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Pyrus pyrifolia

Il Nashi o Pero giapponese (Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai, 1926) è una specie arborea da frutto della famiglia delle Rosacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae, Sottofamiglia Maloideae e quindi al Genere Pyrus ed alla Specie P. pyrifolia.

Etimologia –
Il termine Pyrus proviene dal greco πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fuoco: per la forma conica dei frutti. L’epiteto specifico pyrifolia è un termine rafforzativo: che ha le foglie tipiche del genere. Il termine nashi, viene dal giapponese dove significa pera.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Nashi è una pianta originaria della Cina centrale e delle zone a clima temperato subtropicale; è diffusa anche in Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia. Si tratta di una specie che veniva già coltivata almeno 3000 anni fa in Cina. Successivamente, nel XIX secolo, questa pianta fu introdotta in America dai minatori cinesi, i quali cominciarono a coltivarla lungo i fiumi della Sierra Nevada. Sul finire del ‘900, è iniziata la sua coltivazione anche in Europa.

Descrizione –
Pyrus pyrifolia è un albero molto rustico, che raggiunge al massimo i 4-5 metri di altezza, con un portamento ricadente e foglie grandi oblunghe, caduche e di colore verde brillante. I fiori sono di colore bianco bianco-rosa, sono più grandi di quelli del pero e l’antesi è nel mese di aprile. I frutti sono di forma rotonda, schiacciata o più allungata a seconda delle varietà, di taglia piccola, media o medio-grossa, con buccia chiara e liscia color giallo-verdognolo e lenticelle più chiare (più delicata alla manipolazione), oppure marrone rugginosa, ugualmente con lenticelle più chiare. La polpa è croccante, molto succosa e, anzi, più o meno acquosa, poco acida e variamente profumata. La maturazione è legata alla differenza di varietà ed avviene tra la fine di luglio e la metà di settembre, o addirittura in ottobre.

Coltivazione –
Il Nashi è una pianta vigorosa e rustica che si adatta alla maggior parte delle aree frutticole italiane; richiede comunque terreni leggeri, fertili, irrigabili, con pH sub-acido in quanto va incontro a clorosi ferrica e carenza di magnesio in quelli argillosi e calcarei. È molto resistente al freddo invernale mentre le brinate tardive possono provocare danni specie durante la fioritura; anche il vento risulta dannoso alle foglie di alcune varietà (sintomatologie simili al “brusone”) ed ai frutti prossimi alla raccolta specie nelle varietà a buccia liscia.
La coltivazione può essere fatta a palmetta, a vaso (distanza 5 x 5 m) o a fusetto, ma sopporta benissimo anche l’ipsilon.
La maggior parte delle varietà è autosterile per cui è indispensabile la presenza di una varietà impollinatrice. Esistono diverse cultivar, tra cui le più importanti sono di origine giapponese e cinese. Le cultivar si differenziano per la forma del frutto, il colore, l’epoca di maturazione e la dimensione. Ricordiamo soprattutto: Chojuro (Giappone, 1893), Nijisseiki (Giappone, 1898), Niitaka (Giappone, 1927), Shinko (Giappone, 1941), Kosui (Giappone, 1959), Hosui (Giappone, 1972) oltre alle varietà: Shinseiki; Shimseiki e tama.
Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il Nashi vanta antichissime tradizioni colturali; in Cina era già coltivato e consumato circa 3000 anni fa. I documenti ci dicono che nel I secolo a.C., durante la dinastia Han, esistevano ampie coltivazioni di Nashi lungo le rive del Fiume Giallo e del fiume Huai. Successivamente fu portato e coltivato prima in America e successivamente in Europa introno alla fine degli anni ’80.
Nel vecchio continente la coltivazione ebbe notevole interesse che poi è rapidamente diminuito, tanto che oggi è considerata marginale ed il consumo interno alquanto limitato.
Il Nashi, conosciuto anche come pera-mela o pera asiatica, è un frutto particolarmente ricco di magnesio e di molti altri sali minerali. In particolare è ricca d’acqua, zuccheri e fibre alimentari, contiene le vitamine K, C, J, e quelle del gruppo B, in particolare la B9 (nota come acido folico).
Ha pochissime calorie e molti sali minerali, fungendo ottimamente perciò da integratore naturale grazie all’acqua organica che permette una perfetta assimilazione degli elementi che compongono il fitocomplesso.
È un frutto la cui caratteristica saliente è il sapore dolce e fresco con acidità inesistente, che si differenzia in modo netto dal gusto dolce acido della mela o della pera, al quale è solitamente abituato il consumatore occidentale. I frutti di alcune varietà si conservano per sei mesi se mantenuti a 0 °C.

