Trigonella foenum-graecum

Trigonella foenum-graecum

Il fieno greco o trigonella (Trigonella foenum-graecum L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae, Tribù Trifolieae e quindi al Genere Trigonella ed alla Specie T. foenum-graecum.

Etimologia –
Il termine Trigonella proviene dal greco triganos = triangolare, da treis = tre e gwnia = angolo, allusione alla forma della corolla il cui stendardo e le ali patenti formano un triangolo.
L’epiteto specifico foenum-graecum viene da foenum fieno e da graecum greco: fieno greco, per via dell’uso che si faceva, nell’antichità, per l’alimentazione del bestiame.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il fieno greco è una pianta proviene dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Il suo habitat tipico è quello dei climi asciutti dove può crescere su terreni anche con elevata salinità. Cresce negli incolti, a volte lungo le strade, al di sotto della fascia montana inferiore, con optimum nella fascia mediterranea. Viene coltivata ed utilizzata in una lunga fascia a clima asciutto che va dal Marocco all’Egitto, alla Persia, all’India ed alla Cina.

Descrizione –
La Trigonella foenum-graecum è una pianta annuale che può svilupparsi in altezza fino a 60 cm. con fusto diritto e interamente vuoto.
Le foglie sono composte e trifogliate, simili a quelle del trifoglio.
I fiori crescono alla base delle ascelle fogliari e sono di colore bianco-giallo a forma di triangolo.
L’antesi è tra Maggio e Giugno
I frutti sono dei legumi di circa 8 cm al cui interno si trovano una ventina di semi giallo-bruno e triangolari.

Coltivazione –
Il fieno greco è una pianta annuale, coltivata per le sue foglie e per i semi.
Il fieno greco si semina in primavera, o anche in tardo inverno in coltura protetta, interrando il seme a 1 cm e con una distanza di impianto di 10-15 cm.
Germina in 3-5 giorni, mostrando subito due cotiledoni robusti.
La coltivazione viene effettuata in pieno campo e può essere attuata anche con le stesse modalità sia in autunno che in primavera. Nel primo caso si raccoglie tra luglio e agosto, mentre se si semina durante la bella stagione, il raccolto arriva durante i freddi.
Seminato su suolo drenato e ben esposto al sole, il fieno greco germina senza difficoltà e comincia a crescere senza che gli si debbano assicurare particolari quali attenzioni.
L’unica accortezza è quella di mantenere il suolo libero dalle infestanti nel periodo successivo alla semina, ripetendo questo lavoro fino a quando la pianta non ha attecchito a dovere.
Per tutta la durata della coltivazione, è buona norma annaffiare con costanza e parsimonia per mantenere il terreno umido, evitando però ristagni.
La raccolta dei semi di trigonella si effettua quando i baccelli seccano e si presentano di color marrone scuro; bisogna però stare attenti a non posticipare questo lavoro altrimenti il vento potrebbe disperdere i semi facendo perdere il raccolto.
Il fieno greco è un legume utilizzato in Italia principalmente come pianta da sovescio.

