Come coltivare l’Albizia

Come coltivare l’Albizia

L’Albizia o Falsa acacia o Mimosa di Costantinopoli o Gaggìa arborea (Albizia julibrissin Durazz., 1772) è una specie arborea della famiglia delle Fabacee, originaria delle regioni dell’Asia orientale e sud-occidentale comprese tra l’Iran orientale, Cina e Corea.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Albizia ed in quale contesto inserirla. Infatti la chioma degli alberi adulti fornisce una zona d’ombra piacevole. I fiori di questa varietà vanno dal bianco al rosso sfumato, ma vi sono anche varietà color crema e giallo paglierino.
L’Albizia viene coltivata come arbusto ornamentale in parchi e giardini, nota per l’aspetto setoso dei suoi fori e per l’ombrello di foglie orizzontali che sviluppa. È una pianta a crescita veloce e con bassa necessità d’acqua che consente di piazzare la pianta anche in luoghi dal clima contraddistinto da estati molto calde. Nei climi molto caldi è consigliabile posizionare gli esemplari di Albizia in zone semi-ombreggiata, soprattutto nelle ore più calde del giorno; nei climi più freddi, con gelate anche verso la fine dell’inverno, è bene posizionare l’Albizia in una zona leggermente protetta dal vento freddo.
L’Albizia richiede zone luminose, con almeno alcune ore di luce solare diretta ogni giorno e sopportano molto bene il gelo, fino a circa -25°C, ma anche la siccità, il vento, l’inquinamento, la salsedine; in molte città italiane vengono utilizzate nell’arredo urbano.
Gli alberi già adulti sono autosufficienti, non necessitano di alcuna cura, in quanto si accontentano dell’acqua delle precipitazioni, e formano una chioma ben equilibrata ed ordinata, che non necessita di formazione. Per quanto riguarda invece le giovani piantine hanno bisogno di annaffiature estive, sicuramente al momento dell’impianto, ma anche in seguito in caso di siccità prolungata.

Per quanto riguarda il posizionamento è bene sapere che produce una chioma molto allargata, per cui, al momento dell’impianto, è bene posizionare l’alberello dove possa tranquillamente sviluppare la sua chioma, quindi ad almeno alcuni metri di distanza da altri alberi o da costruzioni. La pianta può essere coltivata, soprattutto nelle zone fredde, in vasi molto grandi e tenuta anche in appartamento in zona molto luminosa.
Per la coltivazioni di questa pianta, si ricorda che, essendo una leguminosa, non necessità di concimazioni azotate per via dei batteri azoto fissatori presenti nelle radici. In ogni caso, a fine inverno, si usa concimare le piante in via di fioritura, interrando attorno al fusto piccole quantità di stallatico ben maturo. Sempre nel periodo di fine inverno è consigliabile asportare dagli esemplari più giovani i rami più sottili, o rovinati dalle intemperie.
Per l’impianto dell’Albizia si può scegliere sia l’ autunno che la primavera; nei climi rigidi è però preferibile fare l’impianto in primavera per evitare le gelate invernali. Il terreno dove impiantarla deve essere drenante. Prima dell’impianto basta mettere nella buca 3-5 Kg di letame maturo o di altra sostanza organica ben umificata. La buca dovrà essere di circa 60 cm di diametro e di profondità.
Nei climi più freddi, nella prima fase della crescita, fino ai due anni, è bene nel periodo invernale realizzare una pacciamatura intorno alla base della pianta per proteggerla dalle gelate.
Nei climi molto caldi invece, sempre nei primi anni, è opportuno proteggere la cima per evitare che i giovani germogli siano bruciati dal sole.
Per quanto riguarda gli interventi di potatura, questi si rendono necessari nel periodo di formazione, che si effettua all’inizio della primavera, mentre diventeranno sempre più rari nell’albero adulto.
Per la potatura di formazione della pianta, scegliete lo stelo più dritto e più robusto; inoltre non dimenticate di provvedere la pianta di due tutori piuttosto solidi per favorire lo sviluppo di un fusto eretto, ed evitare che la pianta possa essere danneggiata dal vento. A questo punto eliminate gli altri steli più deboli e i rami laterali; lasciate crescere lo stelo e, quando avrà raggiunto l’altezza che considerate adatta, tagliate la cima e lasciate i rami laterali che si svilupperanno spontaneamente. Se volete favorire la formazione di una chioma emisferica, bisogna eliminate i rami a crescita verticale e i rami che si incrociano o si sovrappongono; si assisterà così ad una progressiva formazione ad ombrello della chioma.
L’importante è che le potature non siano mai drastiche ma graduali ogni anno in quanto l’ Albizia julibrissin è una specie che sopporta male i tagli eccessivi; inoltre gli interventi è bene che vengano fatti nel periodo estivo per agevolare la cicatrizzazione dei tagli.
Per quanto riguarda le irrigazioni la pianta va innaffiata, soprattutto nei primi anni, nel periodo estivo, successivamente le radici della pianta diventano abbastanza profonde da andare a reperire da sole l’acqua. In vaso ovviamente l’irrigazione va effettuata quando il substrato nei primi centimetri si secca.
Vediamo adesso la riproduzione: l’Albizia si può riprodurre per semina, per pollone radicato e per talea, ma in quest’ultimo caso le probabilità di successo sono limitate. La semina in genere avviene spontaneamente, e in questo caso l’albizia, in terreni particolarmente fertili, può diventare perfino infestante.
Se coltivate già l’albizia e intendete ottenere delle giovani piante dai semi, recuperate i semi a fine autunno quando ormai sono essiccati, ma prima che si disperdano a causa dell’apertura dei baccelli. I semi devono essere conservati al buio, in un luogo fresco e asciutto. Per effettuare la semina bisognerà aspettare l’anno successivo, a primavera inoltrata, quando la temperatura avrà raggiunto almeno i 20-25 °C. Per facilitare la riproduzione, prima della semina lasciate i semi nell’acqua per qualche giorno.
La riproduzione per talea fa effettuata invece nel periodo estivo utilizzando dei rametti semilegnosi, anche se si tratta di una tecnica più delicata e per i più esperti.

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