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Aegle marmelos

Il Bael o Bilva o, ancora, mela cotogna del Bengala (Aegle marmelos L. Corrêa) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae e quindi al Genere Aegle ed alla Specie marmelos.
Sono sinonimi i termini:
– Belou marmelos (L.) A. Lyons;
– Crateva marmelos L..

Etimologia –
Il termine Aegle viene da Aegle, nome di una ninfa delle Esperidi: riferimento a Linneo (e, prima di lui, Giovanni Battista Ferrari) che definì gli agrumi Esperidi o frutti delle Esperidi.
L’epiteto specifico marmelos proviene dal vecchio gallego (proveniente dal latino e dall’antico gallaico-portoghese) marmelo, a sua volta dal latino melimelum, cioè mela dolce, ed ancora dal greco antico μελίμηλον (melímēlon), unione di μέλι (méli, “miele”) + μῆλον (mêlon, “mela”).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Aegle Marmelos è una pianta originaria del subcontinente indiano e del sud-est asiatico ed è coltivato in Sri Lanka, Tamil Nadu, Thailandia e Malesia.
Il suo habitat è rappresentato dalle foreste asciutte, sia in pianura che in collina, ad altitudini da 0 a 1200 m s.l.m., con precipitazioni medie annue di 570–2000 mm.

Descrizione –
Il Bael è una pianta in forma arbustiva o arborea che cresce fino a 13 m, con rami pendenti sottili e chioma poco frondosa.
Il tronco ha una corteccia di colore marrone chiaro o grigiastro, liscia o finemente fessurata e desquamata, con la presenza di lunghe spine diritte, di 1,2–2,5 cm, presenti singolarmente o in coppia, spesso con presenza di una linfa viscida che fuoriesce dalle parti tagliate.
La linfa solidifica che trasuda da rami incisi o feriti, è di colore chiaro, di consistenza gommosa, simile alla gomma arabica, che gradualmente diventa solida. Ha un sapore dolce al primo assaggio ma poi irritante per la gola.
Le foglie sono trifogliate ed alterne, con dimensioni di ogni lembo di 5-14 x 2–6 cm, ovate con punta affusolata o appuntita e base arrotondata, dentate o con denti arrotondati poco profondi. Le foglie giovani sono di colore verde pallido o rosate, finemente pelose mentre le foglie mature divengono di un verde scuro e completamente lisce. Ogni foglia è caratterizzata da 4-12 coppie di venature laterali che si uniscono al margine.
I fiori sono piccoli, di 1,5 – 2 cm, di colore verde pallido o giallastro, dolcemente profumati, bisessuali, a grappoli non ramificati e pendenti dall’apice dei ramoscelli o dalle ascelle fogliari. Questi, di solito compaiono con le foglie giovani. Hanno un calice piatto con 4 (5) denti piccoli. I quattro o cinque petali di 6-8 mm si sovrappongono sul nascere. Molti stami hanno filamenti corti e marrone chiaro ed antere con stile corto. L’ovario è di colore verde brillante con un disco poco appariscente.
I frutti hanno un diametro compreso tra 5 e 12 cm., sono di forma globosa o leggermente a forma di pera con presenza di una buccia spessa e dura che non si stacca a maturazione. L’esocarpo è legnoso, liscio e verde – grigio, fino a divenire di colore giallo a maturità. All’interno ci sono da 8 a 15 (20) sezioni con una polpa di colore arancio, con ogni sezione che contiene da 6 (8) a 10 (15) semi schiacciati-oblunghi, ciascuno lungo circa 1 cm, che recano dei peli lanosi e, a sua volta, ognuno racchiuso in una sacca di mucillagine adesiva e trasparente che si solidifica per essiccamento.

Coltivazione –
Il Bael è una pianta che può essere coltivata in terreni con un pH molto vario, che può oscillare da 5 a 10, è che tollera anche ristagni d’acqua e con tolleranza elevata a temperature oscillanti da -7 a 48 °C.
La maturazione dei frutti è molto lenta (circa 11 mesi) e questi possono raggiungere le dimensioni di un grosso pompelmo o pomelo, o anche più grandi.

