Dryocosmus kuriphilus

Dryocosmus kuriphilus

Il cinipide galligeno del castagno o vespa del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, 1951) è un insetto appartenente alla famiglia dei Cynipidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Ordine Hymenoptera, Sottordine Apocrita, Famiglia Cynipidae e quindi al Genere Dryocosmus ed alla Specie D. kuriphilus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Dryocosmus kuriphilus è un insetto fitofago originario della Cina, introdotto in Giappone e in Corea e successivamente negli USA. La sua diffusione iniziale di questo insetto è stata molto rapida per via dell’assenza di nemici naturali in grado di contenerne la diffusione.
In Europa è arrivato nel 2002 ed è presente in Francia, Slovenia e Svizzera; i primi avvistamenti in Italia sono avvenuti nella provincia di Cuneo e poi diffusosi altrove in 15 delle 20 regioni italiane.
Nel 2009 risultava ancora assente solo in Valle d’Aosta, Basilicata, Molise, Sicilia, Puglia e Calabria.
Nel 2011 è stato presente massicciamente in Liguria e nel 2016 in Campania (provincia di Avellino e Salerno), dopo che in precedenza si era riusciti a limitarne la diffusione.

Dryocosmus kuriphilus

Morfologia –
Il Dryocosmus kuriphilus, è un piccolo imenottero considerato uno degli insetti più dannosi per il castagno.
Il fitofago compie una sola generazione all’anno e, durante il suo ciclo di sviluppo, attraversa quattro distinti stadi: uovo, larva, pupa, adulto.
Le uova di questo insetto, risultano provviste di un lungo peduncolo; le femmine le dispongono in gruppo all’interno delle gemme in prossimità dell’apice vegetativo. Accurate osservazioni non sono sufficienti ad accertarne la presenza in quanto i segni relativi ai fori di ovideposizione scompaiono nel corso della stagione estiva. Il passaggio allo stadio larvale, giunge al termine del completamento dello sviluppo embrionale, che normalmente dura circa 30-40 giorni.
Le larva hanno uno sviluppo alquanto lento, sono apode e anoftalme; a maturità presentano una colorazione biancastra e dimensioni di 2,5 mm di lunghezza. Trascorrono la stagione invernale all’interno delle gemme senza che queste manifestino alterazioni evidenti.
Le pupe, che inizialmente sono di colore bianco, imbruniscono durante lo sviluppo fino a diventare a maturità di colore nero. Questa hanno una lunghezza media, come nelle larve, intorno a 2,5 mm.
Gli adulti sono lunghi circa 2,5 – 3 mm; con l’esoscheletro che presenta una colorazione nerastra ad eccezione delle zampe che si presentano di color ocra.
Le antenne delle femmine sono genicolate e composte di 14 segmenti (antennomeri); la struttura di scapo e pedicello è caratterizzata da una ridotta lunghezza e un maggiore sviluppo in diametro, mentre gli antennomeri che costituiscono il flagello si presentano isodiametrici e conferiscono all’antenna un aspetto filiforme. Complessivamente l’antenna ha lunghezza di circa 1,5 mm.
Le ali anteriori presentano nervature poco evidenti.
L’addome si presenta molto grande e tondeggiante e termina con un ovopositore altamente specializzato per deporre uova all’interno di substrati vegetali (nello specifico gemme); l’ovopositore risulta costituito da tre valve, due pari e una impari. In fase di riposo la terebra è scarsamente visibile in quanto retratta all’interno dell’addome.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il cinipide galligeno del castagno presenta una sola generazione all’anno che è caratterizzata dalla presenza di sole femmine che si riproducono per partenogenesi telitoca. Ogni femmina è in grado di produrre dalle 100 alle 150 uova; tali valori associano alla specie un potenziale riproduttivo molto elevato.
I maschi, quindi, risultano assenti e dalle uova emergono solo femmine.
Il ciclo biologico di questo insetto inizia nel mese di giugno e luglio quando dalle galle fuoriescono le femmine alate che vanno a depositare le uova nelle gemme presenti.
Dalle uova fuoriescono le larve che hanno uno sviluppo lento, sempre all’interno delle gemme, senza che queste presentino sintomi esterni della infestazione.
Le larve hanno poi, nella primavera successiva, alla ripresa vegetativa, hanno un rapido sviluppo che determina la formazione di caratteristiche galle, prima verdastri e poi tendenti al rosso, di un diametro variabile da 0,5 a 2-3 cm.
Le larve stesse spesso determinano un arresto dello sviluppo delle gemme, da cui si sviluppano foglie di dimensioni ridotte.
Il decorso del ciclo biologico è influenzato da fattori climatici, legati ad esempio all’altitudine ed all’esposizione degli impianti, nonché alla diversa precocità vegetativa delle varietà coltivate.

