Come potare il Carrubo

Come potare il Carrubo

Il Carrubo (Ceratonia siliqua L., 1753) è un albero da frutto della famiglia delle Fabaceae. Si tratta di una pianta prevalentemente dioica in quanto esistono piante con soli fiori maschili e alberi con fiori solo femminili, mentre più raramente presentano fiori di ambedue i sessi sulla stessa pianta.
In questa scheda vedremo come potare il carrubo tenendo conto che, oltre alle sue caratteristiche di differenza tra piante maschili, femminili e piante con fiori di ambedue i sessi, si può avere sullo stesso carrubo contemporaneamente fiori, frutti e foglie, essendo una pianta sempreverde e con la maturazione dei frutti molto lunga.
Un’altra caratteristica importante del Carrubo è che la sua crescita è alquanto lenta, con una longevità molto alta, che arriva tranquillamente fino a 500 anni.
Quando piantate un albero di carrubo considerate che lo vedranno decine di generazioni dopo di voi; un modo per lasciare qualcosa di molto concreto alla storia dei nostri figli.
Per via della sua longevità e della crescita lenta l’intervento di potatura più importante è quello iniziale; impostare una chioma equilibrata nei primi anni di vita significa ottenere una pianta ben conformata, non sbilanciata che potrebbe avere problemi di stabilità poi in età avanzata.
Per questo motivo, il primo intervento di potatura del Carrubo, inizia subito dopo la messa a dimora della pianta.
La potatura, come detto, è fondamentale, anche se si tratta di un fruttifero allevato con una forma naturale, in quanto sarà proprio questa che determinerà l’intera vita (ed anche aspetto estetico) della pianta.
Si ricorda che le forme di allevamento del carrubo tengono in considerazione il portamento naturale della pianta. Il legno che caratterizza questa specie diventa particolarmente nodoso e contorto soprattutto con il passare degli anni.
Nell’assecondare, inoltre, la tendenza della pianta a crescere secondo la sua tendenza naturale le forme di allevamento più utilizzate sono: a vaso libero o a vaso cespugliato.
Inoltre la forma di allevamento deve tenere in considerazione il tipo di raccolta. In genere si attende la cascola totale dei frutti raccogliendoli man mano che maturano ma ciò non è sempre possibile soprattutto per il prodotto destinato all’industria. Per la raccolta industriale vengono utilizzati strumenti meccanizzati, la forma di allevamento quindi deve tenere conto dell’altezza per il paesaggio dei mezzi; si sceglie quindi di allevare la chioma abbastanza alta.
Per la potatura di formazione del Carrubo, quindi, l’obiettivo principale è quello di privilegiare lo sviluppo dell’asse centrale. A tal fine nei primi anni di sviluppo si darà libero sfogo alla crescita del getto centrale, effettuando dei brevi tagli sulle ramificazioni lungo il tronco ed eliminando i rami più bassi.
Nella forma a Vaso libero si deve ottenere un tronco molto alto; così il fusto principale viene allevato fino ad un altezza intorno agli 1,5 m dopo il quale dipartono le branche principali. Questa è la forma che più rispetta il portamento naturale della pianta. La prima operazione consiste pertanto in un taglio dell’astone principale ad una certa altezza (si consiglia 1,40 – 1,50 cm) lasciando in quel punto le branche che daranno origine all’intera chioma. Anche qui si può procedere lasciando 3 oppure 4 branche ma per la mole che avrà la pianta in futuro si consiglia la scelta a 4 branche in modo da dare una maggiore stabilità e distribuzione dell’intera chioma su 4 anziché su tre branche. Le branche dovranno avere una inclinazione rispetto al suolo di 60° e distanti tra di loro (nel caso della opzioni con 4 branche) con una angolatura di 90°.