Usi e Tradizioni –
Il Bael è un albero considerato sacro dagli Indù che è stato utilizzato dagli abitanti del subcontinente indiano per oltre 5000 anni.
Le prime prove dell’importanza religiosa del Bael appaiono in Shri Shuktam di Rig Veda, che venerano questa pianta come residenza della dea Lakshmi, la divinità della ricchezza e della prosperità. Gli alberi di Bael sono considerati un’incarnazione della dea Parvati. Infatti questi alberi possono essere visti vicino ai templi indù e ai loro giardini domestici.
Nella pratica tradizionale delle religioni indù e buddista, di alcune popolazioni, l’albero di Bael fa parte di un rituale di fertilità per le ragazze conosciute come Bel Bibaaha. Le ragazze vengono “sposate” con il frutto del Bael; fintanto che il frutto è tenuto al sicuro e non si spezza mai, la ragazza non può mai diventare vedova, anche se il marito muore. Questo è un rituale che garantisce l’alto status delle vedove nella comunità di Newar rispetto ad altre donne in Nepal.
Le foglie, la corteccia, le radici, i frutti e i semi sono ampiamente utilizzati nel sistema di medicina tradizionale indiana Ayurveda e in varie medicine popolari per curare una miriade di disturbi.
I frutti di Bael sono di uso dietetico e la polpa di frutta viene utilizzata per preparare prelibatezze come murabba, budini e succo di frutta.
La polpa interna è di un intenso colore arancione: morbida e quasi gelatinosa, presenta un sapore che ricorda fortemente gli agrumi, dal pompelmo al lime, ma anche la più esotica papaia. Il profumo è fortemente aromatico, un fatto che rende questo frutto adatto sia alle ricette dolci che salate.
I frutti di Bael sono anche usati nel trattamento della diarrea cronica, della dissenteria e delle ulcere peptiche, come lassativo e per recuperare dalle affezioni respiratorie di varie medicine popolari.
Alcuni studi scientifici confermerebbero molti degli usi e rapporti etnomedicinali che indicano che il frutto possiede una vasta gamma di effetti terapeutici che includono il lavaggio dei radicali liberi, antiossidante, inibizione della perossidazione lipidica, antibatterico, antivirale, antidiarroico, gastroprotettivo, colite anti-ulcerosa, epatoprotettiva , effetti antidiabetici, cardioprotettivi e radioprotettivi.
Inoltre vengono valutati criticamente i valori nutrizionali, la fitochimica e le proprietà farmacologiche pre cliniche del frutto di Bael. Si tenta anche di enfatizzare il potenziale dietetico e farmaceutico del frutto di bael che è stato ampiamente sottoutilizzato e trascurato.
Questa pianta contiene furocoumarine, tra cui lo xantotossolo e l’estere metilico dell’alloimperatorina, nonché flavonoidi, rutina e marmesina, oltre un certo numero di oli essenziali. Inoltre dall’olio essenziale del frutto si estrae la eglemarmelosina.
Dal punto di vista nutrizionale, il Bael è un frutto decisamente calorico: 100 grammi, infatti, corrispondono a circa 130 o 140 calorie. Di questo peso, ben 32 grammi sono rappresentati dai carboidrati, a cui seguono 2 grammi di proteine e un contenuto trascurabile di grassi. L’apporto di fibre è di assoluto rilievo, con ben 3 grammi per lo stesso peso di riferimento, mentre altrettanto rilevante è la quantità di micronutrienti: sul fronte dei sali minerali, spiccano sodio, potassio, ferro, fosforo e calcio, mentre per le vitamine si elencano i gruppi A, B, C ed E.
Le caratteristiche nutritive ne spiegano gran parte dei benefici, già noti, come detto, dalle popolazioni locali.
Il buon apporto di fibre, ad esempio, può essere d’aiuto a ripristinare la naturale regolarità dell’intestino, sia nei casi di stipsi che di diarrea. La polpa stimola, inoltre, la produzione di succhi gastrici, rendendo più agevole la digestione, mentre le vitamine contribuiscono al benessere dell’organismo. La vitamina C è nota per le sue capacità di rinforzare il sistema immunitario, mentre le vitamine A ed E presentano un effetto antiossidante, ideale per il contrasto dei radicali liberi e i processi d’invecchiamento cellulare. L’olio estratto dal frutto viene impiegato per il trattamento di alcuni blandi disturbi dell’orecchio, mentre pare che alcuni principi attivi del Bael possano essere utili per il controllo del diabete, anche se sono necessari ulteriori studi.
Infine si ricorda che, comunque, il frutto presenti un elevato contenuto in zuccheri.
Come già accennato, il consumo deve essere sempre vagliato con il medico, per escludere ipersensibilità personali, allergie e interazioni con i farmaci. Gli effetti indesiderati si manifestano di solito con l’assunzione eccessiva, con disturbi gastrointestinali di importante rilievo nonché irritazioni, dovute alle resine presenti sull’esocarpo.
Dal punto di vista ecologico l’albero è una pianta alimentare per i bruchi delle seguenti due farfalle: la Papilio demoleus e la Papilio polytes.

