Lolium multiflorum

Lolium multiflorum

Il Loietto italico, o Loglio maggiore o Loiessa (Lolium multiflorum Lam., 1799) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Poaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Cyperales, Famiglia Poaceae e quindi al Genere Lolium ed alla Specie L. multiflorum.
Sono sinonimi i termini: Lolium multiflorum subsp. gaudini (Parl.) Schinz & Thell., Lolium multiflorum subsp. gaudinii (Parl.) Schinz & R. Keller e Lolium gaudinii Parl.Lolium italicum A. Br..

Etimologia –
Il termine Lolium proviene dal nome latino del loglio, pianta che si riteneva nociva alla vista in Virgilio e Plinio. Il termine multiflorum deriva da multus molto e da flos floris fiore: con molti fiori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Lolium multiflorum L. è una graminacea di origine mediterranea. Questa coltura è stata introdotta proprio in Italia, nella Valle padana, da cui successivamente si è diffusa in Europa ed anche in altri continenti, divenendo una delle graminacee di maggior impiego.
Il suo habitat è quello dei prati ruderalizzati, ai margini di strade, in discariche e incolti, su suoli limoso-argillosi piuttosto freschi, ricchi in basi e composti azotati, dal livello del mare ai 1300 m circa; è il principale componente del tappeto erboso delle marcite lombarde ove è utilizzato come ottima foraggera.

Descrizione –
Il Loietto italico è una specie erbacea annuale o biennale, con una crescita in altezza tra i 40 e i 100 cm; presenta cespi eretti che non formano un tappeto e rispetto al Loietto perenne ha un maggior vigore.
Le foglie sono più larghe di quest’ultimo ed hanno orecchiette e ligule più pronunciate, e spighette aristate.
Il frutto è un antecario con cariossidi di 2,5-5 x 0,7-1,5 mm, compresse dorsalmente, oblunghe, solcate longitudinalmente. Spighette 8-22flore di 0,8-3 cm, che si disarticolano sopra le glume e sotto i fiori; glume lanceolate di 12-14 mm con 5-7 venature, margine membranoso; lemmi oblungo lanceolati di 7-8 mm, con 5 venature, normalmente aristati; palee uguali ai lemmi, cigliate lungo le chiglie.

Coltivazione –
Il Loietto italico viene coltivato soprattutto per le sue caratteristiche salienti che sono: la rapidità di insediamento e la sua aggressività che lo portano a dominare nei miscugli, precocità di produzione. La pianta ha comunque scarsa resistenza al freddo, attitudine a rispiegare ripetutamente con conseguente facilità di disseminazione a vantaggio della persistenza della coltura.
In alcune coltivazioni viene consociato con il trifoglio violetto; più spesso nei prati irrigui, con il trifoglio bianco, ma in genere tende a prendere il sopravvento sulle leguminose. Per questo motivo, nei miscugli polifiti, dove la loiessa viene di solito impiegata per rinforzare il primo ciclo produttivo, conviene limitarla nella quantità.
Il Lolium multiflorum è meno adatto al pascolamento rispetto al Loietto inglese.
Comunque accanto a forme tipicamente annuali indicate per erbai, esistono forme biennali adatte anche per prati di breve durata.
Esistono varietà annuali come la var. westervoldicum, tipiche da erbaio, e varietà biennali e triennali come ad esempio Lolium multiflorum var. italicum a cui appartengono i loietti delle marcite lombarde. I primi sono idonei per erbai, mentre i secondi si ritrovano nei miscugli adoperati nei prati polifiti poliannuali. La semina non presenta difficoltà e si effettua in epoca autunnale (settembre-inizio ottobre). Come detto alcune varietà sono sensibili al gelo. L’erbaio in purezza necessita di un maggior apporto di azoto all’impianto e successivamente in copertura.
Le numerose varietà oggi disponibili (circa 250 in Europa, di cui 54 iscritte al Catalogo italiano) provengono dai più disparati Paesi, coprono una gamma di precocità di circa 2 settimane, e si distinguono in alternative e non alternative. Alcune sono tetraploidi.
Le varietà italiane più affermate sono: “Asso” alternativa, biennale e precoce; “Crema” e “Menichetti”.

Usi e Tradizioni –
Il Lolium multiflorum è una essenza tipicamente da sfalcio: il primo sfalcio avviene a metà maggio, poi ogni 5 settimane (rifiorente). Il foraggio di loiessa, di buona qualità, può essere consumato fresco, affienato o insilato. La coltura inoltre, viene utilizzata, soprattutto in centro Europa, per il pascolo.

Modalità di Preparazione –
Il Loietto italico è una specie tipicamente da sfalcio per l’alimentazione degli animali mentre non ha imieghi in campo alimentare umano o farmaceutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *