccante e abbastanza aromatico. Il suo lato piccante è molto dolce e grazie a questo si esaltano le pietanze con un tocco aromatico e speziato che “neutralizza” il sapore piccante del peperoncino. La paprika può essere dolce o piccante: in quest’ultimo caso viene macinata anche la placenta del peperoncino, ossia la parte interna al quale sono attaccati i semi (che erroneamente vengono ritenuti la parte più piccante).
Per il suo particolare ed inconfondibile sapore, la paprica può accompagnare una grandissima varietà di piatti. Può essere associata alla carne, zuppe, formaggi, panna, pomodori e cipolla. Viene impiegata anche come uno degli ingredienti principali del curry. Nell’industria alimentare, la variante dolce viene utilizzata moltissimo per speziare snack come le patatine o per conferire un colore ancora più rosso ai salumi.
Nelle cotture l’aroma della paprika si sviluppa particolarmente quando viene associato alla cipolla o al lardo. È meglio evitare di cuocerla nel solo grasso, senza liquidi, perché si caramellizza subendo un’alterazione dell’aroma. Questa spezia viene utilizzata anche come conservate, in particolare di pancetta o lardo.
Nella tradizione culinaria ungherese viene usata in molte preparazioni, in particolare nel gulash.
È anche presente in alcune cucine balcaniche, in particolare in alcune zone dell’ex-Jugoslavia, dove è un ingrediente per preparare i ćevapčići.
Un impiego particolare della paprica può essere quello per la tintura dei capelli. In questo caso bisogna mescolare la polvere di questa spezia con una tisana alla rosa canina e chiodi di garofano. Quando il composto si sarà raffreddato, filtrate il tutto ed applicate sui capelli per circa 15 minuti. Utilizzate una cuffia oppure una pellicola trasparente per avvolgere l’intera chioma.
La paprica, inoltre, viene utilizzata anche come conservante, in particolar modo per salumi e preparazioni come lardo e pancetta, che ne assorbono l’aroma.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Paprica

Paprika is a spice derived from some plants of the genus Capsicum spp., Both peppers and chillies.

Origins and History –
The term paprika, in the Hungarian language, refers to some varieties of peppers, classifiable as “sweet”, which are dried, after being freed from the white interior, ground and used as spices.
This spice is also known by the names of red pepper, red allspice or capsicum.
In the cuisine of Hungary, where the best paprika is grown today, this spice became the most important ingredient only around the nineteenth century.
According to popular beliefs, its use was increased as a remedy for malaria and even dates back to the time of Turkish domination (16th-17th centuries). According to a legend, a young Hungarian peasant woman, who escaped from the harem of a Turkish pasha, where peppers were grown, would have taught the farmers of her village how to process paprika.
This spice has had a good diffusion in Central and Balkan cuisine, in dishes such as goulash or which refer to the Gypsy tradition (called “gypsy”), “Hungarian”, Austrian “.
There are many types of paprika, from sweet to very spicy: the “Különleges” is the most delicate, very fine and bright red in color, with a warm and spicy aroma, “Erös paprika” is instead among the spiciest, of brown color, and coarsely ground. All types must be stored in containers protected from light, and consumed quickly because they tend to darken, taking on an unpleasant stale flavor.
In the nineteenth century the Pálfi brothers from Seghedino, removing, at the time of harvest, all the internal veins of the fruit, where capsaicin, the active ingredient that gives the spicy flavor to the pepper, is concentrated, obtained the so-called “sweet paprika”. It must be said, however, that even the so-called “strong” type is not spicy at all, contrary to what one might believe outside Hungary.
It was also the scientist Albert Szent-Györgyi, Nobel Prize in 1938, who helped to enhance this vegetable by discovering, in the pepper, the source of ascorbic acid (vitamin C) that stopped the deaths from scurvy, a disease that had killed thousands of sailors.
Also important is the harvest period which is experienced in Hungary as a joyful rite. On September 8, the women, dressed in bright costumes, pick the peppers in the fields and after having skewered them with needle and thread they make long garlands that hang on special wooden supports or on the walls of the houses.