Modalità di Preparazione –
Il frutto dell’ Aegle marmelos è alquanto duro, tanto da dover essere rotto con un martello o un machete. La polpa gialla fibrosa è molto aromatica con un sapore dolce, e gradevole, sebbene piccante e leggermente astringente in alcune varietà. Assomiglia, anche per consistenza, ad una marmellata, con un sapore tra agrumi e tamarindo.
Il frutto viene solitamente consumato fresco, possibilmente ben maturo, quindi senza nessuna macchia verde sulla superficie esterna, per poi romperne l’esocarpo fino a raggiungere la polpa interna. La polpa può essere consumata direttamente o, ancora, essere impiegata come aromatizzante di numerose ricette, sia dolci che salate. Ancora, sempre dalla polpa possono essere ricavati succhi, marmellate, sciroppi, creme dolci e molto altro ancora. In Asia, e in India, in particolare, il Bael viene fatto anche essiccare in fette, queste ultime consumate poi nel tempo come friabile snack o come accompagnamento delle bevande.
Il succo, se fresco, viene filtrato e addolcito per fare una bevanda simile alla limonata o per preparare, tra gli altri, lo sharbat che è una bevanda tipica del Medio oriente e del Sud Asia composto da frutta o petali di fiori. Si tratta di un prodotto dolce che va servito freddo; può essere servito in forma densa e sorbito con cucchiaino ovvero diluito in acqua per essere gustato come bevanda fresca. Può essere trasformato in vari modi e consumato anche freddo.
Un frutto di grandi dimensioni può produrre cinque o sei litri di sharbat.
Le foglie e i piccoli germogli vengono mangiati come insalata verde.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Aegle marmelos

The Bael (Aegle marmelos L. Corrêa) is an arboreal species belonging to the Rutaceae family.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Plantae Kingdom, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Rosidae Subclass, Sapindales Order, Rutaceae Family and therefore to the Aegle Genus and the Marmelos Species.
The terms are synonymous:
– Belou marmelos (L.) A. Lyons;
– Crateva marmelos L.

Etymology –
The term Aegle comes from Aegle, name of a nymph of the Hesperides: reference to Linnaeus (and, before him, Giovanni Battista Ferrari) who defined the citrus Hesperides or fruits of the Hesperides.
The specific epithet marmelos comes from the old Galician (from Latin and the ancient Gallaic-Portuguese) marmelo, in turn from the Latin melimelum, i.e. sweet apple, and still from the ancient Greek μελίμηλον (melímēlon), union of μέλι (méli, “Honey”) + μῆλον (mêlon, “apple”).

Geographical Distribution and Habitat –
Aegle Marmelos is a plant native to the Indian subcontinent and Southeast Asia and is grown in Sri Lanka, Tamil Nadu, Thailand and Malaysia.
Its habitat is represented by dry forests, both in the plains and in the hills, at altitudes from 0 to 1200 m a.s.l., with average annual rainfall of 570-2000 mm.