Modalità di Preparazione –
Il frutto del Nashi si mangia fresco e viene usato anche nelle macedonie, nelle torte o in alcune insalate come quella classica di rucola, pere e noci. In Cina e in Corea viene impiegato anche grattugiato negli stufati di carne.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Pyrus pyrifolia

The Nashi or Japanese Pear (Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai, 1926) is a fruit tree species of the Rosaceae family.

Systematic –
From the systematic point of view it belongs to the Domain Eukaryota, Kingdom Plantae, Subarign Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Sottoclasse Rosidae, Rosales Order, Family Rosaceae, Subfamily Maloideae and therefore to the Pyrus Genus and to the Specie P. pyrifolia.

Etymology –
The term Pyrus comes from the Greek πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fire: for the conical shape of the fruit. The specific epithet of pyrifolia is a reinforcing term: which has the typical leaves of the genus. The term nashi, comes from the Japanese where it means pear.

Geographic Distribution and Habitat –
Nashi is a plant native to central China and subtropical temperate zones; It is also common in Japan, South Korea, the United States, New Zealand and Australia. It is a species that was already cultivated at least 3000 years ago in China. Later, in the nineteenth century, this plant was introduced to America by Chinese miners, who began to cultivate it along the rivers of the Sierra Nevada. At the end of the 20th century, its cultivation began in Europe.

Description –
Pyrus pyrifolia is a very rustic tree, which reaches a maximum of 4-5 meters in height, with a hanging habit and large oblong, deciduous and bright green leaves. The flowers are white-pink-white, they are larger than those of the pear tree and the anthesis is in April. The fruits are round, flattened or more elongated according to the variety, small, medium or medium-large, with a light and smooth peel of greenish-yellow color and lighter lignels (more delicate to the manipulation), or rusty brown, equally with lighter lenticels. The pulp is crunchy, very juicy and, indeed, more or less watery, slightly sour and variously perfumed. The maturation is linked to the difference in variety and occurs between the end of July and the middle of September, or even in October.

Cultivation –
Nashi is a vigorous and rustic plant that adapts to most of the Italian fruit-growing areas; however it requires light, fertile, irrigable soils with a sub-acid pH as it undergoes ferric chlorosis and magnesium deficiency in clayey and calcareous ones. It is very resistant to winter cold while late frosts can cause damage especially during flowering; also the wind is harmful to the leaves of some varieties (similar to the “brusone”) and to the fruits close to the harvest, especially in the smooth-skinned varieties.
Cultivation can be done with a palmette, a vase (distance 5 x 5 m) or with a spindle, but also supports ipsilon very well.
Most varieties are self-sterile so it is essential to have a pollinating variety. There are several cultivars, among which the most important are of Japanese and Chinese origin. The cultivars differ in the shape of the fruit, the color, the age of maturation and the size. We recall above all: Chojuro (Japan, 1893), Nijisseiki (Japan, 1898), Niitaka (Japan, 1927), Shinko (Japan, 1941), Kosui (Japan, 1959), Hosui (Japan, 1972) as well as the varieties: Shinseiki; Shimseiki and tama.
For details of the cultivation technique refer to the following sheet.

Uses and Traditions –
Nashi boasts ancient farming traditions; in China it was already cultivated and consumed about 3000 years ago. The documents tell us that in the 1st century BC, during the Han dynasty, there were extensive cultivations of Nashi along the banks of the Yellow River and the Huai River. Later it was brought and cultivated first in America and later in Europe around the end of the 80s.
In the old continent cultivation had considerable interest, which then quickly decreased, so much so that today it is considered marginal and domestic consumption is rather limited.
Nashi, also known as pear-apple or Asian pear, is a fruit particularly rich in magnesium and many other minerals. In particular it is rich in water, sugars and dietary fiber, contains vitamins K, C, J, and those of group B, in particular B9 (known as folic acid).
It has very few calories and many minerals, thus optimally acting as a natural supplement thanks to the organic water that allows a perfect assimilation of the elements that make up the phytocomplex.
It is a fruit whose salient characteristic is the sweet and fresh taste with non-existent acidity, which clearly differentiates itself from the sweet sour taste of the apple or pear, to which the western consumer is usually accustomed. The fruits of some varieties are kept for six months if kept at 0 ° C.

Preparation Mode –
The fruit of Nashi is eaten fresh and is also used in fruit salads, cakes or in some salads like the classic one of rocket, pear and walnuts. In China and Korea it is also used grated in meat stews.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Pyrus pyrifolia

El Nashi o Pero japonés (Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai, 1926) es una especie de árbol frutal de la familia Rosaceae.