Description –
Paprika is a spice obtained from Capsicum annum, which includes peppers and chillies, tropical plants native to Mexico, already known in Asia and Africa, but widespread in Europe only in the sixteenth century, after the discovery of the Americas.
Paprika is a spice that is obtained by grinding different types of dried chillies. Its flavor can therefore change according to the pepper used and can be more or less sweet or spicy. Generally, in the real recipe it is expected that both the seeds and the white membrane are removed from the peppers: these are the richest parts of capsaicin, the substance responsible for the spiciness.
There are different types of paprika, but among the most common we find the following:
– Sweet paprika;
– Semi-sweet paprika;
– Pink paprika (which is the spiciest one).
The peppers used can be of various types, depending on the level of spiciness you want to reach. The important thing is to always remember to remove seeds and white parts, because you risk getting an excessively strong and almost inedible spice. For chili lovers, however, it is also possible to find very spicy paprika, capable of inflaming the mouth. The most common and widespread variety also in Italy remains sweet paprika in all cases.

Active principles –
Paprika has an energy value which is equivalent to 282 kcal per 100 g of product. From a nutritional point of view it is made up of: 53.99 grams of carbohydrates (of which 10.34 grams of sugars – mainly fructose and glucose); 34.9 g of dietary fiber; 14.14 g of protein; 12.89 grams of fat (of which 7.77 grams of polyunsaturated, 2.14 of saturated and 1.69 of monounsaturated).
Among the most represented mineral salts we have: calcium, magnesium, phosphorus and potassium.
The concentrations of vitamins A and B (B1, B2, B3, B5, B6), J and k are also high. Instead, the amount of vitamin C is quite small as that of folate.
In addition, paprika also contains antioxidant flavonoids such as alpha and beta carotene, lutein and zeaxanthin.
The most important active ingredient of paprika is however capsaicin, a substance present in the chili pepper and responsible for its spicy flavor. The combination with fructose gives the spice its very particular sweet-spicy, sometimes slightly bitter taste. Capsaicin is also one of the substances that give paprika numerous beneficial properties.

Properties and Uses –
Paprika is a reddish powder, the shades and flavor of which vary according to the types of chillies used. For example, the sweet variant is characterized by a light red color while the spicy one by a very bright and intense red color. In addition, the flavors of this spice are also different depending on whether only the pulp or the seeds are ground. The internal part is in fact rich in capsaicin, the substance responsible for the classic spicy flavor.
The different varieties of chillies used to prepare paprika, as well as the part of the ground chillies, are responsible for its different tastes. The species of chili pepper most used in the production of paprika, as mentioned, is the Capsicum anuum.
Different types of paprika are therefore available on the market, each characterized by a specific color and flavor. Among the most popular non-spicy paprike we have:
– Sweet: bright red color, very intense aroma and sweet taste;
– Fine: light color and sweet taste;
– Kulonleges: bright red color, fine ground and very delicate taste.
The most used types of paprika, with a very strong flavor, are:
– Eros: brown color, coarsely ground and spicy;
– Rosa: rather pronounced taste (unlike what one might think from the name);
– Semi-sweet: bright red color and very intense taste.
It is also possible to find paprike with intermediate characteristics between the previous types.
Paprika, due to its particular composition, has particular properties that affect functions or organs.
Meanwhile, it stimulates the gastric secretion of acids by promoting the digestive process.
The antioxidants contained also play a fundamental role in skin health. They keep it healthy, radiant and prevent the formation of wrinkles. This spice is in fact also used as an ingredient in DIY face masks in combination with honey.
The vitamin A present in this spice promotes cell regeneration by reducing acne lesions.
Paprika helps the oxygenation of the scalp by promoting blood microcirculation. This factor is very important for good hair health and for preventing hair loss. For this purpose it is often included as an ingredient in DIY hair masks.
Recent studies support the usefulness of paprika to treat varicose veins, thanks to its qualitative-quantitative composition.
Vitamin A and carotenoids, contained in this spice, are fundamental for the eyesight. These compounds help the eyes to filter out UV rays from the sun that are harmful to diseases such as cataracts and macular degeneration.
Thanks to the presence of capsaicin, this spice has anti-inflammatory properties that can help alleviate some joint pathologies, such as arthritis and joint pain.
The good content of antioxidants (vitamins, beta-carotene, lutein, etc.) is able to counteract the activity of free radicals. The latter are molecules responsible for some serious diseases, such as tumors.
Contrary to what one might think, chilli is good for pressure. It has been scientifically proven that capsaicin is capable of reducing blood pressure; in fact this substance acts as a vasodilator favoring the flow of blood. Therefore, its regular and moderate consumption is able to relax the blood vessels with beneficial effects on the cardiovascular system.
In addition, paprika can be used to give brown hair natural red highlights.
As always, one must be careful of excesses or particular sensitivities or pathologies.
The use of paprika is contraindicated in sensitive individuals as it could trigger allergic reactions.
In addition, children, pregnant and lactating women should not be administered.
This spice is also not recommended for those suffering from gastritis, cardiac arrhythmias, ulcers and colitis.
It is recommended to consume paprika in moderate doses because it can cause intestinal irritation, diarrhea or constipation (as appropriate).

