Come coltivare la Borsa del pastore

Come coltivare la Borsa del pastore

La borsa di pastore chiamata anche da pastore o del pastore, (Capsella bursa-pastoris (L.) Medik. 1792) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.
Essendo una pianta di facile adattamento è facilmente coltivabile in svariate condizioni e situazioni: in casa, in giardino e in vaso, perché non richiede cure e non ha esigenze particolari. La borsa di pastore può essere annuale o biennale, a seconda delle specie, e necessita di pochissima acqua, dal momento che imperversa indisturbata anche nei terreni più incolti. È tra le prime piante a germinare, tant’è che non appena si scioglie la neve, ecco che si ripresenta subito la nostra Borsa del pastore, fresca e verde.
Diciamo che i suggerimenti per coltivarla sono pochi. Basta avere un terreno ben drenato e molto soffice, ma da annaffiare solo di rado, circa ogni due settimane.

 

Volendo concimarla, è possibile farlo in primavera, fornendole un terreno misto ma contenente molto azoto (non usare mai quello in forma minerale). Di solito non è considerata una pianta da abbellimento, per cui chi la coltiva sceglie di farlo perché la utilizza a scopi curativi oppure in cucina. Di questa pianta non si utilizzano solo le radici. Per il resto, oltre che per le proprietà medicamentose per le quali viene utilizzata in caso di ciclo mestruale abbondante, per la cura di varici ed emorroidi e nella diarrea, può essere mangiata cruda in insalata e le sue foglie ricordano molto il sapore del cavolo.
Le foglie e i frutti della Capsella possono essere raccolti sempre, ma è preferibile farlo nel periodo balsamico, quello in cui i principi attivi sono al massimo e possiamo trarne maggiore beneficio. La raccolta è pertanto tutto l’anno. Per la conservazione è consigliabile essiccare le sue parti in ambienti secchi e raccolti in mazzi.
Per quanto riguarda le avversità si ricorda che spesso nell’infiorescenza della pianta si insedia una peronosporacea (Albugo candida) provocando una malattia chiamata “ruggine bianca”; questa si manifesta torcendo ed ingrossando l’asse fiorale. Questo è uno dei motivi per cui la pianta non deve mai trovarsi in condizioni di eccessiva umidità sia atmosferica che del terreno.




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