Aegle marmelos

Aegle marmelos

Il Bael o Bilva o, ancora, mela cotogna del Bengala (Aegle marmelos L. Corrêa) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae e quindi al Genere Aegle ed alla Specie marmelos.
Sono sinonimi i termini:
– Belou marmelos (L.) A. Lyons;
– Crateva marmelos L..

Etimologia –
Il termine Aegle viene da Aegle, nome di una ninfa delle Esperidi: riferimento a Linneo (e, prima di lui, Giovanni Battista Ferrari) che definì gli agrumi Esperidi o frutti delle Esperidi.
L’epiteto specifico marmelos proviene dal vecchio gallego (proveniente dal latino e dall’antico gallaico-portoghese) marmelo, a sua volta dal latino melimelum, cioè mela dolce, ed ancora dal greco antico μελίμηλον (melímēlon), unione di μέλι (méli, “miele”) + μῆλον (mêlon, “mela”).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Aegle Marmelos è una pianta originaria del subcontinente indiano e del sud-est asiatico ed è coltivato in Sri Lanka, Tamil Nadu, Thailandia e Malesia.
Il suo habitat è rappresentato dalle foreste asciutte, sia in pianura che in collina, ad altitudini da 0 a 1200 m s.l.m., con precipitazioni medie annue di 570–2000 mm.

Descrizione –
Il Bael è una pianta in forma arbustiva o arborea che cresce fino a 13 m, con rami pendenti sottili e chioma poco frondosa.
Il tronco ha una corteccia di colore marrone chiaro o grigiastro, liscia o finemente fessurata e desquamata, con la presenza di lunghe spine diritte, di 1,2–2,5 cm, presenti singolarmente o in coppia, spesso con presenza di una linfa viscida che fuoriesce dalle parti tagliate.
La linfa solidifica che trasuda da rami incisi o feriti, è di colore chiaro, di consistenza gommosa, simile alla gomma arabica, che gradualmente diventa solida. Ha un sapore dolce al primo assaggio ma poi irritante per la gola.
Le foglie sono trifogliate ed alterne, con dimensioni di ogni lembo di 5-14 x 2–6 cm, ovate con punta affusolata o appuntita e base arrotondata, dentate o con denti arrotondati poco profondi. Le foglie giovani sono di colore verde pallido o rosate, finemente pelose mentre le foglie mature divengono di un verde scuro e completamente lisce. Ogni foglia è caratterizzata da 4-12 coppie di venature laterali che si uniscono al margine.
I fiori sono piccoli, di 1,5 – 2 cm, di colore verde pallido o giallastro, dolcemente profumati, bisessuali, a grappoli non ramificati e pendenti dall’apice dei ramoscelli o dalle ascelle fogliari. Questi, di solito compaiono con le foglie giovani. Hanno un calice piatto con 4 (5) denti piccoli. I quattro o cinque petali di 6-8 mm si sovrappongono sul nascere. Molti stami hanno filamenti corti e marrone chiaro ed antere con stile corto. L’ovario è di colore verde brillante con un disco poco appariscente.
I frutti hanno un diametro compreso tra 5 e 12 cm., sono di forma globosa o leggermente a forma di pera con presenza di una buccia spessa e dura che non si stacca a maturazione. L’esocarpo è legnoso, liscio e verde – grigio, fino a divenire di colore giallo a maturità. All’interno ci sono da 8 a 15 (20) sezioni con una polpa di colore arancio, con ogni sezione che contiene da 6 (8) a 10 (15) semi schiacciati-oblunghi, ciascuno lungo circa 1 cm, che recano dei peli lanosi e, a sua volta, ognuno racchiuso in una sacca di mucillagine adesiva e trasparente che si solidifica per essiccamento.

Coltivazione –
Il Bael è una pianta che può essere coltivata in terreni con un pH molto vario, che può oscillare da 5 a 10, è che tollera anche ristagni d’acqua e con tolleranza elevata a temperature oscillanti da -7 a 48 °C.
La maturazione dei frutti è molto lenta (circa 11 mesi) e questi possono raggiungere le dimensioni di un grosso pompelmo o pomelo, o anche più grandi.