Preparations –
In order to keep its characteristics intact, paprika must be stored in closed containers away from light and consumed quickly because it tends to darken and acquire an unpleasant flavor.
Paprika has a delicate, slightly bitter, slightly spicy and quite aromatic taste. Its spicy side is very sweet and thanks to this the dishes are enhanced with an aromatic and spicy touch that “neutralizes” the spicy flavor of the chilli pepper. Paprika can be sweet or spicy: in the latter case, the pepper placenta is also ground, that is, the internal part to which the seeds are attached (which are mistakenly considered the most spicy part).
For its particular and unmistakable flavor, paprika can accompany a huge variety of dishes. It can be associated with meat, soups, cheeses, cream, tomatoes and onion. It is also used as one of the main curry ingredients. In the food industry, the sweet variant is used a lot to spice snacks such as chips or to give an even more red color to cold cuts.
In cooking the aroma of paprika develops particularly when it is associated with onion or lard. It is better to avoid cooking it in fat only, without liquids, because it caramelizes undergoing an alteration of the aroma. This spice is also used as preserves, especially bacon or lard.
In the Hungarian culinary tradition it is used in many preparations, particularly in goulash.
It is also present in some Balkan kitchens, in particular in some areas of the former Yugoslavia, where it is an ingredient for preparing ćevapčići.
A particular use of paprika can be that for hair dyeing. In this case, the powder of this spice must be mixed with a rosehip herbal tea and cloves. When the mixture has cooled down, filter everything and apply on the hair for about 15 minutes. Use a cap or a transparent film to wrap the entire hair.
In addition, paprika is also used as a preservative, especially for cured meats and preparations such as lard and bacon, which absorb the aroma.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Paprica

El pimentón o paprika es una especia derivada de algunas plantas del género Capsicum spp., Tanto pimientos como chiles.

Orígenes e historia –
El término pimentón, en el idioma húngaro, se refiere a algunas variedades de pimientos, clasificables como “dulces”, que se secan, después de ser liberados del interior blanco, molidos y utilizados como especias.
Esta especia también se conoce con los nombres de pimiento rojo, pimienta roja o pimiento.
En la cocina de Hungría, donde hoy se cultiva el mejor pimentón, esta especia se convirtió en el ingrediente más importante solo alrededor del siglo XIX.
Según las creencias populares, su uso se incrementó como remedio para la malaria e incluso se remonta a la época de la dominación turca (siglos XVI-XVII). Según la leyenda, una joven campesina húngara, que escapó del harén de un pachá turco, donde se cultivaban pimientos, habría enseñado a los granjeros de su aldea a procesar el pimentón.
Esta especia ha tenido una buena difusión en la cocina central y balcánica, en platos como el gulash o que se refieren a la tradición gitana (llamada “gitana”), “húngara”, austriaca “.
Hay muchos tipos de pimentón, desde dulce hasta muy picante: el “Különleges” es el más delicado, muy fino y de color rojo brillante, con un aroma cálido y picante, “Erös paprika” es uno de los más picantes, de color marrón y molido grueso. Todos los tipos deben almacenarse en recipientes protegidos de la luz y consumirse rápidamente porque tienden a oscurecerse, adquiriendo un sabor rancio desagradable.
En el siglo XIX, los hermanos Pálfi de Seghedino, quitando, en el momento de la cosecha, todas las venas internas de la fruta, donde se concentra la capsaicina, el ingrediente activo que le da el sabor picante a la pimienta, obtuvo el llamado “pimentón dulce”. Sin embargo, debe decirse que incluso el llamado tipo “fuerte” no es picante, al contrario de lo que uno podría creer fuera de Hungría.
También fue el científico Albert Szent-Györgyi, Premio Nobel en 1938, quien ayudó a mejorar este vegetal al descubrir, en la pimienta, la fuente de ácido ascórbico (vitamina C) que detuvo las muertes por escorbuto, una enfermedad que había matado a miles de marineros.
También es importante el período de cosecha que se experimenta en Hungría como un rito alegre. El 8 de septiembre, las mujeres, vestidas con trajes brillantes, recogen los pimientos en los campos y después de haberlos ensartado con aguja e hilo, hacen largas guirnaldas que cuelgan de soportes especiales de madera o en las paredes de las casas.

