Betula pubescens

Betula pubescens

La Betulla pelosa (Betula pubescens Ehrh., 1789) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Betulaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fagales, Famiglia Betulaceae e quindi al Genere Betula ed alla Specie B. pubescens.
Sono sinonimi i termini:
– Betula alba L.;
– Betula tomentosa Reitter & Abel;
– Betula pubescens var. glabrata Wahlenb.;
– Betula carpatica Waldst. & Kit. ex Willd.

Etimologia –
Il termine Betula proviene da betula, nome classico della betulla in Plinio, derivazione dal gallico betw o betu.
L’epiteto specifico pubescens viene dal latino pubes –is, lanugine adolescenziale del mento: coperto di lanugine, peloso, pubescente, lanuginoso.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Betula pubescens è un albero deciduo originario e presente in tutto il nord Europa e il nord dell’Asia; è l’albero a foglia larga che cresce più a nord di qualsiasi altro.
La sua distribuzione e presenza è molto ampia sia nell’Europa settentrionale e centrale che in Asia.
Il suo areale si estende da Terranova, Islanda, Isole britanniche e Spagna verso est attraverso l’Europa settentrionale e centrale e l’Asia fino alla regione del Lago Baikal in Siberia. L’areale si estende verso sud a circa 40° N, il cui limite più meridionale è rappresentato dalla Turchia, il Caucaso e le montagne Altai.
È strettamente correlato e spesso confuso con la betulla d’argento (B. pendula) ma il suo habitat è quello dei luoghi più umidi con terreni più pesanti e drenaggio più scarso.
In Italia vive sulle Alpi fino a 2200 m s.l.m.

Descrizione –
La Betulla pelosa è un albero a foglie decidue che può raggiungere i 25m di altezza.
Il tronco è eretto, che può crescere fino a 70 cm, con una corteccia di colore grigio-bianco, opaca, liscia e finemente segnato con delle scure lenticelle orizzontali.
I rami sono più grossi ma meno numerosi della Betula pendula.
I germogli sono di colore grigio-marrone con una fine peluria.
Le foglie sono di forma ovata e acute, lunghe da 2 a 5 cm e larghe da 1,5 a 4,5 cm, con un margine seghettato finemente.
I fiori vengono impollinati dal vento.
Il frutto composto indeiscente è un achenocono (Spjut) cilindrico lungo 1-4 cm con diametro di 5-7 mm, formato da un aggregato di acheni (samare) lunghe 2 mm circa con due piccole ali ai lati, sostenuti da squame imbricate in una struttura a cono.

Coltivazione –
La Betula pubescens è una specie pioniera , che colonizza prontamente aree boschive appena disboscate ma in seguito viene sostituita da specie più alte e più longevi.
Può essere inserita in aree dell’emisfero australe con latitudine maggiore, dove rappresenta, come detto, l’albero con foglie larghe che può spingersi più a nord.
Cresce meglio in luoghi più umidi con terreni più pesanti e drenaggio più scarso.
Sono state sviluppate diverse cultivar ma molte non sono più coltivate.

Usi e Tradizioni –
Della Betulla pelosa si riconoscono tre sottospecie e per di più questa pianta si ibrida con altre betulle.
La larva della falena autunnale (Epirrita autumnata Borkhausen, 1794) si nutre del suo fogliame e in alcuni anni ampie aree della foresta di betulle possono essere defogliate da questo insetto. Il danno al tessuto fogliare stimola l’albero a produrre sostanze chimiche che riducono la qualità del fogliame, ritardando la crescita delle larve e riducendo il loro peso della pupa.
Questa pianta può andare soggetta a molti funghi patogeni che sono gli agenti della malattia da morbo della betulla .
La pianta può essere privata della sua corteccia, senza che ciò provochi la morte e la corteccia e il legno, che è di colore pallido con una trama fine e uniforme, vengono utilizzati per la torneria e nella produzione di compensato, mobili, scaffali, bare, fiammiferi, giocattoli e pavimenti in legno.
La rimozione della corteccia fu un tempo così diffusa che Carl Linneo espresse la sua preoccupazione per la sopravvivenza dei boschi.
La corteccia interna può essere utilizzata per la produzione di corda e per realizzare una forma di carta oleata. Questa corteccia è anche ricca di tannino ed è stata usata come colorante marrone e come conservante. La corteccia può anche essere trasformata in un carbone di alta qualità preferito dagli artisti. I ramoscelli e i rami giovani sono molto flessibili e possono essere utilizzati in altre lavorazioni.
La corteccia interna è commestibile ed è stata macinata e utilizzata, nei periodi di carestia, nella panificazione.
La linfa, che scorre più abbondante in primavera, può essere utilizzata per fare bevande rinfrescanti, vini, birre e liquori e varie parti dell’albero sono state utilizzate nella fitoterapia.

Modalità di Preparazione –
La corteccia di questa betulla, come detto, veniva usata come alimento di emergenza in periodi di carestia. A Novgorod nel periodo tra il 1127 e il 28, le persone disperate lo mangiarono insieme ad altre parti come le foglie dei tigli, pasta di legno, paglia, bucce e muschio.
In Islanda, i germogli di betulla vengono utilizzateicon linfa di betulla nella preparazione di un liquore di betulla dolce.
Le foglie possono essere infuse con acqua bollente per preparare un tè e gli estratti della pianta sono stati usati come rimedi erboristici.
La Betula pubescens può essere sfruttata, nel periodo primaverile, per ottenere un fluido zuccherino. Questo può essere consumato fresco, concentrato in uno sciroppo simile al più noto sciroppo d’acero o può essere fermentato per produrre birra o vino. In Scandinavia, questo viene fatto su scala nazionale, ma nell’ex Unione Sovietica, in particolare Russia, Ucraina, Bielorussia, Estonia, Lettonia e Lituania, la linfa di betulla viene raccolta commercialmente e utilizzata per produrre cosmetici, medicine e prodotti alimentari.
Il popolo Sami della Scandinavia usava la corteccia di Betula pubescens e Betula pendula come ingrediente nella preparazione del pane; il floema rossastro , appena sotto la corteccia esterna, veniva essiccato, macinato e mescolato con farina di grano per formare una pagnotta tradizionale.
In Finlandia, il mämmi, un alimento tradizionale pasquale, veniva confezionato e cotto in scatole di corteccia di betulla.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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