Usi e Tradizioni –
Il Bael è un albero considerato sacro dagli Indù che è stato utilizzato dagli abitanti del subcontinente indiano per oltre 5000 anni.
Le prime prove dell’importanza religiosa del Bael appaiono in Shri Shuktam di Rig Veda, che venerano questa pianta come residenza della dea Lakshmi, la divinità della ricchezza e della prosperità. Gli alberi di Bael sono considerati un’incarnazione della dea Parvati. Infatti questi alberi possono essere visti vicino ai templi indù e ai loro giardini domestici.
Nella pratica tradizionale delle religioni indù e buddista, di alcune popolazioni, l’albero di Bael fa parte di un rituale di fertilità per le ragazze conosciute come Bel Bibaaha. Le ragazze vengono “sposate” con il frutto del Bael; fintanto che il frutto è tenuto al sicuro e non si spezza mai, la ragazza non può mai diventare vedova, anche se il marito muore. Questo è un rituale che garantisce l’alto status delle vedove nella comunità di Newar rispetto ad altre donne in Nepal.
Le foglie, la corteccia, le radici, i frutti e i semi sono ampiamente utilizzati nel sistema di medicina tradizionale indiana Ayurveda e in varie medicine popolari per curare una miriade di disturbi.
I frutti di Bael sono di uso dietetico e la polpa di frutta viene utilizzata per preparare prelibatezze come murabba, budini e succo di frutta.
La polpa interna è di un intenso colore arancione: morbida e quasi gelatinosa, presenta un sapore che ricorda fortemente gli agrumi, dal pompelmo al lime, ma anche la più esotica papaia. Il profumo è fortemente aromatico, un fatto che rende questo frutto adatto sia alle ricette dolci che salate.
I frutti di Bael sono anche usati nel trattamento della diarrea cronica, della dissenteria e delle ulcere peptiche, come lassativo e per recuperare dalle affezioni respiratorie di varie medicine popolari.
Alcuni studi scientifici confermerebbero molti degli usi e rapporti etnomedicinali che indicano che il frutto possiede una vasta gamma di effetti terapeutici che includono il lavaggio dei radicali liberi, antiossidante, inibizione della perossidazione lipidica, antibatterico, antivirale, antidiarroico, gastroprotettivo, colite anti-ulcerosa, epatoprotettiva , effetti antidiabetici, cardioprotettivi e radioprotettivi.
Inoltre vengono valutati criticamente i valori nutrizionali, la fitochimica e le proprietà farmacologiche pre cliniche del frutto di Bael. Si tenta anche di enfatizzare il potenziale dietetico e farmaceutico del frutto di bael che è stato ampiamente sottoutilizzato e trascurato.
Questa pianta contiene furocoumarine, tra cui lo xantotossolo e l’estere metilico dell’alloimperatorina, nonché flavonoidi, rutina e marmesina, oltre un certo numero di oli essenziali. Inoltre dall’olio essenziale del frutto si estrae la eglemarmelosina.
Dal punto di vista nutrizionale, il Bael è un frutto decisamente calorico: 100 grammi, infatti, corrispondono a circa 130 o 140 calorie. Di questo peso, ben 32 grammi sono rappresentati dai carboidrati, a cui seguono 2 grammi di proteine e un contenuto trascurabile di grassi. L’apporto di fibre è di assoluto rilievo, con ben 3 grammi per lo stesso peso di riferimento, mentre altrettanto rilevante è la quantità di micronutrienti: sul fronte dei sali minerali, spiccano sodio, potassio, ferro, fosforo e calcio, mentre per le vitamine si elencano i gruppi A, B, C ed E.
Le caratteristiche nutritive ne spiegano gran parte dei benefici, già noti, come detto, dalle popolazioni locali.
Il buon apporto di fibre, ad esempio, può essere d’aiuto a ripristinare la naturale regolarità dell’intestino, sia nei casi di stipsi che di diarrea. La polpa stimola, inoltre, la produzione di succhi gastrici, rendendo più agevole la digestione, mentre le vitamine contribuiscono al benessere dell’organismo. La vitamina C è nota per le sue capacità di rinforzare il sistema immunitario, mentre le vitamine A ed E presentano un effetto antiossidante, ideale per il contrasto dei radicali liberi e i processi d’invecchiamento cellulare. L’olio estratto dal frutto viene impiegato per il trattamento di alcuni blandi disturbi dell’orecchio, mentre pare che alcuni principi attivi del Bael possano essere utili per il controllo del diabete, anche se sono necessari ulteriori studi.
Infine si ricorda che, comunque, il frutto presenti un elevato contenuto in zuccheri.
Come già accennato, il consumo deve essere sempre vagliato con il medico, per escludere ipersensibilità personali, allergie e interazioni con i farmaci. Gli effetti indesiderati si manifestano di solito con l’assunzione eccessiva, con disturbi gastrointestinali di importante rilievo nonché irritazioni, dovute alle resine presenti sull’esocarpo.
Dal punto di vista ecologico l’albero è una pianta alimentare per i bruchi delle seguenti due farfalle: la Papilio demoleus e la Papilio polytes.

Modalità di Preparazione –
Il frutto dell’ Aegle marmelos è alquanto duro, tanto da dover essere rotto con un martello o un machete. La polpa gialla fibrosa è molto aromatica con un sapore dolce, e gradevole, sebbene piccante e leggermente astringente in alcune varietà. Assomiglia, anche per consistenza, ad una marmellata, con un sapore tra agrumi e tamarindo.
Il frutto viene solitamente consumato fresco, possibilmente ben maturo, quindi senza nessuna macchia verde sulla superficie esterna, per poi romperne l’esocarpo fino a raggiungere la polpa interna. La polpa può essere consumata direttamente o, ancora, essere impiegata come aromatizzante di numerose ricette, sia dolci che salate. Ancora, sempre dalla polpa possono essere ricavati succhi, marmellate, sciroppi, creme dolci e molto altro ancora. In Asia, e in India, in particolare, il Bael viene fatto anche essiccare in fette, queste ultime consumate poi nel tempo come friabile snack o come accompagnamento delle bevande.
Il succo, se fresco, viene filtrato e addolcito per fare una bevanda simile alla limonata o per preparare, tra gli altri, lo sharbat che è una bevanda tipica del Medio oriente e del Sud Asia composto da frutta o petali di fiori. Si tratta di un prodotto dolce che va servito freddo; può essere servito in forma densa e sorbito con cucchiaino ovvero diluito in acqua per essere gustato come bevanda fresca. Può essere trasformato in vari modi e consumato anche freddo.
Un frutto di grandi dimensioni può produrre cinque o sei litri di sharbat.
Le foglie e i piccoli germogli vengono mangiati come insalata verde.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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