Pianeta Terra – Una finestra sul futuro

Pianeta Terra – Una finestra sul futuro

Chi di noi non ha la curiosità di sapere come sarà il Pianeta Terra tra 50 – 100 anni, soprattutto alla luce delle grandi emergenze ambientali e planetarie, e chi di noi non ha, anche se per un istante immaginato la società del futuro?
Sappiamo che la Storia è l’accumularsi di azioni, fatti, episodi che avvengono grazie al tempo e come questo sia determinato da quella grandezza della termodinamica classica che prende il nome di entropia.
Oggi sappiamo che la freccia del tempo può andare solo in una direzione, e non permette il verso contrario, in quanto è bloccata dall’entropia che ne determina verso e direzione. La previsione del futuro è quindi paragonabile ad una grande equazione matematica in cui però le variabili sono innumerevoli (ma non infinite) ed il risultato rimane comunque e sempre uno solo, a condizione che tutti i dati immessi siano esatti.
Se possiamo ipotizzare un futuro, di questi ne abbiamo uno solo in quanto tutti gli altri non possono ne coesistere ne, dal punto di vista della termodinamica classica, persistere.
Bene fatte queste elementari (si fa per dire) considerazioni preliminari vediamo cosa ci riserva il futuro a partire dalla prima questione, che non è quella ecologica, su quella tra un po’ ci soffermeremo: è quella energetica. Possiamo dire che l’era moderna inizia con la scoperta del petrolio e la successiva prima estrazione avvenuta nel 1858.
Questa improvvisa fonte di energia cambia le sorti del mondo ma anche il sistema delle democrazie e del potere. In poco tempo, storicamente, si ha la creazione di grandi ricchezze e potere politico nelle mani di pochi e, soprattutto, la creazione di un sistema socioeconomico collegato a questo modello di crescita. Sappiamo però che il petrolio è destinato a terminare. Secondo le stime più recenti dovrebbe terminare intorno al 2070 ma potrebbe anche essere una data stimata per difetto. Anche qui le variabili sono troppe ma di certo sappiamo che la prossima fonte di energia non potrà essere nelle mani di pochi.

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Parliamo soprattutto di energia dall’idrogeno, ottenuto direttamente dall’acqua ma anche di altre fonti rinnovabili come l’eolico, il fotovoltaico, le biomasse ecc. che, gioco forza, sono molto delocalizzate e maggiormente distribuite. Insomma, tanto per iniziare il primo impatto del nuovo sistema energetico sarà quello di una maggiore distribuzione democratica; che ho definito spesso: energocrazia. Finiranno le multinazionali? Probabilmente cambieranno forma, assumeranno una tessitura più partecipata. Un po’ come tante SPA fatte di milioni di piccole azioni di singoli cittadini.
Adesso passiamo per un momento alla questione ecologica; il nostro Pianeta ed i suo abitanti stanno soffrendo un modello energetico che in assoluto contrasto con quelli che amo definire codici della natura. Questo modello, finché starà in piedi provocherà ulteriori disagi, disastri, degradazioni, povertà. I prossimi 50 anni saranno caratterizzati dalla transizione dei due modelli: quello del petrolio e quello energocratico.
L’umanità inizierà un lento percorso di ricostruzione anche di se stessa. Le città come oggi le vediamo lentamente cambieranno il loro aspetto e le loro concentrazioni. D’altronde il modello dell’energia concentrata doveva creare luoghi di governo concentrato e così l’epoca energocratica creerà luoghi diffusi. Le abitazioni cambieranno la loro struttura e diverranno ecosistemi perfettamente integrati in quello naturale.
Ben presto le norme e le leggi diventeranno sincrone a quelle dei codici della natura. Finirà lo sfruttamento delle risorse ed inizierà quello della condivisione. Si andrà verso quella che Papa Francesco ha già profetizzato nella sua Enciclica Laudato Sì, cioè verso l’Ecologia Integrale, dove leggi ecologiche e leggi economiche saranno perfettamente sincrone.
Il Pianeta che verrà non sarà perfetto, ricordate l’entropia, noi viviamo in un sistema inerziale in cui non esiste il moto perpetuo ed in cui la Storia risponde alle leggi della Fisica. Ma sarà un pianeta più rispettato perché il primo rispetto verrò da un modello sociale in cui tutti saranno maggiormente compartecipi.

Guido Bissanti




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