Descripción –
El pimentón es una especia obtenida de Capsicum annum, que incluye pimientos y chiles, plantas tropicales nativas de México, ya conocidas en Asia y África, pero generalizadas en Europa solo en el siglo XVI, después del descubrimiento de las Américas.
El pimentón es una especia que se obtiene moliendo diferentes tipos de chiles secos. Por lo tanto, su sabor puede cambiar de acuerdo con la pimienta utilizada y puede ser más o menos dulce o picante. En general, en la receta real se espera que tanto las semillas como la membrana blanca se eliminen de los pimientos: estas son las partes más ricas de la capsaicina, la sustancia responsable del picante.
Existen diferentes tipos de pimentón, pero entre los más comunes encontramos los siguientes:
– pimentón dulce;
– pimentón semidulce;
– Pimentón rosado (que es el más picante).
Los pimientos utilizados pueden ser de varios tipos, dependiendo del nivel de picante que desee alcanzar. Lo importante es recordar siempre eliminar las semillas y las partes blancas, porque corre el riesgo de obtener una especia excesivamente fuerte y casi no comestible. Para los amantes del chile, sin embargo, también es posible encontrar pimentón muy picante, capaz de inflamar la boca. La variedad más común y extendida también en Italia sigue siendo el pimentón dulce en todos los casos.

Ingredientes activos –
El pimentón tiene un valor energético equivalente a 282 kcal por 100 g de producto. Desde un punto de vista nutricional, se compone de: 53,99 gramos de carbohidratos (de los cuales 10,34 gramos de azúcares, principalmente fructosa y glucosa); 34,9 g de fibra dietética; 14,14 g de proteína; 12.89 gramos de grasa (de los cuales 7.77 gramos de poliinsaturados, 2.14 de saturados y 1.69 de monoinsaturados).
Entre las sales minerales más representadas tenemos: calcio, magnesio, fósforo y potasio.
Las concentraciones de vitaminas A y B (B1, B2, B3, B5, B6), J y k también son altas. En cambio, la cantidad de vitamina C es bastante pequeña como la del folato.
Además, el pimentón también contiene flavonoides antioxidantes como el alfa y beta caroteno, luteína y zeaxantina.
Sin embargo, el ingrediente activo más importante del pimentón es la capsaicina, una sustancia presente en el ají y responsable de su sabor picante. La combinación con fructosa le da a la especia su particular sabor dulce-picante, a veces ligeramente amargo. La capsaicina es también una de las sustancias que le dan al pimentón numerosas propiedades beneficiosas.