Usi e Tradizioni –
Il fieno greco, nel passato era considerato, da tutte le popolazioni che si affacciavano sul Mediterraneo, una spezia dalle innumerevoli applicazioni, in cucina come in medicina, inoltre è noto fin dall’antichità, come foraggio per il bestiame (da cui il suo nome), per l’utilizzo dei semi come spezia o per le sue doti officinali.
Anche se oggi è poco conosciuto, nell’antichità non c’era popolo nel bacino del Mediterraneo che non lo consumasse e ne apprezzasse le qualità, tanto che molte culture lo consideravano una medicina vera e propria.
Basti pensare che nel 1550 a.C. gli egiziani ne descrivevano e ne enumeravano le caratteristiche in un documento (il papiro Ebers) in cui riportavano tutte le specie officinali che utilizzavano in cucina e in medicina. Sono però i romani che coniano il nome di fieno greco, proprio perché acquistavano questo ortaggio dalla Grecia, che a sua volta lo importava dai paesi arabi.
Se ne trova traccia nella Persia e nell’antico Egitto. A nord delle Alpi fu ambientata nei giardini dei monasteri dai monaci benedettini. Citata nel Capitulare de villis di Carlo Magno (del 795 circa).
Il fieno greco è un ortaggio poco conosciuto, almeno nelle cucine occidentali.
In Asia, specie in India, si è soliti consumare le foglie di trigonella come fossero verdura cotta, mentre in Europa sta iniziando a prendere piede l’uso dei semi germinati.
Il fieno greco è una spezia a cui sono sempre state attribuite qualità medicamentose e benefiche, per lo più riconosciute dalla scienza anche in epoca moderna.
È un alimento indicato per tutte le persone che soffrono di diabete, data la sua capacità di diminuire la glicemia promuovendo la produzione di insulina, un composto capace di abbassare i livelli di zucchero e stimolare la fame.
Il fieno greco agisce anche sul pancreas inducendolo a produrre bile; questo effetto contribuisce a regolare i livelli di colesterolo nel sangue, sia in soggetti affetti da patologie che in persone sane.
Anche gli sportivi possono trarre benefici dal consumo di questa pianta: l’elevata presenza di proteine dona alla spezia qualità toniche e ricostituenti; l’ideale prima e dopo uno sforzo fisico, specie per quelli che vogliono aumentare e tonificare la loro massa muscolare.
La Trigonella foenum-graecum comunque non contiene solo proteine, i semi di questa pianta sono un vero e proprio serbatoio di fibre e nutrienti: contiene notevoli quantità di vitamine (A, B e C) e di minerali, in particolare potassio, magnesio, calcio e ferro.
Tutte queste qualità rendono questa pianta una spezia così portentosa da essere stata inserita di diritto nella cerchia dei “superfood”, alimenti che oltre a essere buonissimi riescono a migliorare il funzionamento del metabolismo umano.
I semi vengono comunemente e largamente utilizzati in cucina. Ha un odore caratteristico per taluni di difficile apprezzabilità.
In India – maggior produttore e consumatore di fieno greco – si usano largamente i semi in cucina (p.es. per alcuni tipi di curry) e inoltre si consumano anche i germogli e le foglie, sia fresche che essiccate.
La tradizione popolare italiana la consiglia per aumentare la produzione di latte nelle puerpere e questa sua azione galattogena è riconosciuta anche in U.S.A. e nei paesi del Terzo Mondo.
È riconosciuto il ruolo dei semi come epatoprotettori in particolare nell’intossicazione da etanolo e nella steatosi epatica associata all’obesità.
Inoltre è considerato un ottimo ricostituente, in quanto ricco di saponine, che hanno l’effetto di stimolare l’appetito. È ricco di ferro, quindi è indicato per combattere le anemie, considerando che incrementa la produzione di globuli rossi svolta dal midollo osseo.
Per tutte le sue proprietà questa pianta trova oggi impiego anche in erboristeria, infatti nei suoi semi è contenuta la trigonellina e una ricca quantità di mucillagini: l’alcaloide e le mucillagini sono le molecole attive dei semi di fieno greco ed esplicano un’efficace attività come emollienti ed espettoranti. Questo non è il più comune utilizzo dei semi della Trigonella foenum-graecum: l’estratto è soprattutto un noto ricostituente, indicato per coloro che, per carenze nutrizionali o convalescenti, hanno bisogno di stimolare l’attività metabolica.
Precisiamo che il fieno greco è un fitoterapico considerato sicuro ed è venduto in farmacia, erboristeria e parafarmacia come integratore di libera vendita, ossia acquistabile senza ricetta medica.
Tuttavia, come è riportato sulle confezioni in commercio, l’estratto secco di semi non è indicato a chi è in terapia con farmaci ipoglicemizzanti.
Tra gli effetti avversi segnalati ci sono eventi di scarsa intensità a carico dell’apparato gastro-intestinale.
Il paziente dovrebbe attenersi alle dosi indicate sulla confezione e in caso di dubbi chiedere il consiglio del farmacista e del medico.

Modalità di Preparazione –
I semi di fieno greco possono essere usati come spezia solo dopo esser stati ammorbiditi: lasciandoli in acqua per una notte oppure, come da tradizione, tostandoli.
Il fieno greco tostato può essere usata come condimento alle insalate estive oppure in aggiunta a verdure cotte, piatti a base di funghi o di legumi, con le lenticchie in particolare. Bisogna però stare attenti a non esagerare con le quantità, il sapore di questa spezia può coprire i gusti degli alimenti. È opportuno seguire questo consiglio anche quando viene usato per preparare i soffritti in cui cucinare carne di manzo e di agnello.
Viene spesso usato come ingrediente del curry; il fieno greco è una spezia che nei paesi asiatici ha un grande valore in cucina, tanto da essere ingrediente fondamentale di moltissimi piatti di verdure e e di carne, ma anche nei dolci: è usato, ad esempio, in alcune varianti del buonissimo Halvan.
Come pianta medicinale si può preparare un decotto; in questo caso si possono utilizzare 2-3 cucchiai di semi essiccati in un litro d’acqua, fare bollire per almeno 15 minuti, lasciare intiepidire e filtrare, dolcificando a piacere. Per un effetto depurativo bere il decotto al mattino.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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