Catalpa bignonioides

Catalpa bignonioides

La Catalpa o albero dei sigari (Catalpa bignoniodies Walter) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Scrophulariales, Famiglia Bignoniaceae, Tribù Tecomeae e quindi al Genere Catalpa ed alla Specie C. bignonioides.
Sono sinonimi: Catalpa syringoefolia, Catalpa catalpa, Bignonia Catalpa.

Etimologia –
Il termine Catalpa deriva da kutuhlpa, termine Muscogee (popolazione indigena della Carolina) per questo albero che significa testa alata. I nomi Catalpa e Catalpah vennero utilizzati da Mark Catesby tra il 1729 e il 1732, mentre Carlo Linneo la classificò come Catalpa Bignonia nel 1753. Giovanni Antonio Scopoli istituì il genere Catalpa, successivamente nel 1777. L’epiteto specifico bignonioides proviene da Bignonia e dal greco εἷδος eidos, aspetto, cioè simile alla Bignonia.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Catalpa bignoniodies è una specie arborea originaria degli Stati Uniti centromeridionali e orientali, dove si trova nei boschi di latifoglie ed in zone a clima temperato-caldo. È stata introdotta in Europa nella prima metà del Settecento a scopo ornamentale e in qualche caso è sfuggita alla coltivazione e si è naturalizzata.

Descrizione –
L’ albero dei sigari è una pianta che può raggiungere i 15 metri e possiede un chioma ovoidale con tronco diritto o un po’ contorto, con scorza grigio-bruna, molto rugosa e screpolata in placche. Le foglie sono decidue, picciolate, con una larga lamina ovato-acuminata, talvolta provvista di un dente per lato nella metà superiore. I fiori sono campanulato-imbutiformi, lunghi 5 cm con una corolla bianca e profumata, picchiettata di rosso e giallo e portati in pannocchie piramidali lunghe 15-20 cm. I frutti sono delle capsule setticide lineari, pendenti, lunghe fino a 40 cm e larghe 1 cm, di colore prima verdi e poi bruno-nerastre, che rimangono appese alla pianta fino al tardo inverno; all’interno troviamo numerosi semi brunastri. L’antesi si ha nel periodo della tarda primavera.

Coltivazione –
La Catalpa bignoniodies è una pianta che predilige posizioni luminose e soleggiate, ma si sviluppa senza problemi anche a mezz’ombra o all’ombra completa; è una pianta resistente al freddo tanto che in genere sopporta bene anche gli inverni più rigidi o ventosi. Per quanto riguarda la coltivazione, la messa a dimora va fatta tra ottobre e novembre o marzo-aprile (se in vaso), mentre la potatura va effettuata tra febbraio ad aprile, prima che la pianta entri in vegetazione.
Per quanto riguarda l’irrigazione, l’ albero dei sigari non necessita di apporti troppo abbondanti, sopportando senza problemi brevi periodi di siccità; in generale queste piante si accontentano delle piogge e di annaffiature saltuarie, ma è bene fornire acqua in periodi di prolungata siccità durante i mesi primaverili ed estivi; queste piante possono svilupparsi anche in giardini molto umidi, purché in presenza di terreno ben drenato. All’inizio della primavera ed all’inizio dell’autunno è bene fornire alla pianta del concime organico ben maturo.
La moltiplicazione della pianta avviene per seme in primavera; sempre in primavera è possibile praticare delle talee, utilizzando delle porzioni di ramo semilegnose.

Usi e Tradizioni –
La Catalpa bignoniodies viene utilizzata spesso in parchi, giardini ed alberature stradali, per le grandi e vistose infiorescenze, la chioma espansa e i caratteristici lunghi frutti, da cui deriva il nome volgare di “albero dei sigari”. Cresce subspontanea in ambienti ruderali e lungo le strade.
Di questa specie si ha la cultivar C. bignonioides ‘Aurea’ che ha foglie gialle.

Modalità di Preparazione –
La Catalpa bignoniodies, oltre che per scopi ornamentali ed ecologici, non ha altri utilizzi di natura alimentare o terapeutica.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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