Description –
The Bael is a shrubby or arboreal plant that grows up to 13 m, with slender hanging branches and a little leafy crown.
The trunk has a bark of light brown or grayish color, smooth or finely cracked and scaled, with the presence of long straight spines, of 1.2–2.5 cm, present singly or in pairs, often with the presence of a slimy sap that comes out of the cut parts.
The solidified sap that oozes from incised or injured branches is light in color, with a rubbery consistency, similar to gum arabic, which gradually becomes solid. It has a sweet taste at first taste but then irritating the throat.
The leaves are trifoliate and alternate, with dimensions of each flap of 5-14 x 2–6 cm, ovate with a tapered or pointed tip and rounded base, toothed or with shallow rounded teeth. The young leaves are pale green or pinkish, finely hairy while the mature leaves become dark green and completely smooth. Each leaf is characterized by 4-12 pairs of lateral veins that join the margin.
The flowers are small, 1.5 – 2 cm, pale green or yellowish in color, sweetly scented, bisexual, with unbranched clusters and hanging from the apex of the twigs or leaf axils. These usually appear with young leaves. They have a flat calyx with 4 (5) small teeth. The four or five 6-8 mm petals overlap in the bud. Many stamens have short, light brown filaments and anthers with a short style. The ovary is bright green with an inconspicuous disc.
The fruits have a diameter between 5 and 12 cm., Are globular or slightly pear-shaped with the presence of a thick and hard skin that does not come off when ripe. The exocarp is woody, smooth and green – gray, until it turns yellow when ripe. Inside there are 8 to 15 (20) sections with an orange pulp, with each section containing 6 (8) to 10 (15) flattened-oblong seeds, each about 1 cm long, which bear hairs woolly and, in turn, each enclosed in a bag of adhesive and transparent mucilage which solidifies by drying.

Cultivation –
Bael is a plant that can be grown in soils with a very varied pH, which can oscillate from 5 to 10, is that it also tolerates water stagnation and with high tolerance at temperatures ranging from -7 to 48 ° C.
The fruit ripening is very slow (about 11 months) and these can reach the size of a large grapefruit or pomelo, or even larger.

Uses and Traditions –
The Bael is a tree considered sacred by the Hindus which has been used by the inhabitants of the Indian subcontinent for over 5000 years.
The first evidence of Bael’s religious importance appears in Rig Veda’s Shri Shuktam, who venerate this plant as the residence of the goddess Lakshmi, the divinity of wealth and prosperity. Bael trees are considered an incarnation of the goddess Parvati. In fact, these trees can be seen near Hindu temples and their home gardens.
In the traditional practice of Hindu and Buddhist religions, of some populations, the Bael tree is part of a fertility ritual for girls known as Bel Bibaaha. The girls are “married” to the Bael fruit; as long as the fruit is kept safe and never breaks, the girl can never become a widow, even if her husband dies. This is a ritual that guarantees the high status of widows in the Newar community compared to other women in Nepal.
The leaves, bark, roots, fruits and seeds are widely used in the traditional Indian system of Ayurveda medicine and in various popular medicines to treat a myriad of ailments.
Bael fruits are for dietary use and the fruit pulp is used to prepare delicacies such as murabba, puddings and fruit juice.
The internal pulp is of an intense orange color: soft and almost gelatinous, it has a flavor strongly reminiscent of citrus fruits, from grapefruit to lime, but also the most exotic papaya. The scent is strongly aromatic, a fact that makes this fruit suitable for both sweet and savory recipes.
Bael fruits are also used in the treatment of chronic diarrhea, dysentery and peptic ulcers, as a laxative and to recover from the respiratory affections of various popular medicines.
Some scientific studies would confirm many of the ethnomedicinal uses and relationships that indicate that the fruit has a wide range of therapeutic effects which include washing of free radicals, antioxidant, inhibition of lipid peroxidation, antibacterial, antiviral, antidiarrheal, gastroprotective, anti-ulcerative colitis, hepatoprotective, antidiabetic, cardioprotective and radioprotective effects.
Furthermore, the nutritional values, phytochemistry and pre-clinical pharmacological properties of the Bael fruit are critically evaluated. An attempt is also made to emphasize the dietary and pharmaceutical potential of the bael fruit which has been largely underutilized and neglected.
This plant contains furocoumarins, including xantotoxol and the methyl ester of alloimperatorin, as well as flavonoids, rutin and marmesine, as well as a certain number of essential oils. In addition, eglemarmelosine is extracted from the essential oil of the fruit.
From a nutritional point of view, Bael is a decidedly caloric fruit: 100 grams, in fact, correspond to about 130 or 140 calories. Of this weight, 32 grams are represented by carbohydrates, followed by 2 grams of protein and a negligible fat content. The fiber intake is absolutely important, with 3 grams for the same reference weight, while the quantity of micronutrients is equally significant: on the mineral salts front, sodium, potassium, iron, phosphorus and calcium stand out, while for the vitamins are listed groups A, B, C and E.
The nutritional characteristics explain a large part of the benefits, already known, as mentioned, by the local populations.
The good supply of fiber, for example, can help restore the natural regularity of the intestine, both in cases of constipation and diarrhea. The pulp also stimulates the production of gastric juices, making digestion easier, while vitamins contribute to the body’s well-being. Vitamin C is known for its ability to strengthen the immune system, while vitamins A and E have an antioxidant effect, ideal for contrasting free radicals and cellular aging processes. The oil extracted from the fruit is used for the treatment of some mild ear disorders, while it seems that some Bael active ingredients may be useful for the control of diabetes, even if further studies are needed.
Finally, please note that, however, the fruit has a high sugar content.
As already mentioned, consumption must always be examined with the doctor, to exclude personal hypersensitivity, allergies and drug interactions. Undesirable effects usually occur with excessive intake, with important gastrointestinal disorders as well as irritations, due to the resins present on the exocarp.
From an ecological point of view, the tree is a food plant for the caterpillars of the following two butterflies: the Papilio demoleus and the Papilio polytes.