Propiedades y Usos –
El pimentón es un polvo rojizo, cuyos tonos y sabor varían según los tipos de chiles utilizados. Por ejemplo, la variante dulce se caracteriza por un color rojo claro, mientras que la picante por un color rojo muy brillante e intenso. Además, los sabores de esta especia también son diferentes dependiendo de si solo se molió la pulpa o las semillas. La parte interna es, de hecho, rica en capsaicina, la sustancia responsable del clásico sabor picante.
Las diferentes variedades de chiles utilizadas para preparar el pimentón, así como la parte de los chiles molidos, son responsables de sus diferentes gustos. La especie de ají más utilizada en la producción de pimentón, como se mencionó, es el Capsicum anuum.
Por lo tanto, hay diferentes tipos de pimentón disponibles en el mercado, cada uno caracterizado por un color y sabor específicos. Entre los paprikes no picantes más populares tenemos:
– Dulce: color rojo brillante, aroma muy intenso y sabor dulce;
– Fino: color claro y sabor dulce;
– Kulonleges: color rojo brillante, tierra fina y sabor muy delicado.
Los tipos de pimentón más utilizados, con un sabor muy fuerte, son:
– Eros: color marrón, molido grueso y picante;
– Rosa: sabor bastante pronunciado (a diferencia de lo que uno podría pensar por el nombre);
– Semi-dulce: color rojo brillante y sabor muy intenso.
También es posible encontrar paprike con características intermedias entre los tipos anteriores.
El pimentón, debido a su composición particular, tiene propiedades particulares que afectan funciones u órganos.
Mientras tanto, estimula la secreción gástrica de ácidos al promover el proceso digestivo.
Los antioxidantes contenidos también juegan un papel fundamental en la salud de la piel. Lo mantienen saludable, radiante y previene la formación de arrugas. De hecho, esta especia también se usa como ingrediente en máscaras faciales de bricolaje en combinación con miel.
La vitamina A presente en esta especia promueve la regeneración celular al reducir las lesiones de acné.
El pimentón ayuda a la oxigenación del cuero cabelludo al promover la microcirculación sanguínea. Este factor es muy importante para la buena salud del cabello y para prevenir la caída del cabello. Para este propósito, a menudo se incluye como ingrediente en máscaras para el cabello DIY.
Estudios recientes respaldan la utilidad del pimentón para tratar las venas varicosas, gracias a su composición cualitativa-cuantitativa.
La vitamina A y los carotenoides, contenidos en esta especia, son fundamentales para la vista. Estos compuestos ayudan a los ojos a filtrar los rayos UV del sol que son perjudiciales para enfermedades como las cataratas y la degeneración macular.
Gracias a la presencia de capsaicina, esta especia tiene propiedades antiinflamatorias que pueden ayudar a aliviar algunas patologías articulares, como la artritis y el dolor articular.
El buen contenido de antioxidantes (vitaminas, betacaroteno, luteína, etc.) puede contrarrestar la actividad de los radicales libres. Estas últimas son moléculas responsables de algunas enfermedades graves, como los tumores.
Al contrario de lo que uno podría pensar, el chile es bueno para la presión. Se ha demostrado científicamente que la capsaicina es capaz de reducir la presión arterial; De hecho, esta sustancia actúa como un vasodilatador que favorece el flujo de sangre. Por lo tanto, su consumo regular y moderado es capaz de relajar los vasos sanguíneos con efectos beneficiosos sobre el sistema cardiovascular.
Además, el pimentón se puede usar para dar al cabello castaño reflejos rojos naturales.
Como siempre, hay que tener cuidado con los excesos o las sensibilidades o patologías particulares.
El uso de pimentón está contraindicado en personas sensibles, ya que podría desencadenar reacciones alérgicas.
Además, no se deben administrar niños, mujeres embarazadas y lactantes.
Esta especia tampoco se recomienda para aquellos que sufren de gastritis, arritmias cardíacas, úlceras y colitis.
Se recomienda consumir pimentón en dosis moderadas porque puede causar irritación intestinal, diarrea o estreñimiento (según corresponda).

Preparaciones –
Para mantener sus características intactas, el pimentón debe almacenarse en recipientes cerrados, lejos de la luz y consumirse rápidamente, ya que tiende a oscurecerse y adquirir un sabor desagradable.
El pimentón tiene un sabor delicado, ligeramente amargo, ligeramente picante y bastante aromático. Su lado picante es muy dulce y gracias a esto los platos se realzan con un toque aromático y picante que “neutraliza” el sabor picante de la guindilla. El pimentón puede ser dulce o picante: en este último caso, la placenta de la pimienta también se muele, es decir, la parte interna a la que se unen las semillas (que se consideran erróneamente la parte más picante).
Por su sabor particular e inconfundible, el pimentón puede acompañar una gran variedad de platos. Se puede asociar con carne, sopas, quesos, nata, tomates y cebolla. También se usa como uno de los principales ingredientes del curry. En la industria alimentaria, la variante dulce se usa mucho para condimentar bocadillos como papas fritas o para dar un color aún más rojo a los embutidos.
En la cocina, el aroma del pimentón se desarrolla particularmente cuando se asocia con cebolla o manteca de cerdo. Es mejor evitar cocinarlo solo en grasa, sin líquidos, ya que se carameliza y se altera el aroma. Esta especia también se usa como conservas, especialmente tocino o manteca de cerdo.
En la tradición culinaria húngara se usa en muchas preparaciones, particularmente en gulash.
También está presente en algunas cocinas de los Balcanes, en particular en algunas áreas de la ex Yugoslavia, donde es un ingrediente para preparar ćevapčići.
Un uso particular del pimentón puede ser el de teñir el cabello. En este caso, el polvo de esta especia debe mezclarse con un té de hierbas de rosa mosqueta y clavos. Cuando la mezcla se haya enfriado, filtre todo y aplique sobre el cabello durante unos 15 minutos. Use una gorra o una película transparente para envolver todo el cabello.
Además, el pimentón también se usa como conservante, especialmente para carnes curadas y preparaciones como manteca y tocino, que absorben el aroma.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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