Sistemático –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, Subarign Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Sottoclasse Rosidae, Rosales Order, Family Rosaceae, Subfamily Maloideae y por lo tanto a Pyrus Genus y Especies P. pyrifolia.

Etimología –
El término Pyrus proviene del griego πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fuego: por la forma cónica de la fruta. El epíteto específico de pyrifolia es un término reforzante: que tiene las hojas típicas del género. El término nashi, proviene del japonés donde significa pera.

Distribución geográfica y hábitat –
Nashi es una planta nativa de China central y zonas subtropicales de clima templado; También es común en Japón, Corea del Sur, Estados Unidos, Nueva Zelanda y Australia. Es una especie que ya se cultivó hace al menos 3000 años en China. Más tarde, en el siglo XIX, esta planta fue introducida en América por los mineros chinos, quienes comenzaron a cultivarla a lo largo de los ríos de la Sierra Nevada. A finales del siglo XX, su cultivo comenzó en Europa.

Descripción –
Pyrus pyrifolia es un árbol muy rústico, que alcanza un máximo de 4 a 5 metros de altura, con el hábito de colgar y grandes hojas oblongas, deciduas y de color verde brillante. Las flores son de color blanco-rosado-blanco, son más grandes que las del árbol de pera y la antesis es en abril. Los frutos son redondos, aplanados o más alargados según la variedad, pequeños, medianos o medianos, con una cáscara suave y clara de color amarillo verdoso y ligneles más claros (más delicados a la manipulación), o marrón oxidado. Igualmente con lenticelas más ligeras. La pulpa es crujiente, muy jugosa y, de hecho, más o menos acuosa, ligeramente ácida y perfumada. La maduración está vinculada a la diferencia en la variedad y se produce entre finales de julio y mediados de septiembre, o incluso en octubre.

Cultivo –
Nashi es una planta vigorosa y rústica que se adapta a la mayoría de las áreas frutícolas italianas; sin embargo, requiere suelos ligeros, fértiles e irrigables con un pH subácido, ya que sufre clorosis férrica y deficiencia de magnesio en arcillosos y calcáreos. Es muy resistente al frío invernal, mientras que las heladas tardías pueden causar daños, especialmente durante la floración; también el viento es dañino para las hojas de algunas variedades (similar a la “brusona”) y para los frutos cercanos a la cosecha, especialmente en las variedades de piel suave.
El cultivo se puede hacer con una paleta, un jarrón (distancia de 5 x 5 m) o con un husillo, pero también es compatible con ipsilon muy bien.
La mayoría de las variedades son auto estériles, por lo que es esencial tener una variedad polinizadora. Existen varios cultivares, entre los cuales los más importantes son de origen japonés y chino. Los cultivares difieren en la forma del fruto, el color, la edad de maduración y el tamaño. Recordamos sobre todo: Chojuro (Japón, 1893), Nijisseiki (Japón, 1898), Niitaka (Japón, 1927), Shinko (Japón, 1941), Kosui (Japón, 1959), Hosui (Japón, 1972), así como las variedades: Shinseiki; Shimseiki y tama.
Para más detalles sobre la técnica de cultivo, consulte la siguiente hoja.

Usos y tradiciones –
Nashi cuenta con antiguas tradiciones agrícolas; en China ya se cultivaba y consumía hace unos 3000 años. Los documentos nos dicen que en el siglo I aC, durante la dinastía Han, hubo numerosos cultivos de Nashi a lo largo de las orillas del río Amarillo y el río Huai. Más tarde, se trajo y se cultivó primero en América y luego en Europa a fines de los años 80.
En el viejo continente, el cultivo tenía un interés considerable, que luego disminuía rápidamente, hasta el punto de que hoy se considera marginal y el consumo interno es bastante limitado.
Nashi, también conocida como pera-manzana o pera asiática, es una fruta particularmente rica en magnesio y muchos otros minerales. En particular, es rica en agua, azúcares y fibra dietética, contiene vitaminas K, C, J y las del grupo B, en particular B9 (conocido como ácido fólico).
Tiene muy pocas calorías y muchos minerales, por lo que actúa de manera óptima como un suplemento natural gracias al agua orgánica que permite una perfecta asimilación de los elementos que forman el fitocomplejo.
Es una fruta cuya característica sobresaliente es el sabor dulce y fresco con acidez inexistente, que se diferencia claramente del sabor agridulce de la manzana o pera, a la que suele estar acostumbrado el consumidor occidental. Los frutos de algunas variedades se conservan durante seis meses si se mantienen a 0 ° C.

Modo de preparación –
La fruta de Nashi se come fresca y también se usa en ensaladas de frutas, pasteles o en algunas ensaladas como la clásica de cohetes, peras y nueces. En China y Corea también se usa rallado en guisos de carne.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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