Method of Preparation –
The fruit of the Aegle marmelos is somewhat hard, so much so that it must be broken with a hammer or a machete. The fibrous yellow pulp is very aromatic with a sweet and pleasant taste, although spicy and slightly astringent in some varieties. It resembles, even in consistency, a jam, with a flavor between citrus and tamarind.
The fruit is usually eaten fresh, possibly well ripe, therefore without any green spots on the external surface, then breaking the exocarp until it reaches the internal pulp. The pulp can be consumed directly or, again, can be used as a flavoring for many recipes, both sweet and savory. Furthermore, juices, jams, syrups, sweet creams and much more can be obtained from the pulp. In Asia, and in India, in particular, Bael is also dried in slices, the latter then consumed over time as a crumbly snack or as an accompaniment to drinks.
The juice, if fresh, is filtered and sweetened to make a drink similar to lemonade or to prepare, among others, the sharbat which is a typical drink of the Middle East and South Asia consisting of fruit or flower petals. It is a sweet product that should be served cold; it can be served in a thick and sorbed form with a spoon or diluted in water to be enjoyed as a fresh drink. It can be transformed in various ways and eaten even cold.
A large fruit can produce five or six liters of sharbat.
The leaves and small shoots are eaten as a green salad.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.




[:es]

Aegle marmelos

El Bael (Aegle marmelos L. Corrêa) es una especie arbórea perteneciente a la familia Rutaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Rosidae, Orden Sapindales, Familia Rutaceae y, por lo tanto, al género Aegle y la especie Marmelos.
Los términos son sinónimos:
– Belou marmelos (L.) A. Lyons;
– Crateva marmelos L.

Etimología –
El término Aegle proviene de Aegle, nombre de una ninfa de las Hespérides: referencia a Linneo (y, antes que él, Giovanni Battista Ferrari), quien definió los cítricos Hespérides o frutos de las Hespérides.
El epíteto específico marmelos proviene del antiguo marmelo gallego (del latín y del antiguo gallaico-portugués), a su vez del latín melimelum, es decir, manzana dulce, y aún del griego antiguo μελίμηλον (melímēlon), unión de μέλι (méli, “Miel”) + μῆλον (mêlon, “manzana”).

Distribución geográfica y hábitat –
Aegle Marmelos es una planta nativa del subcontinente indio y del sudeste asiático y se cultiva en Sri Lanka, Tamil Nadu, Tailandia y Malasia.
Su hábitat está representado por bosques secos, tanto en las llanuras como en las colinas, a altitudes de 0 a 1200 m.s.n.m., con una precipitación anual promedio de 570-2000 mm.