Ruolo Ecologico –
I danni dovuti al Dryocosmus kuriphilus sono molto evidenti: provoca la formazione di galle, cioè ingrossamenti di varie forme e dimensioni, a carico di gemme, foglie e amenti del castagno.
Un forte attacco di quest’insetto può determinare un consistente calo della produzione, una riduzione dello sviluppo vegetativo e un forte deperimento delle piante colpite.
Nel corso dell’estate e dell’autunno le galle formatesi sui germogli disseccano progressivamente e possono persistere sugli alberi anche negli anni successivi. L’entità del danno è legata al numero di galle per pianta che, con ogni probabilità, dipende, oltre che da una differente sensibilità delle cultivar, spiccata in quelle euro-giapponesi, anche dall’epoca di insediamento più o meno recente del parassita nel territorio.
Di fatto questo insetto, che è particolarmente dannoso per il Castagno e specie affini, viene considerato l’insetto più nocivo a livello mondiale a causa del veloce deperimento delle piante che attacca.
Per limitare la popolazione di questo insetto ci si avvale di un parassito ide che negli anni 70 venne scoperto in Cina. Il parassitoide è l’imenottero Torymus sinensis Kamijo interessante per la sua specifica capacità limitatrice.
Le prime introduzioni del parassita furono effettuate in Giappone a partire dal 1982 dove si è insediato abbattendo la popolazione del cinipide in un arco di tempo di circa dieci anni. Tale esperienza è stata la premessa per ottenere un finanziamento per un progetto della Regione Piemonte finalizzato all’introduzione del parassitoide nel territorio della regione. Dal 2003 si è iniziato dapprima uno studio in laboratorio degli esemplari adulti ottenuti da galle raccolte in Giappone, e poi negli anni successivi l’introduzione in pieno campo con effetti di un’impennata della parassitizzazione nel 2009. Analoghe iniziative sono state intraprese dalle altre regioni investite del problema.
Il Torymus sinensis Kamijo compie una sola generazione all’anno (come il cinipide) e la popolazione è costituita sia da maschi che da femmine. L’adulto sfarfalla in primavera dalle galle secche presenti sul castagno. È un insetto di circa 2,5mm di lunghezza, con il corpo di un colore verde metallico e zampe giallastre. La femmina si distingue chiaramente dal maschio per la presenza dell’ovopositore.
Il Torymus sinensis inizia a sfarfallare dalle galle invernali tra fine marzo e prima settimana di maggio (a seconda dell’andamento climatico), si nutre di sostanze zuccherine e ha una vita media di circa 25-30 giorni, nei quali si dovrà accoppiare per poter dare vita alla generazione successiva.
Le femmine accoppiate potranno così deporre fino a 70 uova all’interno delle galle appena formate. Le femmine devono necessariamente accoppiarsi, in caso contrario, esse andranno comunque ad ovideporre nelle galle ma gli individui che sfarfalleranno l’anno successivo saranno solamente maschi, cosa che porta poi alla fine della popolazione del Torymus sinensis ed al fallimento dell’introduzione del parassitoide.
Le uova vengono deposte sul corpo del cinipide o comunque all’interno della cella larvale, in questo modo la larva ectoparassita del Torymus sinensis si nutre della larva del Cinipide. Il parassitoide si impupa durante l’inverno all’interno della cella larvale (nella galla ormai diventata secca) per diventare adulto in primavera e sfarfallare ricominciando il suo ciclo biologico.
Le ricerche dimostrano che il Torymus sinensis è un parassitoide specifico del cinipide del castagno.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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