Citrus trifoliata

Citrus trifoliata

L’Arancio trifogliato o Ponciro (Citrus trifoliata L., 1763) è un agrume appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae, Sottofamiglia Aurantioideae, Tribù Citreae e quindi al Genere Citrus ed alla Specie C. trifoliata.
Sono sinonimi i termini: Poncirus trifoliata (L.) Raf., Aegle sepiaria DC. , nom. illeg. e Citrus triptera Desf..

Etimologia –
Il termine Citrus è il nome latino del cedro e limone, dal greco greco κέδρος kédros cedro e κίτρον kítron limone. L’epiteto specifico trifoliata è composto dal prefisso tri- tre e da fólium foglia: che ha cioè solo tre foglie oppure con foglie composte di tre foglioline.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Citrus trifoliata è un agrume originario della Cina centrale e settentrionale e della Corea, che oggi viene coltivato in tutto il mondo.

Descrizione –
L’Arancio trifogliato è un piccolo albero a crescita rapida con portamento cespuglioso irregolare. I rami hanno di solito delle lunghe spine appuntite, ma sui rami di un anno si sviluppano anche speroni privi di spine, con internodi ravvicinati.
Le foglie sono trifogliate, con una apicale più grande e due laterali più piccole, e piccioli provvisti di alette. La pianta presenta una fioritura particolare: I boccioli fiorali si formano all’inizio dell’estate ma si aprono solo la primavera seguente, prima dell’emissione delle foglie. I fiori sono singoli e di medie dimensioni.
Il frutto è un esperidio verde, giallo a maturità, piriforme o globoso, con diametro fino a 5 cm, ricoperto da una pelle spessa, fragrante, oleosa per ghiandole ben visibili, ruvida al tatto e leggermente pubescente, con numerosi semi ovoidi, biancastri.
È l’unico agrume a foglie decidue.

Coltivazione –
Il Citrus trifoliata è una pianta molto resistente al freddo (fino a -15°C), che viene coltivato a scopo ornamentale o come portainnesto per altri agrumi (conferisce infatti una buona resistenza al freddo, una elevata adattabilità ai terreni umidi, resistenza al nematode degli agrumi e alla gommosi del colletto, un’entrata precoce in produzione e una buona qualità dei frutti; molto apprezzato per le piante in vaso perché ha un effetto leggermente nanizzante e un apparato radicale superficiale). Oltre a conferire alle nuove piante resistenza al freddo e alle malattie, sembra che le piante di Citrus trifoliata favoriscano raccolti più abbondanti.
Per la sua resistenza al freddo questo agrume ha la possibilità di essere coltivato ben oltre la classica fascia temperata riservata agli altri agrumi. La pianta si propaga facilmente per seme e talea. Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla scheda specifica.

Usi e Tradizioni –
L’Arancio trifogliato o Ponciro era il preferito dei frati Francescani e dei frati Certosini che lo coltivavano nel chiostro dei conventi o come albero isolato o come siepe di recinzione. Il termine Ponciro sembra derivare dal francese pomme de Syrie (pomo della Siria).
Questo particolare agrume viene coltivato, oltre che come portainnesto, come pianta per combattere l’inquinamento ambientale nei parchi, nei giardini e lungo le arterie stradali e autostradali più trafficate.
Incrociando l’Arancio trifogliato con alcune specie del genere Citrus sono stati ottenuti alcuni ibridi: Citrange, che sono ibridi di Poncirus trifoliata x Citrus sinensis; Citrumeli, che sono ibridi di Poncirus trifoliata x Citrus paradisi.

Modalità di Preparazione –
L’esperidio, cioè il frutto del Ponciro, non è commestibile da crudo anche a causa dei troppi semi contenuti dentro il frutto. Cotto è ottimo per la preparazione di marmellate; come macerato per la produzione di alcuni liquori e, tritato e deidratato, come spezia. Ha un gusto molto amaro ma dotato di un gradevole profumo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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