Descripción –
El Bael es una planta arbustiva o arbórea que crece hasta 13 m, con esbeltas ramas colgantes y una pequeña corona frondosa.
El tronco tiene una corteza de color marrón claro o grisáceo, liso o finamente agrietado y escamoso, con la presencia de espinas largas y rectas, de 1.2–2.5 cm, presentes individualmente o en pares, a menudo con la presencia de una savia viscosa que sale de las partes cortadas.
La savia solidificada que rezuma de las ramas incisas o lesionadas es de color claro, con una consistencia gomosa, similar a la goma arábiga, que gradualmente se vuelve sólida. Tiene un sabor dulce a primera vista pero luego irrita la garganta.
Las hojas son trifoliadas y alternas, con dimensiones de cada colgajo de 5-14 x 2–6 cm, ovadas con una punta cónica o puntiaguda y una base redondeada, dentada o con dientes redondeados poco profundos. Las hojas jóvenes son de color verde pálido o rosado, finamente vellosas, mientras que las hojas maduras se vuelven verde oscuro y completamente lisas. Cada hoja se caracteriza por 4-12 pares de venas laterales que se unen al margen.
Las flores son pequeñas, de 1.5 a 2 cm, de color verde pálido o amarillento, dulcemente perfumadas, bisexuales, con racimos no ramificados y colgando del ápice de las ramas o de las axilas de las hojas. Estos generalmente aparecen con hojas jóvenes. Tienen un cáliz plano con 4 (5) dientes pequeños. Los cuatro o cinco pétalos de 6-8 mm se superponen en la yema. Muchos estambres tienen filamentos cortos, de color marrón claro y anteras con un estilo corto. El ovario es de color verde brillante con un disco discreto.
Los frutos tienen un diámetro entre 5 y 12 cm., Son globulares o ligeramente en forma de pera con la presencia de una piel gruesa y dura que no se desprende cuando está madura. El exocarpio es leñoso, liso y gris verdoso, hasta que se vuelve amarillo cuando está maduro. En el interior hay de 8 a 15 (20) secciones con una pulpa anaranjada, cada una de las cuales contiene de 6 (8) a 10 (15) semillas alargadas y planas, cada una de aproximadamente 1 cm de largo, que tienen pelos Lanudo y, a su vez, cada uno encerrado en una bolsa de mucílago adhesivo y transparente que se solidifica por secado.

Cultivo –
Bael es una planta que se puede cultivar en suelos con un pH muy variado, que puede oscilar de 5 a 10, es que también tolera el estancamiento del agua y con alta tolerancia a temperaturas que oscilan entre -7 y 48 ° C.
La maduración de la fruta es muy lenta (aproximadamente 11 meses) y puede alcanzar el tamaño de una toronja o pomelo grande, o incluso más grande.

