Parco Nazionale della Riunione

Parco Nazionale della Riunione

Il Parco nazionale della Riunione nasce ufficialmente il 5 marzo 2007.
Questo parco nasce nell’isola della Riunione che è sita nella pericolosa fascia dei cicloni tropicali, la cui stagione va da dicembre a marzo. Sono caratterizzati da forti venti e precipitazioni estreme; il ciclone Gamede nel 2007 ha stabilito nuovi record mondiali di pluviometria (3929 mm in 72 ore).
L’isola della Riunione è situata circa 420 km ad est del Madagascar, circa 200 km ad ovest di Mauritius, a più di 700 km a sud delle Seicelle e pochi gradi a nord del Tropico del Capricorno.
La creazione del Parco Nazionale della Riunione è il risultato di vari decenni di politiche pubbliche in favore della preservazione e della valorizzazione delle zone montagnose dell’isola. Nel 2010, la totalità del cuore di questo dipartimento francese è stata inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco. La Carta del Parco, alla quale hanno già aderito 17 dei 24 comuni dell’isola, è un progetto territoriale (per non dire sociale) che difende tutta l’area delle zone montagnose de La Riunione, al fine di valorizzare il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico del territorio, puntando a un giusto equilibrio tra protezione e sviluppo.
Con i suoi 105.447 ettari, il Parco Nazionale della Riunione ricopre il 42 % della superficie dell’isola e ospita dei siti eccezionali, classificati al patrimonio mondiale dell’UNESCO, come i maestosi circhi montuosi di Cilaos, Mafate e Salazie, ma anche come il famoso Piton des Neiges e il celebre vulcano del Piton de la Fournaise.
La Riunione è un’isola vulcanica nata circa tre milioni di anni fa in seguito all’emersione del vulcano del monte Piton des Neiges, oggi il rilievo più elevato delle Mascarene e di tutto l’oceano Indiano con i suoi 3.071 metri d’altezza. Il settore orientale dell’isola è invece occupato dal Piton de la Fournaise, un vulcano di origine molto più recente (500 000 anni), considerato come uno dei più attivi dell’intero pianeta. La parte emersa dell’isola non rappresenta che una minima parte (circa il 3%) della montagna sottomarina che la forma.
In aggiunta al vulcanismo, la superficie dell’isola è resa ancor più accidentata da parte di fenomeni erosivi molto intensi. Il centro dell’isola ospita infatti tre vasti circhi cavi originati dall’erosione (quelli di Salazie, Mafate e Cilaos), mentre le pendici sono solcate da numerosi corsi d’acqua che hanno scavato altrettante gole e burroni, stimati in numero non inferiore a 60013, tant’è che i torrenti che scorrono sui loro fondi si trovano anche a parecchie centinaia metri di profondità.
L’antico massiccio del Piton des Neiges è quindi separato dal massiccio del Piton de la Fournaise dalla plaine des Palmistes e dalla plaine des Cafres, le quali costituiscono un passaggio naturale tra l’est e il sud dell’isola. Oltre che dalle piane centrali, le aree pianeggianti sono rappresentate dalle aree costiere, soprattutto quelle settentrionali e occidentali. Il selvaggio litorale meridionale è invece maggiormente scosceso.
Tra la sottile fascia costiera e le cime dei rilievi si estende una ripida zona transitoria il cui dislivello varia considerabilmente prima di arrivare sulle creste che delimitano i circhi o al cosiddetto Enclos, la caldera del Piton de la Fournaise.
Dal punto di vista climatico siamo in condizioni di clima caldo e umido, caratteristico della fascia tropicale, con la stagione delle piogge che va da novembre ad aprile. Durante la stagione secca il clima è mite, ma sulle alture del centro la temperatura può scendere sottozero. Negli altopiani centrali il clima è quasi alpino. Non è raro assistere a precipitazioni di carattere nevoso. Nella stagione delle piogge il clima è umido.
Sebbene le temperature massime siano attorno ai 30°, la temperatura soggettiva percepita è elevata a causa dell’umidità. Nella parte orientale dell’isola le precipitazioni sono abbondanti e spesso ricorrenti durante le ore centrali della giornata; nella regione occidentale il clima è relativamente più secco e le precipitazioni scarse.
L’area del Parco nazionale offre un mosaico di paesaggi naturali maestosi costruiti dalle successive eruzioni vulcaniche e plasmati da frane ed erosione: picchi rocciosi, circhi glaciali e dirupi offrono all’isola rilievi frastagliati impressionanti.