Le operazioni preliminari devono prevedere la rimozione dei rami che crescono troppo bassi sotto il punto in cui si dovranno sviluppare le branche. Dopodiché si lasceranno crescere indisturbate le ramificazioni, guidando inizialmente il tronco tramite la dotazione di un paletto in legno.
Lo sviluppo dovrà essere lasciato libero fino alla prima fruttificazione dopodiché si elimineranno le branche formate di due anni di età favorendo la produzione di nuove ramificazioni giovani. Effettuando questi interventi di potatura si spingerà la pianta a produrre una chioma più ampia e meno sviluppata in altezza.
Se si vuole dare maggiore altezza alla pianta, contenendo l’estensione della chioma e allevandola nella crescita alta in modo da avere una raccolta meccanizzata agevole, si deve partire in primavera dall’astone principale, si scelgono prima di tutto 4 rami ben distanziati e distribuiti lungo l’asse del tronco partendo da un altezza di un metro. Le ramificazioni più deboli e quelle in eccesso vanno eliminate da subito. Si lasciano invece i rami che sono abbastanza sani, questi verranno poi cimati nel periodo estivo. Se non è presente una quantità di rami sufficiente è bene lasciare quelli meno sviluppati e cimarli in seguito in estate.
Successivamente, negli anni seguenti, si procederà alla cimatura nel periodo estivo delle ramificazioni più basse in modo da favorire lo sviluppo dei rami verso l’alto.
Per quanto riguarda la potatura di produzione, questa si pratica a partire dal mese di aprile (o prima nelle regioni del sud), al nord invece è meglio attendere la fine delle gelate e rimandarla nella seconda parte della primavera. In alternativa può essere effettuata subito dopo la raccolta eliminando anche le ramificazioni danneggiate (se si è proceduto alla raccolta meccanizzata con scuotitori).
Da sottolineare che sul carrubo non è necessaria una vera e propria potatura degli alberi adulti, tant’è che si interviene sporadicamente ogni 2 o tre anni.
Importante è che, l’intervento più importante della potatura di produzione venga effettuato negli anni in cui la stagione è particolarmente favorevole e si può avere un buon raccolto, abbondanza di fiori e periodi con piogge distribuite ma non insistenti.
I tagli devono riguardare la parte alta della chioma nel punto centrale, qui si dovrà permettere una buona distribuzione dei rami rimuovendo quelli molto fitti e affastellati per permettere alla luce di penetrare all’interno. Non bisogna mai eccedere negli interventi cesori per non rallentare le successive annate di produzione nella pianta che tenderebbe a ripristinare le parti eliminate.
Un’altra operazione, che riguarda però le piante già adulte e formate, è la potatura di rinnoco.
Questa tecnica consiste nella rimozione delle ramificazioni danneggiate e troppo deperite per poter supportare la crescita di ulteriori sotto-rami. In questo caso la prima cosa da fare è quella di sfoltire la parte centrale eliminando le ramificazioni affastellate. Dopodiché si procederà con la rimozione alla base dei rami di 1-2 anni di età che crescono verticalmente sulle branche. Allo stesso tempo verranno tagliati i rami danneggiati fino al legno sano, quelli deperiti invece andranno rimossi alla loro intersezione.
In ogni taglio, soprattutto su esemplari di età avanzata, dovrà essere apposto del mastice protettivo.
Infine una nota sulla potatura verde. Questa tecnica si effettua ogni due o tre anni soltanto su piante adulte che hanno già assunto la loro forma finale e sono entrate in produzione.
In questo caso i tagli devono riguardare solo le forme che vanno allevate in altezza, si tratta di cimature sulle ramificazioni più basse come descritto nella potatura di allevamento.
In tutte le operazioni di potatura ricordatevi di usare attrezzi ben taglienti e, preliminarmente, disinfettati e di utilizzare il mastice protettivo soprattutto se si devono eliminare branche o ramificazioni spesse danneggiate dalle intemperie.
Ricordiamo inoltre che i tagli su rami grossi del carrubo si rimarginano molto lentamente, per cui questa operazione va eseguita solo se necessaria.




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