Usos y Tradiciones –
El Bael es un árbol considerado sagrado por los hindúes que ha sido utilizado por los habitantes del subcontinente indio durante más de 5000 años.
La primera evidencia de la importancia religiosa de Bael aparece en Shri Shuktam de Rig Veda, quien venera esta planta como la residencia de la diosa Lakshmi, la divinidad de la riqueza y la prosperidad. Los árboles de Bael se consideran una encarnación de la diosa Parvati. De hecho, estos árboles se pueden ver cerca de los templos hindúes y sus huertos familiares.
En la práctica tradicional de las religiones hindúes y budistas, en algunas poblaciones, el árbol Bael es parte de un ritual de fertilidad para niñas conocido como Bel Bibaaha. Las chicas están “casadas” con el fruto de Bael; Mientras la fruta se mantenga segura y nunca se rompa, la niña nunca podrá quedar viuda, incluso si su esposo muere. Este es un ritual que garantiza el alto estatus de las viudas en la comunidad de Newar en comparación con otras mujeres en Nepal.
Las hojas, la corteza, las raíces, los frutos y las semillas se usan ampliamente en el sistema tradicional indio de medicina Ayurveda y en varias medicinas populares para tratar una miríada de dolencias.
Las frutas Bael son para uso dietético y la pulpa de fruta se usa para preparar delicias como murabba, pudines y jugo de frutas.
La pulpa interna es de un color naranja intenso: suave y casi gelatinosa, tiene un sabor que recuerda mucho a los cítricos, desde la toronja hasta la lima, pero también la papaya más exótica. El aroma es fuertemente aromático, un hecho que hace que esta fruta sea adecuada tanto para recetas dulces como saladas.
Las frutas de Bael también se usan en el tratamiento de la diarrea crónica, la disentería y las úlceras pépticas, como laxante y para recuperarse de las afecciones respiratorias de varias medicinas populares.
Algunos estudios científicos confirmarían muchos de los usos y relaciones etnomedicinales que indican que la fruta tiene una amplia gama de efectos terapéuticos que incluyen el lavado de radicales libres, antioxidantes, inhibición de la peroxidación de lípidos, antibacteriana, antiviral, antidiarreico, gastroprotector, colitis anti ulcerosa, Efectos hepatoprotectores, antidiabéticos, cardioprotectores y radioprotectores.
Además, se evalúan críticamente los valores nutricionales, la fitoquímica y las propiedades farmacológicas preclínicas de la fruta de Bael. También se intenta hacer hincapié en el potencial dietético y farmacéutico de la fruta de bael que ha sido en gran medida subutilizada y descuidada.
Esta planta contiene furocumarinas, incluidos xantotoxol y el éster metílico de aloimperatorina, así como flavonoides, rutina y marmesina, así como una cierta cantidad de aceites esenciales. Además, la eglemarmelosina se extrae del aceite esencial de la fruta.
Desde un punto de vista nutricional, Bael es una fruta decididamente calórica: 100 gramos, de hecho, corresponden a aproximadamente 130 o 140 calorías. De este peso, 32 gramos están representados por carbohidratos, seguidos por 2 gramos de proteína y un contenido de grasa insignificante. La ingesta de fibra es absolutamente importante, con 3 gramos para el mismo peso de referencia, mientras que la cantidad de micronutrientes es igualmente significativa: en el frente de sales minerales, se destacan sodio, potasio, hierro, fósforo y calcio, mientras que para el Las vitaminas se enumeran en los grupos A, B, C y E.
Las características nutricionales explican una gran parte de los beneficios, ya conocidos, como se mencionó, por las poblaciones locales.
El buen suministro de fibras, por ejemplo, puede ayudar a restaurar la regularidad natural del intestino, tanto en casos de estreñimiento como de diarrea. La pulpa también estimula la producción de jugos gástricos, facilitando la digestión, mientras que las vitaminas contribuyen al bienestar del cuerpo. La vitamina C es conocida por su capacidad para fortalecer el sistema inmunológico, mientras que las vitaminas A y E tienen un efecto antioxidante, ideal para contrastar los radicales libres y los procesos de envejecimiento celular. El aceite extraído de la fruta se usa para el tratamiento de algunos trastornos leves del oído, mientras que parece que algunos ingredientes activos de Bael pueden ser útiles para el control de la diabetes, incluso si se necesitan más estudios.
Finalmente, tenga en cuenta que, sin embargo, la fruta tiene un alto contenido de azúcar.
Como ya se mencionó, el consumo siempre debe ser examinado con el médico, para excluir hipersensibilidad personal, alergias e interacciones farmacológicas. Los efectos secundarios generalmente ocurren con una ingesta excesiva, con trastornos gastrointestinales importantes, así como irritaciones, debido a las resinas presentes en el exocarpio.
Desde un punto de vista ecológico, el árbol es una planta alimenticia para las orugas de las siguientes dos mariposas: Papilio demoleus y Papilio polytes.

Método de preparación –
El fruto de los marmelos Aegle es algo duro, tanto que debe romperse con un martillo o un machete. La pulpa amarilla fibrosa es muy aromática con un sabor dulce y agradable, aunque picante y ligeramente astringente en algunas variedades. Se asemeja, incluso en consistencia, a una mermelada, con un sabor entre cítricos y tamarindo.
La fruta generalmente se come fresca, posiblemente bien madura, por lo tanto, sin manchas verdes en la superficie externa, luego se rompe el exocarpio hasta que alcanza la pulpa interna. La pulpa se puede consumir directamente o, nuevamente, usarse como saborizante para muchas recetas, tanto dulces como saladas. Además, se pueden obtener de la pulpa jugos, mermeladas, jarabes, cremas dulces y mucho más. En Asia, y en India, en particular, Bael también se seca en rodajas, esta última se consume con el tiempo como un aperitivo desmenuzable o como acompañamiento de bebidas.
El jugo, si es fresco, se filtra y se endulza para hacer una bebida similar a la limonada o para preparar, entre otros, el sharbat, que es una bebida típica del Medio Oriente y el sur de Asia que consiste en fruta o pétalos de flores. Es un producto dulce que debe servirse frío; Se puede servir en forma espesa y sorbida con una cuchara o diluido en agua para disfrutarlo como bebida fresca. Se puede transformar de varias maneras y comerse incluso frío.
Una fruta grande puede producir cinco o seis litros de sharbat.
Las hojas y los pequeños brotes se comen como una ensalada verde.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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