Flora –
Il Parco accoglie più di 110 habitat diversi, con circa 230 specie vegetali endemiche, dal litorale al montano (fino a 3 070 metri), passando per foreste secche o tropicali umide, pandanaies (zone umide tipiche dell’isola) e boschi di tamarindi. Una varietà che gli permette di figurare tra i 25 luoghi più importanti della biodiversità mondiale.
Aperta alle visite, la Maison du Parc, situata a La Plaine-des-Palmistes, vi invita a scoprire la mostra permanente “La Réunion, île de nature, coeur des hommes” (“La Riunione, isola della natura, cuore degli uomini”), dedicata alla natura della Riunione e ai suoi piacevoli giardini pieni di specie endemiche.
Contrariamente all’isola Mauritius, la coltura della canna da zucchero qui non ha avuto grandi risultati a causa della natura della Riunione. Le coste sono piene di filaos a ovest, di vacoas a est. Nell’entroterra la vegetazione è lussureggiante, in particolare il Circo di Salazie a nord ovest. Le foreste di Belouve e di Bebour ospitano guave, felci arborescenti, orchidee, boschi colorati ed intorno alle case creole vi sono fiori a profusione: bouganville, frangipani, jacarande, ibisco e piante di spezie. A questo proposito è interessante la visita al Conservatorio Botanico di Mascarin, situato in un’antica riserva agricola vicino a Saint-Leu, senza dimenticare il giardino dell’Eden, nei pressi di Saint-Gilles-les-Bains.
L’area del parco accoglie anche alcune zone abitate (villaggi di Mafate e Salazes), nonché qualche allevamento di bovini e varie specie silvicole.

Fauna –
Questo territorio ha preservato, oltre alla flora una fauna unica al mondo, con degli uccelli rari a rischio, come il Pétrel nero di Bourbon, l’Échenilleur della riunione (o Tuit-tuit), il Petrello di Barau (o Taille-vent), e il Busard de Maillard (o Papangue), unico rapace dell’isola.
La Riunione è ricca di animali endemici, tra cui alcuni estinti in tempi recenti e altri in pericolo di estinzione.
Tra gli uccelli endemici si sono estinti (generalmente dal XVIII secolo) i seguenti uccelli endemici:
Alopochen kervazoi, la casarca della Riunione
Columba duboisi, il piccione della Riunione
Dryolimnas augusti, il rallo della Riunione
Falco duboisi, il gheppio della Riunione
Fregilupus varius, lo storno della Riunione
Fulica newtonii, la folaga della Riunione
Mascarenotus grucheti, il gufo della Riunione
Mascarinus mascarin, il pappagallo della Riunione
Nycticorax duboisi, la nitticora della Riunione
Porphyrio coerulescens, il pollo sultano della Riunione
Threskiornis solitarius, il solitario della Riunione o ibis eremita della Riunione
Terpsiphone bourbonnensis, un pigliamosche del paradiso endemico della Riunione
Sono invece ancora presenti, tra gli altri:
Circus maillardi, l’albanella della Riunione (rapace), classificata in pericolo
Hypsipetes borbonicus, il bulbul della Riunione, non minacciato (una specie affine vive su Mauritius)
Lalage newtoni, il tuit-tuit, in pericolo critico (sopravvive solo in un’area ristretta)
Pseudobulweria aterrima, il petrello delle Mascarene (uccello marino), classificato in pericolo critico di estinzione (già estinto su Mauritius e su Rodrigues)
Pterodroma baraui, il petrello di Barau (uccello marino), classificato in pericolo
Saxicola tectes, il tec-tec, della famiglia dei pigliamosche, non minacciato
Terpsiphone bourbonnensis, il pigliamosche del paradiso della Riunione, non minacciato
Zosterops borbonicus, l’occhalino bianco della Riunione, non minacciato
Zosterops olivaceus, l’occhialino olivaceo della Riunione, non minacciato
Altri animali endemici
Tra i vertebrati di altre classi, endemici ed estinti, menzioniamo:
Cylindraspis indica, la tartaruga di terra della Riunione.

Guido Bissanti




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